Tuesday, 23 August 2016

A strange feeling

Ricevo una lettera di James, professore di fama internazionale, da più di 30 anni cattedratico nelle facoltà di Fisica di alcune delle Università più prestigiose al mondo.

Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Europa ... ha conosciuto il mondo, ma ha pagato il prezzo di abitudini continuamente spezzate, e legami umani sfibrati da lontananza ed intermittenza.

È stato mio supervisore ai tempi del dottorato, ed infine amico.

L'anno scorso, per celebrare i suoi 10 anni all'Università, fu organizzato un grosso evento, cui vennero invitati diversi ospiti, tra i quali Gio, per radunare parole ed immagini, gli unici doni possibili per un uomo cui in molti devono molto.

Mi scrive annunciando la sua partenza.

Motivi di lavoro lo portano lontano, in estremo oriente.

Mi scrive che oggi si è 'de-registered' dall'amministrazione della città.

...

Sono stanco. Se vuoi domani continuo, raccontandoti come gli ho risposto.

Saturday, 20 August 2016

Pagina di diario

Anke somiglia all'Ornella Muti dei film con Celentano dei primi anni '80.

Più bella che sensuale, ha un viso angelico e luminoso, un portamento sofisticato ed un corpo meraviglioso.

È elegante, un po' teatrale, riflessiva e consapevole.
È una di quelle donne che catturano al primo sguardo, e che a quello sguardo rispondono con naturalezza.

Qui al dipartimento ha fatto perdere la testa a molti trentenni: ne ha fatto adolescenti alla prima cotta, impacciati ed innamorati come non saranno mai più.

Non so se sia sempre rimasta fedele al suo fidanzato, che solo ogni tanto le faceva visita da Copenhagen, ma credo sia proprio stato così.

Tra noi c'era un rapporto bello e particolare.

All'inizio l'ho mandata un po' in confusione.

Avrebbe forse voluto farsi di me l'idea semplice ed omogenea di un buffone, ma poi parlavamo di etimologia, sentimenti, alberi e boschi, e tutto diventava più complicato, e bisognava ricominciare da capo.

Mi osservava in silenzio quando, senza soluzione di continuità, dalle facezie più triviali mi lasciavo sedurre dal fascino della conversazione, e senza nessuna strategia, senza alcun fine se non l'esplorazione dell'anima, le parlavo, l'osservavo, l'ascoltavo.

Io non capisco come sia possibile che quasi nessuno parli di etimologia, sentimenti, alberi e boschi: come si può altrimenti capire chi è l'altro?

...

Da un anno è tornata in Danimarca, ma ancora ci scriviamo e scambiamo libri: il Clown triste di Bőll, le Memorie di Adriano, Narciso e Boccadoro ...

Ci vedremo tra qualche settimana a Zurigo, dove lei sarà per motivi di lavoro, ed io in avvicinamento all'Italia.

Forse quel giorno mi dirà che è sola, che ha lasciato il suo uomo, come certe mezze frasi via sms mi hanno lasciato immaginare.

So cosa le dirò.

Thursday, 18 August 2016

In sospeso

Ho avuto un giramento improvviso.

Stavo mangiando, ed all'ultimo boccone il respiro si è fatto più affannoso, i movimenti meno precisi.

Ho perso un poco di sensibilità agli arti sinistri.

Mi sono levato la camicia, ed intanto bagnavo d'acqua fredda il volto e le braccia.

Pensavo alle cose che ho in sospeso.
Pensavo a te, che non posso lasciare così.

Ora sto bene.

Forse ho solo schiacciato un nervo, ero seduto con il busto lievemente ruotato, e non è la prima volta che mi capita ... ad ogni modo non posso lasciarti così.

Di la sono, sulla scrivania, i documenti, le lettere, i disegni stilizzati.

Sono incompleti, ma sono per te.

Monday, 15 August 2016

Riscatto

Quante volte un

'Ma cos'ha lui che io non ho?' 

ha imbastardito la dignita' di un uomo?


Quante volte ha imposto ad una donna spiegazioni che nessuna e' tenuta a dover dare, e che spesso 'semplicemente' non si possono esprimere (perchè qui si tratta di 'sensazioni' non 'argomentazioni')?

Io ho amato molto, e piu' di una volta.

Questi sentimenti non sono mai stati corrisposti, ma non ho mai infierito sul mio destino e sui suoi, i loro sentimenti con simili ridicole proteste.
Io lo so bene cos'hanno loro che io non ho.

E' innegabile, e che sia determinante lo riconosco anch'io, riferendomi ai miei rapporti con le donne: la bellezza, in qualche sua forma, lungi dall'essere sufficiente, è necessaria.

Sapere che questo 'qualcosa' e' un accidente di cui non sono responsabile, sapere che questo 'qualcosa' e' alieno alla mia intimita', non ha attenuato il dolore del rifiuto, ma lo ha circoscritto, l'ha limitato in modo tale che non degenerasse, inquinando cio' che di me mi e' caro, e soprattutto non distorcendo, neppure ai miei occhi, la sua, le loro figure.

Cosi' mi hanno voluto bene tutte quelle che non hanno potuto amarmi.
Cosi' io ho voluto bene a tutte loro.

...

Buffo, non trovi?

Magari la ragione e' anche un'altra, e sarebbe tremendo non avere questa comoda 'scusa' cui addossare tutte le responsabilita', e le frustrazioni vere, della mia solitudine.

Ma mi guardo allo specchio, conto le cicatrici, osservo l'intrico sgangherato di ossa e sporgenze metalliche che corrono sottopelle ... e mi convinco che oltre quel sipario, dove forse e' qualcosa di perfino peggiore, non e' stata nessuna.

Sono ottimista: oggi vedo il bicchiere mezzo pieno.

Saturday, 13 August 2016

Sulla vecchiaia

I giovani sono maleducati perchè rispettano altro che non ciò cui i vecchi si aggrappano.

I vecchi sono espulsi dal mondo per mezzo di nuove abitudini.
Vedi bambini giocare dove tu un tempo giocavi.

...

Non ne riconosci nessuno.
Ognuno di loro afferma, con la propria vivacità, con disinvoltura, possesso di qualcosa che ormai tu hai perduto per sempre.

Mi aggiro come uno sconosciuto, un corpo estraneo, in ognuno degli ambienti in cui ho vissuto.

Mi guardano con sospetto, perchè esprimo per gli oggetti, gli alberi e gli edifici una familiatità che a loro sembra innaturale.

Il campetto dell'oratorio, l'ingresso del liceo, l'atrio della facoltà, ed ancora le città dove ho vissuto ... li dove ho giocato, atteso, amato o vagato non è rimasta alcuna oggettività di me stesso.

Altri giocano, altri parcheggiano il motorino, altri s'attardano nella speranza di incontrare un'altra Silvia.

Magari per alcuni è diverso.

A 37 anni hanno già figlioletti, e tornano ai vecchi luoghi, forse non li hanno mai lasciati.

...

Amo essere uno straniero.

...

Friday, 12 August 2016

Idee per un romanzo

Mi frulla per la testa l'idea per un romanzo.
Ora, visto che ho la capacità espressiva di un homo habilis, tutt'al più potrei trarne un raccontino per questo mio diario.

Il problema è che mi piacerebbe parlare di terrorismo (non islamico) dal punto di vista dei terroristi.

Ho già in mente frasi terrificanti, mi spaventa l'idea di essere riuscito a comporle, capaci di 'giustificare' le vittime innocenti degli attacchi dell'Unità 9.

Forse dati i tempi è meglio evitare, tu che ne dici?

...

Thursday, 11 August 2016

Ipotesi

Ero a casa di cari amici del mio babbo, ed avrei dovuto passare la notte da loro.

Molto probabilmente ero in età prescolare, visto che dopotutto Micheal era una compagno di giochi dell'asilo che persi di vista alle elementari, ma non so dirlo con cettezza.

Probabilmente manifestai un qualche disagio prima di andare a dormire, non ricordo esattamente, sta di fatto che si rividero le iniziali intenzioni, ed i genitori di Micheal mi riportarono a casa.

A casa mi aspettavano grandi cerimonie, inattese, di bentornato, chè probabilmente il babbo e la mamma credevano che mi fossi spaventato all'idea di dormire lontano da loro, solo, ed allora cosa c'è di meglio di un abbraccio per rincuorare il Gio?

Qualche giorno più tardi mi trovai ancora da Micheal, ma solo per il pomeriggio, forse per cena, sicuramente non per dormire.

Ero tutto contento di tornare a casa.
Ero sicuro che avrei goduto ancora delle dolci attenzioni dell'altra volta.

Ed invece niente di tutto ciò.

Fermati.
Non fraintendere!

Non mi sto lamentando di indifferenza da parte dei miei genitori, figurarsi!

Siamo stati, ed ancora lo siamo, amatissimi, al punto da sentirci spesso inadeguati, chè è impossibile restituire ciò che abbiamo ricevuto.

Se ti ho raccontato questo altro ricordo, ho intenzione di radunare qui il poco che riesco a recuperare prima che vada perduto del tutto, è perchè benchè bimbetto quel giorno capii qualcosa sulla complessità e la duttilità dell'amore.

Si ama di più chi è un po' in affanno ed ha paura o soffre.

Io, almeno, ho imparato ad amare così, per emulazione oserei dire.

Poi ho capito altro (e tieni presente che purtroppo non si può capire per emulazione).

Vedi, chi è un po' in affanno, ha paura o soffre spesso è più amabile, e cerca, e dona amore così, naturalmente.

Tuesday, 9 August 2016

Sui bambini

Una mia amica dall'altra parte della Manica mi manda una foto della sua nipotina.

È in sella ad una scopa da streghetta, ed il babbo le sta insegnando i segreti del volo.

'How old is she?', le chiedo.

4 anni.

Com'eri tu a 4 anni?
Ti ricordi qualcosa della bambina che eri?

I miei ricordi, ovviamente, sono vaghi, collezioni di immagini sconnesse tra loro più che successione ordinata di eventi.

Ho memoria maggiormente definita, naturalmente, di eventi accaduti più recentemente, ed in virtù di questi recupero le sensazioni di periodi tanti remoti.

È così perchè già da bambino di 7 o 8 anni mi capitava di pensare al passato, di sussultare evocando nel cuore una manifestazione violenta di emozioni.

...

Quel giorno, con il babbo e mia sorella, eravamo andati su, verso la montagna, per una passeggiata nei boschi.

...

Dalle mie parti bastano pochi minuti per passare dall'asfalto alla mulattiera, e poi incamminarsi lungo il sentiero.
È così perfino oggi, benchè ormai non ci si riesca più a liberare e nascondere del tutto dal digitale.
Il mio amore per gli alberi, la tensione continua verso il folto del bosco, originano proprio nel senso di protezione e clausura che la vegetazione, capace di dilatare all'infinito la distanza da ciò che nasconde e zittisce, mi dona.

...

Incontrammo un vecchietto, e a confronto del mio babbo, alto, forte, vitale, la sua figura, camminava appoggiandosi ad un bastone, vestiva abiti logorati e incolori, appariva infinitamente fragile, sofferente, e tuttavia, per qualche motivo che solo un bimbo può immaginare, anche gentile.

Sentii dentro una fitta, e credetti fosse il suo dolore, o un senso di impotenza rispetto quella fragilità.

E la sentii più forte ogni volta che le fotografie scattate quel giorno ci tornarono tra le mani, e che chiedevamo al babbo 'chissà che fine ha fatto quel signore', immaginando dentro di noi qualcosa di brutto.

Forse era empatia, forse semplice immaginazione, chissà.

Nel corso della vita ho imparato a pensare, ho sviluppato qualche potenzialità a discapito di altre, allentando le certezze su alcune convinzioni, elaborandone di nuove, ma quel dolore non ha smesso di cogliermi impreparato e dolce.

Sunday, 7 August 2016

Ad usum Delphini

Domani ricordami di parlarti dell'usum Delphini, ok?

Pensieri sull'amore

Pensavo di potermela cavare con poco.
Pensavo che 'ti amo' sarebbe bastato, pensavo che 'ti amo' avrebbe descritto minuziosamenre tutto quanto, come al solito.

Avrei detto 'ti amo' a Silvia, e quel sentimento meraviglioso ed immenso, che mi ha determinato per anni e di cui ancora serbo il ricordo ma che fondamentalmente era omogeneo sarebbe stato tutto contenuto in quel 'ti amo'.

Ed invece ho scoperto che c'è qualcosa perfino oltre 'ti amo'.