Saturday, 18 February 2017

Resoconto

Boschi e dune di sabbia, perfino tra gli alberi ne trovi.
Stagni, canali e pozze d'acqua.
Paperelle ed anatre, ma anche cigni.

Belle donne, sorridenti, di tutte le razze.

Un uomo impacciato che cammina per ore, come sempre senza meta.

Aspetta la primavera.

Friday, 17 February 2017

Una cosa

Oggi ho capito una cosa, di me.

Io non ho una meta definita, e tuttavia seguo una direzione ben precisa.

In questo principio di indeterminazione trovo me stesso.

Thursday, 16 February 2017

Pensieri buffi.

Ci sono un cinese, un francese, un israeliano ed un italiano a pranzo assieme.

No, non è l'inizio di una barzelletta.

È l'inizio di un pranzo, di conversazioni allarmate su Trump e Le Pen, Europa e Taiwan, Status Quo e sperequazione tra ricchi e poveri.

Aggiungo una cosa: ad oggi, qui, mi sono innamorato due volte.

Prima della bellezza della cameriera di Pavlov - e forse di lei.
E poi, di più, della grazia di Hayat - e di lei.
(Hayat è una ragazza di origini algerine che lavora da KPN, gestore di rete mobile).

Tra pochi giorni tornerò da Hayat (il cui nome significa 'vita').

Sceglierò, per il contratto mobile, l'offerta 10 Giga, o almeno credo.
E poi, al momento dei saluti, le confesserò di augurarmi di rivederla presto.

Il mio numero, dopotutto, l'avrà già.

Wednesday, 15 February 2017

Rivivere

Rivivo in questi giorni le aspettative, i sogni ed i sotterfugi dell'inizio.

Cerco casa in quartieri che non conosco, esperisco infatuazioni improvvise e repentini sbalzi d'umore.

Salgo e scendo da tram ed autobus, valuto distanze di supermercati e bistrò, prendo nota dei rispettivi orari d'apertura.

Con la scusa che sono stanco, e non ho ancora una casa vera e propria, mi rimpinzo di malsane ghiottonerie: insaccati, dolciumi, formaggi.

Mando giù grappoli di mandaranci e bicchierate di spremute nella speranza di equilibrare un po' le cose.

Faccio il bucato di quel po' di biancheria che ho nel lavandino o nella vasca, e mette le cose ad asciugare sul termosifone del bagno.

Attorno ... mi guardo attorno nella speranza di incrociare un bel viso, ma mi accontenterei anche di culetti e tettone invitanti.

Su internet vado a caccia di informazioni su bordelli di lusso e puttane d'alta classe: sono stupende, e l'idea di poter fottere una figa un giorno qualsiasi, in un ambiente pulito e confortevole, basta di suo a rassenerare una solitudine meramente fisiologica.

Aspetto il fine settimana.
Non per rinchiudermi in una di quelle case.
Per quelle, magari, certamente, ci sarà tempo.

La prima urgenza sono i parchi, i giardini, i boschi.
Poi i musei e le librerie.
Poi i caffè ed i ristoranti.

Perchè io penso all'amore.

Il desiderio sessuale che viene da dentro è una noia che preferisco gestire da solo, subito, per potermi concentrare su altro: i luoghi da visitare con le donne che amo, le riflessioni da condividere con voi, stanze dove stare in vostra compagnia.

Tuesday, 14 February 2017

Aspettami!

Ti prometto che tornerò presto a scrivere.
Per ora lascio che siano immagini a parlare per me, di me.

Monday, 13 February 2017

I primi giorni

Non fossi così stanco ti parlerei dei riti, delle strettoiei e dei sotterfugi dei 'primi giorni'.

Lo farò domani, ok?

Sunday, 12 February 2017

Intervallo

Ti parlerò, lo prometto, di quelle donne ...
Ma per ora mi attardo ancora  un po' in questo intervallo ...

I tetti ... anche di tetti vorrei raccontarti, come del Principe Felice e di gattoni oziosi, della casa dei nonni e della discontinuità tra la casa e l'Universo.

Saturday, 11 February 2017

Thursday, 9 February 2017

Donne

Ieri sera dovevo incontrarmi con la padrona dell'appartamento che ho preso in affitto per qualche giorno, e si era deciso di trovarsi verso le sei da Pavlov, un pub in centro, a due passi dalla magnifica City Hall (ps: se stai aspettando il diabolico enigma non cercare 'Pavlov Pub' in internet).

All'ingresso sono stato accolto da una giovane cameriera, una delle donne più belle che abbia mai incontrato: alta quasi quanto me e di forme tanto sode che di fatto era vestita della sua nudità.

La camicetta aveva la forma dei seni abbondanti, come perfezionati dai pulsanti dei capezzoli turgidi, ed i pantaloni, aderenti, traducevano senza tradirle le forme delle cosce e delle natiche.

Il viso era quello luminoso e fiero di una donna consapevole ed emancipata: mi ha guardato dritto negli occhi, e non c'era nei suoi disagio, nemmeno quello dissimulato da aggressività o impazienza.

Una donna così bella e sicura di sè sa tenere a bada i suoi amanti, e di fatto scoraggia, fa dubitare di loro stessi spasimanti occasionali e sguardi sconosciuti.

Io al momento non sono solo: di questi giorni di vita nuova e grandi traffici ho profittato per trascorrere un po' di tempo coi miei genitori, che raramente vedo, e così, essendo li con mia madre, non ho potuto nemmeno abbozzare un flirt ...

La mente, però, lontana dalla decenza delle circostanze, era libera di sognare la venerazione di quella donna, tanto bella da dover necessariamente essere contemplata prima che avvicinata e presa, e che l'intimo 'io' percepiva come distante in senso assoluto, come è chiunque eccella in un ambito che non è nostro.

L'attrazione nei suoi confronti era estetica assai più che sensuale, ed a quel punto solo il ricordo  dell'esperienza della nudità e del sesso e le aspettative delle nostre insicurezze, quelle che pretendono prede belle per infondere confidenza nel sè, ne facevano oggetto di fantastici sogni erotici.

Quando ti ho parlato del 'far sangue' non avevo ancora incontrato questa dea, ma il pensiero che ho riassunto qui sopra era già argomento delle mie riflessioni, e l'avrei riferito a Claudi o Katrin, Anke o Marta: donne bellissime ma, in circostanze slegate da eros, non immediatamente sensuali.

Le donne che te lo fanno diventare duro (scusate il riferimento esplicito, ma il punto è questi, inutile girarci intorno) anche se sono in pantalonacci e maglioncini di lana, le donne che te lo fanno diventare duro anche senza volerlo, sono altre.

Te ne parlerò domani.