Sunday, 18 June 2017

Fuoco

Da bambino ho rischiato di morire in un incendio.

Per un colpo di fortuna mi accorsi quasi subito di quella palla di fuoco che bruciava all'ingresso, ed i due o tre minuti che la buona sorte mi mise a disposizione per reagire forse determinarono la mia, la nostra salvezza, ma comunque non poterono evitarmi un trauma profondo, che la cronaca sa ritrascinare in un istante tra i miei pensieri attuali.
Non sarebbe stata una fatalità ad uccidermi, ma un crimine pianificato con la cura maniacale ed imperfetta nella sua teatralita' che solo una la malattia mentale può produrre.

...

Ricordo che tornando a casa, dopo qualche giorno di paura e confusione, tra tante immagini di devastazione e violenza, i muri anneriti, le bolle sulle superifici in legno delle porte mie e dei vicini, il ricordo del fumo nero, densissimo, che ci aveva costretto su una terrazza, quello che più mi traumatizzò fu vedere i tricicli di mio fratello sciolti come candele dal calore, gettati in un angolo, senza più una forma.

...

Le vittime di Londra, quelle di uno sperduto villaggio in Portogallo, hanno vissuto un'angoscia di cui ho esperito una piccola parte.

So cosa vuol dire iniziare a pensare di buttarsi giù da un terrazzo.
So cosa vuol dire andare nel panico, non saper più neppure dire con calma il numero di telefono del papà.

..,

Allora ero un bambino.
Spaventato come lo è un animale, incapace di immaginare la morte propria o di chi si ama, ero un bambino che urlava come per svegliarsi da un incubo.


...

Saturday, 10 June 2017

Vuoto

Sento uno strano vuoto, alle volte.
E' nei giorni in cui riconosco questa formidabile, consolidata solitudine.
E' nei giorni in cui riconosco che sono esistiti, i sentimenti, solo nella mia testa, ed in periodi ipotetici infranti su un cumulo di premesse irrealizzabili.

Si potrebbe dire che le disillusioni che fiaccano molti, forzati dalla realta' a ridimensionare sogni ed aspettative in contrasto con la pesantezza dei fatti, io l'abbia maturate nell'attesa, in questa inedia che il tempo ha trasformato in noia, distrazioni, brividi.


E tuttavia non sono un esperimento mal riuscito.
O meglio: non sono semplicemente un esperimento mal riuscito.

Questo tentativo di uomo, capitolato gia' da bambino, e' diventato qualcosa di diverso, un essere non cattivo, spesso disinteressato al punto da essere libero di vivere ancora il suo primo istinto: amare.

Nonostante tutto, o forse in virtu' di tutto, io so ancora amare, e quando amo, amo incondizionatamente.

Tuesday, 6 June 2017

Sole

Ieri giornata di Sole, bicicletta e mare.

Profittando di un giorno di vacanza, sono stato con un collega, un autentico genio rinascimentale, a fare un lungo giro in bicicletta.

È un paese meraviglioso, l'Olanda.

I turisti rimangono affascinati forse dai musei di Amsterdam, i canali di Utrecht ed i grattacieli di Rotterdam, ma quanta bellezza sfugge agli occhi di chi è di passaggio.

Da casa mia alla sua sono circa 30 chilometri. Ci abbiamo messo un'eternità, che sono davvero lentissimo.

Credo di essere stato su una pista ciclabile per almeno il 95% del percorso, e su una corsia forse per il 99%.

Semplice qualità della vita.

E talmente tanto Sole che ieri sera mi sono ritrovato rosso di scottature su viso e braccia, come non mi capitava da forse vent'anni.

...

Pensieri irrisolti io ne ho a bizzeffe.
Mi ci dedico quando faccio le pulizie di casa, gioco ad Halo o vado in bicicletta.

Mamma mia che anarchia ho in testa!

Sunday, 4 June 2017

Intermezzo

Oggi ho conosciuto una bella donna.
Molto interessante, vivace, curiosa.

Ovviamente nel pomeriggio parte per il Canada.

Confessioni tragicomiche

Stavo pensando di confessare un paio di aspetti tragicomici della mia vita.

Credo che lo farò presto, ma visto che si parlerà di oscenità e cose assurde ed esilaranti avviso la gentile lettrice di armarsi di pazienza e fiducia nel genere umano.

Tuesday, 30 May 2017

Le conferme del corpo

Il corpo conferma, impone, urge.

Guarda, so bene che l'anima, la così detta anima, non è che un intrico di nervi, amalgama di tessuti, fluidi e vapori proprio come ogni altro frammento del corpo, ma ti chiedo di concedermi la libertà di separare ciò che è nella mente e vi rimane da ciò che circola per le viscere e transita per il cervello, per portarvi un turbamento diverso da quello della pura speculazione astratta.

Il corpo, solo il corpo conferma i sentimenti.
Solo il corpo unisce davvero ad un altro essere.
Solo il corpo impone di stravolgere sè stessi per un altro essere.

Saturday, 27 May 2017

Probabilmente

Probabilmente il più acuto dei miei sensi, l'amore, si ottunderà prima di essere corrisposto.
...
Oh, è un senso, l'amore.
Di questo sono certo.

Ed è acuto.
Mi ha graffiato tutto.
...

Continua ...

Gesti e parole

Non credo alle parole quanto ai gesti istintivi.
Non credo alle mie stesse parole quanto ai miei gesti istintivi.

Le mie parole lasciano intendere che ti voglio bene.
I gesti dicono che ti amo.

Monday, 22 May 2017

Pensieri su sesso, pornografia, estasi, donne

Non sono un edonista.
Sono piuttosto un cultore del bello.

La differenza è sostanziale.

Nel sesso, te lo devo confessare, raramente provo piacere fisico, e perfino l'orgasmo a volte è strozzato, parziale e attutito, vuoi dal preservativo, vuoi da una leggera fimosi che un giorno forse risolverò, vuoi dalla sensibilità della pelle, qua e là alterata dal bisturi.

Nel sesso godo della bellezza della donna, della sua presenza, soprattutto del suo piacere, della fuga, nostra, da questa dimensione.

La pornografia dei primi anni novanta è quella che mi ha introdotto al trionfo misterioso, onirico della sessualità, ed io sono e rimarrò per sempre influenzato dallo specifico intendimento dell'intimità che alcune pornoattrici di quegli anni hanno incarnato.

Ricordo queste donne meravigliose (su tutte Racquel Darrian) intente a venerare il sesso, d'un uomo o di un'altra donna, e poi girarsi un attimo a guardarti, e complici lasciarti intendere, come sirene, di unirti a loro, di seguirle, ed apprendere così segreti d'estasi, ultraterreni, ultrasensibili.

Il momento in cui l'occhio, rovesciandosi ed esponendo sè stesso la propria esclusivissima nudità, dichiara la transizione dall'ordinario all'incontenibile, e così l'oscenità dell'orgasmo femminile, il cadere della decenza, il suo cedere all'emergenza di qualcosa di infinitamente superiore, ineffabile e fugace, hanno significato per me l'esser parte di un processo di purificazione, di distanziamento dalla noia, dal consueto.

In questo senso si articola anche il percorso di apprendimento e reciproca conoscenza. È meno significativo, per quanto appagante per altri motivi, più egoistici, fare sesso con ragazze giovani. Impareranno che c'è da imparare, a patto di non abituarsi, di annoiarsi del cazzo. Così  anche i giovani possono avere una visione limitata della figa, ridotta a argomento di chiacchiera, o merce di scambio.

...

Arrivo fin qui, e poi mi rendo conto che dovrei parlare di Vera.
Ma non riesco.

To be continued ...

Saturday, 20 May 2017

Pensieri

Ho costruito, non ho abitato.

...

Work in progress.

...

Friday, 19 May 2017

Non si uccidono gli alberi

Sono nel mio quartiere, la in Italia.

Dev'essere estate, visto che sto passeggiando in maniche di camicia, e visto che ormai torno solo per pochi giorni, a Natale e durante la bella stagione.

Sto pensando ai miei vent'anni, quando mi avresti potuto vedere a spasso coi miei cani, le care bestie con le quali tanto amavo giocare e andare a zonzo.

Ora sono solo.

La dimensione onirica differisce dalla realtà.

Nella stessa via dove il sogno posiziona spesso un negozio di articoli pornografici che non è mai esistito (parlerò presto di pornografia e sesso),  sono dei bei pini marittimi, di come se ne vedono da quelle parti soprattuttodistribuiti lungo le sponde del lago.

Amo gli alberi, li ho sempre amati, anche prima di conoscerne il ruolo di dispensatorid'ossigeno, di serbatoi di anidride carnonica. Li ho sempre amati per l'ombra, ch'offre riparo dall'arsura e l'invadenza, per il riparo che vi trovano gli uccelli, per il sostegno che donano ai camminatori.

Due comici piuttosto celebri, che credo si chiamino Ruffini e Mandelli, stanno parlando ad una vasta folla che si è radunata in strada.

Annunciano l'imminenza di un loro spettacolo che avrà luogo proprio li, davanti ai pini.

Lo spettacolo, dicono, prevederà, ed è questo inteso come becera volgarità, come sommo sberleffo del politically correct, l'abbattimento di due pini.

Così, umiliando la sensibilità di chi ama gli alberi, si vorrà far ridere i triviali.

L'annuncio è stato dato, e fluisce lontana la folla chiassosa.

Mi avvicino ai due.

Dico loro, con calma, senza lasciar trasparire la mia furia, che non si uccidono gli alberi, e che non voglio più vederli li, con seghe e martelli, vicino a quei pini.

Non mi deridono neppure.
Mi liquidano con poche parole.

Si avvicina la sera, e con essa lo spettacolo.

Torno a controllare la situazione, ma questa volta non indosso la maschera dell.uomo debole. Sono il Demone.

Torno, e ritrovo quei due, ancora con seghe e martelli.

Li interrogo, e questa volta hanno paura.

Promettono di andarsene, di non tornare mai più.
Sto per allontanarmi, ma mi accorgo che i tronchi sono già stati recisi, in preparazione allo spettacolo, per facilitare lo spettacolo.

È la fìne, la loro fine.

PS: non conosco quei due, certamente dei bravi ragazzi, e non ho idea di come siano capitati nel mio sogno. Li ho recentemente visti in un corto di Lillo e Greg in cui erano cinici, tutto qui. Mi spiace di averli inceneriti.

Wednesday, 17 May 2017

Che belle le tette

È arrivato il caldo, e le donne finalmente lasciano negli armadi i maglioni pesanti ed i pantaloni di velluto.

In corridoio ho visto una bella ragazza.
Era seduta, ed un attimo si è chinata per cercare qualcosa nella borsa.

Si è aperto tutto, li davanti.
Tra i suoi seni ho visto la via di fuga da tutti i problemi, da tutte le noie.

Quando faccio l'amore con una donna, ma anche quando semplicemente me ne scopo una, tornano alla mente, si diffondono fino alle mani, tutti i ricordi, tutte le idee sulla femminilità e la bellezza.

Fare l'amore è una cosa seria.
E non si smette mai di imparare a farlo.

Tuesday, 16 May 2017

Le preoccupazioni degli Dei

Ho sognato ancora una volta di essere un dio.
C'eri anche tu, ed eri una dea, a me simile, egualmente potente rispetto i desideri e le paure degli uomini, egualmente impotente rispetto le nostre responsabilità.

Nessuno, tra gli umani, è a conoscenza della nostra natura.
Nessuno, neppure i miei genitori.

Tra le divinità che vivono sulla Terra noi siamo i primi, e gli unici a sentire il dovere nei confronti degli uomini.

Gli altri immortali sono pigri, edonisti ed impuri.

Siamo nel palazzo degli dei.
Attorno a noi una turba di decine di divinità, di tutte le razze.
Partecipano sgraziatamente ad un banchetto eterno, e vivono nel disordine, sdraiati su tavole imbandite.

Io e te giriamo senza posa per le ampie stanze del palazzo, dove i destini degli uomini si compiono, e dove noi possiamo intervenire per compensare al male, al disordine, all'ingiustizia.

Siamo dei, ma il nostro potere è nullo rispetto alla vastità del mondo, nel quale possiamo intervenire con limiti quasi umani, poichè umano è l'oggetto del nostro interesse.

I servitori del palazzo ci annunciano l'arrivo di stranieri ai cancelli.

Con orrore scopro i miei genitori umani, che amo, avvicinarsi verso l'ingresso della reggia.

Devono avermi seguito.
Ed io, che costantemente sono preso da tanti pensieri, non me ne sono accorto.

Non devono entrare a palazzo.
Gli altri immortali, spazientiti dalla loro presenza, li ucciderebbero all'istante.
Ed io non posso dedicar loro troppo tempo, che c'è guerra, e carestia.

Ti cerco, amore mio.
E nei tuoi occhi vedo la mia stessa paura.

Mi sveglio incapace di trovare una soluzione.

Sunday, 14 May 2017

Qualità della vita, belle donne, ozio

Piste ciclabili, parchi pubblici, sicurezza e pulizia.
Rispetto reciproco, tolleranza e leggi ragionevoli, mediazione di esigenze diverse, non somma di isterismi contrapposti.

Così questo paese garantisce buona qualità della vita ai suoi cittadini, ma anche a girovaghi in transito, a quelli come me insomma.

Anche oggi è stata una giornata meravigliosa, ed io ho trascorso ore d'ozio tra il bosco, le dune, il mare.

Una bella donna, piccina, tanto che doveva scendere di sella per toccare terra coi piedi al semaforo, mi ha deliziato con le forme deliziose del suo culo, e la timidezza un po'  spaesata di chi fatica a credere d'essere proprio lei ad essere attraente.

...

I costringimenti di questa mia condizione contrastano tremendamente con la vita che sto portando avanti.

È che mi piace viaggiare.
Osservare belle donne.
Pensare che magari quella donnina un giorno avrà un nome, nudità, calore.

...

Domani approfondirerò.

Sunday, 7 May 2017

Similitudini

Abito in un grande palazzo, un alveare che conta decine di appartamenti, e che contiene dunque il destino una folla di individui.

Vanno e vengono, gli individui.

Arrivano, comprano, arredano, consumano, partono, smalstiscono (mi e' facile identificare me stesso in una di queste pedine).

Capita di trovare in ascensore, stampati al computer o scritti a mano, bigliettini che annunciano un imminente trasloco, e propongono affari d'oro: materassi a meta' prezzo, divani in fortissimo sconto e cosi' via.

C'e' un locale, al pian terreno, dove i condomini gettano le loro immondizie, e quel che resta quando e' finito il tempo degli annunci economici, e bisogna fare in fretta.

Cosi' li vi trovi gli scatoloni di mastodontici TV a 65 pollici, sedie sgangherate, assi sfondate di quelli che furono letti, tavoli, elementi d'arredo, ma a volte anche oggetti ancora fruibili, negletti solo in nome di un'emergenza, quella dell'incombere di un trasloco per l'appunto.

Qualche giorno fa ho scovato, gia' destinato al macero, questo mobiletto di vimini, tre ripiani solidi, un intrico di fibre.

Senza pensarci due volte l'ho preso, l'ho portato a casa ed ho iniziato a domandarmi come rendergli di nuovo una funzione, una vita insomma.

...

Ogni giorno, rincasando, osservo i progressi delle mie edere.

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Saturday, 6 May 2017

Compagna ed ospite del corpo

Katrin mi ha chiesto come faccia proprio io, che non vedo poi tanto bene, a trovare 'certe cose' (in questo caso quello che sembra un agrifoglio crescere in un nido, tra i rami di un grande albero).

Basta tenere gli occhi aperti.

...

Oggi ho esplorato una volta di più la città, sempre in sella alla mia bicicletta gialla.
Mi sono perso, per ricapitare poi per vie già visitate l'ultima volta, dove l'ultima volta, non oggi, mi sarei detto 'smarrito', e dove questo pomeriggio invece ho trovato come il mio filo d'Arianna.

Tuesday, 2 May 2017

Sogni

Continuo a sognare Silvia.

E' passato talmente tanto tempo dal nostro ultimo incontro (che di 'nostro' per altro non aveva nulla) che non la riconoscerei se l'incontrassi per strada, eppure nella dimensione onirica e' lei ancora prima di vederla, come se seguisse da conseguenza necessaria, ed unica, ai temi dell'amore e della tenerezza.

Quando sento bisogno d'amore, da donare o ricevere, inevitabilmente penso a lei.

Dev'essere cosi', perchè io ho amato solo lei!

...

Oggi sono stato in ospedale, per un esame di controllo.
Li ho rivissuto un momento della mia lunga degenza di bambino, e te ne parlero' domani nel dettaglio.

Ora voglio solo dirti che se ha un utilita', il dolore, e' quella di dare sostanza, ed autenticare, i moti di dolcezza residui, gli sbilenchi ed impacciatissimi slanci d'amore.

Aggiungo una foto scattata durante la gita di domenica scorsa.

Non e' Ellade nè Turchia, e' Olanda!!!

Sunday, 30 April 2017

Bellezza

La bellezza non si limita ad appagare i nostri sensi.
La bellezza e' nutrimento per l'anima, educazione per l'intelletto.

E se pure e' vero che le prime forme di bellezza che riconosciamo sono quelle un po' oscene del corpo, e' altrettanto vero che non li si esaurisce, ne' li e' limitato questo sentimento, questa benigna necessita'.

Oggi finalmente sono tornato in bicicletta, approfittando di un pomeriggio mite.

Non ho valicato i confini della citta', ma piuttosto mi sono perso tra i suoi quartieri, finendo per esplorare piazze deserte, parchi ombrosi, giardini segreti, meravigliandomi una volta di piu' del paesaggio mediterraneo, e del suo perfetto posizionamento nell'immediate adiancenze dell'ordine nordico di villette bifamigliari e piste ciclabili.

Sai cosa c'e' di buffo, di consolatorio?

Che davvero piu' passa il tempo e piu' mi sento alle prime armi, ma non me ne spavento, non sono vinto dall'angoscia di un'incombente oscurita'.
No, mi sento un bambino curioso alla scoperta di un mondo che si fa via via piu' grande.

Thursday, 27 April 2017

Pensieri un po' malinconici



Me lo dicono i sogni, lo confermano i pensieri, che proprio i sogni, assai piu' che non la realta' a me esterna, ispirano.

A me sembra che quasi tutti i miei ricordi si riferiscano ad un periodo assai remoto della vita: gli anni del liceo, quelli che davvero mi abbandonarono a me stesso, e che mi costrinsero in un angolo bizzarro, solo mio (dovra' pur dire qualcosa!!).

Il presente entra in gioco solo come modificatore di quel passato, come tentativo di riscatto ad occhi indifferenti, come qualcosa che non so se sia meschino, patetico o semplicemente umano, malinconico.

Cosi', se penso, spesso penso a Silvia.

E' incredibilmente ancora lei a monopolizzare i miei sogni, e se la evoco e' per immaginare di incontrarla oggi, magari in compagnia di quell'amica incontrata a Zurigo piuttosto che una collega di Edimburgo.

Mi immagino, ridicolmente, di poterle sembrare sereno, allegro, profondo e poetico, e tuttavia anche distante, astratto, come un'aspirazione vaga e sublime, e per questo sacra, venerata senza contatto, un'icona senza volto.

Cerco di giustificare cosi' questa solitudine.

...

Vivo in pieno centro.

Certe considerazioni sulla solitudine mi riescono piu' facilmente ora che osservo, dalla finestra del salotto, la naturalezza delle relazioni umane.

...

Non mi pesa, questa solitudine.
I miei problemi oggi sono il lavoro, il futuro, avere abbastanza di che vivere decentemente da qui alla fine.

Del resto non mi curo non per disinteresse, ma perche' sono sicuro di me stesso.

Sono abbastanza certo che fino all'ultimo saro' un uomo buono, giusto, amante della bellezza e delle donne, siano esse sante o puttane.

Saturday, 22 April 2017

Multiculturalismo e cultura

Poche parole sulle quali magari tornero'.

Non si ha multiculturalismo mettendo semplicemente assieme genti di diverse culture.

Leviamoci dalla testa quest'idea, di cui possiamo essere ingenuamente convinti solo per esagerata, forse esasperata addirittura, apertura mentale o ottuso ottimismo.

Vuoi un facile controesempio?

Mischiando a casaccio radicalismi diversi, ogni angolo di mondo ne e' pieno, non si ha che guerra civile, disordine, violenza, e chi ne patisce sono gli ultimi, i poveri, i vecchi, i giusti.

Il fatto e' che perche' il multiculturalismo si possa realizzare tra individui di diversa cultura, l'idea stessa del multiculturalismo dev'essere nella cultura di ognuno di questi individui.

Ognuno di costoro, cioe', dev'essere consapevole a priori della 'relativita' di ogni cultura, e della relazione di inferiorita' gerarchica che ogni cultura ha nei confronti della Legge dello Stato.

Cio' detto, io credo che si possano fare dei notevoli passi in avanti, ed elevare di molto la condizione dell'uomo, sia esso africano, arabo, europeo.

Vorrei, ad esempio, che per una volta invece che ad una nazione nemica si dichiarasse guerra alla poverta', all'ignoranza ed all'egoismo.

(George Carlin gia' espresse un simile concetto).


Thursday, 20 April 2017

Passato, futuro

Più vivi, più scavi in profondità, in te o negli altri, e meno sei accessibile, credibile ed affidabile.

L'onesta paga raramente, ed ancor meno la sincerità.

Ma non temere.

A cambiarti la vita è un incontro solo, null'altro.

Monday, 17 April 2017

Chiara

Oh, donne!

Come vi basta poco per ingigantire l'ego di un uomo.

Pochi accenni all'oscenità ... questo è quanto serve davvero.

Chissà se Chiara ha un nuovo blog, o qualcosa di simile.
Questo silenzio non lo riesco a capire!

Non ho bisogno di lei, ora che tutta questa oscenitá mi ha rassenerato.

Non ho bisogno di lei, e per questo potrei goderne, e capirla, davvero.

Thursday, 13 April 2017

Itinerario

Dai Paesi Bassi scendero' prima fino a Colonia, dove staro' per un brevissimo soggiorno di poche ore.

Sbrigata una certa faccenda, saliro' su un treno che mi portera' a Zurigo, dove il mattino, ed il pomeriggio, incontrero' dei vecchi amici, i loro bambini, ...

Incontrero' anche l'ingombro del mio passato, incompiuto, abortito, che e' nella casa vuota e straniera dove ho vissuto per 5 anni, e negli edifici cui ora e' interdetto l'accesso, ed i negozi, dove nuovi gestori, volti diversi, s'occupano di clienti che non posso riconoscere.

La mia vita e' un disastro, lo sai?

Non ho nulla di tangibile, ne' tantomeno di solido: ne' competenze adeguate a garantirmi un futuro, ne' la maturita' necessaria a preoccuparmi di una condizione di somma instabilita'.

Ho poche cose davvero care: le parole, e la voce che le veicola piu' in profondita'.

Questo e' quel che mi avvicina agli altri, ed in qualche modo, una vita insensata, mi fa amare da chi ha buon cuore.

Sunday, 9 April 2017

Appunti

C'e' un'ampia zona verde, a nord della citta'.

Ci vado quasi ogni finesettimana, in bicicletta.
Da casa mia non impieghi piu' di un quarto d'ora per trovare un po' di silenzio, il suono pacificatore della natura, l'odore dell'ombra distesa sul terriccio, le figure tremule dei riflessi sull'acqua.

Ho trovato una grande recinto, e dentro un cavallo pezzato.

Il cavallo e' un animale di rara eleganza, di andatura tanto esatta da sembrare statico perfino nel movimento: ogni istante ripete quello di un ciclo precedente, con una naturalezza che non appartiene al danzatore, ne' al musicista.

Al mio passaggio l'animale, del tutto indifferente alla presenza di un uomo, si e' accasciato, girandosi sul fianco, ed ha cominciato, zampe all'aria, a contorcersi, sfregando con forza la schiena sulla superficie terrosa del suolo, sollevando polvere e nitriti.

Era osceno nel suo gaudio incontrollato, in tale plateale rottura degli schemi.

In un movimento si e' liberata tutta la vitalita' di quella splendida bestia, oltre l'elegenza, oltre la compostezza.
Si e' liberata tutta la sua vitalita', ed io l'ho percepita.

Monday, 3 April 2017

Leida

Domenica pomeriggio sono uscito in bici, destinazione le dune a nord della città.

Ho seguito la strada verso i boschi, ho traversato all'altezza di un chiosco.

Li giunto, su un cartello ho visto l'indicazione per Leida, e non ci ho pensato un secondo: sono partito.

Sono anche arrivato.

E sono pure tornato a casa tutto intero.
Dopo 40 chilometri e più di tre ore in sella le gambe un po' mi tremavano.
Ed addosso avevo un bel calore.

Avrei voluto donarlo a te.

Sunday, 2 April 2017

Piccole cose

Ognuno ha le sue piccole manie.

A me, ad esempio, piace passeggiare di notte.
Ed andare in moto, o in bici, di notte.

Ieri sera, in effetti erano giusto da poco passate le dieci, ero in città per una pedalata.

Passavo per un vicolo, di fronte ad un McDonald, e mi sono fermato un attimo a guardare le vetrine.
A dispetto dell'insegne luminose, delle lampade accese, il locale era deserto.

Un'altre delle mie piccole manie è cercare informazioni sulle 'opening hours' dei negozi, ed ero li a confrontare l'andamento degli orari di apertura e di chiusura dei diversi giorni della settimana.

Stavo per rimettermi in marcia quando un ragazzo di colore, che stava di fronte all'ingresso del McDonald, mi ha rivolto la parola, dicendomi qualcosa di incomprensibile, come bene o male è tutto ciò che è Dutch.

Ho meccanicamente risposto con un 'ok' e via di nuovo in bicicletta.

Mentre pedalavo cercavo di capire cosa quel giovanotto avesse voluto dirmi.

Poi l'intuizione: aveva probabilmente detto il nome di una via li a due passi, dove in effetti c'è un altro McDonald.

Ho invertito la marcia.
Sono tornato, l'ho ritrovato.

Gli ho spiegato che sulle prime non avevo capito.
Lui ha confermato: 'si, c'è un altro McDonald proprio girato l'angolo'.

L'ho ringraziato.
Mi ha ringraziato.

Fine.

Thursday, 30 March 2017

Pensieri

A seconda dello stato mentale che l'accompagna, la solitudine assume forme diverse.

Credo di non essere mai stato cinico, ma avrei potuto esserlo.
Sono stato infinitamente apatico, ad un passo da una condizione di irreversibile anoressia sociale.

Avrei potuto essere egocentrico, peggio ancora egoista.

Ed invece, credo, sono stato disinteressato,a tratti perfino buono.

...

La bontà vale uno zero sul curriculum.
Di solito la si associa a scarsa intraprendenza e nessuna ambizione.
Si crede, non del tutto a torto, che un buono faccia quasi sempre una brutta fine, scavalcato da chi corre e spintona, azzerato dalla competizione.

In verità la bontà, nella misura in cui ci allontana da noi stessi, è uno straordinario mezzo conoscitivo.

Non escludo che altri atteggiamenti, altre qualità, consentato una simile, se non maggiore, esperienza - anzi, ne sono convinto.

Perfino l'apatia scorge dall'alto spazi infiniti, ma non ne coglie la profondità, non se ne cura.

La sensibilità, viceversa, porta a conoscere come dal di dentro le storie degli uomini, e se ne fa interprete universale.

...

Ciò che posso dirti è che amare senza condizioni, senza un fine, è meraviglioso.

Tuesday, 28 March 2017

La solitudine

Domani ti parlerò di come la solitudine, nel suo tortuoso scavare l'animo umano, finisca a volte per liberarne le potenzialità.

Monday, 27 March 2017

Pensieri

Una vita così, ad un certo punto, quasi inevitabilmente ti porta a scoprire qualcosa di diverso.

Nell'amore, nell'amore per le donne intendo, è stato così.

Ho amato come un ragazzo, per lunghi anni, intensissimamente, ma fortunatamente il mio amore, non corrisposto, non è rimasto li ad imputridire.

Ha atteso, o semplicemente il tempo è passato, ed io ero li, espressione, non ostaggio, di un dolore venerabile, indagatore forse un po' sbadato della vita.

Della mia, della sua.

...

Sunday, 26 March 2017

Ibrido

È terrificante, l'etimologia di 'ibrido'.

Si riferisce ad una delle più fatali e distruttive delle parole: 'Ýbris', la violenza, l'essere oltre i limiti della misura.

Pensavo alle parole di Barbara a proposito del diamante, e dunque a quel legame 'ibrido', oltre la semplicità dell''s' e del 'p', che si crea tra questi atomi di carbonio stritolati.

Ibridazione 'sp3'.

Si è perso, nel linguaggio corrente, il terrificante significato originario di 'ibrido'.

È un peccato, non trovi?

Perchè a questa vita necessariamente da 'ibridi' è stata la violenza a trascinarci.

...

Oggi, ridendo e scherzando, mi sono fatto più di 20 chilometri in bicicletta.

Ho impiegato più di due ore,  ho traversato la città e conquistato le dune, per poi ripiegare verso il centro.

È stato molto rilassante.

Sento ancora i muscoli un po' accaldati, e vado a letto presto.

Wednesday, 22 March 2017

Chi ha vinto?

Chi ha vinto?

Il dolore od io, che non mi sono arreso, offrendo così al male, al banalissimo dolore, mille occasioni di sfogo?

Domani ne riparliamo, adesso devo penare e pensare.

Sunday, 19 March 2017

Piccole cose

Piccole cose, segnali incoraggianti.

C'è ancora calore, al mondo.

E ci sarà anche domani, quando sarà adulto il bambino che oggi vede queste casette, e sente dentro il calore di quel rifugio per uccellini infreddoliti.

Friday, 17 March 2017

Il mio rapporto con la bellezza

Scrivo questo messaggio in una prigione di dolore pungente, piu' intrusivo e vile di quello che cronicamente si interessa di me.

Da una condizione cosi' particolare mi attendo una lucidita' particolare, ma metto in conto anche fretta e disagio nella trasposizione in parole del pensiero, che' la posizione e' comunque scomoda, e forte la tentazione di mettermi a letto.

Per me la bellezza e' fatale, e me ne rendo conto soprattutto in giornate come queste, allungate dalla pesantezza di ogni secondo, perfino di quelli dell'ozio.

Se mi riferisco ad un tema simile evidentemente sto pensando alle donne, che sono il veicolo primo dei miei sentimenti, il fine vero della condotta.

Non sono, forse perche' non posso esserlo, di quelli che della bellezza vogliono impossessarsi, vuoi per farne sfoggio, vuoi per consumarla.

Io cerco piuttosto di collaborare con essa, arricchirla se possibile di pensieri, gesti, segreti.

Credo sia possibile.

PS:
Molto prosaicamente: domani ti parlero' della collega dalle belle tettone e il vitino stretto di cui ti dicevo ieri.

Tuesday, 14 March 2017

Ma Gio!

Oggi ho portato un piccolo dono a questa ragazza, che è la prima bella donna che ho conosciuto qui.

È sposata, e mi sorride, ed è premurosa e carina.

Ero un po' di fretta, ma ci tenevo a vederla.

In mente avevo pianificato tutto: entrata, conversazione, uscita, e di corsa di ritorno in ufficio.

Tutto talmente pianificato e perfetto che quando mi ha invitato a bere qualcosa ho risposto 'adesso devo scappare'.

Fuori, tornato in me, mi sono reso conto che tu, Gio, perdi proprio la testa per le donne.
Ed in loro presenza sei incapace di pensare, pianificare, ordire.

....

In compenso oggi ho scovato, al dipartimento, una di quelle che davvero fanno girare la testa.

Te ne parlerò domani.

Sunday, 12 March 2017

'Sei fortunato'

Possibile?

Una donna, guardandomi dolcemente, mi sorride.
Dice semplicemente: 'Sei fortunato, Gio'.

Le ho raccontato di queste prime settimane.
Dei boschi, dei canali, delle dune.
Le ho promesso di portarla a vedere i palazzi del centro ed i musei dei pittori che ama tanto.

'Si, sono fortunato a vivere qui', le rispondo.

'No, sei fortunato ad avere un gran cuore. Lo sai, vero?'.

Arrossisco, cerco di cambiare discorso, di buttarla sul ridere.
Butto li un 'ma, non saprei'.

Taglia corto.

'Hai un grande cuore, adesso lo sai'.

Oggi vinci tu.

Tuesday, 7 March 2017

Le prime parole che ti vengono in mente

Ho avuto modo di sentire, per brevi scambi epistolari, due colleghe che ho conosciuto lassù, in Scozia.

Mi hanno chiesto di questo nuovo inizio.

Mi hanno chiesto, e credimi da quelle parole traspariva il sorriso di tanti ricordi, se mi sia già innamorato di qualche bella ragazza e se  già abbia trovato delle segrete oasi di verde per le mie passeggiate.

È ovvio che le prime parole che ti vengano in mente, su me, siano di belle donne ed alberi, di belle donne e passeggiate, di belle donne e gite fuori città, di belle donne ... e di quel che tanto bene s'accompagna a loro.

Nei 5 anni della mia vita a Edimburgo ho celato a tutti, tranne che a Maria, i tormenti e le preoccupazioni di questa vita, identica in senso assoluto a tutte le altre, ma relativamente alle aspettative e le energie umane, per non dire del dolore, un po' misera e certamente non comune.

Per 5 anni sono stato un brillante e profondo, ma nella conoscenza del mondo esterno, non dell'intimo.

Sono stato un giullare, un giocoliere della parola e del sapere.

Ti posso dire che ciò che di me ho propagandato era autentico quanto le riflessioni amare e i ricordi sofferti.

...

La donna unifica, e compone senza soluzione di continuità, gli aspetti più controversi e paradossali.

Per questo ti cerco.

Sunday, 5 March 2017

Pensieri

Ti prometto che presto tornerò a parlarti.
Adesso qui è ancora il Kaos primordiale di Esiodo ...

Friday, 3 March 2017

Wednesday, 1 March 2017

Lettere ad Alice

Ho scritto una lettera ad Alice.
Ogni tanto l'aggiorno sui miei spostamenti, ed è questo sempre un'occasione per riflettere e rivivere il passato, nell'ottica anche sua, alla quale mi avvicina il pensiero.

...

Fino ad allora, Alice, l'idea di partire, abbandonare la mia casa, il giardino che tanto amavo, le piccole abitudini e lo sguardo romantico e struggente sul lago e sulle montagne, m'aveva si suggestionato, ma in nome di una non meglio precisata prudenza, forse dovrei usate il nome di vilta' o paura, avevo sempre lasciato correre, abbozzando al limite nelle conversazioni con gli amici qualcosa, ma quasi per vedere le loro reazioni, e confortarmi, pavidamente, delle raccomandazioni di attesa, delle preoccupazioni per la mia salute un po' precaria.

Non mancava chi mi incoraggiava, ma la convinzione deve venire da dentro, e dentro nasce chissa' come ...

Beh, a dire il vero in questo caso io so esattamente come e' nata questa esigenza di fuga: dal sostanziale pareggio di Berlusconi a quelle elezioni, e da quel che ne consegui', nel mio cervello, nel giudizio in merito a tanti Italiani, al futuro del nostro splendido paese.

Quel giorno iniziai a mettere assieme il mio primo CV, e provo una strana sensazione di tenerezza al pensiero dell'ingenuita', dell'approssimazione e dello spirito sognante di quel 'Gio' che muoveva passi a piedi scalzi, in assoluta improvvisazione, in direzione un mondo a lui completamente sconosciuto.

Sorprendentemente, con il senno di poi posso addirittura dire 'incredibilmente' fui invitato a diverse 'job interview' presso alcune universita': Wuppertal, Stoccarda, Lipsia, e Zurigo, dove poi in effetti poi mi venne offerto un posto da dottorato che preferii alle altre opportunita'.

E' di Stoccarda che ti parlo oggi.

Arrivai un pomeriggio d'autunno, in una giornata ancora calda, e prima di procedere verso l'Universita', ubicata fuori citta', profittai di qualche ora libera per esplorare le vie del centro.

Vagabondavo pieno di stupre e curiosita', guardando qua e la', cercando di immagazzinare quanto piu' possibile di un'esperienza, quella del viaggio,  che, in cuor mio, temevo sarebbe stata null'altro che una parentesi, che' il destino per un mingherlino malaticcio come me non puo' che essere la casa, la dipendenza da altri - altri amati e che ti amano, ma che inevitabilmente trattengono, filtrano, limitano.

Quel che di piu' bello vidi quel giorno non furono i palazzi del centro, ne' la grande fontana cui pure scattai tante fotografie, ne' le pur meravigliose ragazze che timidamente seguivo con lo sguardo.

Cio' che piu' di bello vidi, cio' che davvero e' rimasto, e sedimenta sempre piu' dentro di me, fu un gruppetto di ragazze, credo della mia eta' o poco piu' giovani.

Erano contente, disinvolte, indipendenti, solari.

Mi venivano incontro, ed io mi fermai stupito e felice a guardarle.

Erano su delle sedie a rotelle.

Ai miei occhi erano indistinguibili da ognuna della altre belle ragazze che vidi quel giorno.

Erano parte della comunita', e, credimi, Alice, esperivano la vivacita' dei loro vent'anni, senza che la maleducazione di alcuno, la fretta di qualche imbecille, uno sciocco gradino le limitasse, ne angustiasse l'esistenza.

Non avevo mai visto nulla di simile, e capii una cosa: una volta innegabilmente verificata, una volta che una realta' simile si fa tangibile, tale realta' non puo' essere abiurata, dimenticata o fraintesa.

Un bene pubblico cosi' importante - dicevo tra me e me - non puo' essere subordinato a nessun privilegio, figurarsi ad un sopruso - e se paragonavo quella realta', non piu' di sogno ma di teutonica, concretissima fattura, all'Italia dei proclami e del degrado, di cui finiscono per trarre profitto i prepotenti e patire i deboli, sentivo dentro di me collera e frustrazione.

Mi sentii a casa, Alice, ma non per un motivo di convenienza personale: l'attenzione ai problemi degli altri, l'interessarsi a rendere l'esistenza di perfetti sconosciuti migliore, mi consola, mi riempie di una gioia semplice, e tu intendi bene cio' che voglio dire.

Ecco, Alice, in quell'oasi naturalistica, nelle immediate adiacenze della mia nuova città, io ho trovato la stessa attenzione per chi e' piu' fragile, per coloro cui davvero una passeggiata al mare in tranquillita', senza dover temere l'intemperanze di qualche incivile, significa moltissimo.

Uno dei doni dell'empatia, Alice, e' sentire dentro di se' la gioia di un sofferente che trova un attimo di pace o illuminazione nella contemplazione (della bellezza, del sublime, a volte perfino del dolore  )... ed io, nel mio girovagare incessante, questa contemplazione, quest'illuminazione ho vissuto tramite altri, sconosciuti e tuttavia a me legati da invisibili dotti capillari.

Voglio aggiungere altre due immagini a questa mia e-mail.

Innanzitutto un suggerimento: se per caso capiti qui di nuovo, e vuoi mangiare un ottimo toast, vai da 'Happy Tosti' (ci andiamo assieme :D).

Li sarai accolta da dei ragazzi gentilissimi, e dovrai fermarti a leggere certi ritagli di giornale per convincerti che hanno quasi tutti dei problemi di salute, e che tuttavia anche loro, come le ragazze di Stoccarda, sanno sorridere benissimo.

Guarda le foto della galleria di immagini, e sentirai dentro, ne sono sicuro, un'emozione per quelle fragilita' che non soccombono alla superfice del pregiudizio.

E poi una cosa capitata ieri sera.

Sono uscito dal lavoro verso le sei/sei e mezzo.

Pioveva, faceva anche abbastanza freddo e tirava un forte vento (oggi faccio fatica a camminare addirittura!).

Alla fermata dell'Autobus per la stazione dei treni s'era accalcata una piccola folla, ed il primo bus in arrivo non e' riuscito che a caricare due o tre fortunati.

Assieme agli altri ho atteso un secondo autobus, ed al suo arrivo, un po' stringendoci siamo riusciti a salire tutti.

Alla fermata successiva, il campus e' molto esteso e ci sono almeno due o tre aree di sosta, dovevano salire altre persone, ma l'autobus ormai era pieno come un uovo, e l'autista si e' visto costretto e dire a qualcuno 'tu non puoi salire, mi spiace: siamo pieni'.

A quel punto dall'interno dell'autobus, dove era appena entrata, una donna dalla voce timida sommessamente ha risposto 'ma siamo una coppia!' (piu' per chiedere all'autista di non partire che per pretendere alcunche').

L'autista, ridendo, ha replicato semplicemente 'Ah, ok! Noi non dividiamo le coppie, stringetevi che ci state!'.

Tutto qui.

L'ho trovato bello.

Assemblaggio

Da solo non è stato facile.

Saturday, 18 February 2017

Resoconto

Boschi e dune di sabbia, perfino tra gli alberi ne trovi.
Stagni, canali e pozze d'acqua.
Paperelle ed anatre, ma anche cigni.

Belle donne, sorridenti, di tutte le razze.

Un uomo impacciato che cammina per ore, come sempre senza meta.

Aspetta la primavera.

Friday, 17 February 2017

Una cosa

Oggi ho capito una cosa, di me.

Io non ho una meta definita, e tuttavia seguo una direzione ben precisa.

In questo principio di indeterminazione trovo me stesso.

Thursday, 16 February 2017

Pensieri buffi.

Ci sono un cinese, un francese, un israeliano ed un italiano a pranzo assieme.

No, non è l'inizio di una barzelletta.

È l'inizio di un pranzo, di conversazioni allarmate su Trump e Le Pen, Europa e Taiwan, Status Quo e sperequazione tra ricchi e poveri.

Aggiungo una cosa: ad oggi, qui, mi sono innamorato due volte.

Prima della bellezza della cameriera di Pavlov - e forse di lei.
E poi, di più, della grazia di Hayat - e di lei.
(Hayat è una ragazza di origini algerine che lavora da KPN, gestore di rete mobile).

Tra pochi giorni tornerò da Hayat (il cui nome significa 'vita').

Sceglierò, per il contratto mobile, l'offerta 10 Giga, o almeno credo.
E poi, al momento dei saluti, le confesserò di augurarmi di rivederla presto.

Il mio numero, dopotutto, l'avrà già.

Wednesday, 15 February 2017

Rivivere

Rivivo in questi giorni le aspettative, i sogni ed i sotterfugi dell'inizio.

Cerco casa in quartieri che non conosco, esperisco infatuazioni improvvise e repentini sbalzi d'umore.

Salgo e scendo da tram ed autobus, valuto distanze di supermercati e bistrò, prendo nota dei rispettivi orari d'apertura.

Con la scusa che sono stanco, e non ho ancora una casa vera e propria, mi rimpinzo di malsane ghiottonerie: insaccati, dolciumi, formaggi.

Mando giù grappoli di mandaranci e bicchierate di spremute nella speranza di equilibrare un po' le cose.

Faccio il bucato di quel po' di biancheria che ho nel lavandino o nella vasca, e mette le cose ad asciugare sul termosifone del bagno.

Attorno ... mi guardo attorno nella speranza di incrociare un bel viso, ma mi accontenterei anche di culetti e tettone invitanti.

Su internet vado a caccia di informazioni su bordelli di lusso e puttane d'alta classe: sono stupende, e l'idea di poter fottere una figa un giorno qualsiasi, in un ambiente pulito e confortevole, basta di suo a rassenerare una solitudine meramente fisiologica.

Aspetto il fine settimana.
Non per rinchiudermi in una di quelle case.
Per quelle, magari, certamente, ci sarà tempo.

La prima urgenza sono i parchi, i giardini, i boschi.
Poi i musei e le librerie.
Poi i caffè ed i ristoranti.

Perchè io penso all'amore.

Il desiderio sessuale che viene da dentro è una noia che preferisco gestire da solo, subito, per potermi concentrare su altro: i luoghi da visitare con le donne che amo, le riflessioni da condividere con voi, stanze dove stare in vostra compagnia.

Tuesday, 14 February 2017

Aspettami!

Ti prometto che tornerò presto a scrivere.
Per ora lascio che siano immagini a parlare per me, di me.

Monday, 13 February 2017

I primi giorni

Non fossi così stanco ti parlerei dei riti, delle strettoiei e dei sotterfugi dei 'primi giorni'.

Lo farò domani, ok?

Sunday, 12 February 2017

Intervallo

Ti parlerò, lo prometto, di quelle donne ...
Ma per ora mi attardo ancora  un po' in questo intervallo ...

I tetti ... anche di tetti vorrei raccontarti, come del Principe Felice e di gattoni oziosi, della casa dei nonni e della discontinuità tra la casa e l'Universo.

Saturday, 11 February 2017

Thursday, 9 February 2017

Donne

Ieri sera dovevo incontrarmi con la padrona dell'appartamento che ho preso in affitto per qualche giorno, e si era deciso di trovarsi verso le sei da Pavlov, un pub in centro, a due passi dalla magnifica City Hall (ps: se stai aspettando il diabolico enigma non cercare 'Pavlov Pub' in internet).

All'ingresso sono stato accolto da una giovane cameriera, una delle donne più belle che abbia mai incontrato: alta quasi quanto me e di forme tanto sode che di fatto era vestita della sua nudità.

La camicetta aveva la forma dei seni abbondanti, come perfezionati dai pulsanti dei capezzoli turgidi, ed i pantaloni, aderenti, traducevano senza tradirle le forme delle cosce e delle natiche.

Il viso era quello luminoso e fiero di una donna consapevole ed emancipata: mi ha guardato dritto negli occhi, e non c'era nei suoi disagio, nemmeno quello dissimulato da aggressività o impazienza.

Una donna così bella e sicura di sè sa tenere a bada i suoi amanti, e di fatto scoraggia, fa dubitare di loro stessi spasimanti occasionali e sguardi sconosciuti.

Io al momento non sono solo: di questi giorni di vita nuova e grandi traffici ho profittato per trascorrere un po' di tempo coi miei genitori, che raramente vedo, e così, essendo li con mia madre, non ho potuto nemmeno abbozzare un flirt ...

La mente, però, lontana dalla decenza delle circostanze, era libera di sognare la venerazione di quella donna, tanto bella da dover necessariamente essere contemplata prima che avvicinata e presa, e che l'intimo 'io' percepiva come distante in senso assoluto, come è chiunque eccella in un ambito che non è nostro.

L'attrazione nei suoi confronti era estetica assai più che sensuale, ed a quel punto solo il ricordo  dell'esperienza della nudità e del sesso e le aspettative delle nostre insicurezze, quelle che pretendono prede belle per infondere confidenza nel sè, ne facevano oggetto di fantastici sogni erotici.

Quando ti ho parlato del 'far sangue' non avevo ancora incontrato questa dea, ma il pensiero che ho riassunto qui sopra era già argomento delle mie riflessioni, e l'avrei riferito a Claudi o Katrin, Anke o Marta: donne bellissime ma, in circostanze slegate da eros, non immediatamente sensuali.

Le donne che te lo fanno diventare duro (scusate il riferimento esplicito, ma il punto è questi, inutile girarci intorno) anche se sono in pantalonacci e maglioncini di lana, le donne che te lo fanno diventare duro anche senza volerlo, sono altre.

Te ne parlerò domani.

Tuesday, 7 February 2017

Due ragazze

Ti dirò di due ragazze che ho incontrato oggi, al lavoro.

Una è bella, formosa, curata e sorridente, una caramellina da succhiare lentamente.
Una donna di cui vuoi conoscere tutte le espressioni del viso, ed allora desideri farla ridere, pensare, sorprendere ... e godere, ovviamente.

L'altra è mingherlina, senza forme procaci. Jeans e maglioncino di lana.
È forse perfino un po' stressata e distratta.

Io quel viso lo vorrei vedere soprattutto estasiato e rivoluzionato dall'orgasmo.

...

È fantastico come per far sangue non sia necessaria la bellezza, e quanto a volte sia seducente un certo disordine interiore.

Sunday, 5 February 2017

Sogni erotici

I sogni erotici dell'adolescenza sono impersonali, semplici e tutti uguali.

Ricordo seni enormi senza nome, morbidi, ovunque, e fiche da fottere all'istante, senza passare per l'espressioni e le indicazioni del viso, senza alcuna malizia o complicità.

Cambiano crescendo, i sogni erotici.

Raramente evocano chi amo davvero, e quando è così è la dolce intimità del sesso orale, i mille baci alla fica della donna amata, a trasgredire dalla sacralità di un sentimento immateriale.

Fotto le mie amiche, nei sogni erotici.

Ieri notte è stato così.

Prima è stato con Elisa.

Elisa è una ragazza carina e solare, con la quale ho giocato all'infinito in bilico tra perversione sessuale ed ilarità.
Abbiamo scherzato senza ritegno sul sesso ed i suoi derivati, e tra una risata e l'altra vengono fuori le belle verità: io impazzisco per la fica, lei ama il cazzo.

Siamo amici, e non c'è mai stato fraintendimento o attrazione tra di noi.

Così, almeno, è stato fino a ieri notte.

Siamo sul tetto di un'attrazione del Luna Park nel quale lavoriamo.
Da li vediamo giovani madri e padri annoiati attendere i loro piccoli, impegnati in giochi ed avventure.

Tante belle donne hanno un ovvio effetto su di me, un effetto un po' imbarazzante e che tuttavia, sotto sotto, uno spera di dover confessare.
Elisa mi vede un po' strano, distratto e smanioso, e da amica, senza malizia, mi chiede se io stia bene.
Mi invento una scusa per prendere la sua mano.
La faccio scendere fino all'altezza del cazzo.
Lei prima si stupisce, poi capisce e senza pensarci due volte apre la zip, e quando si ritrova tra le mani quel coso rigido e pulsante sorride, e dice: 'Ciao cazzo! Era ora che noi due facessimo conoscenza', e comincia, da vestita, a farmi un bel pompino.

Non si giunge, da adulti, alla polluzione notturna, e dunque c'è di che sognare ancora.

Nel secondo sogno è con me una ragazza che non ho mai conosciuto di persona, ma che da tempo ritrovo su internet.

Per tutta la durata del sogno lei è completamente nuda, ma i bei capelli foltissimi le coprono gli occhi.

Scopiamo ovunque.
Si impegna perchè la penetrazione sia completa, e massima, tra una spinta e l'altra, l'escursione del cazzo lungo le pareti della fica.
Si siede sopra di me e schiaccia a più non posso le sua fichetta dorata sul mio cazzo.
Scopiamo ovunque.
In treno.
In cucina.
Su una panchina.

Scopiamo, e non vengo mai, ed intanto parliamo tranquillamente di lavoro, politica, viaggi.
Solo ogni tanto la conversazione torna al sesso, e solo per pochi istanti, per suggerire una diversa posizione, o per annunciare 'adesso ti faccio una pompa che non ti scorderai mai'.

Mi piace l'idea di scopare una donna vestita.
Se sei vestita mentre scopiamo vuol dire che potremmo farlo in ogni istante.
Mi piace l'idea di scopare una donna completamente nuda.
Se sei nuda mentre scopiamo vuol dire che ti fidi di me.

Saturday, 4 February 2017

I Paesi Bassi

Sono da pochi giorni nel paese che sarà mio ospite per i prossimi anni.

Quando attereai a Edimburgo fui rapito all'istante dalla bellezza della città.
Rimasi incantato dal Castello, immediatamente desiderai di vivere lungo il perimetro delle Meadows, subito mi avventurai lungo i sentieri di Holyrood Park ...
Eppure ebbi subito coscienza del fatto che li non avrei voluto vivere il resto dei miei giorni.

Qui è diverso.

Qui sento l'affinità di cui già ho avuto esperienza a Zurich, durante il dottorato, che è la stessa che vivo a Vienna, Berlino, Monaco ...

Aggiungerò presto altre coordinate ai miei pensieri.
Aggiungerò immagini dei miei pensieri.
Aggiungerò parole dell'intuizioni e delle congetture.

Adesso devo riposare gambe esauste dal continuo camminare, ed una mente appesantita da troppe cose da imparare a memoria.

Thursday, 2 February 2017

Emozioni

Sono fisicamente distrutto.
Mando al diavolo ogni tentativo di abbellimento, e scrivo di getto.

Ciò che conta è emozionare ed emozionarsi.

Servono due cose: un cuore, o se vuoi un'anima, o un animo, capaci di emozioni e poi l'occasioni di esperire tali sensazioni.

Quasi sempre per me è l'incontro con la donna a iniziare la lunga e splendida reazione a catena.

Parte dalla bellezza, del viso, del culo, delle tette, delle gambe, questo si, ma poi a volte se ne dimentica.

Oggi è stato diverso.

...

Anche riducendo l'estetica ai minimi termini non riesco ad andare avanti.

Lo farò domani, o al limite nel fine settimana.

Tuesday, 31 January 2017

Piccoli pensieri

Domenica gli ultimi saluti.
E le solenni, buffe e commosse promesse di rivedersi presto.

Forse sarà così.
Sicuramente sarà così, chè il mondo accademico è piccolo, e ci si incontra spesso a conferenze, scuole, eventi.

Eppure lo sappiamo che questo è un addio.

...

Adesso voglio dirti del suono del vuoto.

Avevo appena finito di svuotare l'armadio della camice e delle giacche.
Alla fine, come scheletri ormai non più ospiti di vita ma solo del vuoto, rimanevano gli appendini, le loro sottili sbarre metalliche, uno accanto all'altro appesi.

Ho spostato l'armadio per recuperare da dietro una ciabatta di prese elettriche.

Ed ho sentito il suono, incantevole, evocativo e ipnotico, del vuoto.

Come campane, credimi, vibravano quelle sottili barre di metallo, e l'armadio era una cassa di risonanza.

Ho provato a fare una registrazione audio, ma non riesce, il mio apparecchio, a cogliere un suono così tenue e segreto.

Sono contento, in effetti, di non condividere il mio filmato.
Sai che ti dico?
Prova anche tu.
Oggi, o il giorno in cui starai per partire.
Svuota l'armadio, poi rompi l'equilibrio.
Ascolta e dimmi che pensi del suono del vuoto.

Monday, 30 January 2017

Transizione

Sono ad Amsterdam per poche ore.
Domani raggiungerò la mia nuova città.

Ho da dirti un paio di cose, ma davvero mancano le forze.

A presto,

Sunday, 29 January 2017

Domani

Domani sarà il giorno di due esistenze.

Sono fisicamente distrutto.
Traslocare nel gelo dell'inverno non è agevole.

Vorrei dirti tante cose, ma adesso voglio solo dormire al tuo fianco.

Friday, 27 January 2017

Appunti

Sono stanchissimo.

Sono alle ultime strette di mano, agli ultimissimi abbracci.

Con gli amici più cari cerco scuse per vederci ancora prima di partire.

Porto doni alle persone che bene o male si sono prese cura di me e con le quali sento una qualche forma di contatto un libro sull'Origami per Cathy, le Memorie di Adriano per un custode di origini italiane che lavora al museo, ed ogni giorno ha a che fare con Traiano, Adriano, Marco Aurelio ...

Semplicemente traduco i miei sentimenti.

Wednesday, 25 January 2017

Pensieri ammassati

Io non sono malleabile.
Sono elastico.

Se sottoposto a pressioni esterne posso bene o male deformarmi e disumanizzarmi al punto da somigliare alla disperazione, all'inedia, all'indifferenza.

Poi però, all'allentare della pressione, torno invariabilmente me stesso: ingenuo ed inadatto al mondo, un po' come il clown di Böll,  capace di vivere di suggestioni, di piccoli attimi d'intensa sincerità, ma, devo ammetterlo, anche un po' perverso, o se preferisci meschino, o affamato, vedi tu.

Ti devo delle confessioni.

Per me il sesso in sè non è un'esperienza particolarmente piacevole dal punto di vista dei sensi.

O, per essere più precisi, il piacere è legato assai più al contatto delle mani e delle labbra più che al resto, vuoi un po' per una leggera fimosi, vuoi perchè faccio sempre sesso protetto, vuoi per la sensibilità alterata li dove il bisturi ha tagliato, e li dove l'ossatura non è regolare quanto dovrebbe.

Il sesso, in generale la relazione con la donna, per me è un'esperienza soprattutto mentale, il cui godimento non è limitato alle lenzuola ma si estende all'intero luogo geometrico dell'intimità.

A nessuno, credimi, è mai mancato il sesso in sè.

Quello che davvero cambia la vita di un uomo, o almeno per me è così, è essere nel desiderio e nei pensieri di una donna.
Ed ancora di più, è essere nelle sue bugie, nei suoi ritardi, nelle sue scuse.
Ed ancora di più è farla godere, nel corpo, nella mente, divenire parte del suo essere.

Adesso mi si chiudono gli occhi, e forse non avrei dovuto scrivere del tutto. Domani, ad ogni modo, continuerò.

Tuesday, 24 January 2017

Pensieri disarticolati

Raramente le parole esprimono più di una transizione economica.

Transizioni che si possono abbellire, per ingannare, a volte per sedurre, ma che contratti rimangono: mi serve questo, voglio quest'altro, ti offro in cambio quello, puoi avere quell'altro.

La mia esistenza non è avvicinata dagli altri che attraverso le parole, ma è stata varia ed intensa abbastanza da insegnarmi a distinguere, ad isolare dal mercato i sussulti dello spirito.

Sono certo di custodire molti segreti, ma non sono questi a contare davvero.

Due doverose premesse sono necessarie, giunti fin qui.

Credo di essere un individuo dopotutto mediocre ed insicuro come tutti gli altri, e te lo dimostrerò in un istante.
In questo mio diario ho celato ben poco, e non ho problemi ora ad esprimere in modo esplicito, posto che non l'abbia già fatto, ciò che implicitamente è già contenuto in queste pagine.

Credo inoltre che una solitudine non appesantita da accidia, una condizione di evidente dolore ma non di debolezza, abbia in qualche modo esercitato una certa attrattiva nei miei confronti.
I miei amici cercavano in me, figura astratta ma solida, un po' come la bella dimostrazione di un ostico teorema, conforto, o anche solo conferma del proprio disagio,

Temo che nessuno di loro abbia mai smesso di considerarmi distante, nemmeno nel momento apicale della confessione, e si avvicinavano alienandosi, come dimenticando per un istante la loro natura.

La loro natura, il corpo, l'odore, il gesticolare, il trasgredire, si separava dallo spirito.

Era quello a migrare, ad incontrarsi con me.

....

Oggi sarà una giornata intensa.
Adesso devo uscire, continuo poi (spero di venire a capo di qualcosa).

Monday, 23 January 2017

Amore non corrisposto

Una donna con la quale avevo una certa confidenza mi chiese, diversi anni fa, cosa significasse per un uomo l'amore non corrisposto.

Lo chiese a me non in quanto semplicemente respinto, quello sarebbe stato atroce e non l'avrei accettato, ma poichè, a suo modo di vedere, sensibile, e lucido perfino nel dolore.

Fu molto cauta, introdusse il tutto con una goffa e tenera apologia che li per li mi sorprese non poco, continuò spiegando che doveva capire cosa stava accadendo ad un uomo cui teneva molto, e dunque mi spiegò il tutto.

Affastellando ricordi e pensieri, e dentro si rinnovava lo sciocco dolore, cercai di condividere con lei l'idea di quell'ineffabile senso di vuoto, di quell'inalienabile desiderio di dissolversi prima di incrociare una volta di più il suo sguardo o di evocare la sua idea ed ancora d'altro.

...

Episodi simili me ne sono capitati spessissimo, con persone che ho amato.

Li accetterei più pacatamente, se non fosse che spesso anticipano un 'troppo'  (Gio sei troppo profondo, troppo riflessivo, troppo dolce) che ti fatto mi esclude da ciò per cui scavo, rifletto e sento dolcezza.

Io, ad ogni modo, non ci credo.

'Sed fieri sentio, et excrucior.'

Sunday, 22 January 2017

Raccomandazioni

Ieri sono passato a salutare Jacqueline; le ho portato un libro in dono, ed il mio addio.

Aveva un brutta tosse, le ho regalato quel che potevo, delle caramelle baksamiche ed un po' di calore.

Nel suo italiano che difetta di pratica mi ha dato la più dolce delle raccomandazioni: 'Eh tu, non cambiare!'.

...

Non credo che cambierò.
'Sono troppo vecchio per cambiare', le ho detto sorridendo.

Non cambierò.

Ma non ho finito di avventurarmi, non ho finito di imparare nè di soffrire.

Il mio divenire non è ciclico.
Non ripeto eternamente me stesso.

Cerco l'amore, cerco di amare.

Quando avrò imparato ad amare, quando riuscirò ad essere amato, avrò finalmente concluso questo mio girovagare interiore.

...

Diotima, devo sapere se esisti.

Esisti, o non sei che un mito, al pari di tante altre eroiche suggestioni?

A proposito

Tu potresti credere ch'io sia nell'animo, come lo sono nel corpo, un debole.

Una figura pallida, fragile, incerta.
Una figura di secondo piano nella mia stessa vita.
Un mendicante che nulla può, e che vive solo di carità.

Macchè.

La mia vita è certamente penosa, ma anche eccezionale.

Ed è proprio questo a rendermela a volte così insopportabile.

Saturday, 21 January 2017

Orizzonti

I miei orizzonti si estendono oltre ciò che ho personalmente esperito.
Sono invece definiti dai confini esplorati da coloro che ho conosciuto ed amato.

Friday, 20 January 2017

Il tempo

La lancetta scandisce il fluire del tempo.
Un secondo, due secondi, tre secondi.
Tempo impersonale e impensato, sterile, sempre uguale a sè stesso.

La vita osserva uno dopo l'altro gli spettri del mio dolore.
Emorraggie interne. Una, due, tre, ed ancora non muori dissanguato.
Ferite nascoste, inopportune, indecenti, sempre uguali a sè stesse.

Ah, ok

Ah, ok.

Ho sbagliato tutto.
Me ne accorgo una volta di più.

Passa il tempo, gli anni si sbriciolano in cenere fredda.
Mi consola ben poco della vita: non aver fatto del male, non essere stato cattivo.

Ma questo essere è stato forse un bene per altri.
Qui c'è solo cenere, fredda, sterile.

Wednesday, 18 January 2017

Pensieri in corso

Dicono che per sedurre le donne devi agire da stratega, e dissimulare interesse, e sfiorare le loro debolezze, le loro paure.

Non l'ho mai fatto.
Non seguo strategie nè giochi nei rapporti umani.

Avrò perso qualche scopata, magari anche qualcosa di più.
Ma essendo me stesso ho trovato più di scopate, più di relazioni seriali.

...

Che noia questi giorni di scarsa attività intellettuale.
Tra poco si ricomincia.
Da subito, ad ogni modo, inizierò a cercare un nuovo lavoro.
Due anni volano, ed un po" temo per il mio futuro.

Tuesday, 17 January 2017

Pensieri

Tra poco sarò lontano.
Ci sarà una distanza siderale.
Ma non perderò la bussola.

Monday, 16 January 2017

Il vuoto

Ho fatto un sogno così divertente la notte scorsa!

Con una mia collega, ragazza carina, solare, di spirito giocoso e fiero, ero, in qualità di giudice, ad un'esibizione di danzatrici.

Lei, che è ballerina, assegnava i voti con massima diligenza.
Io guardavo le femmine.

Ad un certo punto entra in scena una ragazza asiatica.
Indossa una veste semi trasparente, e sotto, evidentisdima, minimale biancheria nera.
Io sto già alzando la paletta del '10', ma Elisa, la mia collega, mi squadra con uno dei suoi sguardi letali e dice 'Gio, sei un pervertito! Questa balla malissimo, guarda invece che brava quella ragazza', indicando una tracagnotta che in effetti si muove con grazie e leggiadria.

Voto come devo, ma faccio di tutto per comunicare all'asiatica, con ammiccamenti, con un goffo gesticolare, la mia preferenza: a me interessa la donna, non la danzatrice.

...

È che io sono proprio un coglione.

La tensione su una superficie di contenimento e separazione, lo sai bene, dipende dalle differenze di pressione e dall'ampiezza di detta superficie.

Se hai vuoto di qua, nel sogno, e di la, nella realtà, non patisci nessuna tensione.

Ma io sogno benissimo, e su spazi infiniti.
E la mia realtà è il vuoto.

...

In verità le cose vanno relativamente bene, nonostante questa mente fisico-poetica che a volte mi fulmina.

Di mille vite che potrei vivere questa non è certo la più semplice, della sua complessità sono in parte responsabile, ma è la più ricca.

Sunday, 15 January 2017

Davvero poco

È davvero poco quel che resta, di interessante, di vitale, di necessario, se per un attimo, follemente, escludo la donna.

Quella donna.

Prove tecniche

video

Camminando per le vie di una bella citta'

Wednesday, 11 January 2017

Il cuore

È con il cuore che si esperisce il vuoto.

Non con gli occhi.

Non è la vista il senso che percepisce il vuoto di una stanza spogliata della sua storia, delle cartoline infilate in buste di plastica, dei libri finiti negli scatoloni.

È l''essere anima a fondersi con gli oggetti cari, coi luoghi delle belle abitudini, coi visi amati.
È l'essere anima in brandelli a testimoniare il lutto della separazione, a cogliere la lacerazione di ciò che è obliterato per sempre.

Comunque andranno le cose, questa non sarà mai più casa mia.

L'ho già persa.

Sunday, 8 January 2017

Bugie

Ho iniziato, data la relativa calma di questo mese di transizione, a caricare video su youtube, ma non sono sicuro di voler associare ufficialmente il blog al canale.


video


Vedro', nel frattempo provo a sperimentare un poco.

Saturday, 7 January 2017

Thursday, 5 January 2017

Passato

Da un po' di giorni vorrei scriverti dei '10 anni' che saparano l'oggi ed il giorno in cui presi un treno per Zurich, dove iniziai una nuova vita, una vita radicalmente diversa, perfino in contraddizione con ciò che ero stato fino ad allora.

Mi ha impedito una tosse fastidiosa, unita ad una stanchezza che male s'accompagna a giorni di ozio.

Ora sto meglio, ma lo stesso non ti scriverò di questi 10 anni.

Due o tre giorni fa i miei genitori hanno incontrato, giù in città, Serena, una compagna di liceo, ragazza simpatica e carina, forse la più buona tra tutte quelle che frequentavo a scuola.

È seguito scambio di whatsup et similia, e ieri Serena mi ha scritto a proposito di sè, della vita, del lavoro, degli spostamenti.

Le ho risposto.

"Cara Serena,

sono passati circa 20 anni dal giorno della nostra maturità, e quasi mi vengono le vertigini sporgendomi sul passato per osservare tutti assieme i volti ed i luoghi che ho conosciuto e frequentato.

Dopo il liceo, durante gli anni dell'Università, ho avuto un po' di problemi di salute, ma finalmente, dopo un secondo intervento al cuore, mi sono alleggerito di tante preoccupazioni, ed ho abbandonato il mio destino all'avventura.

Ho vissuto a Zurigo, splendida e sterile, e ad ###, affascinante e irrazionale, ma più delle città mi sono cari dei nomi: Stefano, Isabella, Erica, Vic ...

Lavorando in accademia ho avuto la fortuna di incontrare scavezzacollo di prim'ordine ed individui preziosi, chè qui non mancano mai risate contagiose e considerazioni varie sulla vita e l'Universo.

In questi anni ho visto/incrociato Monica e Giuliana un paio di volte, sono stato con Andrea e Giorgio al matrimonio di Marco e vedo abbastanza regolarmente (una o due volte l'anno) Luca.

Ogni tanto mi giungono per vie tortuose notizie di altri, ma non saprei riconoscere il vero dal falso e lascio allora che sia il ricordo a custodire le immagini che il me adolescente ha costruito.

Ti abbraccio!"

Avrei dovuto fare il suo nome, 'Silvia', chè dopotutto io sono partito per allontanarmi da lei, ma in fin dei conti perchè disturbare delle ombre?

Ad ogni modo intendo elaborare questo passato, di cui in tante pagine di diario ho in effetti parlato pochissimo.

Le cause prime del 'me' odierno sono talmente remote che ormai possono ignorarsi, limitando ogni pensiero al mio temperamento corrente.

Oppure no.
Oppure 'Silvia' non sarà mai remota.

Prima di buscarmi questo malanno di stagione sono stato giù in città, come ogni volta, a camminare.

Ho sperato di incontrarla (anche se ormai vive a Milano, tornerà pure ogni tanto, no?).

Non so cosa significhi, ma c'è qualcosa, non necessariamente lei, cui ancora non sono indifferente.

Monday, 2 January 2017

Belle donne

Le più belle sono quelle che leggono, vanno a teatro e viaggiano da sole.
And 'love to argue'.

Le più belle sono quelle che vogliono godere, e si levano in fretta i vestiti, e ti slacciano la zip senza tanti complimenti, ma hanno paura di innamorarsi, e non si lasciano avvicinare facilmente,

Le donne più belle sono quelle che si sentono sole, che hanno sofferto e scavato in profondità, ma senza diventare fredde, cattive od acide.

Le donne più belle sono sexy, un po' porche e buone.

Le donne più belle conoscono la vacuità della vita,  e ne fanno tesoro.

Le donne più belle amano più facilmente di quanto non si lascino amare.

Ed io le amo.