Wednesday, 13 December 2017

Cartoline

Qualche fotoa testimonianza del fatto che neppure la neve ferma le biciclette, in questo bellissimo paese che e' l'Olanda (ma sarebbe piu' corretto dire 'Paesi Bassi').




Tornero' a scrivere, non temere (o piuttosto inizia a temere, non si sa mai).

Monday, 11 December 2017

Neve!

Tanta neve, neve in quantità inattesa da queste parti.

Gelo ed automobilisti in panne.
Cioccolate calde e soprabito zuppo ad asciugare all'ingresso.

Bello, bellissimo ... come lo troverebbe un bambino, che non si preoccupa di ritardi e disguidi, e vede solo magia negli elementi....

...

Il decorso sembra andar bene: nessun dolore, a parte il fastidio dell'erezioni notturne, ed anche la ferita pare in condizioni discrete, con giusto un leggero rigonfiamento adiposo, un salsicciottino rosato lungo la circonferenza dei punti.

Thursday, 7 December 2017

Taglio netto

Operazione eseguita.

Naturalmente ci sono state delle complicazioni, copioso sanguinamento e vaghi giramenti di testa, ed il tutto è durato assai più di quanto atteso.

Sono ancora sotto effetto dell'anestetico, ma tra poco so che arriverà il dolore.

Mi ha operato un medico molto giovane, e mi chiedo con che razza di criterio si possa incaricare un principiante di mettere le mani su un paziente comunque particolare come me.

Se tutto andrà bene potrò tornare a scopare tra un mesetto.
E lo farò.
Oh se lo farò.

Vuoi per le speranze su Dalila, vuoi per evitare problemi igienici in questo periodo particolare, problemi comunque mai scongiurati del tutto da alcuna precauzione, è da fine luglio che non sto con una donna.

La mia intenzione è quella di rifarmi appena le cose si sistemeranno li sotto, e spero davvero in un decorso decente.

Alla fine il cazzo è forse l'unica parte del mio corpo uscita bene, ma ovviamente doveva andare storto qualcosa anche li, e l'odiosa strozzatura ha limitato a lungo abbastanza certe esperienze, impedendo un pieno godimento sessuale, forse inibendolo in larga parte.

Non vedo l'ora di tornare all'opera.

...

C'è un bordello fantastico a Colonia, dove ho conosciuto Carmen, Irene, Katia, Amira e tante altre.
Credimi, vale, o meglio, valgono, le ore di treno che impiego a raggiungere la città.

Mi piacerebbe anche rivedere Sasha, la più innamorata ed affamata di cazzo che abbia mai conosciuto in vita mia, ma neppure il suo culo (che comunque mi ha dato solo due o tre volte), e certi avidi pompini fino ad ora non goduti davvero, valgono un viaggio in aereo fino lassù.

Adesso basta pensare alla figa che se mi viene un'erezione saran dolori.

Monday, 4 December 2017

Stanchezza, freddo, riposo

Fa freddo e sono stanco.
Quest'anno non ho voglia di scendere per le vacanze.
Scenderei per fare quattro passi in città, sostare in un bel bar del centro, e per incontrare qualcuno, ma solo se per caso, senza attesa e senza riti.

La verità è che pur amando chi mi è vicino io sto bene soprattutto nella solitudine, al punto che non riesco a concepire più, oramai, l'udee stesse della coppia, degli amici.

Sono selvatico, tutto qui,e lo sono davvero.
Ho il cuore colorato come le piume del pettirosso, amo senza pretese, ma per me qualsiasi dimensione diversa dal bosco è una gabbia.

Tuesday, 28 November 2017

Tristezza, non mia

Sabato e' stata una bella giornata, almeno all'inizio.
Il mattino ho incontrato una cara amica, una bella donna che conosco da anni e che vive a Budapest, con la quale  ho passato una giornata favolosa tra musei e caffe'.
La sera poi ero stato invitato ad una cena da un'amica americana, per il thanksgiving.
Lei è la donna un po' obesa di cui ti ho forse gia' parlato, incontrata in Scozia, ritrovata per caso quaggiù.
Che tristezza quella cena, Vera!
Sono arrivato alle 7.
Gli ospiti stavano andando via (avevano iniziato alle 4, ma io avevo avvisato con largo anticipo del mio ritardo).
Dopo poco mi sono trovato solo tra 4 donne, di cui almeno 3 piuttosto in carne (leggi: obese).
Mi sono sentito fisicamente a disagio, con tutto l'alcol che girava, e la tristezza malinconica di certi discorsi osceni, di certi contatti.
Osceni non nel senso di colmi di dettagli sessuali (che pure ci sono stati) ma perchè urlavano di una adolescenza mancata e non superata, o di altri traumi.
C'era una donna che aveva da poco divorziato
In gioventu' penso sia stata una bonazza da considerare per belle mezz'orette, ma in quel caso era soprattutto triste, in modo troppo esplicito per esserlo con un estraneo.
Poi si e' messa a parlare di un 28 enne che si e' appena fatta, e che rispetto i 45/55enni che pure si e' appena fatta ha il vantaggio che gli torna duro due minuti dopo essere venuto, e giù a scopare ancora.
Mamma mia Vera, il panico.
Da una parte questa donna triste ed inquieta, dall'altra la mia amica mezza ubriaca che lamentava il fatto che nessuno le vuol mai parlare e che Jim, un tizio che le piace, non le ha ancora scritto nonostante le abbia dato il suo numero da 2 giorni.
Così io ero tra la ex bbona che odia gli uomini e la mia amica, coi suoi credo 120 chili o giu' di li e tanto alcol in corpo, ed un trucco improbabilissimo, e troppi abbracci.
Ed io penso
Ma perche' diluire così il proprio lutto?
C'e' qualcosa di maestoso nel contegno, Vera.
E la gestione oculata del dolore porta all'amicizia vera, solida, cosciente.

...

La sua espressione piu' tremenda e' quel tocco di trucco sotto gli occhi di una donna che non ha mai imparato a truccarsi, a prendersi cura di se'.
Quanto dolore, Vera.
La cosa piu' atroce e' che ad un certo punto mi ha abbracciato, ed ha detto qualcosa del tipo 'Gio blablabla who doesn't like me but I'm his best friend' o qualcosa di simile.
Ha cercato di estorcermi una confessione.
Io Ste non ho mai messo cosi' sulle spine nessuna delle numerose belle fanciulle cui non piacevo, e di certo non aggiungo nella stessa frase quella rendita da riscattare senza dubbio del 'best friend'.
.
Al party, all'inizio, c'era pure un ragazzo, un giovane di quasi 30 anni.
Bello, alto, atletico, o forse semplicemente 'normale'.
Quando è andato via ne hanno parlato, lei pure, come di uno che vorrebbe avere una storia con lei, ma che lei rifiuta.
Tutto è possibile, Vera, ma francamente mi sembra un'illusione, un fraintendimento, un'emorragia interna di questa donna triste.

...

Io qui, lo ammetto, sono stato osceno, ma mai ho imposto il tatto all'altro, mai usato la voce perchè altri udissero, senza poter scegliere, del mio dolore.

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Monday, 27 November 2017

Un articolo interessante

Lavoro tanto, tempo per scrivere altro che non equazioni poco, energie per pensare oltre l'equazione pochissimo.

Leggi qui,se vuoi:

http://www.repubblica.it/economia/2017/11/26/news/svizzera_le_nuove_regole_sul_trading-181825218/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P12-S1.6-T1

Spero di discuterne presto.

Tuesday, 21 November 2017

Lavoro, lavoro, lavoro!

Sto lavorando davvero molto, ultimamente.

L'idea di cui ti parlavo sembra abbastanza promettente, ed adesso c'è l'urgenza, se così posso dire, di pubblicare qualche risultato al più presto,

Il mio timore è che altri, prima di noi, presentino un metodo simile a quello su cui sto lavorando, che è semplice, elegante e di facile applicazione.

...

Lavoro come un matto, perchè non c'è tempo da perdere, e bisogna davvero che altri non mi rubino l'idea.

Il disappunto allora sarebbe delusione sufficiente a convincermi ad abbandonare l'Accademia.

Quanto stress!

Quante distrazioni dagli irrisolvibili problemi esistenziali.

Tuesday, 14 November 2017

Il biscottone

Del calcio non mi interesso davvero se non quando è la Juve a giocare, e che l'I'Italia sia fuori dal Mondiale non mi rattrista più di quel tanto.

Voglio parlarti piuttosto del declino culturale di questo paese, evidente perfino nel gioco e nel tifo.

Adesso non posso.
Domani, o più avanti, ci torneremo sopra, ok?

Monday, 13 November 2017

Gli indolenti, gli accidiosi

Questo è solo un promemoria.

Da tempo medito di scrivere di indolenti ed accidiosi, principalmente per disprezzo dei primi e curiosità dei secondi, che, nonostante il parere del dizionario, fatico a considerare un sottoinsieme proprio di quella categoria che detesto tanto.

...

Giornate intense al lavoro, di quelle in cui incroci le dita, di quelle cui affidi il tuo destino.

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Saturday, 11 November 2017

La vita?

Ma in fin dei conti, che cos'è la vita?

Che cos'è questa vita per la quale ci affanniamo e preoccupiamo tanto?

È l'insieme di tutti i battiti del nostro cuore? La somma temporale della nostra esistenza?

O è forse invece il presente, ineffabile, inafferrabile e mutevole?

O non è forse la differenza tra due istanti infinitesimamente vicini?

O è l'immagine del futuro sul quale possiamo, in qualche modo, contare?

Di volta in volta una di queste definizioni, od altre che mi sfuggono oltre l'attimo in cui le sento, mi pare valida, mi pare ridicolizzare, negare con forza tutte le altre.

Ed io ancora non so cosa sia questa vita per la quale mi affanno e fatico.

Thursday, 9 November 2017

Silvia

Ho sognato Silvia, ieri notte.

È stato dolce, come sempre, ma anche crepuscolare, consapevole, rassegnato.

Ci troviamo in una dimensione di apparente formalità, ma basta ritrovarsi vicini, e finalmente adulti, per risolvere ogni barriera tra di noi.

Mi prende la mano, come a stabilire un contatto finalmente possibile ora che l'amore è addirittura inconcepibile.

...

Ops, impegno di lavoro, devo tornare coi piedi per terra!

Wednesday, 8 November 2017

Klara

I ricordi si fanno confusi, e non so collocare con esattezza il giorno in cui incontrai Klara.

Ricordo però sufficientemente bene le circostanze, il luogo, il primo impatto.

Ai tempi, ma questo è poco indicativo, stavo completando il mio PhD, a Zurich, ma quel giorno in particolare ero in Italia, a casa dei miei genitori.

Una strana frustrazione mi agitava, strana per te intendo, visto che in pochi pare la conoscono, e che chi vi è passato fa di tutto per dimenticarsene, ed in un istante di sfinimento digitai su google tutto il mio furore, la delusione di un ennesimo 'no'.

'Troppo troie', o forse 'troppo puttane', i qualcosa di simile ('tutte troie'? 'tutte troppo troie'?).

E Google, sapientemente, mi portò da lei, da Klara.

Lei, che per anni era stata una puttana di quelle che in pochi si possono permettere, era ai tempi una blogger molto attiva, vivace, assai polemica, e non priva di aspetti caratteriali un po' brutali, come ad esempio quelli dell'intransigenza, quelli temibili, pericolosi dell'intransigenza.

A questo punto è bene anticipare in parte un aspetto dirimente: nonostante la malignità di molte troie e la teatralità feline di Klara, sempre equivoca, sempre sfuggente, le voci che suggerivano la falsità del suo avatar erano infondate.

Klara era, e certamente è ancora, una bellissima donna, e sono convinto che anche molto di quanto scriveva, e di quanto condivideva nelle varie dimensioni virtuali può o meno intime che frequentava, fosse autentico: il suo passato di puttana, il suo presente di donna forte e combattiva, il burrascoso epilogo di un tentativo di violenza, l'amore per sua nonna, e non ultimo il suo sangue misto.

Continua, se ti interessa.

Tuesday, 7 November 2017

Facebook non fa per me

Ho avuto per anni un profilo su Facebook.

Da un quasi immediato picco, raggiunto in poche settimane di utilizzo, di forse 100, 150 amici, sono sceso, in corrispondenza della scoperta della Dystopia, a venti contatti circa.

Principalmente c'era, nel gruppo degli ultimi, non tanto chi più di altri mi era caro, ma quanti difficilmente avrei potuto altrimenti contattare diversamente.

Ricordo in egual densità superficialità, ironia, e polemica nei miei messaggi, ed ovviamente inni alla bellezza delle donne: parole, mai immagini, ed emozioni, parossistiche e buffe, mai resoconti da rotocalco

Poca l'analisi vera e propria, pochissima, quasi assente, la poesia, un vuoto di cui tuttavia, un osservatore attento, avrebbe potuto conoscere il volume per esperienza della superficie.

C'erano, nella mia lista, Alice e Klara, di cui tanto ho scritto qui negli scorsi anni, e di cui parlerò ancora, e poi un paio di altre belle ragazze, qualche rivoluzionario ed un paio di inossidabili bontemponi.

Poi mi sono stancato, ed ho disattivato il mio profilo.

...

Ieri, via mail, Facebook mi ha dato il suo 'bentornato', segnalandomi un recente login, che io però non ho mai effettuato.

Ho cercato di ripristinare il mio account, giusto per assicurarmi del suo stato dormiente, ma ormai non ho più accesso al numero di telefono british, e non riesco ad accedere al profilo.

Ho contattato Facebook ma dubito ne trarrò beneficio.

...

Insomma, questo è per farti sapere che qualunque attività futura di quel profilo non è mia responsabilità.

Sunday, 5 November 2017

Dalila

Dall'altra parte del mondo alla mia mente è un attimo, se è Dalila a colmare la distanza.

A vederci forse diresti che più diversi, o più affini, proprio non potremmo essere.

Lei è sportiva, ha un fisico atletico e due tettone belle orgogliose di sfidare e vincere la forza di gravità.
Ed io sono un mingherlino che ama le tettone.
E però è anche dolce, curiosa, insicura ma non impacciata.
Ed io sono un ostinato sognatore di belle donne insicure ma non impacciate.

Oh, Dalila, quanto mi fa male non poterti sbottonare i pantaloni e sfilare gli slip, e giocare con il reggiseno, e far sgusciare fuori le tue tettone candide e sode.

E quanto mi fa bene riuscire almeno a sognarti.

Saturday, 4 November 2017

Pensieri

Dalila, per altro, sarebbbe stata per me proprio una compagna ideale: indipendente, curiosa, intraprendente, buona.

...

Adesso devo pensare soprattutto al lavoro, che è lungi dall'essere la cosa più importante, ma che determina, innegabilmente, le mie possibilità.

Fisicamente sono troppo debole per una carriera accademica, figurarsi per un lavoro fuori dall'Università.
Ed inizio ad essere troppo in là con gli anni per un lavoro da postdoc.

C'è di che essere davvero preoccupati, credimi, visto che di soldi per campare di rendita, magari per dedicarmi nel frattempo alla scrittura, come ingenuamente spero di poter prolungare i miei sforzi una volta esauritasi altra occupazione, io non ne ho.

Thursday, 2 November 2017

Mi manca

Dalila è dall'altra parte del mondo da pochi giorni, e vi resterà fino a Febbraio.
Mi manca già tantissimo.

Nelle ultime settimane ci siamo visti spesso, è stata a dormire da me, ed anche se non abbiamo condiviso lo stesso letto e, nonostante la frustrazione dei miei impulsi, ho amato la sua compagnia.

Abbiamo parlato un po' di tutto, ed io le ho mentito.

Ti spiegherò come è andata la faccenda un'altra volta, fatto sta che mi ha chiesto se abbia mai fatto sesso con due donne assieme.

Ho detto di no, per paura, per stupidità, per non dirle che erano due prostitute.

Rimedierò, quando sarà di nuovo qui con me.

Tuesday, 31 October 2017

Quello che non si può spiegare

Ciò che non si può spiegare, a volte, lo si può comunque capire.

Ad esempio perchè siano le persone migliori a farci soffrire di più.
E perchè, ad un certo punto, uno deve proprio andarsene altrove, scomparire insomma.

E tuttavia questa tristezza ci segue come un'ombra, o meglio: come un'ancora che ci tiene sempre relativamente immobili rispetto quest'incompletezza che condanna all'empietà.

Monday, 30 October 2017

L'ultimo viaggio di Ulisse

Tra i tanti eroi greci di cui da bambino popolavo la mia fantasia, attraverso le immagini e le semplificazioni di film per la televisione o libri a colori, Ulisse mi è sempre stato particolarmente caro.

Archetipo assai più che personaggio, Ulisse dal tempo remoto del suo periplo non ha smesso di ispirare scrittori, filosofi e poeti, nè ha di essere particolarmente caro a semplici vagabondi come me.
...
Domani ti dirò la mia sul suo ultimo viaggio.

Premessa

Mi rammarico per l'estetica discutibilissima dei miei ultimi messaggi.

È ormai da mesi, forse da anni, che non curo più la forma di queste mie riflessioni, e questo è assieme limitante per chi scrive e chi legge.
Spesso la causa principale di questa superficialità è la fretta, a volte lo è la stanchezza.

Non ora.

Ora è responsabilità del mio nuovo demone che non si è ancora ambientato, ed al momento non sa come distribuire i pesi, come scegliere il ritmo, donde iniziare e dove finire.

Lascia che il trasloco sia completo. Adesso trovi i residui del mio precedente interlocutore sparpagliati qua e la, e non è facile essere uniformi ed intelleggibili.

Ma vedrai che presto sarò irriconoscibile, e, lo dico con una punta di soddisfazione, peggiore, finalmente peggiore.

...

Stasera ti parlerò di uno dei miei riferimenti ideali, Ulisse, e del suo ultimo viaggio.

Sunday, 29 October 2017

Opera assistenziale

Non occorre improntitudine per ferire certe donne: spesso è sufficiente la virtuosissima equanimità.

Mi convinco di questo anche solo pensando alla mia esperienza personale: quanto volte, in passato, sono stato eccessivamente accondiscendente con studentesse fuori corso di facoltà per sfaccendati, disorganizzate croniche, procrastinatrici professioniste, trentenni incapaci di logica.

E devi considerare che non lo facevo per blandirle, ma, ti sembrerà assurdo, per pietà.

Eh si ... tante belle donne con le quali avrei voluto fare di tutto hanno fatto pietà ad un povero storpio per il quale, forse, avranno provato al massimo un po' di pena.

C'è un abisso invisibile ai più tra certe donne e chi in effetti, stimo davvero.

E sono così poche le lavoratrici che non rinunciano alla femminilità, le sicure di sè stesse, le orgogliose, insomma coloro capaci di vera indipendenza.

Sai che ti dico?
Al diavolo la pietà.
D'ora in avanti mi esprimerò con la medesima schiettezza che la vita ha avuto l'indecenza di usarmi addosso.

Per fugare ogni dubbio

Per fugare ogni dubbio circa le ragioni per cui le donne non mi trovino 'attraente', al momento credo sia per mere questioni estetiche, dovrei provare a cambiare atteggiamento nei loro confronti.

Io sono sempre gentile, paziente e comprensivo.

E se provassi per un po' ad essere semplicemente chiaro, equanime, imparziale?

E se provassi, in parole semplici e crude, con un po' di chirurgia etica?

Saturday, 28 October 2017

Non basta

La quantità di complimenti che Dalila, donna schietta e sincera, mi ha fatto in queste settimane è addirittura imbarazzante.

E che dire delle ore che ha passato in treno, almeno 4 tra andata e ritorno per ognuno dei nostri incontri, solo per vedermi per una casta serata ed una colazione?

Per qualche motivo che in tutta franchezza non capisco 'le piaccio', ma niente amore, niente 'contatto', e perchè, semplicemente, non si sente attratta da me - il che equivale ad una massiccia pietra tombale sul nostro rapporto.

Ti dirò di più: mi ha confessato che un suo ragazzo 'storico' era davvero brutto, ma ... niente da fare, non quanto me evidentemente.

Non c'è niente da fare.

Nessuna qualità dell'animo può compensare le mancanze di un corpo sgraziato.

Ed a peggiorar le cose sono l'intelkigenza e la fatica, che si trasformano in rassegnazione, impoverendo lo spirito.

...

Le sono infinitamente grato di essere stata sincera come nessun è mai stata con me. Mi ha fatto soffrire, tremendamente, ma almeno non si è inventata scuse, almeno non mi ha umiliato riempendomi di bugie ridicole.

Tutte le altre ... tutte l'hanno fatto.
Tutte a dirmi che non conta la bellezza, che ciò che importa davvero è altro.
Palle.
Cazzate.
Ipocrisie.

Credo di mettere in difficoltà le donne anche solo per il fatto di obbligarle ad ammettere la loro superficialità, tanto simile a quella di noi uomini, o a mentire.

...

Mi devo rassegnare a questa vita inutile, fredda, ridicola.

Se non mi vuole una come Dalila, nessuna mai avrà un interesse sensuale per me.
Nessuna donna mi sceglierà.
Il che è dire che sono peggiore di ogni uomo mai scelto da una donna.

...

Immagino l'uomo come insieme di qualità molteplici, impossibili a prima vista da ordinare in senso razionale.

La donna, con naturalezza, riduce ad istinto la complessità di un essere umano.
La donna prende questo suo istinto, l'essere attratta o provare indifferenza, e promuove e gratifica o ignora e mortifica.

Nessun'altra forma di interazione, nemmeno la più poetica ed ideale, equivale quella specifica scelta di donare ad un uomo il proprio corpo.

...

Ma chi cazzo me l'ha fatto fare di vivere 30 anni di dolore, fatica e privazioni?

Sarebbe stato meglio, per me, crepare a 9 anni, di quel male che quasi mi uccise nel settembre del 1988, come la natura aveva progettato.

Ed invece ho riempito il mio corpo di cicatrici, la mente di stupidi sogni.

Per niente.

...

E mi vergogno di ogni singolo giorno in cui mi sono sentito sereno, in cui ho creduto d'esser sereno,

Per uno come me, che ha sempre sentito l'amore, ed in forma minore il sesso come apicali, centro ed unico senso, pur parziale, dell'esistenza, questa mia vita non è che un continuo squallore.

Non c'è un giorno, non un'ora, non un minuto che sfugga a questa angosciante definizione.

Surrogati ne ho provati tanti, ed inventati alcuni: non valgono nulla.

...

Vecchi proverbi

C'è questo antico proverbio latino che dice: 'Omnia vincit amor', ovvero 'l'amore vince ogni cosa'.

Ed è vero.

L'amore vince ogni cosa, ad esempio la tua voglia di vivere, e forse perfino più marcatamente del male dal quale tanto è diverso.

Wednesday, 25 October 2017

L'ultima

Dalila sarà l'ultima donna tra quelle che frequenterò, questa è la mia intenzione, che sarà per me 'solo' un'amica, stante un'attrazione fisica per essa.

Non mi ritiro per pusillanime desiderio di rivalsa, ovvero per privare a chi mi vuole 'solo' come amico il piacere, indubbio, della mia vicinanza ('non me le dai? Allora fuori dalle palle, mi interessavi solo per scopare').

Macchè.

A me le donne piacciono ben oltre il sesso.

Il fatto è che è insostenibile essere così vicino alle tue labbra e non poterti baciare.
È atroce dover abortire gli abbracci.
È doloroso scoprirti via via più bella ed irraggiungibile.

Tuesday, 24 October 2017

Dalla parte di Anna ed Asia

Sei antisemita?
Ti stanno sulle palle gli ebrei?

Male, ma entro certi limiti sfogati pure: accomodati.

Disiscriviti dal social network di Zuckerberg, boicotta l'Hollywood di quel lurido bastardo, prenditi a botte con un membro del Mossad maestro di Krav Maga.

Ma lascia in pace Anna Frank, coglione.

E già che ci siamo: solidarietà ad Asia Argento.

Tomato's slices

A volte, oggi ad esempio, mi capita di finire tardi al lavoro, e di voler accantonare l'idea di prepararmi qualcosa per cena.

Allora rimedio andando al Doner Kebab della stazione, dove ormai mi conoscono da tempo, per quanto raramente vi passi più di una o due volte al mese.

Credo che sia un nucleo famigliare a gestire il locale, parte di una grande catena.

A volte mi servono dei 'lui', a volte delle 'lei'.

I 'lui' infilano tre fettine di pomodoro in un kebab striminzito, ed uno spruzzo di maionese è il magro condimento che mi merito.
Cosi fanno anche le 'lei', come da menù, ma solo se un 'lui' è nei paraggi.

Quando è in negozio da sola, invece, 'lei' mi imbottisce un panino già ricco di un pomodoro intero, ed affoga tutto in un mare di maionese.

È il loro modo di volermi bene, ed io lo so,

Sono gentile, specie con chi fatica per tirare avanti: bidelli, spazzini, kebabbari.
Lo sono senza secondi fini, per empatia, per simpatia.

E se avessi un fine non sarebbe un po' di pomodoro in più, ma un sorriso.

Monday, 23 October 2017

Compensazione

Ammetto senza alcuna difficoltà, ma anche senza nessuna pretesa di attenuanti, le degenerazioni del mio male, e le compensazioni che pretende.

Il fatto poi che queste pretese, tutte detestabili come vedrai, siano di difficilissima realizzazione, non fa che esacerbare la mia condizione, e dunque pervertire ulteriormente la cura tanto agognata.

Allo stato attuale, come d'altra parte già da diversi anni, io non mi accontento neppure dell'amore puro. Quello sarebbe bastato vent'anni fa, figurati. Nel frattempo ne sono cambiate di cose! No. Io voglio scopare una, ovviamente bella, che per stare con me mette le corna al suo uomo. Voglio cioè che mi scelga oltre il suo senso di colpa, e che faccia con me cose cui mai neppure avrebbe immaginato abbandonarsi. Voglio essere parte di un suo segreto scandaloso. Voglio essere parte di un lungo conflitto interiore che sarà vinto dal suo sentirsi bagnata li sotto. Voglio che mi ricordi per sempre con un misto di vergogna e desiderio.

Tutto ridicolo, lo so bene, ma non aspettarti che il male evolva solo in perversione: la sua apicalità è l'umiliazione perfetta del sofferente, la sua agonia indecente, detestabile, insolente.

Ed io non ho ritegno alcuno: sono un moscerino che ha sogni da Leone, e probabilmente in qualche favola per bambini sani ci si fa beffe di quelli come me.

È forse buffo, agli occhi di un sano di mente, che in tali perversioni mi affianchino i vincenti, gli scopatori seriali, gli annoiati. Dalla mia prospettiva è atroce, e ti racconterò un paio di episodi in merito alle mie adiacenze con questi annoiati amministratori dell'intimità femminili.

Sunday, 22 October 2017

Anestesia

Non so se su wikipedia o altra fonte enciclopedica, recentemente ho letto di casi documentati di anestesia non del tutto efficace.

Prima di proseguire lasciami precisare che mi riferisco qui ad un passato ormai remoto, ad un epoca in cui erano ancora assai approssimative le nostre conoscenze sul cervello ed il suo funzionamento, e che nel corso dei decenni sono state sviluppate tecniche in grado di scongiurare gli scenari da incubo di cui dirò qui sotto.

E di situazioni davvero tremende ti parlo: capitò ad alcuni sventurati di rimanere sì paralizzati dall'anestetico, ma di non addormentarsi di quel sonno tanto profondo da saper ignorare il dolore.

Questi poveretti sentirono tutto, ed ebbero coscienza piena di non poter che subire, senza neppure poter comunicare il proprio orrore.

Dalla prima incisione all'ultimo ricamo ebbero visione di cosa sarebbe seguito, ed ogni nuovo istante trasmutava esperienza in angoscia.

Alcuni, mi vien da dire i più fortunati, morirono per arresto cardiaco.
Altri conobbero ogni fine dettaglio del dolore.

...

Concedimi la metafora: questa è la mia vita.

Io so tutto, da tanti anni, di quel che mi capiterà.
La vita ha smesso di sorprendermi ancor prima di smettere di consolarmi, che è come dire che l'affetto di un'amica mi consola, ma nessuna donna mi sorprende donandomi il suo pudore.

...

Poi resta da capire se i mille altri attorno a me siano in condizioni simili alle mie, e muti solo per autocensura.
O se forse godano di vera serenità.
O se invece con loro l'anestesia stia funzionando alla perfezione.

Mi rimane l'amarissima impressione di comunicare una parte del mio orrore, ma mi consola sapere che tu sei lontana, e che magari, in cuor tuo, credi che sia il mio comportamento spropositato, e la soglia del dolore dislocata in basso dalla cronicità dello stesso o dalla banalità dello spirito.

Effetti collaterali

Alla fine sai che ti dico?

L'amore è un farmaco portentoso, ma dai temibili effetti collaterali.
La dipendenza, ad esempio.

Discorsi analoghi si possono fare per sesso ed amicizia.

Questi effetti collaterali si presentano soprattutto quando la cura non è seguita secondo certe tappe ben precisate nel manuale.

Poi, come è giusto che sia, a volte gli effetti migliori si hanno mischiando a caso, senza ordine, i diversi ingredienti.

Qualcuno, senza dubbio, lo può testimoniare.

Nonostante tutto invito ancora i coraggiosi ad osare finchè riescono a gestire gli effetti collaterali di amore, sesso ed amicizia.

Saturday, 21 October 2017

In caso di emergenza ...

L'ho già detto e lo ripeto: io non mi suiciderò mai.

Eppure nulla mi può levare dalla mente la convinzione che se fossi morto quella volta nell'88, o anche più tardi, nel '97 o nel 2004, in prossimità o nelle pesanti conseguenze di un qualche intervento chirurgico particolatmente delicato, ma anche in un giorno qualsiasi di questa vita, mi sarebbero state risparmiate immense sofferenze e grandi fatiche, a costo di dover rinunciare a pochi istanti di gioia, comunque parziale, spesso frutto di ridicoli fraintendimenti.

Ed invece mi sono rialzato.
Ho, da perfetto cretino, imitato gli altri.

Ed ho mentito, a me stesso quanto agli altri.

Oggi pensavo che in molti, dopotutto, mi credono sereno.

Ma bisogna essere proprio deficienti per credere che un uomo come me, con questa vita, possa essere sereno.

Oppure bisogna essere stati vigliaccamente ingannati.

I miei genitori, ad esempio, ne sono convinti.

Mi vergogno di aver illuso e ridotto a demenziali convinzioni tante persone.

Questa è una Dystopia.

Ad un certo punto comunque morirò, e chi mi ha amato soffrirà.
Soffrirà la mia mancanza, perchè uno come me lo si ama, anche se non come uomo, piuttosto come fato.

Ma vi prego: dite loro di non soffrire per me.
È dura ed arida questa vita.
Faccio fatica. Ogni cosa, perfino la più spontanea, perfino la dolcezza tanto premurosa di Dalila, mi costa fatica.
Non so neppure io come riesca a tirare avanti senza lacrime, al limite con qualche mal di testa e poche ore di mestizia.

Adesso penserò più al lavoro, che non sta andando a gonfie vele.
Penserò ad altro tanto, più che Dalila per qualche mese sarà oltre oceano.

Qui cercherò magari evasione.

Scriverò di sogni, racconti, disquisizioni politiche, viaggi e, come ti dicevo, di blogger che ho conosciuto nei primi anni su questa piattaforma.

Friday, 20 October 2017

Fai attenzione

Fai attenzione.

Stai attento alle migliori persone che hai intorno.

Alle più intelligenti.
Alle più sensibili.
Alle più sincere.

Saranno loro a farti capire quanto misera e vuota sia la tua vita.

...

Quanto ho sofferto, a causa delle donne migliori, che mi hanno voluto bene e non desiderato.

Se senza soffrire oggi riesco ad essere amico di Dalila, che ora è di la in camera da letto, e dopo una splendida serata di confidenze e risate dorme lontana da me, è perchè qui ormai ci sono solo macerie.

Non c'è più nulla da distruggere.

...

Se neppure una come lei vuole fare l'amore con me, nessuna mai lo desidererà. E per le sue stesse ragioni.

...

La mia vita è un inferno che ha bruciato tutto, ed adesso che è cenere si raffredda.

La malattia che ha deformato il corpo ha vinto, riversandomi addosso un dolore indicibile, costante, meschino.
La mia bontà ha vinto almeno parte del dolore, convincendomi ad amare gli altri, ed il loro bene, possibile più del mio. Lo spirito si è esercitato a sopportare e evadere.

La verità è assai prosaica.

La mia vita fa schifo, fa schifo da 30 anni e continuerà a fare schifo fino alla fine.

Forse dovrei smettere di scrivere.
O dirti che è tutta una bugia (perchè coinvolgere altri in questa sceneggiata?)

O semplicemente dovrei ricominciare ad andare a puttane.

Thursday, 19 October 2017

Utrecht, librerie per bambini

La risonanza ha dato un esito decisamente incoraggiante.

Il dottore, per farla breve, ha dichiarato di non considerarmi un paziente a rischio, e credimi: non sono sicuro che saprei più affrontare un altro intervento a cuore aperto con la stessa tranquillità dei miei 19 o 25 anni, e quindi quelle parole per me sono davvero incoraggianti.

Ho approfittato della bella giornata per camminare un poco in città.

Ho ritrovato la libreria per bambini dove Dalila, da piccina, iniziò a conoscere il mondo delle idee e dei sogni.

Li, quando ci siamo capitati assieme, io avevo addocchiato su uno scaffale un libricino dalla forma singolarmente quadrata, di un bel blu scuro.

Con le mie conoscenza limitatissime ero giusto riuscito a tradurre poche parole 'You are the ...?'.

E lei, sorridendo, aveva finito la frase 'You are the sweetest'.

Domani la rivedrò.

Ho un piccolo regalo per lei.

Wednesday, 18 October 2017

Utrecht

Domani sarò di nuovo all'UMC, l'Utrecht Medical Center.

Il cardiologo mi riferirà l'esito della risonanza magnetica.

Se tutto andrà bene mi godrò un pomeriggio di ozio, tra caffè e librerie.

C'è un bel regalo che vorrei fare a Dalila, ma chissà se saprò ritrovare quella libreria per bambini che abbiamo visitato assieme quel giorno lontano ...

Allora speravo ancora di poter fare l'amore con lei.
Eppure davvero poco è cambiato.

È talmente bello averla vicina!

Saturday, 14 October 2017

Sulla Meccanica Quantistica, ovvero ...

La mia relazione con Dalila continua, benche' assai diversa da come avrei desiderato, e da come chiunque avrebbe potuto aspettarsi.

E' gia' stata a dormire da me due volte.
L'ho vista, nell'attimo immediatamente precedente alla doccia, in mutandine e reggiseno, e credimi: ha due tette magnifiche, ed un fisico da atleta, muscoloso e tonico.
Abbiamo passato tanto tempo l'uno accanto all'altra, sul mio letto, a leggere, fantasticare, prenderci in giro.

[Quanto avrei voluto farmela, tu non hai idea]

E stante queste premesse, di conseguenza ad una risposta ad una domanda diretta ma non triviale, io comunque non l'ho sfiorata neppure con un dito, che' lei mi ha spiegato, senza possibili fraintendimenti che non sente alcuna attrazione fisica con me, perche', come darle torto ... beh, io sono quella cosa li.


Stiamo davvero bene assieme, parliamo di cose disparate ed assurde, ridiamo, ricordiamo, passiamo ore dense, e fertili nel senso che forse Platone per primo intese nella parte finale del 'Simposio'.

Ed io le spiego che lei difficilmente può misurare il me stesso di un giorno qualunque.

Perche' se lei e' li con me, proprio come in meccanica quantistica, il 'sistema' Gio non esiste piu': ad esso si sostituisce qualcosa che, bene o male, e' proiettato su di lei.

Io sono fatto cosi'.

Io 'sento' al punto da rendermi irriconoscibile.
Sento un'idea, sento la presenza di una donna, sento perfino i sogni.

Cosi' tu che mi hai incontrato in questo dominio della frustrazione e del dolore, faticheresti a riconoscermi al tavolino di un caffe' di Milano.

Ma non credermi un camaleonete.
Macche'.
Il camaleonte si mimetizza per fini predatori, o di sopravvivenza, non so.
Io ... no.

Wednesday, 11 October 2017

Il gatto di ...

Potrei dire di, sfiorando qualche concetto fisico, di aver effettivamente scritto di meccanica quantistica, ieri.

Ma preferisco ammettere di essere arrivato troppo stanco a sera per mettermi d'impegno davvero.

Domani rimedierò.

E mi è venuto in mente di scriverti delle persone conosciute su blogger nei primi anni della mia frequentazione.

Ti parlerò forse di Klara, Chiara, Marco, Milo, Mod, Elena ed altri.
Di un paio tacerò per generosità nei loro confronti.
Di un paio tacerò perchè altrimenti dovrei parlare anche di quell'altro paio.

E ti parlerò perfino della donna che più amo, della donna accanto alla quale, da amico, il caso ha voluto vivessi 5 anni.

Il lavoro mi ha portato a vivere nella città di chi, da vaga conoscenza di internet, sarebbe diventata la donna della mia vita.

La mia vita è amara e miracolosa.

Aspettami!

Monday, 9 October 2017

Ieri, domani

Ieri ti ho parlato di teoria della relatività.
Domani sarà il turno della meccanica quantistica.

Nel frattempo medito su una canzone degli anni '70 che solo oggi ho scoperto.

Io, ad ogni modo, per quanto solo e negletto dalle femmine, non sono uno sfigato :D

E domani ti spiegherò tutto, in ottica quantomeccanica.

https://youtu.be/lNlAXvEk1Nw

Sunday, 8 October 2017

Teoria della Relativita'

Sai a cosa pensavo, oggi?
Pensavo che ormai davvero non ho piu' ne' speranze ne' sogni, o piu' precisamente non ho piu' ne' speranze ne' sogni riguardanti me, la mia vita  (viceversa ho ancora pensieri che si estendono su altre persone).
E tu potresti credere ad un'ennesima cattiva notizia, od al prolungarsi di una lagna patetica.
Io invece, che sono un allegro ottimista, o un povero idiota, decidi tu, credo che d'ora in poi potrei soprattutto soffrire molto meno.
Credo di aver raggiunto, senza merito, una sorta di condizione di apatia e distacco che tante discipline orientali considerano illuminante, e cui tanti si avvicinano con studio, privazioni, concentrazione.
Pensa un po'.
Le occasioni di studio, le privazioni, la concentrazione alienante ... tutto a me e' stato offerto, o imposto (anche qui, decidi tu)  dalla Natura (e non mi riferisco solo alla 'mia' Natura, ma anche a quelle delle persone 'sane', che, credimi, tante cose, e piu' belle e piu' tremende di cio' che i 'sani' possono cogliere, te le fanno capire).

Saturday, 7 October 2017

Ma io ...

Ma io ... forse non capisco nulla.

Ad esempio, se alla fine di una bella giornata mi sento fare tanti, tanti complimenti a corolllario della confessione di un'amara verità ('non mi sento fisicamente attratta da te'), devo star bene o male?

Boh, non so.

Via, prendiamola bene: finalmente ho un'amica sincera.
Un'amica che dice le cose proprio come stanno.

Sai che ti dico?

Magari finirò per credere, una volta tanto, a quelle belle parole, tanto simili a tante altre belle parole che mi sono state dette, e che tuttavia, pronunciate non accompagnate da quella sentenza, finivano per sembrarmi delle frottole.

Thursday, 5 October 2017

Riciclaggio

Tanto lavoro, poche energie.

Però mi manca parlarti, ed allora prendo un vecchio messaggio a casa, tra le migliaia che ho scritto, e lo riciclo senza vergogna per fare due chiacchiere con te.

Correggo giusto pochi dettagli, ora che non mi importa più tutelare la riservatezza di quel tempo ormai remoto.

PS: è tutto vero :D

Siamo nel 2012, o giù di li.
Ai tempi vivevo a Edimburgo, e senza dubbio ero ancora in William Street, nel West End.

...

Affamato, era gia' almeno un'ora che m'aggiravo per le vie del centro alla vana ricerca di un pub, di un ristorante, di un punto qualsiasi di ristoro che non fosse pieno come un uovo di turisti (NDR: Edimburgo in agosto è invasa da una miriade di visitatori attratti dai tanti eventi del Fringe Festival), mi sono ficcato, forse perche' in deficit di zuccheri o per innegabile dabbenaggine, in una delle situazioni piu' ridicole della mia vita.

Non avendo fatto colazione, avendo saltato il pranzo, iniziavo, erano ormai le quattro del pomeriggio, ad avvertire dei leggeri giramenti, ed a sentire nella stanchezza accenni di spossatezza.

Giunto all'altezza della Filling Station di Rose Street, un bel posticino dove sono gia' stato diverse volte, non ci ho pensato due volte ad infilarmici dentro, tanto piu' che da fuori sembrava deserto.

Con gioia mi sono accorto che era davvero vuoto, e sebbene quella strana sirena di sottofondo fosse alquanto fastidiosa, ero gia' convinto di aver finalmente trovato l'agognata sistemazione: mi sarei da li a poco spaparanzato su una delle belle panche, e sorseggiando un coca mi sarei rimpinzato a dovere (NDR: leggendario, buonissimo il loro hamburger di carne di bufalo!).

Ero li al bancone, accanto al cartello che invita a 'Please wait to be seated', quando mi ha raggiunto una ragazza in uniforme.

Con un fare a meta' tra il gentile, lo stupito e il severo, mi ha chiesto:

'Sir, are you blind? Don't you see there's a fire?'.
'Signore, siete cieco? Non vedete che c'e' un incendio?'.

In effetti no, non l'avevo visto.

Non mi ero accorto di essermi infilato in un locale evacuato per incendio.

Forse sono proprio un idiota, tu che dici?

Monday, 2 October 2017

Precisazioni

Ti sarai chiesta la ragione di certe confessioni di puttane e deformita'.

Le puttane, che io preferirei chiamare 'donne', e che puttane sono solo nella loro relazione con me, rappresentano forse l'aspetto piu' meschino e triste di questa esistenza: la loro presenza e' in relazione con le debolezze tanto quanto con la profondissima solitudine attorno alla quale si sviluppa, parassita del vuoto, la mia vita.

Se avessi avuto delle amanti non sarei mai stato con delle prostitute, e se fossi stato piu' forte, piu' marziale, lo stesso comunque avrei trovato alternative meno egoistiche per contenere il male, o anche semplicemente per distrarmi.

La deformita', oscena nelle immagini che ti ho mostrato, non implora perdono, ma colloca i miei pensieri in un dominio di cruda realta'. Con quelle immagini intendo affermare  di non essere un pretenzioso sofista che si avventura oziosamente in periodi ipotetici del terzo tipo: la mia vita e' orribile davvero, il dolore incombe ogni giorno, i compromessi al ribasso sono continui.

Sono sincero per candore di spirito, perche' sia fondato il tuo affetto, ma anche per esigenza: qui si fa sul serio, qui si soffre davvero, qui il domani e' incerto fuor di metafora.

Tutto qui.

Saturday, 30 September 2017

Pensiero

Più bello di un' idea c"è solo il sogno.

Friday, 29 September 2017

'Cazzi miei'.

Perdona il tono, ma io sono anche questo ;-)

...

Oggi ho incontrato questa bella bionda.

Abbiamo parlato un poco, e dopo nemmeno un minuto mi ha chiesto di spogliarmi e seguirla verso il letto più vicino.

È così che dovrebbe andare sempre, non solo con le infermiere!

...

A dicembre mi sottoporrò ad un intervento di circoncisione.

Fino ad oggi ho convissuto con una fimosi parziale che, pur non causando nessun problema a livello igenico, e presendandosi dunque solo in erezione, ha sicuramente condizionato la mia vita sessuale.
Non ti sto a raccontare adesso tutte le ragioni per cui fino ad ora ho indugiato, ma recentemente ho trovato le condizioni per darci un taglio.

Purtroppo non posso operarmi che all'inizio di dicembre, ma già non vedo l'ora del primo pompino, della prima eiaculazione, della prima penetrazione libera da l'odioso restringimento,

Al di la del fatto che non ho mai scopato senza preservativo (per ovvi motivi sanitari), anche quello strozzamento mi tiene, per certi versi, in una condizione di semi-verginità.

...

Nel frattempo penso a Sasha, che probabilmente non vedrò comunque mai più, e che tra tutte è forse quella che maggiormente si è goduta il mio, parole sue, 'gorgeous cock'.

Mi piacerebbe rimetterle le mani addosso, infilarglielo ancora dentro tutto, fino a spingerla, a farle stringere il coprimaterasso con le mani per tenersi, e poi ancora finalmente soddisfare il suo desiderio, o forse il suo semplice sfizio di farmi venire con la bocca, o la mia di riempirla dentro senza dolore.

Thursday, 28 September 2017

Utrecht, di nuovo

Domani mattina sarò di nuovo ad Utrecht.

Non torno in quella splendida città per incontrarmi con Dalila, che li è nata, li ha vissuto, e li ha perfino passeggiato al mio fianco, ma per sottopormi ad un esame clinico di controllo.

Una quindicina d'anni fa, all'epoca di un improvviso e rapido peggioramento della già mia scarsissima vista, un chirurgo rifiutò la responsabilità di operarmi affermando che di casi come il mio ve ne fossero ben pochi, e che una statistica adeguata non esistesse.

Ecco.

Ho fatto un certo discorso con i dottori di Utrecht.

Se posso aiutare uno sconosciuto, perchè non gli si neghi un conforto, io sono qui.

Una vitaccia come la mia non è necessariamente inutile.
Se riesco ad addolcire un'esistenza, rendo più sopportabile la mia.

Oh, so che tante donne amano gli egoisti, i prepotenti che non pensano che a sè stessi, e cinicamente avanzano non curanti e ingordi, profittatori, opportunisti.
E così, dichiarando qui il mio temperamento, ed una tendenza al sacrificio, risuona il mio 'essere poco uomo' (mi è stato detto ...).

Beh, al diavolo quelle donne li.

Tuesday, 26 September 2017

39

Ed oggi, 27 Settembre 2017, sono 39.

Ma alla fine, la mia vita, questa rapsodia inconcludente, questa schizzofrenia sapiente, da me controllata quasi del tutto, che è?

A volta mi pare che per essere perfetta, alla mia vita manchi solo l'amore delle donne.

'Ma come?' 'fortasse requiris'.

Ed il dolore?
E la deformità? (qui ho giusto reso il tutto lievemente più sublime e spaventoso con 'Gimp' e la prospettiva, ma c'è poco da fare i critici d'arte quando si ha a che fare con la realtà).

Credimi: il mio orrore non è che la metà di una perfezione assoluta.

Te ne parlerò ancora.

Premessa

Riscrivo qui il mio commento di risposta ad un'acuta osservazione:

Con 'ieri' mi riferisco al giorno in cui Dalila ha definito i contorni del nostro 'rapporto'.

....

Ieri è stata una giornata bellissima, a parte quel 'friends' a pranzo. Siamo stati assieme fino a quasi mezzanotte, e lei è una donna meravigliosa. Tornando a casa mi sono voluto concentrare su quel 'friends', e liberarlo come una droga, un veleno dentro di me. La mente è brutale e potente. Nessuno ha perso tempo negli incontri che hanno preceduto un epilogo tanto sterile, ma sono riuscito a vedere, in una vita che si sovrappone alla mia solo in alcuni punti, una disperazione sublime. Mi sono fatto un viaggio mille miglia lontano, e ne ho scritto e sentito. Non è Gio a parlare qui ... è Gio ad ascoltare e trasmettere.

....

Poi spiegherò meglio.

Sunday, 24 September 2017

Il giorno dopo

Ci siamo salutati verso mezzanotte, in stazione, a compimento di una giornata quasi perfetta.

L'ho rassicurata più volte, nel momento in cui ha pronunciato quel 'friends', e di nuovo all'attimo dei tre baci sulle guance che commentano ogni 'ciao", ogni 'a presto'.

Mi ha scritto stamattina.

Mi ha detto che le piaccio molto, mi ha ripetuto che sono 'speciale'. Amerebbe poter approfondire la mia conoscenza.

Come vuoi rispondere ad una donna che avresti amato amare? (Ed 'amare' non è approfondire conoscenza, 'amare' è abbandonarsi al sentimento, all'intuito).

' Dalila, è bene che noi si sia capito adesso, presto abbastanza da evitare conseguenze dolorose, di non essere completamente compatibili. Sai che io amo amare. Io amo i baci, gli abbracci, il contatto fisico, il calore del corpo femminile, la sua delicatezza, la sua ineffabile ospitalità. Ed ovviamente amo il sesso. Comunque, in aggiunta a questo venero quella straordinaria virtù che è l'umanità, ed ol suo fondamento più solido, l'intelligenza. Effettivamente adesso che abbiamo definito la nostra relazione sarà per me più facile essere 'questo' me stesso. Avrai già notato una differenza tra il Gio delle lettere ed il Gio che ti guarda da vicino. Da qui in avanti sarò meno confuso e più sottile. Meno sognatore e più consapevole. In poche parole, meno Boccadoro e più Narciso.'.

E con questo chiudo, qui, il capitolo Dalila.

Saturday, 23 September 2017

Evoluzione del rifiuto

Ovviamente con Dalila è andata male.
Mi vuole come amico, come sempre.

Poca sofferenza, chè ormai è passato quel tempo.

Ora, ora che ormai sono un orco ottuso, più che altro penso al tempo perso in questa folle idea. E andando a ritroso, mi rammarico di tante attività alienanti, di ogni libro letto, di ogni progetto congetturato, di ogni euro speso per musei, concerti, teatri, che ho così sottratto a bordelli e puttane - quelle si attività affini al mio destino.

Ma appunto mi spiace soprattutto per ciò che è irrimediabilmente perso: il tempo,
L'ho perso io, ma ancor più lei, che per vedermi si è fatta ben più ore di treno di me.

Per che cosa?
Per niente.

Gio, ma ti sveglio o no, coglione!?

Sei troppo deforme per l'amore.

Adesso mi prendo una lunga pausa.

Auf wieder sehen.

Friday, 22 September 2017

Rigorose considerazioni matematiche su sesso ed amore

'Sesso' ed 'amore', nel senso di 'fare sesso', scopare, fottere, chiavare, bombare, trombare, e 'fare l'amore', nota che non esistono poi tanti sinonimi di questo termine, sono incommensurabili.

Lo sono proprio nel senso matematico del termine: non esistono due numeri interi n ed m tali per cui

'fare sesso 'n' volte equivale a fare l'amore 'm' volte.

Se poi siamo bravi, riusciamo a 'scopare' e 'fare l'amore' allo stesso tempo, ma credo sia davvero difficile, sai?

Io in vita mia ho quasi solo fatto l'amore, perfino quando il suo nome non lo conoscevo, perfino quando era solo per un'ora.

...

Adesso c'è una bella donna con la quale vorrei fare l'amore (non me la voglio scopare, voglio amarla, lentamente, con dolcezza, tante carezze e sussurri).

E pensavo di usare la logica per convincerla a non indugiare, ovvero a rinchiuderci a casa mia, o a casa sua, o in una camera d'albergo qualsiasi, e volerci bene davvero.

Ecco la mia strategia.

Le farò notare che il mondo sta andando a rotoli.
Che Trump ed il Kim nord Coreano rischiano di causare la fine del mondo.
Ed allora la logica suggerisce di non indugiare, e di fare l'amore.

...

Io ti parlo di amore, ma ne so così poco.

Certamente so amare assai più di quanto non sappia essere amato, ma prima della catastrofe termonucleare, chissà, forse impareremo ad amarci ancora meglio.

Il mio fine, non te lo nascondo, è quello.

Monday, 18 September 2017

Ho un'idea.

Il sogno è venuto in soccorso questa volta, ed io mi sono svegliato pieno di bei pensieri in mente.

...

Io e Dalila (o Sabina? Non so ancora che nome fittizio darle!) siamo, in compagnia di alcuni colleghi, in una grande città che mi pare sconosciuta (alla fine del sogno questa premessa andrà a contraddirsi, ma i sogni così sono, beati loro!).

Benchè in gruppo, si procede suddivisi in coppie o terzetti, ed ognuno è indaffarato a conversare.

Io e Dalila parliamo in inglese, lei è Nederlandese, ma cosa vuoi, io di quella lingua non capisco un'acca, mentre attorno a noi altri confabulano in francese, in russo, in tedesco.

La nostra comune destinazione è un museo, forse un teatro.

Non lo so, perchè io, come sempre, penso solo a lei, e la sfioro, e la carezzo. Fino ad ora, nei nostri incontri, le ho toccato le braccia e le spalle, ma nel sogno, un po' goffamente, le ho carezzato la schiena fin quasi giù alla natica, e lei non mi ha preso a ceffoni, è rimasta sorridente, ed un po' enigmatica.

Ad un attraversamento pedonale restiamo indietro, separati dagli altri (sospetto di aver fatto di tutto perchè questo avvenisse).

I tedeschi sono riusciti, al suono un marziale di 'Snell, snell!' a passare con l'arancione.

In attesa del verde, scherzosamente, le dico che è ben fortunata ch'io non sia tedesco, chè non le dirò mai 'snell, snell!'.

Ride.

Finalmente traversiamo, ma ormai gli altri ... chissà dove sono finiti.
Forse il museo è quell'edificio laggiù? O invece bisogna andare da quell'altra parte?

Per trovare un poco di intimità l'avvicino alla parete di uno degli edifici che costeggiano la strada.
Lei già sorride ... ed in cuor mio spero abbia capito.

'Dalila, io ho un'idea. Un'idea migliore'.
'Cioè?' Mi risponde, e la luce dei suoi occhi potrebbe rischiarare tutta la mia esistenza: il passato, il presente, il futuro.
'Perchè invece di cercare il museo non andiamo a casa mia ...'
' ... '
'... a fare l'amore?'.

Mi sveglia l'emozione prima che lei possa rispondere.

Ma presto saremo entrambi già svegli quando le chiederò di venire con me.

Sunday, 17 September 2017

Hai presente?

Quello che segue è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi,

...

Io e Vera ci incontriamo a Milano, per il nostro ultimo caffè.

...

Hai presente uno di quei saluti che somigliano assai più ad un 'addio' che ad un 'a presto'?

Ed io appunto 'A presto' le ho detto oggi, ma questo è un 'addio', e lo sappiamo benissimo entrambi.

...

La vita sa essere così esplicita a volte.

Come l'indirizzo di un incontro tra un uomo ed una donna: c'è chi lei incontra in un caffè, chi in una camera d'albergo. O come il tempo che una donna impiega per prepararsi ad un incontro, e l'ora in cui ci si incontra.

Noi è da anni che ci prendiamo degli ottimi caffè pomeridiani.

Il punto è sempre, è ancora questo.

Non lasciarti ingannare dai libri, da quelle maledette poesie: l'intimità non si condivide che nelle camere da letto!
Non mi riferisco solo al sesso, ma proprio all'amore, anche a quello puro, altissimo, irrinunciabile.

Il resto, le chiacchiere da salotto, per quanto forbite, le lettere, perfino le più segrete, ed ogni confidenza espressa in parola, non sono che un surrogato di second'ordine, o meglio: hanno l'aspetto del surrogato, ma non esiste somiglianza effettiva, piuttosto antitesi, tra l'amore e le parole sull'amore, se a pronunciarle è uno che ha amato doprattutto nei suoi sogni.

Ho orrore di quel museo delle cere che ho raccolto in questo diario, nella forma dei miei pensieri.
È un susseguirsi di fandonie, di patetiche messe in scena, di rappresentazioni grottesche di una mancanza.

Forse potranno avere un senso per chi l'amore lo conosce davvero, e potrà associare ai propri ricordi certe parole.
Per me è solo una discarica di malinconia.

L'amicizia tra un uomo ed una donna può esistere, ed essere ricchissima. E può esistere anche se la donna è una bella donna. Ma se uno vive di autoarchia sentimentale, l'amicizia con una donna somiglia molto ad un vicolo cieco. Un lungo, scivolosissimo vicolo cieco. Non è l'attrazione per lei a complicare le cose: lo è, come sempre, vedere il mondo attraverso occhi meno miopi dei tuoi, senza filtri edulcoranti, senza finzioni retoriche.

Allora è meglio che le amicizie restino superficiali?
Che si rimanga alla speculazione teorica, il cui peso specifico è nullo, ma il cui effetto placebo è innegabile?

Io non lo so.

...

Quello che è li sopra è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi. Ed in effetti non è successo nulla.

...

Speriamo che al nostro prossimo incontro Sabina mi lasci metterle le mani addosso, così finalmente potrò smettere di credere solamente, e finalmente capire qualcosa, avere ricordi, e non solo sogni ridicoli.

Allora non esisteranno più vicoli ciechi.

Saturday, 16 September 2017

Stuttgart

In partenza per una breve vacanza le ho elencato le mie tappe: Colonia, Stoccarda, Zurigo, Milano ...

'Perchè Stoccarda?'.

In effetti la capitale del Baden-Württemberg non è una delle mete più popolari tra i visitatori della Germania, ed una domanda simile è perfettamente sensata, e lei è decisamente una donna sensata.

'Perchè Stoccarda?' mi ha chiesto Sabina.
'Conosci qualcuno in città?'.

...

Se devo dirti la verità, adesso che ci penso, una mia ex collega dovrebbe vivere proprio a Stoccarda, o comunque nei suoi immediati paraggi, ma non è questo il motivo che mi ha spinto a fare tappa in città.

La ragione è in un ricordo, o meglio in una collezione di ricordi di 10 anni fa.

Allora ero alla ricerca di un lavoro, ed in seguito ad un fitto scambio di corrispondenza elettronica ero stato invitato dall'Università locale a sostenere un colloquio di reciproco approfondimento (la cosa finì in un nulla di fatto).

Com'ero insicuro, inesperto e impacciato!

Esattamente come sarei ancora oggi, se fossi rimasto a casa, e non avessi avuto l'incoscienza, e la fortuna, di ipotecare il mio destino, di agganciarlo, liricamente, ad aspirazioni vaghissime, indefinite poichè indefinibili, scellerate se sottoposte al vaglio severo di un operatore di borsa, ed invece necessarie per me, che non sono un operatore di borsa, e neppure poeta, ma che aspiro alla poesia assai più che al profitto.

Ecco 'perchè Stoccarda'.

Per ritrovare me stesso, confrontarmi, misurare le differenze, sapendo bene di dover fare i conti anche con ciò che ho perso per strada: una timidezza goffa e dolcissima, un'arrendevolezza totale, istantanea all'amore, e tante opportunità ignorate o vigliaccamente evitate.

(continua).

Tuesday, 12 September 2017

Utrecht

Ci siamo visti ad Utrecht.

Ti confesso una cosa: probabilmente non ci sarà nemmeno un inizio vero e proprio tra noi due.
Probabilmente non andremo oltre i baci sterili del saluto, e non esperiremo mai le carezze, gli abbracci nei quali ha il proprio nido l'amore, ed il sesso che lo rende innegabile, ulteriore ad ogni fraintendimento, capace di discriminare tra un 'prima' ed un 'dopo'.

Ne sarà valsa la pena.

Già così ho goduto, magari da visionario, magari da spia, della sua bellezza di donna.

Eravamo ad Utrecht, città splendida, forse la più affascinante dei Paesi Bassi, di cui di solo alcuni aspetti, l'assenza di boschi nelle immediate vicinanze dell'area urbana, un'eccessiva esposizione al flusso turistico, mi rammarico.

Abbiamo visitato chiese, giardini, chiostri antichi di secoli e rinnovati dalla cura che questi abitanti del XXI secolo, pur in un ateismo diffuso, sanno avere del sacro.

Ma lei continuava ad essere la mia priorità.

Non è Alice, la donna dalla bellezza eterea e la perfezione inviolabile di un'Atena.
Non è Vera.
Non è Silvia, la cui carica sensuale è ancora impressa in me, al punto da sollecitare od impedire determinati incastri con le altre donne.

...

Siamo entrati in diverse librerie.
Cercavo un libro in particolare, ne abbiamo trovato un altro della stessa autrice che avevo in mente.
In una di queste librerie un giornalista stava per iniziare un discorso in celebrazione di non so quale scrittore nederlandese.

Semplicemente mi ha detto: "è l'autore preferito di mia madre, vediamo se lei è tra il pubblico".

E l'ho vista allontanarsi, consapevole, carica di pensieri e ricordi, verso la platea.

...

Vado convincendomi che non solo io potrei non essere l'uomo ideale per lei, ma che lei forse non è la donna per me.
Io amo le donne femminili ed un po' smarrite, dolci e fragili, indecise e tenere.
E lei è forte e dolce, poco femminile ma bella, intelligente e decisamente determinata.

Non è Alice, non è Vera, non è Silvia.

E tuttavia è bellissima.
Assai più di Utrecht.

Wednesday, 6 September 2017

Il desiderio

Domenica la rivedrò.

Purtroppo vive lontano, ed incontrarci non è facilissimo, e così in questi giorni di attesa ho il tempo, e la passione, di pensare a lei.

Penso a lei ed alla passione, che fatico, al momento, a disgiungere dal suo nome, dal suo corpo atletico, dal suo sguardo intelligente e tuttavia dolce, velato di malinconia.

Cosa significa questa pulsione che mi spinge a desiderarla, ad esserne affamato?

Se ci penso a mente fredda, non sono interessato a certe tematiche.
Se ci penso adesso, non sono lucido abbastanza per capire, catalogare e archiviare.

La passione è l'intuizione, l'istinto che si trova a contendere, ed a strappare alla ragione il primato su noi stessi.

E tuttavia, almeno nel mio caso, è la ragione a complottare in favore dell'istinto.

L'intelligenza sa di non essere autosufficiente.

Non lo credi anche tu?

Sunday, 3 September 2017

Le donne, i sensi, i sentimenti, l'amore

Stimolato dalle tue parole ho ripensato, rivisto e rivissuto alcuno dei momenti piu' intensi della mia vita.

Mi e' tornata alla memoria Giulia (curioso che avesse proprio quel nome a me da sempre caro), la prima donna con la quale ho fatto l'amore, ed ho sentito ancora sulla pelle le sue unghie, che graffiarono il mio collo nel momento apicale dell'orgasmo.
Ed era di fronta a me Irene, un istante prima di essere presa, nuda, giocosa e provocante, e mi era di fronte come l'ultima volta, magnifica nel suo ancheggiare, nel suo essere fluida, ipnotica e morbida come un'onda.

Il tempo, più precisamente la sua contrazione,  l'esperienza, mi ha consentito di accumulare e riflettere su queste immagini, di assimilarle e distinguerle dai sogni, che pure hanno ispirato o dissipato.

Senza una donna al mio fianco io dilapido la mia esistenza, ne sono certo.
Senza la sua sensualita', il sentimento e l'intelletto, il tempo non e' altro che collezione di istanti vuoti, tutti uguali tra loro, inerti, e la vita una farsa, un susseguirsi di pure formalita'.

Esiste un'incompletezza insopportabile nella solitudine, ma non e' quella considerata  nel discorso circa l'ideale, approssimativo, di cui si tratta nella prima parte del 'Simposio'. Il mito dell'ermafrodita, la creatura di cui ognuno di noi sarebbe una parte perennemente alla ricerca della propria complementarita' per ristabillire un essere originario e completo, e' una distorsione grossolana di un fenomeno infinitamente complesso e profondo.

Non c'e' fecondita' nell'ermafrodita, e nelle sue meta' vaganti pulsa solo la malinconia per un egoismo perfettamente compiuto, statico e soddisfatto di se'.

No, non e' nell'imperfezione di una meta' che si esprime il senso profondo dell'amore.

Platone stesso, nel discorso su Diotima, si avvicina ad una definizione piu' precisa dell'amore, che non puo' disgiungersi dal concetto della fecondita'.

Fecondita'.
L'amore ci fa fecondi, non semplicemente completi come quegli ermafroditi orgogliosi ed ottusi.

[Ovviamente, seguendo le orme di Platone, non mi riferisco alla procreazione biologica].

La fecondita' dell'amore e' nella crescita' impetuosa, sorprendente, dei nostri esseri.
E' una fecondita' spaventosa, perche' ha costi imprevedibili, ma e' irrinunciabile.

Quante volte, accanto ad una donna, nell'amore o in un'altra forma di contatto, ho, assieme a lei, trasceso me stesso!
Quante volte anche solo pensandola, perfino se per soffrirne la mancanza (ho sofferto moltissimo per amore, se vuoi te ne parlero'), ho trasformato me stesso.
La poesia, la musica, la prosa, e tutto cio' cui queste discipline ambiscono, commentare il passato, consolare o ispirare i sogni, istruire le idee, mi sono state comprensibili quasi esclusivamente nell'amore.

Ho osservato in silenzio la purezza di una donna nuda, nel sonno che segue l'amore.
L'ho osservata ed attesa.
Ho visto lentamente tornare in superficie il suo desiderio, l'ho visto lentamente propagarsi dal centro verso le sue estremita', e convergere ancora nel fulcro del piacere e della vita.
Ed ho vissuto l'esperienza irraggiungibile di restituire io stesso calore al corpo nudo di una donna, traducendo in lei il mio movimento.

La tua vita di uomo ha un punto di discontinuita'.
Esiste la tua vita di uomo prima dell'incontro con la donna, e poi un'altra esistenza, diversa, misera e ricchissima in cui lei è imprescindibile.

(continua).

Tuesday, 29 August 2017

Due cose sulle donne, ed un suggerimento disinteressato

Premessa: è bella.

Alta, in forma, con le giuste curve.

Non dico di più perchè non occorre.

Ma oltre che bella è intelligente, sensibile, curiosa.

Ed ha più fascino la sua testa che non quel bel culo.
È così, punto.

....

Eccolo, il mio consiglio disinteressato alla donna (ma neppure troppo a dire il vero ...).

Una volta ogni tanto, in una vita dalle mille esperienze, dalle scopate molteplici, dalle sveltine segrete, dalle avventure di una notte, prova a vedere come funziona con un uomo intelligente, sensibile curioso.

Se fossimo vicini potresti dire che c'è un grosso conflitto di interesse da parte mia, che sono si intelligente, sensibile e curioso (viva la modestia :D) ma soprattutto, innegabilmente desideroso di scoparti almeno trecento volte (in quanto intelligente, sensibile, curiosa ed ovviamente bella).

Ma vicini non siamo, non lo saremo mai.

Ti lascio questo messaggio in bottiglia, da viandante a viandante, da esploratore a esploratrice.

PS:

Ovviamente tra i requisiti dell'uomo, e della donna, dev'esserci la maturità del rispetto.

Se oggi scopiamo, non significa che da oggi sei 'proprietà', e domani ti dovrai separare dal mondo.
Significa che mi piaci, così come sei, libera, furia, fiera.

Saturday, 26 August 2017

Riflessioni su ...

Internet finisce per inasprire le differenze tra i diversi strati della società.

I più cretini diventano assai più cretini, convinti di ogni complotto possibile ed immaginabile.

I più colti diventano assai più colti, arricchiti dall'immensità di una biblioteca che non ha eguali.

Umberto Eco ha affrontato, negli ultimi anni della sua vita, questo tema, esprimendosi proprio nei termini che ho usato sopra.

L'acuto studioso osservava come diversamente dalla televisione, che nei suoi primi anni arricchì i poveri e depauperò i ricchi, portando nelle case più umili il teatro, e trattenendo a casa chi a teatro sarebbe andato, la rete, in virtù della libertà che concede, opera in senso opposto.

...

Domani ho un appuntamento con una bella donna, che gioia!

Saturday, 19 August 2017

Riflessioni sullo strano destino di una parola

È da qualche giorno, forse già un paio di settimane, che voglio parlarti dello strano destino di una parola.

È una parola presso la quale corrono i miei pensieri quando abbracciano alcune delle persone a me più care,  ovvero le donne che amo o ho amato, e che certe storture etimologiche mi impongono di considerare nel suo senso proprio.

Questa parola ricorre spesso nelle confessioni più intime, ed ancora in quelle più vere.

E manipolazioni di questa parola contaminano certe discussioni pseudo-accademiche che infastidiscono la mia intransigenza.

Io non posso parlarti nel dettaglio di Vera, la donna della mia vita, colei che credo sia, o sia stata, o avrebbe potuto essere, o potrebbe essere la donna della mia vita.

Nè posso parlare di circostanze troppo delicate, come quelle che si riferiscono ad ognuno di noi.

Scelgo un parallelismo, innocuo ma netto.

...

Tradimento.

...

Poche parole sono fraintese quanto 'tradimento'.

Recentemente ascoltavo uno studioso sostenere come ogni 'traduzione', specialmente se da lingue antiche, ormai morte, sia inevitabilmente un 'tradimento' del testo di cui intende far rivivere il significato.

Traduzione, secondo costui, è tradimento, proprio come la comune radice lascia intendere.

Cazzata immensa.

Tradimento, e così traduzione, ha un'ovvia origine, ed un interessante destino.

La radice di queste parole è 'tradere', ovvero 'consegnare'.

Ma allora come si spiega il significato che noi oggi diamo di questa parola?

Si spiega pensando a cosa significhi 'consegnare una città al nemico', ed ancora di più, riferendosi ai primi cristiani perseguitati, a cosa si intendesse per 'consegnare i libri sacri ai pagani'.

Tradire, appunto, ovvero 'consegnare'.

È rarissimo oggi l'utilizzo corretto di questo verbo.

L'indolenza di chi non vuole capire la complessità dell'animo, chiama così 'traditore', in una coppia, chi trova in una relazione clandestina di che colmare il vuoto.

Ma tu chiediti piuttosto chi è davvero a 'tradire', ovvero a consegnare ad un altro abbraccio un amore ignorato, deluso, spento.

...

La vita è una, ed è folle viverla in ibernazione sentimentale.

Tuesday, 15 August 2017

Le donne

Uno dei vantaggi di una vita di cronico dolore è che non scolorisco o mai il fascino, l'attesa ed il godimento del piacere.

E le donne (ma - va detto - solo quelle con una qualche forma di bellezza) coniugano assieme tutti gli aspetti del piacere: con le donne è piacevole parlare, camminare, scopare e stare a letto per ore ed ore a sbaciucchiarsi.

Allora, lascia che te lo dica: se vedo una bella donna cerco subito di ingegnarmi, per stabilire un contatto, o almeno per farle sapere che non mi è indifferente.

Non sono mai, MAI appiccicoso od insistente, ma ci penso, bene o male  ci provo.

...

La ragazza della foto di qualche giorno fa l'ho incontrata in un bistrò, qui in città.

Mi è passata davanti, con due amiche, per sedersi al tavolo di fronte al mio.

...

Carina, ma bello davvero è il messaggio scritto su quella borsa, ed all'idea che quel pensiero abbia una bocca, delle tette, la figa, belle gambe ed un culo dentro sento nascere tante belle idee, e qualche sogno.

...

Mi ha dato un pretesto, quella scritta.

Finito il mio caffè mi sono avvicinato, le ho chiesto di poter fare una foto alla sua borsa.

Ho visto una bella luce sul viso sue e delle amiche, e risate allegre hanno risuonato tutto intorno.

Ho fatto la foto.

Ma da vicino, senza occhiali da lettura, io vedo male.

E così non mi sono reso conto di non aver catturato nell'immagine il suo viso, e mi sono reso conto di essere un deficiente.

...

Siete belle, ed io starei con voi in quel letto per ore prima e dopo d'avervi scopate.

Thursday, 10 August 2017

Tuesday, 8 August 2017

Riflessioni sul dolore

Ne ho vissute fin troppe di riflessioni sul dolore.

Sai cos'ho capito?

Che il dolore, al pari dell'amore, della saggezza, dell'altruismo e di altre virtù, allontana dai meschini calcoli, dal misero edonismo, dall'egoismo.

Non riesco neppure a provare invidia per chi ha successo, e non sono tanto presentuoso dal considerarmi saggio al punto da essere indifferente.

Macchè.

È il dolore a svuotare di significato titoli e cariche.

È questo dolore che mi segue come un'ombra, da sempre, a spingermi, a costringermi a certe riflessioni.

Il dolore illumina le ore vane della notte, svegliandoti, ponendoti di fronte, nel silenzio siderale, immagini che altri, i dormienti, non troveranno più al mattino.

Monday, 31 July 2017

Non-Commutatività

Un'operazione  tra due elementi è detta 'commutativa' quando il suo risultato non dipende dall'ordine degli argomenti.

La somma di due numeri è commutativa: a + b = b + a.

La moltiplicazione di due numeri è commutativa: 'cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambia' ...

Appena si considerano quantità minimamente più complesse dei numeri la commutatività è persa: così AB è generalmente diverso da BA, se A e B sono matrici, e più prosaicamente infilarsi prima le calze e poi le scarpe è diverso da mettersi prima le scarpe e poi le calze.

Conta l'ordine delle cose.

E, permettimi di continuare l'analogia, molte operazioni sono non invertibili.

Tu, da scalzo, puoi infilare e poi levare le scarpe, per tornare a piedi nudi, e ricominciare da capo. A volte è conveniente tornare sulle proprie decisioni.

Ma se la prima cosa che ti capita nella vita è fonderti con il piombo sei finito dal principio.

E da li sarà una lunga sequenza, sballata, irrimediabile, di urti, ammaccature, ustioni.

Quanto dolore, temo inutile, sto vivendo.

Wednesday, 26 July 2017

Il cuore

Un paio di giorni fa sono stato ad Utrecht, alla clinica universitaria, per sottopormi ad un controllo di routine al cuore ed alle arterie.

Durante una visita particolatmente lunga e scrupolosa, parlando con l'operatrice dell'ecocardio ho scoperto che avere un cuore grande non è bene, chè si rischiano diverse complicazioni.

È vero, in ogni senso.

Il mio cuore, ad ogni modo, è in buone condizioni.

Tra il '97 ed il 2004 due volte il chirurgo è intervenuto per modificarne la natura irregolare, per moderarne le aritmie, per scongiurare la dissecazione di un tessuto fragile.
Il chirurgo è intervenuto tagliando, inserendo tubi di gomma, impiantando valvole meccaniche ... ed io sono sopravvissuto.

Intervenire per sopravvivere.

Bene o male sto facendo lo stesso, su di me, adesso, ma senza anestesia il dolore è insopportabile.

Sunday, 23 July 2017

Come cambia una vita?

Immagino che ognuno faccia a modo suo.

Io sono un uomo molto razionale (oltre che sensibile, poetico e profondo ... uno dei pochi 'uomini' che la maggior parte delle donne che ho conosciuto davvero afferma d'aver mai incontrato - il fatto che nulla sia seguito dimostra appunto che le donne non vogliono quel genere di amanti), e dunque pianifico.

Non sono un gran giocatore di scacchi, ma tanto questo non è uno scontro alla pari: la mia strategia si deve riferire ad uno scenario di disertori, spie e traditori, e poco mi sarebbero utili tecniche già collaudate per scontri canonici.

Pianifico, a dirla tutta ho già pianificato.

Non posso certo controllare i miei sentimenti, nè lo voglio.

Continuo ad amare chi ho amato davvero (ed il fatto che ormai non mi interessi minimamente più di alcune donne, Silvia, Chiara, Daria, vorrà pur dire qualcosa di Vera, Cecile e Alice, cui ancora penso con affetto), ma non cerco nessun contatto, così che sia il tempo l'imparziale esecutore, l'annichilatore di questi legami non corrisposti.

Non sono semplicemente risoluto in questo mio proposito: sono convinto.

Mi sento nascere di nuovo, e privo di interesse nei sentimenti, nella comprensione, nell'umanità che ho sempre inteso, e che in verità è un ideale sconnesso da questo mondo.

Non mi sto trasformando in qualcosa di peggiore, è esattamente il contrario: ero alieno, contronatura, illusorio.

Torno nel numero dei cinici, dei profittatori, dei pusillanimi.

Torno uno di quelli che piacciono alle donne.

Saturday, 22 July 2017

La vera Solitudine

Avevo appena aperto questo blog, spinto da circostanze avverse a buttar fuori un malessere che rischiava si soffocarmi.

Scrivevo: 'La solitudine non si misura con il numero di persone che abbiamo accanto, ma con la loro distanza'. (12 agosto 2009).

Non ne sono più sicuro.

Credo che una solitudine abissale la si possa raggiungere e concepire accanto a chi ci è profondamente affine. Perchè nessuno certifica altrettanto convincemente la nostra, la mia miseria.

Ho sbagliato così tanto.

Sono troppo buono.

Perfino adesso che ho la morte nelle vene la mia bontà ha scioccamente organizzato un teatrino per cui non potrò dare libero sfogo alla sofferenza. Perchè come un idiota ho invitato i miei genitori a passare qualche giorno a casa mia, perchè come al solito mi sono sacrificato per far piacere ad altri.

Basta.

Sai, quando sei consapevole che la tua vita sarà comunque terribile, negli ultimi 30 anni io non ho fatto altro che soffrire e faticare, senza mai neppure l'illusione di un po' d'amore di donna a consolarmi, sembra naturale darsi da fare perchè almeno gli altri stiano meglio.

Cazzate.

Le donne, non so come mai, non amano i buoni, specie se articolati, intelligenti e, si intende, deformi.
Nemmeno le donne simili a te, che sono appunto quelle che certificheranno il vuoto della mia vita.

Ed allora basta.

Basta pensare agli altri.

Basta sprecar tempo ed energie, per pietà, con chi per me non può significare nulla, ma che in qualche modo cerca con me un contatto (perchè sono profondo, poetico, simpatico).

Friday, 21 July 2017

Sulla Solitudine

Ho appreso nuove verità, le più terribili, sulla solutudine.

Adesso sono in partenza, torno a casa, e ne scriverò nei prossimi giorni.

Oppure non ne scriverò affatto, chiuderò baracca e burattini e cercherò di isolarmi quanto più possibile da chiunque, per iniziare finalmente a tutelare me stesso.

Thursday, 20 July 2017

Le Antiche Mura

C'è un bel bistrò a Milano, in zona Cadorna.
Si chiama 'Le Antiche Mura',  ed io li ho pranzato ieri.

Ci lavora una giovane ragazza dai tratti esotici, forse mulatta, forse medio-orientale, di certo dotata di rara bellezza.

Non sto neppure a descrivertela, non saprei farlo e mi seccherebbe sminuire il suo fascino,  ma davvero è quello il mio ideale, fisico, di donna.

Sai cosa c'è di buffo?

C'è che neppure di fronte ad un corpo perfetto come il suo io riesco ad interessarmi prevalentemente del sesso.

È sempre così, perfino con le puttane, perfino mentre me ne sto scopando una.

Restano sempre quel che sono: donne, belle donne, mai prede, oggetti, trofei.

E credo che questa mia considerazione perpetua sia ciò che mi impedisce spesso di arrivare a concludere qualcosa con le donne, a meno che non siano, oltre che donne, anche puttane.

L'istinto è conoscerle, non di fotterle - quello rimane un desiderio, secondario perfino al sogno di contemplarne la bellezza.

Se sono stupide, cattive o superficiali non mi interessano, neppure se bellissime o sensuali.

Se sono interessanti la tentazione è di fondermi con loro ad un livello che non è quello carnale.

È una fregatura, un grosso limite.

Perchè così va a finire che scopano, e fanno l'amore, con altri.

Continua ...

Saturday, 15 July 2017

Pensieri

Ho avuto ospiti.

Due amici e la loro piccola creaturina.

È stato bellissimo.

Adesso sono esausto e tutto dolorante, ma è stato così bello!

E penso: alla fine io comunque sarei piuttosto stanco e dolorante.
E se ne può valer la pena, dolore e stanchezza non fanno paura.
Fa paura una vita vuota, dove dolore e stanchezza sono insensati.

Perfino l'invecchiamento, l'inevitabile traduzione di dolore e stanchezza, ci può arricchire, e trasformarci senza vincerci, io ne sono convinto.

Monday, 10 July 2017

Tra i benefici ...

Tra i benefici di una vita da vagabondo, c'è la vastità di un vocabolario di nomi, luoghi, esperienze.

Perfino un misantropo come me esce arricchito dal contatto con la moltitudine di scienziati, affaristi, saggi, puttane e sfaccendati che si incontrano per forza, semplicemente spostandosi da A a B.

E non sono affatto sicuro che la solitudine, spesso accompagna i randagi, sia un aspetto detestabile della vita.

Thursday, 6 July 2017

Nubifragio

Stasera sono stato sorpreso da un autentico nubifragio.
La grandine ha picchiato sulla finestra, ed io, naturalmente, le ho aperto.

Mentre guardavo la strada, quasi deserta, solo traversata da un gruppetto di giovani ciclisti contenti di un'inattesa emozione, sono tornato ai luoghi in cui ho vissuto esperienze simili.

Sai cosa credo?

Se fossi rimasto a casa avrei smesso presto, o prima, di apprendere.
Ora sono come in bilico.
Per certi versi mi vergogno dell'ignoranza, dei pregiudizi di quel Gio.
E tuttavia so di non essere pervenuto ad alcunchè.

Questa è la sindrome di Ulisse.

Sapere, o credere, che esiste un punto, in questo continuo spazio-temporale, dal quale noi siamo osservabili come mediocri, pusillanimi, incompleti.

Tuesday, 4 July 2017

Uno strano invito

I nonni abitavano in una delle piu' belle ville della citta', una grande casa distribuita su piu' piani, immersa in un giardino incantevole, dove il ciliegio ed il mango, il nespolo ed il nocciolo tornavano ad ogni stagione a regalare i loro frutti alla nutrita schiera di nipoti che popolavano quell'oasi di verde a due passi dal centro. 

A meta' degli anni novanta, venuti a mancare i nonni, i figli, mia madre ed i suoi fratelli, decisero di vendere quella casa, troppo grande ed impegnativa da gestire per chi non doveva piu' ospitare una decina di nipoti ma solo due o tre ragazzini, che il destino, inevitabilmente, avrebbe allontanato da casa nel volgere di pochi anni.

Sono tornato spesso, da intruso, nel sogno, tra quelle mura. A volte intrufolondami, scavalcando il muro di cinta, so bene dove e' piu' basso, per trovarmi a girovagare per le stanze, sempre deserte, come paralizzate dall'istante che le lascio' il nonno in quell'estate lontana, ed a volte con la scusa di portare carte e documenti varii ai nuovi padroni, che nell'attesa mi consentivano di esplorare di nascosto il piano terreno, il tinello dove riposavamo nel pomeriggio davanti ad un vecchissimo televisore, la grande sala dei pranzi di natale, la cucina, lo studiolo dove il nonno teneva la sua vecchia calcolatrice e nascondeva un grosso fucile.

Non ho mai avuto una buona considerazione dei nuovi padroni, zio e nipote che si divisero la proprieta' al 50%. Non tanto perche' abbiano comprato una proprieta' di famiglia, non perche' abbiano sottratto a noi un luogo caro, ne' perche' mi abbiano fatto qualche torto, in effetti non li ho mai incontrati, ne' mai sono tornato in quelle stanze. Quello che mi infastisce ancora oggi sono state alcune loro scelte, la cui realizzazione e' visibile anche dall'esterno.

Innanzitutto, come per mandare a tutti un messaggio, decisero subito di ritinteggiare gli esterni, ed il bel colore rosato, che prendeva le tinte del sole al tramonto, fu ricoperto di un biancastro che presto si sporco' di grigio ed incuria.
Ma soprattutto cio' che mi urta e' quel che e' stato fatto del giardino: si e' costruito sul prato un grosso cubo di lamiera, il solito odioso deposito per automobili, ed erbacce e disordine hanno divorato il prato ed asfissiato i fiori.

Ho sempre avuto l'impressione che il fatto che la casa sia stata divisa in due lotti abbia complicato la gestione dell'immobile, ed ho pensato che la crisi, possibili attriti, o semplicemente l'invecchiamento dello zio abbiano collaborato al declino di quella che un tempo era una delle piu' belle ville della citta'.

In questo senso non mi ha sorpreso la notizia di un recente passaggio di proprieta' a favore di un professionista da poco trasferitosi a ###, ma mi ha meravigliato molto l'invito che questi ha spedito a me e mia sorella.

Che senso puo' avere un simile invito?

Ed ancora: perche', tra tanti figli e nipoti, alcuni dei quali ancora residenti in citta', invitare proprio noi due, che ormai viviamo lontani, e che nulla, almeno ch'io sappia, lega a questo sconosciuto?

CONTINUA ...

Monday, 3 July 2017

De Amicitia

Iniziare da capo non è facile.

Ho trovato una bella casa, in pieno centro, ed aggiungo così anche nuove esperienze, i cortei, le parate, le luci dei negozi che illuminano la notte fino a scacciarne i segreti, al bagaglio dei miei ricordi futuri.

Sono un po' stanco, fisicamente intendo, ed il lavoro è duro, forse troppo per me, ma mi godo un clima mite, capace perfino di riscaldarmi le ossa, di bruciarmi la pelle.

Mi interrogo sul futuro, che mi pare precario, e folle.

Eppure so di non aver mai avuto alternative a questa vita un po' vaga ed impalpabile, simile ad un volume immenso, capace, ma senza superfice in grado di contenere, di tenere a sè.

Qui è bellissimo, non tanto per l'occhio, non solo almeno.

Anche tu hai girovagato per il mondo, ed anche tu sai che c'è di che interpolare sempre, all'inizio di una nuova vita, quando poche sono le esperienze accumulate e però già la mente vuole elaborare, ed il cuore, come sempre, infatuarsi.

Interpolare è difficile: gli ottimisti sognano troppo, e poi rischiano delusioni. I pessimisti fanno di peggio: incupiscono sempre, ed anche se smentiti nelle loro tristi convinzioni non sanno godere di nulla.

Io non so come collocarmi, ma le mie intuizioni iniziali conoscono ora il conforto della realtà: nell'efficienza dei servizi, l'eleganza della città, il verde di parchi ricchissimi di segreti.

Qui essere soli è possibile, ed è sopportabile.

Se sei curiosa di visitare le dune del nord Europa sai dove dirigere il tuo cammino.

Sunday, 2 July 2017

Come si costruisce un assassino?

Mi dedico alla scrittura con le poche energie che superano le incombenze lavorative, prendere il tram, poi l'autobus, quindi il tavolo dell'ufficio, a testate intendo, e le necessità della casa, la spesa, le pulizie, il cucinare qualcosa da mettere sotto i denti.

Spesso rifletto sul mio passato, e su cosa mi abbia spinto a diventare un assassino.

Io non sono un criminale, nel senso che nessun codice di procedura penale annovera tra i varii capi d'imputazione  ciò cui mi dedico.

...

Bozzetti di una storiella che vorrei mettere assieme.
Una autobiografia con poche concessioni all'improbabile, e nessuna all'impossibile.

Wednesday, 28 June 2017

27/06/2017

Non chiedermi il perchè, ma sono quasi sicuro che Silvia sia nata il 27 Giugno 1977.

Me ne sono ricordato per caso, leggendo una sequenza numerica neutralissima, 27/06/2017, sul pannello luminoso di una fermata di autobus.

Ieri probabilmente Silvia ha compiuto 40 anni.

Se si esclude un breve ed insignificante scambio epistolare su Facebook, ai tempi, si parla di circa 10 anni addietro, avevo un account chiuso da pochi mesi, non ne so più nulla dalla stagione del liceo, e ad esser sincero pure allora per me era soprattutto un turbamento più che una presenza.

Ho provato (già da tempo) ad inventarmi il suo indirizzo rmail, ma sorprendentemente nome.cognome@gmail.com, e così le più ovvie variazioni sul tema non esistono (il che è francamente assurdo, considerando che esistono decine di 'Silvia ###' in Italia).

Non sono qui ad ammorbarti con vecchi ricordi, nè con la malinconia di chi il primo bacio lo ha dato a pagamento, ad una sconosciuta, e non ad una donna amatissima.

Certi temi sono incomprensibili perfino per me che li ho vissuti, ottusamente, al punto da rendere l'amore ridicolo, ed un ricordo altrimenti indimenticabile una linea greve di pensiero.

Sono qui per dirti che certamente io ho idealizzato Silvia.

Certe voci, con il tempo, l'hanno poi dipinta come una che la dava a tutti, tranne a me per carità, che chissà dove cazzo ero finito, ma più che non aver goduto del suo corpo mi feriva la cattiveria con cui quelle malelingue si avventavano sulla sua assenza, e la preoccupazione che alcuni l'avessero usata senza amore, affetto, gentilezza o riconoscenza (ad esempio andandosi a vantare in giro di essersela scopata).

Te lo confesso: io auguro a tutte le donne cui voglio bene l'eccitazione, la vivacità del sesso e della vastità della vita in generale, e quella che amo adesso, e che amerò fino alla fine, spero viva di estasi, segreti, seduzioni.

Dunque, ti dicevo: io ho idealizzato Silvia, ma non nel senso che le attribuivo virtù o purezza, ma perchè credevo che la sua presenza fisica, netta,  ed una più vaga, emotiva, come dire le tettone, le minigonne, l'odore, ed una certa idea dell'amore fossero sufficienti per amarla.

Dato per scontato che forse, rivedendola, perderei la testa di nuovo, nonostante tutto, il marito, il figlio, le sue cose, 20 anni di indifferenza, credo che non essermi fermato li, ed aver anzi iniziato una vita massacrante, piuttosto meschina e dolorosa in effetti, mi abbia consentito di sostituire all'idealizzazione la comprensione.

Io non idealizzo più le donne.
Le conosco.
E così, alcune, le amo.

(Silvia nel frattempo è diventata una donna, ed avrà vissuto, letto, viaggiato ed imparato più di me. Mi spiace che non abbia sentito l'impulso di provare lei a scrivere a nome.cognome@gmail.com, ma sono davvero pochi quelli che lo fanno).