Tuesday, 27 December 2016

Evasione

Si desidera ciò che non si conosce.
Si desidera ciò che non si può avere.
Ciò che si ha, annoia.
Chi si accontenta finge di godere, ma in verità non è che Volpe sotto una vite.

...

Che palle, che mediocrità!

Io voglio evadere da questa ridicola catena alimentare!

Io credo si possa teorizzare e perfino osservare empiricamente tutt'altro: che si possa amare di più se più si conosce, che si possa conquistare e non smettere di imparare a desiderare e voler bene, e che la vita sia più ampia ed articolata di una fiaba.

Friday, 23 December 2016

Presenza costante

Scendo a fare quattro passi in città.

Da casa bastano una ventina di minuti appena.

Preferisco i vicoli alle strade, i ciottolati all'asfalto.

Dal quartiere scivolo verso la città.

Sul mio cammino prima i giardini, poi le botteghe, infine i negozi, i condomini, le luci del centro.

Entro in un paio di negozi, chiacchiero con una commessa, sfoglio un volume.

È pomeriggio, mi siedo al tavolino di un bar, ordino caffelatte chiaro ed un croissant con la marmellata.
Una bella commessa, gioiosa e giocosa, passando tra i tavolini con grazia scherza sulla sua linea, perfetta, ed io ne approfitto per dirle che è appunto ... perfetta.

Guardo l'ora ... è tempo di tornare a casa, tra poco c'è la Juve e voglio vedere la partita col babbo (PS: pessima partita!).

Arrivo alla fermata, attendo, salgo in vettura.

È buio quando sono di nuovo al portone di casa.

Abbiamo ospiti, la figlia del mio caro maestro di musica, e suo marito.

Inizia il collegamento da Doha, prendo spazio in poltrona.

La Juve parte bene, ma poi si unfortuna Alex Sandro, e tutto cambia.

...

Mal di schiena.
Mal di schiena.
Mal di schiena ...

Mal di schiena.

Ma di che mi meraviglio?

Domani ti parlerò di Maddalena Balsamo.

Thursday, 22 December 2016

Biblioteche

Ho passato qualche giorno nei Paesi bassi, e visitato Amsterdam, Den Haag ed altre città.

Più dei canali mi hanno impressionato le biblioteche.

Li è il nostro futuro.

Di ritorno in Italia in aereo ho viaggiato accanto ad una giovane ragazza con gli occhiali ed un telefonino scarico, ed un messaggio importante da scrivere.

Da un paesino della Calabria è partita giovanissima alla ricerca del suo futuro: corso di laurea a Torino, tesi all'estero.

Amo le donne, ed ancora di più quando sono intraprendenti, coraggiose ed impaurite.

Abbiamo riso e parlato di viaggi, di tempo e pazienza, di Italia, dinamismo, di libri.

Li è il nostro futuro.

Saturday, 17 December 2016

A Sasha

A Sasha piace scopare.
Mi bacia, si lascia carezzare.
Parliamo di tante cose.

Ma quando mi sale sopra ed inizia a cavalcare, o quando mi chiede di prenderla da dietro,  lei scopa, perchè lei vuole scopare, punto e basta.

L'ultima volta è stato molto bello.

Ormai sono in partenza, e volevo vederla, per salutarla, per farle sapere che non la dimenticherò, e per fotterla ancora una volta.

In questi 5 anni ci siamo visti nemmeno una decina di volte, ma a conti fatti tra tutte le donne con cui sono stato è certamente quella che ho scopato di più.

Non è la più bella.
È tra le più porche, e credimi ti manda fuori di testa quella (unica) volta che ti chiede 'do you want to try some anal', e, già a novanta gradi per una pecorina in figa, con la mano te lo prende e se lo infila lentamente nel culo ...
È tra le più porche, ma non è la più brava.

È la più complice.
È matura.
Prima e dopo e tra la prima e la seconda parliamo, ci ricordiamo di quel che ci siamo detti.
Ridiamo, poi passiamo alle cose della vita, la mia malattia, sua madre morta da giovane, i bigotti, la vita in campagna.

Forse ha simulato ogni singolo orgasmo, quando (non sempre) ha detto d'averlo raggiunto.
Forse lo dice a tutti (ma ha fatto ricerche sulla mia malattia, me ne ha parlato).
...

Sta di fatto che ogni tanto fa bei complimenti al mio cazzo, o, parole sue, 'gorgeous cock'.

Io la prendo sul ridere.
Sarà che da queste parti rispetto gli italiani sono meno equipaggiati, chè in effetti altre hanno apprezzato o addirittura lamentato dolori sulla distanza, ma credimi: disquisizioni su certi calibri possono davvero degenerare in ilarità.

L'ultima volta è stato fantastico.

Era sopra di me, e cavalcava.
Io ho la schiena fusa in un blocco irrigidito, e faccio fatica, allora a volte mi metto li e lascio che sia lei ad andare su e giù.

Cavalcava e ansimava.
Ad un certo punto si è chinata in avanti, per baciarmi.
Le candele che illuminavano la stanza hanno catturato in un istante un sorriso di godimento autentico sul suo viso ... era quello della gioia contagiosa che io, che di mio difficilmente ho di che provar piacere, cerco nel sesso.
Poi si è alzata, è scesa a prenderlo in bocca con avidità voluttosa, ed ancora è tornata su di me per 'more'.

Un istante l'ho vista animata da un demone ... il mio, il nostro.

Dopo pochi minuti eravamo esausti, sudati e felici, stesi l'uno accanto all'altra.

Lei parlava del mio cazzo, che, dice, le piace davvero.

Ehy, non sono certo un porno attore, figurarsi, ma di tutto il mio corpo quella è una delle poche parti non umiliate dalla malattia (per quanto alcune terapie mediche abbiano forse compromesso in parte alcune funzioni).

'Too bad', ho detto ridendo, 'that girls don"t know about it'.
'It's a shame' ha risposto 'that it is not something one can see'.

Ho fatto la faccia seria, e le ho detto che avrei preso in considerazione l'ipotesi di andare in giro ignudo a quell'altezza.
Ha commentato ridendo che così rischierei la galera.
Ho controbattuto dicendo che 'as long as' ad arrestarmi sono sexy poliziotte a me va benissimo ...

Sasha mi mancherà.
Mi mancherà giocare con lei.

Tuesday, 13 December 2016

A proposito di ...

Non so mai come chiamarle.

Se uso il termine 'puttane', che è violento, degradante e offensivo, è per tenerezza ed affetto nei loro riguardi, perchè intendo dire che ogni volta che qualcuno le chiama così, violentandole, degradandole, offendendole, io sono dalla loro parte, perchè io voglio bene ai fragili, agli emarginati, ai custodi degli aguzzi cocci di bottiglia.

Ad oggi ne avrò frequentate occhio e croce un centinaio, e se di alcune mi sono dimenticato altre sono ancora qui, ed a volte mi domando che fine abbiano fatto, se stiano ancora aspettando, od abbiano cambiato vita.

Mi domando ora dove sia Maxi, la ballerina americana che preferiva fare la puttana in un bordello piuttosto che spacciare, o la bellissima Lora, ragazza di famiglia circense, metà serba e metà bulgara che, stanca di una vita, curiosa del mondo, partì senza bagaglio e scelse di esplorare la vità più che l'atlante.

Ho dovuto, e questa esigenza è tuttora attuale, evitare sia il pallore di una vita cruda e fredda (a causa di una condizione di oggettiva difficoltà che mi ha appesantito la vita), non toccata dall'ardore della passione, che l'indifferenza del consumatore seriale, del cinismo di chi pretende di acquistare una prestazione.

A conti fatti ci vado raramente.

A conti fatti ho fatto poche cose bizzarre.

Giusto una volta ho voluto provare a farlo con due ragazze, ma non c'è naturalezza se si deve (giustamente) cambiare preservativo ad ogni penetrazione, nè intimità, chè non si possono conoscere contemporaneamente due straniere, ed io ambisco alla naturalezza, ed io ambisco all'intimità.

...

Potrei andare avanti per ore, ma sto perdendo di vista il tema di questa mia riflessione ... Sasha!

Monday, 12 December 2016

It's a shame!

Perfetto ...

Sasha mi ha illuminato, mi ha spiegato come fare per far razzia di donne.

Vorrei parlartene ora, ma sono esausto e devo rimandare.

A domani: se non mi arrestano prima ti spiegherò tutto :D

Sunday, 11 December 2016

Follia

Mi concedo buffi attimi di follia.
Me li concedono cari amici, dolci amiche.

Così non c'è bisogno d'altro che di noi stessi, ed il poco sufficiente a vivere, per essere contenti, e ricevere e donare affetto.

Scanso le pubblicità.
Non capisco la bulimia del consumismo.
Colleziono foglie d'autunno e rametti d'alloro.

Sogno sorrisi ed abbracci, e l'amore per la femminilità.

Ogni tanto mi osservo: innegabilmente cadaverico, scoliotico e sofferente.

Precipitato tanto in profondità dall'essere riemerso, oppure morto e resuscitato.

...

Monday, 5 December 2016

Fatti

Inizio a regalare libri ai colleghi più cari, ad interessarmi al trasloco.

Ieri sono stato, con un caro amico d'infanzia che ho avuto ospite per qualche giorno, in uno dei tanti bei bistrò del centro.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con la graziosa cameriera-studentessa che serviva ai tavoli, e come sempre capita ci ha chiesto di dove fossimo.

Risposto, accennando alla 'tiny lovely city surrounded by mountains and lakes', le ho poi chiesto di dove lei venisse.

'Zurich', ha detto.

Io li ho fatto il mio PhD.

In un attimo sono tornato al mio quartiere, alle numerose fontane, al vigneto, ai boschi ... ed ho sentito tutto di nuovo, ed ho sentito nostalgia dolce e una strana ebrezza ... l'essere relativo si, ma consapevole.

In un attimo sono stato esule accanto ad un esule, ed è stato bello.

Da domani sarà una città in più a donarmi nostalgia e ricordi.

Sono forse incapace di vivere le emozioni, ma credo di saperle arricchire.

Sunday, 27 November 2016

La dolcezza

La mia natura più autentica è la dolcezza.

È ancora più difficile da mettere in pratica che non l'amore o la passione.

Ne ho urgenza più che dell'amore o della passione.

...

Sunday, 20 November 2016

Pensieri e ricordi

Da bambini noi provavamo una tenerezza infinita per i poveri.

Una volta chiesi a mia mamma cosa significasse 'barbone'.

Ascoltavo 'portava i scarp de' tennis' di Jannacci e volevo capire chi fosse quel signore con gli occhi da buono che non avevo capito che fine avesse fatto.

La mamma mi spiego' qualcosa, e mi rimase impressa l'immagine degli 'avanzi' che erano i suoi pasti.

Sentii il sapore disgustoso del grasso del prosciutto cotto che proprio non riuscivo a mandar giù.

E sentii il freddo che, nella spiegazione della mamma, l'aveva forse ucciso.

Quando si è mingherlini sentire freddo è soprattutto ricordare il freddo.

...

Ricordare, ovvero aver vissuto, è indispensabile per poter sentire.

Oggi mi rendo conto che ha senso, questo dolore, solo perchè di una trama, quella della mia vita, io ho fatto un dizionario, e posso combinare parole ed esperienze, ed evadere dalla meschinità e dall'angoscia del passato.

Resta tutto compromesso e limitato, ma ogni tanto mi sembra d'aver vissuto, e perfino di star vivendo.

Friday, 18 November 2016

Non mi ricordo ...

Non mi ricordo più chi sono.

Ho talmento a lungo, e con tale cura adattato il comportamento alle circostanze da non riconoscere più i miei autentici sentimenti.

Amo la solitudine perchè è stata per anni l'unica condizione nella quale non ho dovuto mentire.

Gioite, amanti ... ma non solo del corpo, delle libertà che la passione vi dona ...
Gioite della straordinaria possibilità di ritrovare ed affermare voi stessi in un altro individuo.

Wednesday, 16 November 2016

A volte

A volte mi chiedo se anche a te non sembri che si sia persa umanità a questo mondo.

Non si crede più a nulla perchè non si può credere a ciò che è misurabile.

E noi, idioti, ormai misuriamo ogni cosa.

Monday, 14 November 2016

Racconti

Dalla brughiera ai canali.
Dai castelli ai mulini a vento.

Nei ricordi scivolerà ciò che oggi è la mia quotidianità: il turbine notturno del vento, i visi delle persone a me care, gli alberi che tutto delimitano e sostengono.

...

È un fallimento in fase di realizzazione la mia vita.

A volte temo che solo la morte potrebbe sostenere l'apparenza di una decenza solo agnognata, e di traguardi che non raggiungerò mai.

Non sento più nulla per le donne.

Una volta la sola presenza di uno sguardo mi mandava in confusione, e lo sentivo battere davvero, il cuore.

...

Tutto un disastro, eppure non sono mai stato così sereno.

Monday, 7 November 2016

Motivazioni

Una delle motivazioni più cocenti, per chi medita di uccidersi o lasciarsi morire,  è la consapevolezza di non poter più vivere o comunque aver raggiunto i più alti gradi di comprensione ed estasi.

Che tu ci creda o no, il dolore disvela, o può disvelare, questi misteri, e per certi versi esaurisce le aspettative della vita.

Quanta superficialità nei volti e nei gesti.
Quale insostenibile superficialità.

Uomo, vile, traditore e ozioso, mi hai annoiato.

...

PS: queste sono visioni e ricordi, non il mio presente. Sto esercirando la mia capacità di vivere il mio passato ...  ed è stupefacente come ci riesca.

10 minuti fa ero un altro, quello che sarà domani.

Sunday, 6 November 2016

Saturday, 5 November 2016

Sulla ricchezza

C'è chi colleziona quadri o sculture.
Chi addobba le proprie case di oggetti d'arte unici, di valore inestimabile.
Penso anche a chi spende fortune considerevoli in impianti d'altissima fedeltà, proiettori, ritrivati tecnologici capaci di ripridurre opere audio-visive stupefacenti.

Apprezzo l'arti visive, ed adoro la musica, ma non spenderei certo una fortuna per una tela, un manufatto qualsiasi, e oltre 'tot' non andrò mai per costruire il mio impianto stereofonico.

Sono fortunato, che vuoi che ti dica?

Mi bastano pochi libri, magari usati, o in edizione super economica, e carta e matita.

Leggo poco, ma intensamente.
E dentro vedo, e sento e vivo.
Ogni tanto scrivo, in modo spesso sconveniente e sincero.

È nella scrittura ch'io trovo l'emozioni più travolgenti, e forse è così perchè solo nella scrittura so esprimermi.

Pensieri

Mi piacerebbe discutere con te di 'Furore'.

La stanchezza di questi primi giorni di gelo mi priva delle risorse necessarie per scrivere, non di quelle che sottendono al ragionamento ed ai sentimenti.

...

Penso in termini astratti 'alla vita', 'ai grandi numeri', 'alla società'.

Poco è cambiato, tra i grandi numeri e la società, negli ultimi anni.
Eppure la mia vita è cambiata.
Forse sono solo invecchiato, chi lo sa.
In verità i miei desideri, di bellezza e carnalità, non sono mutati più di quel tanto, semplicemente sono secondari rispetto l'elaborazione dei sentimenti.

...

Domani ti racconterò di quella volta che ...

Tuesday, 1 November 2016

News

Mi hanno offerto un lavoro.
Per un paio d'anni potrei vivere nei Paesi Bassi.

Adesso ci penso un po' su.

Sunday, 30 October 2016

Pensierisu ...

Vedere un qualcosa di te stesso, fosse anche la follia o la stanchezza, in chi ami ... ed allora considerare da capo, e tradurre da capo, e da capo ricominciare a vivere ...

...

Adesso Gio devi pensare al viaggio ...

Thursday, 27 October 2016

Girovagare

Lunedi riparto, e saro' nei Paesi Bassi per un paio di giorni.

Sono molto preso, e nel tempo libero porto avanti la lettura di 'Furore' di Steinbeck.

Tutto qui.

Tuesday, 25 October 2016

Yourcenar

Ho sognato M. Yourcenar.

Leggo poco, e per una ragione che un giorno forse ti confesserò, ma comunque ho conosciuto la grandezza di numerosi scrittori.

Nessuno è come lei.

Alcuni sono artisti della parola, e scolpiscono dentro, ed evocano in poche parole terrore, angoscia, sensazioni fisiche.

Altri sono poetici, ed alludono, ed avvicinano all'ineffabile, lasciandoti sognante ed impreparato di fronte ai grandi temi dell'uomo: l'amore, la morte, i sentimenti.

Lei è diversa.
Lei è una pensatrice.
Lei è una ricercatrice della storia e dell'animo umano.

Non è una fanatica del super uomo, e tuttavia nelle sue parole, perfino in quelle che precedono la morte, è la solidità imperturbabile del pensiero.

In lei risiede una forma, l'unica per me comprensibile, d'immortalità, che non appartiene alla carne, nè ad un'esperienza particolare, ma alla logica ed all'umana comprensione che tutti noi procedono e superano.

C'è un profondo ed invisibile misticismo in M. Yourcenar, ed un senso d'appartenenza non esibito, ed a cui tuttavia un lettore anela.

...

Straparlo di una donna che amo, e che stanotte è venuta a trovarmi.

Sono nella mia casa natale, seduto sul sofà del salotto.
Nel camino brucia la prima legna della stagione, ed io in cuor mio, come al solito, mi rammarico e godo di quel cadavere carbonizzato.

Appare accanto alla porta, e non è la giovane ragazza della quale mi sarei innamorato, ma la donna che amo.

Non trovo le parole, e so solo inginocchiarmi al suo cospetto, e stringerla goffamente a me, all$aktezza del suo ventre.

Mi carezza i capelli (pochi maledizione, e per quanto buffo sia mi infastidisce non potermi più nascondere in una fitta capigliatura), ed aspetta un poco.

Mi alzo infine.

Mi guarda, paziente e comprensiva.

'Adesdo portami dove sei stato tutto questo tempo', mi dice.

Mi sveglio prima di poter muovere un passo.

....

Torna da me, ti prego!

Monday, 24 October 2016

Chissà cosa vuol dire

Cosa vuoi che ti dica: a me Klara piace, o almeno piaceva, molto.
È bella, ed è molto donna, ed un po" bambina.
La vita difficilemente sarà per lei quel concatenarsi di scene fatali che esalterebbero la sua innata teatralità, e questo perchè la fuori c'è un mare di mediocrità, e troppo buon senso.
Ammetto di seguire il suo profilo Instagram, anzi ammetto candidamente di tenere un account soprattutto per vederla e sapere di lei.
Adesso è qui, da qualche parte, vicino alla mia città.
Già in estate riconobbi tra le sue foto paesaggi a me familiari: il castello,  il parco, l'inconfondibile cielo ...
Cercai di contattarla, ma non mi rispose.
Cercai allora nella memoria una ragione a quel silenzio, ma non ne venni a capo.
Chissà che è stato, chissa' cosa vuol dire!
Preferirei astio ad indifferenza, ma non me ne cruccio.

È buffo.

Il giorno in cui Klara capitò qui, quest"estate, era appena giunto in città mio fratello, venuto dopo anni a trovarmi con l'idea di soggiornare in questa regione giusto un paio di giorni prima di riprendere un suo lungo giro dello UK.
Io pensai subito a come sbarazzarmi di lui, in caso Klara avesse risposto al mio saluto con un invito, e giunsi perfino a maledire quella coincidenza che avrebbe limitato la mia libertà divederla, di stare serenamente in silenzio con lei.

Anche adesso ho incombenze ed impegni.
Non le scriverò.
Non maledirò nulla.

E tuttavia lei resta stupenda, ed infinitamente donna e bambina.

Saturday, 22 October 2016

Il bottino

Che il dolore sia necessario, almeno per i mediocri, ad una determinata comprensione dell'essere mi sembra evidente.

Nel dolore si è creativi e lucidi, perfino quando sfatti e confusi ... perchè a demolire e confondere è appunto la lucida comprensione del dolore.

Io ho un bottino di dolore dal quale attingere.
E so bene quel che mi aspetta: ulteriore creatività, ulteriore lucidità.

Friday, 21 October 2016

Diamanti

Sai cosa mi piace di un diamante?

Sapere che in principio forse non era che cenere, polvere senza forma, ibrido qualsiasi.

Un diamante è metafora perfetta di ciò che 'legame' può significare.

...

Siamo tutti fatti della stessa sostanza, e tuttavia non limitati ad una stessa, unica forma.

...

Thursday, 20 October 2016

Pensieri sul passato

Ho lasciato due persone che mi vogliono bene, laggiu', nel continente.

Elisa mi ha portato a mangiare alla mensa della sua 'firma', Sergio mi ha ospitato a casa sua, dove ad accogliermi era anche un bambino che non avevo ancora incontrato.

Strano destino, il mio: doloroso e ricco, angosciante ma mai meschino.
Vivo di solitudine, e tuttavia so soprattutto condividere.

Ho imparato ben poco in vita mia.
Cosi' continuo ad amare, giocare e stupirmi come quando ero bambino.

Il futuro e' alle porte, e non e' solo mio: e' nostro.

Sunday, 16 October 2016

Pensieri.

Odio le sveglie.
Odio le sveglie soprattutto quando hanno ragione, e strillano perchè è tardi, e bisogna darsi una mossa subito, senza indugiare.
Dissolvono il calore del sonno, rompono l'equilibrio del silenzio.
Inoculano senza riguardi il peso del giorno, la paura delle incombenze, in una mente impreparata e sognante ... forse sciocca, ma amabile.

Odio le sveglie, chè sono indifferenti e ostili ad ogni alternativa possibile alla realtà.

In città è arrivato un vento cattivo.
Strappa foglioline ancora verdi dagli alberi.
Strappa foglioline verdi perfino a quegli alberi che sono più riparati di altri, ed avrebbero voluto poter dormire, e sognare, ancora un po'.

Monday, 10 October 2016

Diario

Oggi e' stata una giornata densa di emozioni, di quelle che davvero vuoi tenere dentro, perche' non sedimentano soltano intatte, ma che si trasformino, nel tempo, in idee.

Sunday, 9 October 2016

Redde rationem

Si avvicina, il tanto procrastinato momento del 'redde rationem'.

A volte temo mi attenda una vita di miseria economica, sai?

Temo di aver indugiato troppo in accademia, di non aver scelto, quando avrei potuto, un lavoro normale, sicuro, da pedina.

Non sarò mai professore, è ovvio.

Allora penso ai miei ritmi non esasperati, alle ore di riposo di cui ho bisogno ... e sento una colpa che davvero è insensata.

Questa, semplicemente, è la vita di un uomo malato.

Non sorprenderti, Gio, se a volte ti pare angosciante: lo è.

Thursday, 6 October 2016

Godere di te

Premessa necessaria: nulla eguaglia l'esperienza di un amore perfezionato dal contatto fisico.

Quando penso a te non resto insensibile, mai lo sono stato, alla tua carica erotica, grata certo allo spirito lirico di cui ti sei lasciata permeare ma soprattutto debitrice di quelle tue gambe nude, di quei capelli che carezzano, di quelle labbra che sembrano disegnate per sussurrare.

Percepisco la tua presenza tramite il semplice pensiero, e l'immagine ed il suono nel mio desiderio dovrebbero semplicemente anticipare il contatto, allertare i sensi ed il corpo all'estasi.

Non è neppure necessario scomodare l'amore per trovare compimento in un corpo di donna. I sensi trionfano, e l'idea di educarli sul tuo corpo somiglia tanto ad una meravigliosa ossessione.

...

Ad ogni modo ti devo confessare che io godo di te ogni giorno, non per l'immagine, non per il suono della voce.

Godo di te come di un bel libro nel quale smarrirsi senza muovere passo, o come di un seme che precipita nel cuore della terra per poi crescere, farsi albero, donare frutti.

Non ho ispirato io quelle pagine, nè nutrito quel seme.

E tuttavia ne godo, ed è parte della mia vita, dove si rincorre un po' di tutto,  dove rimescolo donne, luoghi, tensioni e nascondo un bel segreto, e dove tu, Alice, rimani.

Tuesday, 4 October 2016

Oggi mi sono comportato male

Stamattina sono stato dal mio medico, per il solito controllo INR.

Lividi

Prendi una mosca.
Spiaccicala su un muro.
Prendi quella poltiglia nerastra e grumosa, e spalmala sul viso di una donna.
Passala sopra gli zigomi.
Applicala al cerchio degli occhi.
Fanne colare un poco dalle narici.

Questo e' il nero dei lividi, di visi tumefatti ... e poco conta che l'urto venga dal di fuori, dal pugno, o dal di dentro, da quella violenza invisibile che da dentro divora.

Sunday, 2 October 2016

'E' la prima volta che' ...

'E' la prima volta che' ...

...

Sono stato, per pranzare con un'ottima zuppa di lenticchie a patate, nel bel bistro' di ###, o piu' precisamente nel 'Cafe' and art space' di ### Street, qui a due passi da casa mia.

Non vi tornavo da quasi un mese, ovvero da quando sono partito per l'Olanda, ovvero da prima della mia lunga vacanza in Italia.

...

Al momento di saldare il conto ho scambiato quattro chiacchiere con Kathy.

'Oh, actually I have something for you', ho detto, presentandole una bella cartolina dei miei monti.

Sul retro avevo giusto scritto 'Greetings from Italy', o qualcosa di simile, che' a dirla tutta non ho niente da dirle o peggio ancora da confessarle, se non 'sei gentile, e nel tuo bistro' ci si sta benissimo'.

(È davvero il pensiero che conta, che comprime le parole, non credi?)

...

'E' la prima volta che qualcuno mi porta una cartolina' ha detto, ed intanto cercava un posticino, sul banco, dove posarla.

Ed io, stupefatto, ho risposto:

'Ma come e' possibile?'.

Eh si, perche' io non riesco a concepire che nessun altro, tra i tanti che visitano il suo 'Cafe' and art space', abbia portato cartoline o piccoli doni ad donna cosi' bella e gentile.

Saturday, 1 October 2016

Pensieri sulla fragilita'

Camminando ho iniziato a pensare al concetto di 'fragilita''.

Sai, c'e' una differenza sostanziale tra 'debolezza' e 'fragilita''.

Mi riferisco, ben'inteso, a qualita' dello spirito, non a funzionalita' del corpo, tra le quali una certa distinzione, di cui  non mi interesso, pure esiste.

La debolezza dello spirito priva l'uomo di quella risorsa necessaria per 'creare' pensieri, passioni, teoremi, relazioni.

Un uomo debole non ha nulla: nulla da perdere, nulla per cui disperarsi.

La fragilita', viceversa, non puo' essere disgiunta dalla capacita' di costruire, o almeno invocare, alternative al vuoto nel quale nasciamo, e verso il quale troppo spesso tendiamo a ricadere.

Le costruzioni dello spirito e della carne non sono sempre solide: spesso franano sotto la lente d'ingrandimento del cinismo, le pressioni meschine degli ipocriti, il dubbio proprio dell'animo umano ...

La frantumazione, sorta di sbriciolamento interiore, e' dolorosissima, ma non definitiva, che' a volte, queste manifestazioni d'umanita' rinascono, almeno finche' la debolezza non si insinua nel cuore dei fragili.

Sii orgogliosa della tua fragilita', ma stai attenta a che non si trasformi in debolezza.

Thursday, 29 September 2016

Sogno

La figlia, inesistente, di una cara vicina di casa, una donna cui siamo molto legati e che da ragazza si prendeva a volte cura di noi, è una giovane studentessa di liceo.

La madre, un po' preoccupata dal suo rendimento scolastico, mi ha chiesto di darle una mano, di capire un po' come procedano i suoi studi.

La incontro in città, e per avere idea della sua preparazione le chiedo inizialmente la più scontata delle nozioni, ovvero la declinazione di 'rosa'.

La sua risposta è una sequenza sgraziata di insulsaggini, tenute assieme dalle odiose risatine di chi cerca una scusa alla propria ignoranza.

Non voglio mortificarla, ma dentro sono preoccupato e triste: non si affronta così superficialmente lo studio!
Quieto in fretta l'inquietudine
Camminiamo un po', e le spiego che se ha deciso di fare il liceo è bene che studi seriamente, ma aggiungo anche che non è necessario conoscere il latino per essere brave persone.

Siamo arrivati, così parlottando, a costeggiare il corso di un fiume.
Ci appoggiamo alla balaustra che segue l'argine, ed intanto le spiego un po' di articoli, preposizioni, analisi logica.

Lei è un fragile, infreddolita dal timore di non farcela e scossa, e la carezzo per darle coraggio.

Attorno a noi sono adesso tre ragazzi.

Sono ostili.

Vogliono violentarla, e per prima cosa devono sbarazzarsi di me.

Mi minacciano, ed io cerco di dissuaderli, dicendo chiaro e tondo che la mia famiglia, di cui faccio loro il nome, non lascerà impunita alcuna violenza perpetrata a mio danno.

Il più spavaldo dei tre mi sfida: non sarà un'aggressione, non sarà 3 contro 1.

Mi sfida ad un incontro 'stile Street Fighter', e se sono un uomo devo accettare.

Lo guardo.

È più basso di me, ma non ho nessuna speranza ... e so di rischiare la vita, e poi sarà lei, la ragazza, a pagare la mia morte.

Accetto la sfida.

Ci mettiamo in posizione,ai vertici opposti di un ring immaginario.

Un secondo prima di iniziare dico:

'Aspetta, ho un'idea: perchè non facciamo stile 'Call of Duty?'.
Al che impugno una pistola e bang, bang, bang sparo in testa ad ognuno dei tre balordi.

Il sogno finisce qui.

Wednesday, 28 September 2016

Le cartoline

Eccomi di ritorno.

...

Durante i giorni delle mie vacanze, a casa mia, qui a ###, e' stata per una settimana una ex collega (la ragazza che poi ho incontrato a Zurich e portato con me in Italia: detto prosaicamente una bonazza piena di mistero cui voglio bene).

Mi ha lasciato una cartolina, sul tavolo in cucina, li dove io, per darle il benvenuto, le avevo nascosto sotto una pila di dischi un bigliettino.

...

Domani ti parlero' di cartoline.
Adesso sono qui, al freddo, e fuori tira vento o scende fitta la solita pioggia.

Monday, 26 September 2016

Pensieri

Domani sarà il mio compleanno.

Mi scrive un amico, in partenza per la Grecia, ed anticipa di un giorno gli auguri.

È 'colpa' sua, e di quella maledetta depressione da farmaci di cui già da tempo volevo parlarti, se ho iniziato a scrivere questo diario.

Gli rispondo con un pensiero che da tempo fluttua nella mia mente, e che ancora non so decidere se rigettare o fare mio.

...

Ce ne sarebbero di cose da dire, ma mi accorgo che non è necessario essere superficiali per non saper dir nulla. A svuotare di significato è la disinvoltura, la personale ed intatta consuetudine che uno può avere perfino coi 'grandi temi' dell'esistenza.

Qui ho trovato senz'altro la donna della mia vita, e sarà atroce abbandonarsi ... ma a Monaco ho lasciato qualcosa di molto importante: la dialettica, che è come dire te, Luca.

....

Ecco, di queste risorse dello spirito mi interrogavo già ieri ... ma fatico a raggiungere un compromesso tra intuizioni contraddittorie tra di loro.

In questo momento sono come ipnotizzato dal vorticare di una sorta di disco di Newton dei sentimenti e delle idee.

Sono confuso.

Non sarà mica colpa dell'età?

Sunday, 25 September 2016

L'autonomia dello spirito

Domani ti parlerò dell'autonomia dello spirito.

Saturday, 24 September 2016

Argilla

Ora la mia vita torna ad essere argilla.
Cosa posso farne?
Non sono artigiano, tantomeno artista ... figurarsi ingegnere!
Dunque? Rimarrò senza forma?
Macchè.
A modellarmi saranno soprattutto l'urti e le carezze.
...
Sarà come è sempre stato.
Distrattamente, animato da una curiosità che ricorda forse troppo l'inquietudine, porterò in giro questa sostanza di cui sembro avere disponibilità infinita, e qualcosa sicuramente accadrà.

Friday, 23 September 2016

Commutatività

Dai dieci anni in poi la mia vita smise di somigliare a quella dei compagni di scuola, dei cugini, dei ragazzi coi quali fino ad allora avevo giocato a pallone all'oratorio.

Le differenze si sarebbero dimostrate più profonde di quanto le condizioni pur notevolemente degradate del corpo potevano lasciar intendere: io non mi assentai per i mesi del ricovero, e più in generale durante gli anni terribili della prima adolescenza.

Vedi, il fatto è che non permette, la vita che sempre incalza, alcuna pausa, e non si può anestetizzare lo spirito.

Molto saggiamente, i medici, il babbo per primo, suggerirono sempre i mesi estivi, al limite le pause invernali, per i ricoveri, ma non ci si riprende mai abbastanza in fretta da non sentire le 'differenze' al momento in cui si torna a condividere un banco, una gita, un segreto.

Diversamente dai miei amici, o almeno dalla maggior parte d'essi, io conobbi la realtà prima attraverso i libri ed i pensieri che non negli altri, e le esperienze che mi hanno iniziato sono state ideali, non sensoriali.

Si può senz'altro dire, Barbara, che proprio come con 'l'individuo' io abbia iniziato li dove di solito si conclude, ovvero nella parola, nell'elaborazione che perfeziona un ricordo, e di li, un po' goffamente, credo di aver cercato di recuperare il tempo perduto, animato com'ero dal sogno dell'amore totale che i libri ed i più bei pensieri mi avevano inculcato in testa.

Ho combinato disastri.
Sai, così non è la stessa cosa, non si possono invertire cause ed effetti di un fenomeno, e tuttavia non esistono vicoli ciechi nel destino dell'uomo.
Improvvisando, essendo inappropriato più che inopportuno, io ho combinato bei disastri.

...

Cos'io abbia imparato a vivere, abbandonandomi ad un istinto d'amore non educato dalla somiglianza, dall'appropriata cronologia degli eventi, lo ignoro.
So che ho dovuto rinunciare a sentimenti ed esperienze che seppur comuni possono essere meravigliosi, capaci di definire la vita di un essere umano.

Sicuramente in parte è 'questa cosa qui', che mi ha negato Silvia e tutte le altre.

Ma è 'questa cosa qui' che ha sancito i miei rapporti umani.

Thursday, 22 September 2016

Indivisibile

'Individuo' è colui del quale ogni parte è indivisibile da ogni altra parte.

Esistono individui spregevoli, e di questi io non mi interesso.

Preferisco avvicinare i miei pensieri all'idea di 'umanità' alla quale tende questa stanchezza.

...

Animo poetico, saggezza infinitamente più profonda del buon senso, intelligenza emotiva capace di accogliere e lasciarsi andare, carisma ed amabilità ...  spesso sono indivisibili da lutti interiori, dolori angoscianti, violenze subite in silenzio se non nell'indifferenza, l'hai notato anche tu?

Sono un uomo di ben misere qualità, ma un paio di cose, a proposito di 'individui', io credo d'averle imparate.

Ho cercato individui al di fuori delle pagine dei libri che hanno ispirato le mie ambizioni ... e ne ho trovati.

Wednesday, 21 September 2016

Pensieri su una parola

Come ti ho già detto, ho un vivo interesse per l'etimologia.

Negli ultimi giorni della nostra vacanza, io e K. abbiamo esplorato assieme le radici di parole come 'religione', 'tedesco', 'alemanno', 'sapere'.

Ieri notte, prima di addormentarmi, in quell'attimo in cui il corpo è già paralizzato dal sonno ed alla mente è concesso un ultimo barlume di lucidità, ho provato a ricostruire da me la possibile etimologia di 'individuo'.

Nei pochi istanti immediatamente precedenti il sonno spesso dimora in noi una misteriosa lucidità, un disinteresse che somiglia alla dimenticanza di ogni pregiudizio, ma ieri notte questo spirito non ha saputo aiutarmi.

Stamattina sono tornato all' 'individuo' ... e l'ho trovato, l'ho capito, l'ho finalmente capito.

...

Ne parliamo domani, ti va?

Ora sono esausto, e saprei solo darti il bacio della buonanotte.

Tuesday, 20 September 2016

Wir sind nicht auf der flucht!

In italiano si può tradurre, volendo rimanere tra i proverbi, con:

"Non ci corre dietro nessuno".

Così sono trascorsi giorni di splendore, lente passeggiate, spuntini deliziosi, e la speranza di rivedersi presto.

...

Ho letto dall'italiano, traducendo al volo in inglese.
La sua spalla premeva sulla mia.
Nell'aria era l'odore di una giovane donna, bella e consapevole.

Due occhi attenti, curiosi e scrupolosi, osservavano, attendevano,  cercavano - per una ragione ulteriore - i miei.

...

Non tutto è limitato all'ordinario per il semplice fatto che esistono individui straordinari.

Monday, 19 September 2016

Pensieri

Amare.
Amarsi.
Essere amato.

Ognuna delle possibili declinazioni dell'amore è necessaria al completamento dell'essere umano.

Adesso chiudo gli occhi nella speranza di sognarti.

Wednesday, 14 September 2016

Come diceva quel tale?

La notizia del suicidio di Tiziana Cantone, giovane campana protagonista di filmati osè, indotta al suicidio da una serie infinita di insulti, mi ha scosso profondamente.

Tiziana Cantone è la ragazza che ogni uomo vorrebbe come amica, per scopare, per vivere la sua bellezza, per ridere e scherzare ... e cui almeno alcuni vorrebbero bene, specie per chi sa vedere oltre il proprio cazzo/ego.

È il sogno erotico di vitalità e proibito che tanti vorrebbero vivere.

Si è uccisa.
Qualcuno ha spento quel fuoco.
Bastardi, invidiosi senza coglioni.

Bastardo chi ha messo in internet il video.
Bastardo chi l'ha insultata.
Bastardo chi si è dimenticato di un tizio che, tanti anni fa, disse semplicemente 'chi è senza peccato scagli la prima pietra'.

Sia chiaro: per me non c'è nessun peccato, ma chi l'ha infangata si è alzato alla posizione di giudice, e li ha visto un peccato, un pretesto per poter sfogare le proprie frustrazioni.

L'umanità fa schifo.
È sempre li la Colonna infame, ed oggi si chiama internet.

L'umanità fa schifo.
Tiziana no.

Tuesday, 13 September 2016

Spunti per raccontini cattivi

A e B si vogliono sposare.
A organizza festa di adfio al celibato a Praga.
B, conoscendo il numero di mignotte a Praga e lo scarso interesse per le bellezze artistiche di A, impone a questi di portarsi dietro, assieme agli amici C, D, E ed F anche G(io), fratello di B.
A accetta.
A ha un piano infallibile: la sera, prima di andare a mignotte, organizzerà una skype call con B.
L'idea è quella di distrarre G(io) mentre C-F verseranno un potente sonnifero nel drink di G(io) medesimo - e poi si insceneranno stanchezza e sonno, si lascerà G(io) addormentato in hotel e poi si andrà a troie.

A si è già imbottito di viagra.
A è un coglione.

G(io) è d'accordo con C-F.
Il sonnifero se lo pigliera A, che arriverà puro al matrimonio, mentre G(io) e company andranno a mignottone tutta la notte coi soldi di A.

Mi offro volontario per la parte di G(io) nella versione porno di questo raccontino.

Monday, 12 September 2016

L'amore

L'amore è un po' riuscire a fare in due quel che da soli, o con altri, non si sa fare.

Scrivere poesie.
Scoprire la bellezza nascosta in ogni giorno, e che l'alternarsi di intuizioni tue, sue, tue, sue, disvela piano piano.
Leggere un libro ad alta voce, ascoltare un libro letto ad alta voce (o sussurrare).

E poi, ovviamente, fare l'amore.

Sunday, 11 September 2016

Pensieri

Ti interessa se ti racconto di questi bordelli di ultima generazione?

C'è qualcosa di brutale e toccante in ogni catena di montaggio, figurati in queste, ma forse non ti interessa approfondire, ed allora rimanderò ad un futuro remoto certe riflessioni.

Ah, potrei finire in Olanda ... sono stato invitato per un colloquio di lavoro da quelle parti, e le cose potrebbero subire un'accellerata improvvisa.

Domani parto per Zurich, giusto un paio di giorni, e poi tornerò in Italia ... per una volta in dolce e splendida compagnia: una mia ex collega, la più bella tra tutte, ha suggerito di passare assieme qualche giorno in Italia, e tu sai bene com'io rispondo alle belle donne.

Wednesday, 7 September 2016

Amore

Sono infinite le storie d'amore possibili.

Te ne rendi conto più facilmente viaggiando, incontrando perfette sconosciute con le quali precipiti in un'intimità profonda, intuita per mezzo della similitudine tra il tuo ed il suo essere.

Così è stato alla conferenza.
Così è stato al bordello.

Scriverò a Jennifer, la ricercatrice che che ho conosciuto alla conferenza.
Le spedirò cartoline dai musei che ama tanto, le racconterò bei segreti, e chissà che non ci si incontri di nuovo ... il mondo è piccolo, sai?

Carmen invece non la rivedrò mai più, e non continueremo certi discorsi sui suoi fratelli gelosi e protettivi e su Alicante che le manca tanto, chè la vita azzera tutto ogni giorno quando sei una puttana.

Eppure, sai che ti dico?

Voler bene ad una puttana, che non è dire 'voler bene a tutte le puttane', è semplicissimo.

Monday, 5 September 2016

Pensieri

Me lo ha detto mia madre.

Io l'avevo letto solo come titolo di giornale, ma avendo tante cose da fare non avevo approfondito.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/09/03/news/milano_suicida_pediatra_sotto_inchiesta_per_pedofilia_-147102165/

Lo conoscevo bene.

Durante i lunghi mesi del mio ricovero, era il 1988, fu una figura importante per me.
L'ho visto l'ultima volta pochi anni fa.
Mi riconobbe, in reparto, dandomi del tu.

...

Autunno 1988.

Per le dimissioni, io che ero ormai uno scheletrino e non avrei più potuto giocare a calcio, chiesi un pallone di cuoio.

L'ho ancora, a casa.

Ormai sbiadite vi puoi leggere le firme delle infermiere, magari anche quella di qualche dottore.

La firma più bella, audace e vivace era 'Patrizia' e sotto una strana sigla.

Patrizia era la più simpatica e carina tra le infermiere, e sarebbe dopo qualche anno diventata sua moglie.

...

Ho chiesto alla mamma di chiamarla, di dirle quello che ti dirò domani.

...

L'avessi saputo primo, l'avessimo, io e tanti altri bambini ora uomini, saputo prima, al momento dell'arresto, forse, chissà, questo non sarebbe accaduto.

...

Non ho mai preso a calci quel pallone.

Friday, 2 September 2016

Olanda, Giorno 1.

Il viaggio per Amsterdam è stata una mezza Odissea.

Il volo è partito in ritardo, ho perso 40 minuti al controllo passaporti più ingorgato del secolo ed ho quasi smarrito il mio bagaglio ...

Dovevo fare un biglietto per una breve tratta da percorrere in treno, ma non mi era chiaro il funzionamento delle macchinette, così ho chiesto lumi ad un ragazzone di colore, che subito mi ha indirizzato verso la biglietteria.

Mi ha detto 'ciao', ed era un 'ciao' italiano.

Gli chiedo com'è che parla italiano, e lui mi racconta che la sua ragazza è di Medicini, Calabria, e qui e la.

Chissà come ha capito che ero italiano anche io.

Vado alla biglietteria.

Faccia giusto in tempo a dire 'Good afternoon' che la rivenditrice mi risponde con un bel 'buon pomeriggio'.

Adesso sono qui, in mezzo a luminari.
Non capisco cosa diavolo ci stia a fare, ma ne approfitto per farr razzia di pensieri.

Wednesday, 31 August 2016

Spunti per racconti

In verita' e' solo un'immagine, un fotogramma, la pagine centrale di un fumetto, il finale di un racconto.

Al culmine di una vicenda tragica di menzogna ed ipocrisia, un figlio schiavo della droga giunge a dover confessare, di fronte ad innegabili evidenze, ad un genitore luminare (o della medicina o della psicanalisi ... e non intendo 'barone', ma genio vero e proprio, di quelli che si fanno da soli e non avanzano per sostegno politico o attraverso scorciatoie) la propria dipendenza.

Un'accusa, rivolta da un figlio esasperato, in lacrime, ad un genitore ottuso, severo, ridimensiona genio, intuito, annichilisce ogni certezza.

'Sei capace di diagnosticare solo cio' che i tuoi pazienti ti confidano, ma se c'e' da scoprire qualcosa da zero non vali niente. Mi drogo da quando avevo 13 anni, e non te ne sei mai accorto, come delle corna che ti ha messo quella puttana di mia madre. Gli spacciatori ed i poliziotti capiscono tutto la prima volta che mi vedono. Tu no. Tu sei un coglione, professore!'.

Crollo psicologico del genio, depressione, invecchiamento precoce, e quindi ... tossicodipendenza.

Precipitato nello stesso abisso del figlio, finalmente vicini, i due ricostruiranno assieme un'alternativa alla fama ed alla disperazione.

PS: niente di autobiografico grazie al cielo.

PS: non sono piu' lucido, non so mettere assieme due frasi ben fatte, uso pochi vocaboli, i piu' banali. Ho bisogno di una bella vacanza, e per fortuna arrivera' prestissimo.

Sunday, 28 August 2016

Passeggiare

Da qualche giorno ho ospiti i miei genitori.
Stasera, dopo cena, io e la mamma siamo andati a fare una bella passeggiata.
L'idea era quella di sgranchirsi le gambe, ma passo dopo passo, chiacchierando, siamo arrivati fino in centro.

Sono preziosi i singoli passi quando riesci ad averne consapevolezza.

Per tornare siamo saliti per una stradina ripida e poco frequentata.

La mamma ha avuto un po' paura vedendo in alto, come appollaiate sugli ultimi gradini, delle ombre (innocui turisti asiatici).

L'ho tenuta sotto braccio e siamo tornati serenamente s casa.

Saturday, 27 August 2016

La fisica

Allora, ricapitoliamo: sono un fisico, con un discreto numero di pubblicazioni nel curriculum, una decina di anni di lavoro in università alle spalle ed un contratto in scadenza - contratto che ho deciso io di non prolungare per altri 4 anni, per una serie di ragioni che ti spiegherò un giorno.

Ho cercato, negli ultimi mesi, posizioni in varie Università, ma nulla si è concretizzato (ma sono stato short-listed per una posizione di Assistant Professor a Stanford, e credo che questo rimarrà il mio più alto traguardo accademico).

Vista la situazione, ho iniziato a guardarmi attorno anche nell'ambito privato, e verso fine settembre avrò un interview per un posto da matematico in una compagnia di servizi alla quale ho già inviato corposa documentazione.

...

Venerdi, per caso, ho trovato l'annuncio di una posizione in ambito umanistico-scientifico, a Berlino.

Pochi soldi.
Un futuro che, tra due anni o poco più, dovrei reiventarmi.

Ma finalmente di nuovo l'aspetto umano.
E finalmente Berlino, la città fatale, quella che più di tutte ho cercato.

...

Wednesday, 24 August 2016

Atto e potenza

La tecnologia moltiplica gli incontri possibili, accresce a dismisura le combinazioni ipotizzabili.

Questa quantità auspicata, esperita, goduta, rischia tuttavia di immiserire l'atto, l'incontro in sè.

Grazie ai vecchi blog, ormai quasi estinti, o tramite mezzi più moderni, basati su immagine e voce, puoi sfiorare donne lontane, sospirare per loro.

E tuttavia per vivere un incontro sono necessari tempo e pazienza.

Mi domando se, in questo bazar di bei culi ed anime seducenti, avremo mai più tempo e pazienza.

Io credo proprio che personalmente ne avrò.

Voglio dire, sono ancora qui a pensare a te ...

Tuesday, 23 August 2016

A strange feeling

Ricevo una lettera di James, professore di fama internazionale, da più di 30 anni cattedratico nelle facoltà di Fisica di alcune delle Università più prestigiose al mondo.

Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Europa ... ha conosciuto il mondo, ma ha pagato il prezzo di abitudini continuamente spezzate, e legami umani sfibrati da lontananza ed intermittenza.

È stato mio supervisore ai tempi del dottorato, ed infine amico.

L'anno scorso, per celebrare i suoi 10 anni all'Università, fu organizzato un grosso evento, cui vennero invitati diversi ospiti, tra i quali Gio, per radunare parole ed immagini, gli unici doni possibili per un uomo cui in molti devono molto.

Mi scrive annunciando la sua partenza.

Motivi di lavoro lo portano lontano, in estremo oriente.

Mi scrive che oggi si è 'de-registered' dall'amministrazione della città.

...

Sono stanco. Se vuoi domani continuo, raccontandoti come gli ho risposto.

Saturday, 20 August 2016

Pagina di diario

Anke somiglia all'Ornella Muti dei film con Celentano dei primi anni '80.

Più bella che sensuale, ha un viso angelico e luminoso, un portamento sofisticato ed un corpo meraviglioso.

È elegante, un po' teatrale, riflessiva e consapevole.
È una di quelle donne che catturano al primo sguardo, e che a quello sguardo rispondono con naturalezza.

Qui al dipartimento ha fatto perdere la testa a molti trentenni: ne ha fatto adolescenti alla prima cotta, impacciati ed innamorati come non saranno mai più.

Non so se sia sempre rimasta fedele al suo fidanzato, che solo ogni tanto le faceva visita da Copenhagen, ma credo sia proprio stato così.

Tra noi c'era un rapporto bello e particolare.

All'inizio l'ho mandata un po' in confusione.

Avrebbe forse voluto farsi di me l'idea semplice ed omogenea di un buffone, ma poi parlavamo di etimologia, sentimenti, alberi e boschi, e tutto diventava più complicato, e bisognava ricominciare da capo.

Mi osservava in silenzio quando, senza soluzione di continuità, dalle facezie più triviali mi lasciavo sedurre dal fascino della conversazione, e senza nessuna strategia, senza alcun fine se non l'esplorazione dell'anima, le parlavo, l'osservavo, l'ascoltavo.

Io non capisco come sia possibile che quasi nessuno parli di etimologia, sentimenti, alberi e boschi: come si può altrimenti capire chi è l'altro?

...

Da un anno è tornata in Danimarca, ma ancora ci scriviamo e scambiamo libri: il Clown triste di Bőll, le Memorie di Adriano, Narciso e Boccadoro ...

Ci vedremo tra qualche settimana a Zurigo, dove lei sarà per motivi di lavoro, ed io in avvicinamento all'Italia.

Forse quel giorno mi dirà che è sola, che ha lasciato il suo uomo, come certe mezze frasi via sms mi hanno lasciato immaginare.

So cosa le dirò.

Thursday, 18 August 2016

In sospeso

Ho avuto un giramento improvviso.

Stavo mangiando, ed all'ultimo boccone il respiro si è fatto più affannoso, i movimenti meno precisi.

Ho perso un poco di sensibilità agli arti sinistri.

Mi sono levato la camicia, ed intanto bagnavo d'acqua fredda il volto e le braccia.

Pensavo alle cose che ho in sospeso.
Pensavo a te, che non posso lasciare così.

Ora sto bene.

Forse ho solo schiacciato un nervo, ero seduto con il busto lievemente ruotato, e non è la prima volta che mi capita ... ad ogni modo non posso lasciarti così.

Di la sono, sulla scrivania, i documenti, le lettere, i disegni stilizzati.

Sono incompleti, ma sono per te.

Monday, 15 August 2016

Riscatto

Quante volte un

'Ma cos'ha lui che io non ho?' 

ha imbastardito la dignita' di un uomo?


Quante volte ha imposto ad una donna spiegazioni che nessuna e' tenuta a dover dare, e che spesso 'semplicemente' non si possono esprimere (perchè qui si tratta di 'sensazioni' non 'argomentazioni')?

Io ho amato molto, e piu' di una volta.

Questi sentimenti non sono mai stati corrisposti, ma non ho mai infierito sul mio destino e sui suoi, i loro sentimenti con simili ridicole proteste.
Io lo so bene cos'hanno loro che io non ho.

E' innegabile, e che sia determinante lo riconosco anch'io, riferendomi ai miei rapporti con le donne: la bellezza, in qualche sua forma, lungi dall'essere sufficiente, è necessaria.

Sapere che questo 'qualcosa' e' un accidente di cui non sono responsabile, sapere che questo 'qualcosa' e' alieno alla mia intimita', non ha attenuato il dolore del rifiuto, ma lo ha circoscritto, l'ha limitato in modo tale che non degenerasse, inquinando cio' che di me mi e' caro, e soprattutto non distorcendo, neppure ai miei occhi, la sua, le loro figure.

Cosi' mi hanno voluto bene tutte quelle che non hanno potuto amarmi.
Cosi' io ho voluto bene a tutte loro.

...

Buffo, non trovi?

Magari la ragione e' anche un'altra, e sarebbe tremendo non avere questa comoda 'scusa' cui addossare tutte le responsabilita', e le frustrazioni vere, della mia solitudine.

Ma mi guardo allo specchio, conto le cicatrici, osservo l'intrico sgangherato di ossa e sporgenze metalliche che corrono sottopelle ... e mi convinco che oltre quel sipario, dove forse e' qualcosa di perfino peggiore, non e' stata nessuna.

Sono ottimista: oggi vedo il bicchiere mezzo pieno.

Saturday, 13 August 2016

Sulla vecchiaia

I giovani sono maleducati perchè rispettano altro che non ciò cui i vecchi si aggrappano.

I vecchi sono espulsi dal mondo per mezzo di nuove abitudini.
Vedi bambini giocare dove tu un tempo giocavi.

...

Non ne riconosci nessuno.
Ognuno di loro afferma, con la propria vivacità, con disinvoltura, possesso di qualcosa che ormai tu hai perduto per sempre.

Mi aggiro come uno sconosciuto, un corpo estraneo, in ognuno degli ambienti in cui ho vissuto.

Mi guardano con sospetto, perchè esprimo per gli oggetti, gli alberi e gli edifici una familiatità che a loro sembra innaturale.

Il campetto dell'oratorio, l'ingresso del liceo, l'atrio della facoltà, ed ancora le città dove ho vissuto ... li dove ho giocato, atteso, amato o vagato non è rimasta alcuna oggettività di me stesso.

Altri giocano, altri parcheggiano il motorino, altri s'attardano nella speranza di incontrare un'altra Silvia.

Magari per alcuni è diverso.

A 37 anni hanno già figlioletti, e tornano ai vecchi luoghi, forse non li hanno mai lasciati.

...

Amo essere uno straniero.

...

Friday, 12 August 2016

Idee per un romanzo

Mi frulla per la testa l'idea per un romanzo.
Ora, visto che ho la capacità espressiva di un homo habilis, tutt'al più potrei trarne un raccontino per questo mio diario.

Il problema è che mi piacerebbe parlare di terrorismo (non islamico) dal punto di vista dei terroristi.

Ho già in mente frasi terrificanti, mi spaventa l'idea di essere riuscito a comporle, capaci di 'giustificare' le vittime innocenti degli attacchi dell'Unità 9.

Forse dati i tempi è meglio evitare, tu che ne dici?

...

Thursday, 11 August 2016

Ipotesi

Ero a casa di cari amici del mio babbo, ed avrei dovuto passare la notte da loro.

Molto probabilmente ero in età prescolare, visto che dopotutto Micheal era una compagno di giochi dell'asilo che persi di vista alle elementari, ma non so dirlo con cettezza.

Probabilmente manifestai un qualche disagio prima di andare a dormire, non ricordo esattamente, sta di fatto che si rividero le iniziali intenzioni, ed i genitori di Micheal mi riportarono a casa.

A casa mi aspettavano grandi cerimonie, inattese, di bentornato, chè probabilmente il babbo e la mamma credevano che mi fossi spaventato all'idea di dormire lontano da loro, solo, ed allora cosa c'è di meglio di un abbraccio per rincuorare il Gio?

Qualche giorno più tardi mi trovai ancora da Micheal, ma solo per il pomeriggio, forse per cena, sicuramente non per dormire.

Ero tutto contento di tornare a casa.
Ero sicuro che avrei goduto ancora delle dolci attenzioni dell'altra volta.

Ed invece niente di tutto ciò.

Fermati.
Non fraintendere!

Non mi sto lamentando di indifferenza da parte dei miei genitori, figurarsi!

Siamo stati, ed ancora lo siamo, amatissimi, al punto da sentirci spesso inadeguati, chè è impossibile restituire ciò che abbiamo ricevuto.

Se ti ho raccontato questo altro ricordo, ho intenzione di radunare qui il poco che riesco a recuperare prima che vada perduto del tutto, è perchè benchè bimbetto quel giorno capii qualcosa sulla complessità e la duttilità dell'amore.

Si ama di più chi è un po' in affanno ed ha paura o soffre.

Io, almeno, ho imparato ad amare così, per emulazione oserei dire.

Poi ho capito altro (e tieni presente che purtroppo non si può capire per emulazione).

Vedi, chi è un po' in affanno, ha paura o soffre spesso è più amabile, e cerca, e dona amore così, naturalmente.

Tuesday, 9 August 2016

Sui bambini

Una mia amica dall'altra parte della Manica mi manda una foto della sua nipotina.

È in sella ad una scopa da streghetta, ed il babbo le sta insegnando i segreti del volo.

'How old is she?', le chiedo.

4 anni.

Com'eri tu a 4 anni?
Ti ricordi qualcosa della bambina che eri?

I miei ricordi, ovviamente, sono vaghi, collezioni di immagini sconnesse tra loro più che successione ordinata di eventi.

Ho memoria maggiormente definita, naturalmente, di eventi accaduti più recentemente, ed in virtù di questi recupero le sensazioni di periodi tanti remoti.

È così perchè già da bambino di 7 o 8 anni mi capitava di pensare al passato, di sussultare evocando nel cuore una manifestazione violenta di emozioni.

...

Quel giorno, con il babbo e mia sorella, eravamo andati su, verso la montagna, per una passeggiata nei boschi.

...

Dalle mie parti bastano pochi minuti per passare dall'asfalto alla mulattiera, e poi incamminarsi lungo il sentiero.
È così perfino oggi, benchè ormai non ci si riesca più a liberare e nascondere del tutto dal digitale.
Il mio amore per gli alberi, la tensione continua verso il folto del bosco, originano proprio nel senso di protezione e clausura che la vegetazione, capace di dilatare all'infinito la distanza da ciò che nasconde e zittisce, mi dona.

...

Incontrammo un vecchietto, e a confronto del mio babbo, alto, forte, vitale, la sua figura, camminava appoggiandosi ad un bastone, vestiva abiti logorati e incolori, appariva infinitamente fragile, sofferente, e tuttavia, per qualche motivo che solo un bimbo può immaginare, anche gentile.

Sentii dentro una fitta, e credetti fosse il suo dolore, o un senso di impotenza rispetto quella fragilità.

E la sentii più forte ogni volta che le fotografie scattate quel giorno ci tornarono tra le mani, e che chiedevamo al babbo 'chissà che fine ha fatto quel signore', immaginando dentro di noi qualcosa di brutto.

Forse era empatia, forse semplice immaginazione, chissà.

Nel corso della vita ho imparato a pensare, ho sviluppato qualche potenzialità a discapito di altre, allentando le certezze su alcune convinzioni, elaborandone di nuove, ma quel dolore non ha smesso di cogliermi impreparato e dolce.

Sunday, 7 August 2016

Ad usum Delphini

Domani ricordami di parlarti dell'usum Delphini, ok?

Pensieri sull'amore

Pensavo di potermela cavare con poco.
Pensavo che 'ti amo' sarebbe bastato, pensavo che 'ti amo' avrebbe descritto minuziosamenre tutto quanto, come al solito.

Avrei detto 'ti amo' a Silvia, e quel sentimento meraviglioso ed immenso, che mi ha determinato per anni e di cui ancora serbo il ricordo ma che fondamentalmente era omogeneo sarebbe stato tutto contenuto in quel 'ti amo'.

Ed invece ho scoperto che c'è qualcosa perfino oltre 'ti amo'.

Saturday, 6 August 2016

Pensieri

La città è in festa.

In centro, ai piedi del Castello, nelle vie dello shopping e dei musei, si passeggia allegramente, si scattano fotografie, si guardano fuochi d'artificio.

Arrivano a centinaia di migliaia, i turisti.

Quasi nessuno s'avventura oltre gli itinerarii prestabiliti.
Quasi nessuno scopre quel che c'è oltre gli itinerarii prestabiliti.

...

Mi capita di leggere vecchie pagine di questo diario.

Vi scopro a volte pensieri dimenticati e che tuttavia riconosco immediatamente come intimamente miei, ed è una strana sensazione quella che accompagna la reincarnazione di un'intuizione, la rinascita di un'emozione.

Ti è mai capitato di esperire qualcosa di simile?

È bello :-)

Friday, 5 August 2016

Spunti per racconti, piccoli aggiornamenti

Fuori serie parcheggiata su pista ciclabile.
Ne esce un burino accompagnato da svampita.

Il licantropo, in borghese, passa di li in quel momento.

'Ehy fratello, qui non si può parcheggiare'.
'E chi cazzo sei tu? Fratello? Ma che cazzo dici? Io fratello di uno zombie? Ma ti sei guardato allo specchio? Costano più le mie scarpe di tutto quel che hai addosso!' Fratello un cazzo!'.
'Oh, benissimo, mi pareva. Ehy, figlio di puttana, qui non si può parcheggiare'.

Segue sbranamento del figlio di puttana, di cui in pochi minuti non restano che tranci di carne sanguinolenta sparsi qua e la.

...

Alcuni contatti per un eventuale lavoro avanzano almeno oltre l'invio di un curriculum, e collocano il mio futuro in paesi scandinavi.

Copenhagen potrebbe piacermi, ma il mio destino è ancora tra Vienna e Berlino.

Wednesday, 3 August 2016

Sui sentimenti e la ragione

Non ho ancora finito di imparare a proposito dell'amore e della ragione.

E non ho ancora finito di dimenticare le tante idee confuse o sbagliate che nel tempo ho costruito o subito in merito all'amore ed alla ragione.

...

Se avessi più coraggio o incoscienza, o semplice idea di quel che mi aspetta, lascerei perdere l'affanno e le preoccupazioni della ricerca di un nuovo lavoro.

Scriverei, punto e basta.

Io quello voglio fare, io null'altro so fare con la medesima naturalezza.

Non ho nessun talento particolare, lo so bene, eppure li è la mia migliore qualità.

Se riuscissi ad esprimere le emozioni straordinarie che vivo tanto spesso nel sogno, la gioia che vivo di fronte alla bellezza, o l'altissima consolazione dell'amore, saprei di essere utile, caro a questo mondo.

Del resto di me nessuno sente necessità, credimi.

Friday, 29 July 2016

Pensieri sul tempo

Serve 'tempo' per amarsi, su questo siamo d'accordo.

Io credo che solo una minima parte di questo 'tempo' corrisponda alle ore passate assieme.

Il tempo che ci rende amabili e ci permette di amare è quello della nostra vita.

L'esistenza spesso è esperienza di tensione, una serie di sofferenze inflitte sull'anima - io perlomeno la conosco per tale,

Questo stress continuo spesso finisce per spezzare il cuore o disperdere l'elasticità dello spirito, la sua capacità di assumere le diverse forme, passione, amicizia, pazienza, che sono necessarie nell'amore, e tuttavia lo sforzo è necessaria per avvicinare il sentimento stesso, e riconoscerlo come principio, risorsa fondamentale.

L'amore non è una tecnica che si può apprendere con l'esercizio, l'amore è un vortice nel quale si precipita, istintivamente, quando si passa di li.

Io ho amato il travaglio e la fatica quanto la bellezza.
Io ho amato le pagine di un diario, il ricordo sofferto, la paura di un'incertezza ragionevolissima.

Amando mi sono scoperto amato.
Amando lo spirito ho capito che uno spirito può essere amato.

Thursday, 28 July 2016

Sull'Amore vero

Il vero amore non è replicabile.

Così, quando per una ragione o per l'altra un amore vero finisce, non si può perfezionare o si allontana, ti coglie una sensazione di impotenza e tristezza.

È così perchè sei consapevole dell'eccezionalità che hai vissuto.

Ti pare impossibile di poter vivere ancora quelle coincidenze che ti hanno avvicinato all'amore.

In ogni caso, non hai le energie per iniziare, tornare sui tuoi passi, credere in te stesso.

Forse si ama davvero solo una volta in una vita.

Wednesday, 27 July 2016

Pensieri

Da quasi 5 anni vivo qui.

La sera mi addormento in un enorme letto a due piazze.

Il mal di schiena, che mi sveglierà ripetutamente durante la notte, mi consiglia di mettermi per qualche minuto avpancia in giù.

Allargo le braccia, le dita premono sul materasso.
Sembra quasi che il materasso sia una parete verticale, e che io stia cercando un appiglio per non precipitare.

Il letto è massiccio, solido, pesantissimo, ma ogni significato ulteriore a ciò che si può esprimere in metri cubi o chilogrammi è illusorio: questo materasso nel quale, in un periodo tanto incerto e preoccupante, cerco un punto fisso, una sicurezza, è vuoto.

Questa non è casa mia.

Mi angoscia un poco il futuro: potrei non trovare un lavoro, se invece le cose andranno meglio traslocherò ...

In ogni caso la fatica sarà enorme, e soprattutto, una volta che sarò a Berlino o Vienna (magari fosse così :D), guarderò indietro, tornerò a questi 5 anni, li sommerò agli altri anni vissuti, un po' vanamente, un po' saggiamente, sempre nel dolore (non voglio essere patetico, ma io soffro proprio perDiana, questo rimane un tema centrale per me, ed il mio motore primo), e li sottrarrò a quelli che mi restano per amare.

...

Io non ho vissuto in questa città.

Questa città è stata semplicemente un luogo geometrico.
È stata, questa città, il luogo geometrico in cui ho incontrato Vera.

Tuesday, 26 July 2016

Non pare anche a te?

Ad ogni donna che è amata: così sente chi vi adora,

Tu non sei un punto d'arrivo.
Tu sei la svolta.
Tu non sei la vaga destinatrice di queste mie pagine.
Tu sei chi me ne ispirerà infinite altre.
Tu non sei divertimento.
Tu sei amore.

...

Il trasformatore del mio vecchio portatile è fuso.
Ne ho ordinato uno compatibile, dovrebbe arrivare entro pochi giorni.

...

Scrivo poco e sento moltissimo.
Sogno, e ti auguro i miei sogni: sono meravigliosi perchè rivelatori, e ne conservo intatto il ricordo.

Sogno di te, e così il silenzio e la lontananza non mi negano di godere della tua ispirazione.

Sunday, 24 July 2016

La bellezza

La bellezza è il completamento di uno stato mentale.
La bellezza è il completamento dello stato mentale dei poeti.

Quale tenerezza in uno sguardo che si posa su un viso amato.

In questo mondo delirante, in questa ebetudine generale, io penso a te, ed ancora sto bene, ed ancora so amare.

...

Vienimi a cercare, almeno nel sogno.
Perfino il sogno, da solo, saprà ispirarmi.

Friday, 22 July 2016

Ridicolo

Stasera mi sono accorto di essere un po' ridicolo.

Sono uscito verso le 10, ed ero felice di fare quattro passi.

Mi basta poco per sorridere, sai?

L'idea del riposo del  weekend, la speranza di chiacchierare un po' con una bella donna che ancora non conosco, la consapevolezza che domenica passerò ore liete con la mia amica più cara ... ecco, questo supera il dolore dei muscoli, l'ansia per il futuro, la mancanza di qualcosa di cui godere semplicemente.

Poi mi sono visto riflesso in una vetrina, sulla mia sinistra.
Ero in giacca leggera, le cui forme aderivano abbastanza a quelle del corpo, ed era evidente, spaventoso, quanto il profilo si stringesse man mano che dal bacino saliva verso la spalla.

L'impressione è quella di un incedere ricurvo, quella è la prima spiegazione che la mente elabora nel tentativo di giustificare tale visione, ma non c'è relazione di parallelismo tra il petto e la schiena, e non trovi una soluzione attendibile se la cerchi nel novero della normalità.

Sono mostruoso.
Forse dovrei tapparmi in casa o imbottire i miei abiti, giusto per mantenere una forma almeno prevedibile.

Ed invece non lo faccio.

E mi viene da pensare che tanti, vedendomi, mi crederanno il più ridicolo dei coglioni, uno che neppure si accorge di essere un mostro, un essere immondo, chè altrimenti starei a casa, o almeno indosserei abiti imbottiti.

Quanto dolore.

Mi vengono le lacrime agli occhi al pensiero delle sofferenze che questo Gio deve patire. Ciò che gli è negato, l'amore, le donne, il calore della carne, è ciò per cui vive ... e neppure lo spirito può trovare equilibrio quando è imbottigliato così.

È tutto vero, ma in qualche modo sciagurato ormai non me ne curo più.

Ha vinto il male, questo è certo, ma ormai la partita è finita, non c'è più nulla da perdere, e così tiro avanti.

Thursday, 21 July 2016

I miei tesori



I miei tesori sono lettere, e-mail, cartoline.

Per me valgono molto, sai?

In casa mia le trovi un po' ovunque, in camera, in salotto, nei libri sparsi un po' ovunque e nei Tex Willer che a volte finiscono in ufficio.

Quando mi sento in vena di malinconia, o voglio evocare quella certa atmosfera da grande romanzo (so farlo!), le prendo tra le mani, le leggo, lascio che i polpastrelli riconoscano il tratto della penna, cosi', per avvicinarsi a chi le ha scritte.


Chi le ha scritte? Ma le donne che amo, ovviamente, o piu' precisamente alcune delle donne che amo.

...

Almeno qualcuna, ne sono certo, ancora si ricorda di me, non fosse altro per la natura, bizarra ed unica, del mio amore.

Wednesday, 20 July 2016

Pensieri confusi

No, ci ho ripensato: se li scrivessi ora, quedti pensieri sarebbero troppo confusi.
Ti spiace se li tengo ancora segreti per un poco?
Chissà, magari ispireranno i miei sogni, e domani ne sarò più consapevole e convinto.
Solo questo voglio dirti: li senti fisicamente nella mente.
Sono in circolo, come un'ispirazione ma più sfaccendati.
Qualsiasi cosa tocchino ne fanno parte di sè.

Adesso me li godo un po', come il profumo del bucato steso al sole, come la gioiosa fatica dell'atleta, come il piacere della sete quando un succo di limine bagna le labbra e scivola giù per la gola.

...

Come la tua bellezza, cui non so abituarmi.

Monday, 18 July 2016

Ci si ama in due

Da cinque anni vivo qui, e da cinque anni la vedo.

Prende l'autobus anche lei: qualche fermata dopo la mia, e scende prima dell'universita'.

Sunday, 17 July 2016

Pensieri a casaccio

Io non mi chiedo perche' Chiara non risponda alle mie lettere, ai messaggi che, forse incautamente, le ho scritto recentemente.

Una donna e' libera di fare quel che vuole, perfino di scegliere se 'ignorare', 'dimenticare' o 'isolare' un individuo, e d'ora in poi evitero' di invadere la sua riservatezza, limitandomi a scrivere qui, ogni tanto, quel nome.

Sono dispiaciuto della sua assenza in qualcosa di parzialmente 'mio', una lettera, una pagina di questo diario nel quale cosi' spesso mi sono rivolto  a lei, un testimone qualsiasi di un legame anche solo idealmente possibile tra noi due, ma la mancanza che patisco di piu' e' la sua assenza in senso assoluto.

Chiara non scrive piu'.
Non recita poesie, non ascolta Miles Davis alla finestra.

Ed io sono convinto che continui a sentire, che ogni giorno elabori i suoi conflitti, che, in definitiva, sia ancora 'Chiara'.

...


Saturday, 16 July 2016

Ieri ed oggi

Ieri sono passato per caso davanti al Bistro' della bella ragazza.
Come al solito ho guardato verso il bancone, dove la trovi spesso, indaffarata tra tazzine da caffe', piatti caldi e freddi, detersivi e tovaglioli.

Thursday, 14 July 2016

La vita e' li fuori

La vita e' li fuori.

Oggi, per la secondo giorno consecutivo, cosa decisamente eccezionale, propiziata da condizioni metereologiche clementi, ho passato le prime ore della sera in citta'.


Di ritorno verso casa ho traversato il grande parco (una delle tante cose che avrei fatto visitare a Chiara, ma ne scrivero' in separata sede).

Dei ragazzi, diversi di colore, altri che non ho saputo identificare in nessun modo, giocavano a calcio: le porte, al solito, non erano che immaginarie, ma il divertimento autentico.

Un pallone calciato fuori misura correva verso di me.

Nonostante gli abiti da lavoro e lo zaino, l'impaccio e l'improvvisazione, non ci ho pensato due volte.

Ho varcato il confine tra chi torna verso casa e chi gioca entrando nel prato.

La palla si avvicinava, io caricavo il sinistro: ho calciato, ed un bel pallonetto e' arrivato ai piedi del ragazzone di colore che si sarebbe dovuto altrimento incamminare per recuperare il pallone.

Alle sue spalle, un colosso, dal fisico piu' di rugbista che non di calciatore, ha applaudito alla mia prodezza balistica - eccezionale solo perche' inattesa.

Di certo nessuno si aspetta che uno che cammina tutto storto e lentamente sappia calciare.

Loro non lo sanno, ma da piccolo, quando avevo forza e grinta da vendere, ero il primo a gettarmi nella mischia, ero tenace, e mi chiamavano Garrincha, come l'ala sinistra del Brasile di Pele'.

...

Ho scritto un messaggio al babbo, raccontandogli questo stupido aneddoto.

Sai, e' buffo.

Nella nostra famiglia abbiamo avuto diversi calciatori professionisti, ed un cugino del mio babbo ha giocato in serie A, 'contro Maradona'.

Anche il mio babbo giocava bene, a detti di molti aveva piu' talento perfino di quel suo cugino.

Ad ogni modo, per motivi che non ti sto a raccontare, motivi totalmente diversi dai miei, anche lui un giorno smise di calciare palloni, e per anni, come me, visse la malinconia del gioco.

Dev'essere per questo che entrambi, quando vediamo un pallone correrci incontro, carichiamo il tiro e lasciamo partire dei bei pallonetti che nessuno si aspetta da un migherlino sbilenco o da un uomo che ha ormai i capelli d'argento.

La vita e' li fuori, fosse anche solo perche' rinnova il ricordo di quel che e' stato.

Wednesday, 13 July 2016

Paradossi

Ho incontrato una bella donna.
È italiana, si chiama Maria e lavora da Patisserie Valerie.

...

La bellezza dice così poco di una donna che da sola non riesce più a stimolare un interesse diverso da quello sessuale.

Preferisco immaginarla come una ragazza che fa fatica, e vive le difficoltà e le paure dei primi tempi lontana dalla propria casa , e si inebria dell'avventura, che non una bella figa con due tette spettacolari.

...

Vedi a cosa porta la conoscenza delle donne?

Porta ad amarle più che a desiderarle.

...

Nota: mi capita di leggere vecchie pagine di questo mio diario, e mi rammarico di scoprire che un tempo scrivevo molto meglio.

L'improvvisazione di oggi è scagliare vocaboli alla rinfusa, non libertà concessa all'estro.

Non ti nego che mi sento poco lucido.

Ho bisogno di riposo.

Al lavoro abbiamo accumulato moltissimi risultati ... e settimana prossima vedrò di concedermi una pausa.

Un sogno strano

Leggo su un giornale il resoconto, scritto in prima persona, di un detective.

Monday, 11 July 2016

Pensieri sulla vita, il dolore, l'amore

La mia solitudine non è fine a sè stessa.
È un mezzo di evasione che mi permette di vagabondare, fare razzia, elaborare, ma il suo fine ultimo e poi condividere ciò che ho rimediato con chi amo.

La solitudine mi ha consentito di non lasciarmi divorare dal rancore e dall'invidia: ha proposto un'alternativa, difficile, non malvagia.

Il dolore non è assente, figurati, ma dopotutto sarebbe inevitabile in ogni caso.

Ma vedi ... la solitudine, il dolore stesso, per mezzo di una folle e forse irripetibile, certamente instabile alchimia mi hanno permesso di avvicinare, riconoscere ed entrare in intimità con altre persone a me affini davvero.

Ed io devo essere grato ad ogni circostanza che ha promosso 'l'amore che mi lega a queste persone.

Io, così, pacifico me stesso, e sono grato al mio dolore.

Sunday, 10 July 2016

Cronaca

Sabato pomeriggio, centro citta'.

Sono seduto ad una panchina, di fronte a me il parco, ai lati edifici da cartolina, appena alle mie spalle un chioschetto.

Ad un tavolino sono delle giapponesine, eleganti e minute.

Si godono, sotto il sole coperto dalle rapide nubi e un inopportuno, inutile ombrellone, un buon caffe'.

La giornata non e' piovosa, ma un vento stizzoso soffia, sbuffa, a volte s'infuria.

'Wind-gust' le chiamano - raffiche di vento si traducono.

Ad una raffica piu violenta delle altre l'ombrellone, vincolato da varie cordicelle al delicato sistema sedie-tavoline-giapponesine, prende il volo.

E volano a terra le tre giapponesine.

...

Nessuno si e' fatto male.

Posso dirlo?

E' stato esilarantissimo anche questo :D

Saturday, 9 July 2016

Pensieri così

Ho 37 anni.

A dispetto del mio stato civile e della lentezza dei nostri tempi, che con un'indulgenza inopportuna dilata l'età della spensieratezza oltre il confine della maturità, ho vissuto molto.

Sono un fisico, abituato al calcolo ed all'ottimizzazione.

Ho vissuto in 4 città e 3 paesi.

Ho frequentato abitanti dei 5 continenti, assimilando, scambiando, misurando similitudini e differenze.

Non credo di essere un idiota, nonostante il coma che da bimbo, forse, m'ha derubato di un po' di brillantezza.

Ho sofferto come un cane, e per anni, e non ho mai avuto neppure la speranza di un futuro lieto.

Ho ottenuto più di quanto non abbia meritato, ma ho lavorato sodo, proprio io che non ho energie.

Sono stato con decine di puttane, in bordelli di lusso, in appartamentini in periferia, in residence (sempre con le dovute precauzioni ovviamente).

...

Questa premessa vuol significare che non sono un tardo adolescente, un ottuso da romanzetto rosa, un imbranato.

Qualsiasi cosa io sia, questo voglio dirti: non ho mai smesso di credere ed aspirare all'amore.

Tutto qui.
Io voglio i baci ed il calore, l'intima complicità, il segreto di qualcosa di tenero e bello, autentico.

Ho vagato a lungo, ma quello è sempre rimasto il mio centro.

Forse un giorno smetterò di cercare quell'amante.
Mi interesserò di quattrini, recriminerò, odierò tutti quanti - che bene o male è quello che uno si aspetta faccia chi soffre tanto, no?

Allora non sarò più riconoscibile.

Friday, 8 July 2016

Questa te la devo raccontare

Cio' che segue non e' romanzato.
E' cronaca aderentissima alla realta', e l'unico filtro e' la ridotta capacita' del linguaggio, del mio in particolare, di testimoniare un accadimento.

Stasera sono stato in centro, per la solita cena fuori del venerdi sera.
Avevo ottimisticamente lasciato in ufficio il maglione, ed il freddo, non pungente ma fastidioso, mi ha consigliato un sollecito ritorno a casa, rimandando a domani una bella passeggiata per i boschi.



Alla  fermata dell'autobus che vedo?
Appoggiato ad un muro, quello che un dizionario definirebbe: 'Lunga assicella flessibile, di materiale plastico o di lega leggera, con punta ricurva, che si fissa allo scarpone per scivolare sulla neve o sull'acqua'.

Per aggiungere follia a follia, subito dopo aver scattata la foto giu' per la discesa sono sfrecciati 5 o 6 ragazzacci su degli skateboard.
Uno di loro, tornato sui suoi passi, si e' avvicinato alla suddetta asticella.

Come se fosse la cosa piu' naturale del mondo,ha chiesto ad un tale di mezza eta' che passava di li, e l'ha chiesto con modi educati e perfetta dizione, se 'quello sci fosse suo'.

Come se fosse la cosa piu' naturale del mondo, questi, imperturbabile, decisamente british, ha risposto senza mostrare alcuno stupore o tentennamento con un 'No'.

Allora il birbantello, senza pensarci un attimo, ha afferrato l'asticella di cui sopra, e si e' messo a gridare a gran voce: 'John,JOHN!!!!' ed e' partito con la refurtiva, esuberante e felice, verso i suoi amici.

La scena, te lo assicuro, è stata esilarantissima.

Forse vivo in una citta' di pazzi, tu che ne dici?

Domani alleghero' prova fotografica.

Wednesday, 6 July 2016

Idee per regali

Libri, ovviamente.
E li dove uno s'aspetta il segnalibro, un rametto d'edera.
Con un po' di carta stagnola, terra appena inumidita e poste efficienti, arriva a destinazione ancora verde, pronto per un nuovo vaso, od un giardino, dove crescere.
Amo mettere radici nei cuori, ma senza essere pedante, nè pretendere alcunchè.
Quando vuoi far l'amore, o anche solo le coccole, o scopare, o ridere, o pensare, io sarò li, e vorrò sempre farlo.
Ma niente pressioni, niente trabocchetti, niente ricatti ... niente gelosie.
Io amo così.

Tuesday, 5 July 2016

Sulla vita

Bizzara la vita, se t'accompagnano dalla nascita miopia e prosopagnosia (ovvero la difficoltà nel riconoscere le persone).

Eh si, bizzarra perchè non capisci quello che capita attorno a te.

Quella ragazza mi stava guardando?
Silvia voleva dirmi qualcosa?
Quante volte non ho riconosciuto, per strada, una donna che desideravo? (Di sicuro in più occasioni, come loro stesse mi hanno fatto notare).

Insomma, ho paura dei fraintendimenti, perchè in effetti magari Silvia non mi ha mai guardato in vita sua, nè aveva alcunchè da dirmi.

...

Mi capira ancora, manco fossi più un adolescente scemo, di 'non capire'.

Oh, sarebbe così bello, ed un po' metafisico, essere nei tuoi pensieri, Chiara!
Vorrei potermi rifugiare dentro di te, almeno di tanto in tanto.
...

Non può essere vero ... però non sarebbe assurdo: se esiste un essere metafisico, e su questo non ci piove perchè quell'essere sono io, come si potrebbe dubitare dell'esistenza di altri esseri simili?

Non posso essere l'unico, non lo credi anche tu?

....

Viva il sesso, dalla A alla Zeta.

Mi sono fatto mancare ben poco, ed una bella scopata è sempre a due o tre ore di distanza (e 150 sterline) da me.

Eppure non basta, proprio come i miei sogni di adolescente mi suggerivano.
L'orgia era sempre con sconosciute.
I baci e gli abbracci cui tanto avrei voluto credere, erano sempre per Silvia.

Adesso che a mancare sono solo i baci, io sogno solo quelli.

Un sogno

Sono a Bari, a visitare dei cari amici.

Diversamente dalla realta', nella dimensione onirica non si occupano di informatica ma sono i gestori di un bar-ristorante, ed e' proprio li che mi trovo all'inizio del sogno.

Monday, 4 July 2016

Su una fotografia

Questa è patetica, lo so bene.
Mi è tornata fra le mani una foto vecchia di una quindicina d'anni.
Siamo io ed il mio Danka, cane bastardo e meraviglioso.
Giocavamo assieme, andavamo per boschi, e la notte d'estate giù fino alla città deserta.
Io non avrò mai più un animale domestico, un po' perchè non ho l'energie per gestirne i ritmi, un po' perchè non voglio scadere nel ridicolo.
Il ridicolo di scoprire d'aver vissuto solo con un cane i giochi, le passeggiate per i boschi e le notti d'estate.
Mi sono mancate le energie, mi mancavano quando avevo 20 anni, figurati adesso, che ne ho 37, e sono sommerso da cose da fare, problemi da risolvere.
...
Delle risorse dello spirito nessuno può fare a meno, ma quasi tutti le danno per scontate, e credono che 'lo spirito' sia malleabile con facilità, e che dunque ogni incontro conceda bene o male le medesime possibilità.
Cazzate.
Lo spirito non è malleabile, non è presente in eguale quantità negli esseri umani.
A volte mi sembra che la mia più alta qualità sia la consapevolezza.
Et excrucior.

Sunday, 3 July 2016

Pensieri sulle madeleine di Proust

Che gelo ho sentito, nel cuore.
A volte un nulla annuncia la consapevolezza: la serve il caso, come una delle madeleine di Proust, e null'altro.
Sai una cosa?
Io non uso verbi al plurale.
'Noi' è una voce che non conosco.
Me lo ricorda allora un 'noi partiamo giovedì' di una conversazione avuta con una collega quanto sia vuota l'esistenza mia.
Presto avrò ben altre e più urgenti preoccupazioni: il mio contratto scadrà a fine Dicembre, e se non trovo un lavoro, un buon lavoro, saranno guai serii per me, altro che sterili riflessioni sul tempo dilapidato in solitudine. Dovrò preoccuparmi di mettere assieme medicine, pranzo e cena, e potrò nascondere sotto il tappeto tutte le folli aspirazioni di contatto almeno parziale con l'amore.
Macerie, macerie, solo macerie, fino al giorno in cui non senti che l'amore esiste anche quando non è vissuto in prima persona.
...
Troppa fatica per ritrovarmi sempre così.

Friday, 1 July 2016

Pensieri e sensazioni

Da qualche giorno mi accompagna un leggero malessere.
Nulla di preoccupante, non lo considero neppure un fastidio, ma date le condizioni generali,  sono un po' mi impensierito.
Non provo nessun dolore: semplicemente mi sembra che il cuore sia particolarmente affaticato, e che corra un po' piu' del solito.

Monday, 27 June 2016

Io sono un genio!

Da qualche giorno, nonostante i mille pensieri e le tante preoccupazioni per questo scellerato Brexit, mi ripropongo di continuare a scrivere di Chiara.


Ho ben in mente cosa esprimere, ma cercavo un po' di tranquillita' per saper scegliere con cura le parole, che' mica si puo' scherzare di certi argomenti.

Non e' arrivata la tanto agognata serenita', ma ha fatto capolino, la notte, un'ulteriore ipotesi, un'intuizione di te.

Eh si, stanotte, come ricompensa dei miei pensieri, Chiara e' venuta a trovarmi in sogno, in un sogno stupendo, ricco di allegorie.

Sono ad un party, non so dire se tra accademici o sfaccendati d'altro genere.

Accanto a me e' quella che sembra la mia compagna, una bella donna, bruna, elegante, un po' astratta e annoiata, assente in quella confusione nella quale sono.

Ad un certo punto arrivi tu, Chiara.

...

Mi guarda, un po' delusa, un po' rassicurata: mi fa un gesto, come per  intendere: 'Ma come Gio? Dici tanto, e poi ti fai accompagnare da una donna, da una qualsiasi che non sono io? Ma allora che valore hanno le tue parole?'.

Le sorrido, e in qualche modo le faccio capire l'artificio, la finzione: la donna accanto a me, che fisicamente le somiglia, non e' che una scultura, una mia creazione che m'accompagna ovunque e che solo io, e lei, riusciamo e vedere.

Risolto il fraintendimento, ci svincoliamo dalla confusione e rifugiandoci in mille baci.

...

Se vuoi sostituire al tuo nome quello di un'altra, Alice, Vera, Silvia ... fai pure, lo capisco benissimo.

Io, almeno per un po', continuero' a chiamarla come te.

Friday, 24 June 2016

Una di quelle

Esistono persone, pochissime, e non ho ancora ben capito se piu' fortunate dell'altre o miseramente dannate, che vivono ogni cosa con indomabile trasporto emotivo e lucida coscienza, e cio' che vivono lo vivono e rivivono cento volte, che' quel che entra rimane li, a dibattersi, a splendere, a urtare, a far male, o a fiorire.

Esistono persone che con naturalezza riconoscono la molteplicita' della realta', che percepiscono come somma di sfumature diverse, ed ogni sfumatura sanno cogliere nella sua individualita': cosi' di un gesto, di una parola, di una disattenzione mettono come sotto una lente di ingrandimento ogni dettaglio, ingigantendo il bene ed il male.

Queste pochissime persone solitamente le incontri infilate tra le pagine di bei romanzi, o nelle pieghe del tuo cervello, tra i sussulti del cuore, piu' difficilmente hanno carne ed ossa.

Chiara e' una di quelle.

Azzardo delle ipotesi.

Io credo che pagine di bei romanzi si siano infilate nelle pieghe del suo cervello, tra i sussulti del cuore, e poi di li, i dettagli del processo mi sono ignoti, si siano moltiplicate, evolute, approfondite.

Credo che quelle pagine di bei romanzi si siano trovate benissimo in Chiara, sedotte proprio come me dai suoi occhiali da ragazza miope che vuole vedere lontano, dalle tazzine di caffe' ed dalle passeggiate per i boschi.

Chiara mi ha spiegato, ed e' stata molto convincente, che io sono un po' tonto, un po' inopportuno.

Ha ragione.
Ma anch'io ho ragione.

Wednesday, 22 June 2016

A proposito di Chiara

Un giorno o l'altro, in effetti, dovrei scrivere qualcosa a proposito di Chiara.

La penso spessissimo, anche se ormai e' da mesi, forse un paio d'anni che non ci scriviamo piu'.

So che e' stata qui in citta', probabilmente con il suo uomo o per il suo uomo, e mi sembra assurdo che non le sia venuto in mente che io vivo qui, e la penso spessissimo, anche se ormai e' da mesi, forse un paio d'anni che non ci scriviamo piu'.

...

Caso mai tu capitassi di qui, Chiara, vorrei tu sapessi che continui a confermare le mie intuizioni di te.

...


Tuesday, 21 June 2016

Pensieri sulla pazzia

Camminare per strada vestiti di stagnola.
Parlare ai muri.
Mangiare foglie secche.
Bere candeggina corretta da una spruzzatina di Coca Cola.

Ecco, questi sono chiari esempi di pazzia.

Qui basta osservare un secondo l'espressione di detta deviazione per coglierla netta, inequivocabile, dolorosa più per traslazione di noi stessi nel matto che per empatia vera propria.

Io, credimi, sono più folle di uno che parla ai muri o si fa di candeggina.

E tuttavia nessuno, vedendomi in un istante dell'attuazione di questa scalmanata pazzia, mi saprebbe associare ad una forma di disordine mentale.

Se tu mi vedessi camminare per strada mi prenderesti per un povero sciancato locale, o per uno, al limite, che ha bevuto troppo o si è fumato qualcosa (pallore, incedere incerto, respiro un po' affannoso).

Ed invece sono un uomo stremato, sono un corpicino scarnificato e infilzato da protesi, sono un pazzo e non posso che esserlo.

Certo, vorrei i baci e le confessioni di una dolce amante, o la trasgressione esuberante di una donna alla ricerca del puro piacere.

Ma desidero anche una tregua che mi risparmi almeno ogni tanto il dolore quotidiano.
E le energie per non sentirmi già oggi un uomo finito.

Mi rendo conto di quanto angosciante sia la mia vita quanto mi accorgo di come un'esistenza possa essere ricca, e mi ricordo di quanto faticoso e meschino sia stato il cammino fin qui.

Eroismo e stanchezza

C'e' qualcosa di eroico in ogni scontro impari.

La storia l'hanno scritta certamente i vincitori, ma chi ne legge distaccato il resoconto non e' legato a nessun trattato di sottomissione, non ha obblighi nei confronti di nessuno.

La mia vita e' un fottuto scontro impari, una folle controffensiva che al limite puo' aver colto di sorpresa il nemico, ma che in nessun modo puo' vincerlo.

Mi angoscia la consapevolezza di non aver piu' le risorse neppure per amare le donne.

Non fraintendere, non mi riferisco all'atto in se', ma alla spavalderia, alla sicurezza, alla forza che convergono nel corteggiamento, e che riconoscono le affinita' e costruiscono quel po' di solido e significativo che una relazione puo' vivere.

Qui sta crollando tutto.

Sotto le macerie restera' uno che e' stato un po' idiota ed un po' eroe.

Sunday, 19 June 2016

Pensieri sulla miseria

Avvicinando riflessione filosofica a considerazioni che rimandano alla meccanica quantistica, c'e' chi dice che un albero, cadendo in una foresta deserta, non faccia rumore, che' non c'e' esistenza senza osservazione.

La mia vita, lo devo riconoscere, somiglia abbastanza ad un deserto.

Forse questo significa che tutto cio' che ho vissuto, sentito ed espresso (o amato) non sia esistito, perche' non e' stato partecipato, ascoltato, capito (o amato).

Io credo sia proprio cosi': sono nulla, nulla ti dico!

Pero' devo aggiungere una cosa: se nulla e' stato di cio' che ho sognato, desiderato o sentito, nulla e' stato anche di quel che ho subito, sofferto, perso.

...

Questa e' forse la mia unica consolazione, vita infame.