Monday, 18 September 2017

Ho un'idea.

Il sogno è venuto in soccorso questa volta, ed io mi sono svegliato pieno di bei pensieri in mente.

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Io e Dalila (o Sabina? Non so ancora che nome fittizio darle!) siamo, in compagnia di alcuni colleghi, in una grande città che mi pare sconosciuta (alla fine del sogno questa premessa andrà a contraddirsi, ma i sogni così sono, beati loro!).

Benchè in gruppo, si procede suddivisi in coppie o terzetti, ed ognuno è indaffarato a conversare.

Io e Dalila parliamo in inglese, lei è Nederlandese, ma cosa vuoi, io di quella lingua non capisco un'acca, mentre attorno a noi altri confabulano in francese, in russo, in tedesco.

La nostra comune destinazione è un museo, forse un teatro.

Non lo so, perchè io, come sempre, penso solo a lei, e la sfioro, e la carezzo. Fino ad ora, nei nostri incontri, le ho toccato le braccia e le spalle, ma nel sogno, un po' goffamente, le ho carezzato la schiena fin quasi giù alla natica, e lei non mi ha preso a ceffoni, è rimasta sorridente, ed un po' enigmatica.

Ad un attraversamento pedonale restiamo indietro, separati dagli altri (sospetto di aver fatto di tutto perchè questo avvenisse).

I tedeschi sono riusciti, al suono un marziale di 'Snell, snell!' a passare con l'arancione.

In attesa del verde, scherzosamente, le dico che è ben fortunata ch'io non sia tedesco, chè non le dirò mai 'snell, snell!'.

Ride.

Finalmente traversiamo, ma ormai gli altri ... chissà dove sono finiti.
Forse il museo è quell'edificio laggiù? O invece bisogna andare da quell'altra parte?

Per trovare un poco di intimità l'avvicino alla parete di uno degli edifici che costeggiano la strada.
Lei già sorride ... ed in cuor mio spero abbia capito.

'Dalila, io ho un'idea. Un'idea migliore'.
'Cioè?' Mi risponde, e la luce dei suoi occhi potrebbe rischiarare tutta la mia esistenza: il passato, il presente, il futuro.
'Perchè invece di cercare il museo non andiamo a casa mia ...'
' ... '
'... a fare l'amore?'.

Mi sveglia l'emozione prima che lei possa rispondere.

Ma presto saremo entrambi già svegli quando le chiederò di venire con me.

Sunday, 17 September 2017

Hai presente?

Quello che segue è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi,

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Io e Vera ci incontriamo a Milano, per il nostro ultimo caffè.

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Hai presente uno di quei saluti che somigliano assai più ad un 'addio' che ad un 'a presto'?

Ed io appunto 'A presto' le ho detto oggi, ma questo è un 'addio', e lo sappiamo benissimo entrambi.

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La vita sa essere così esplicita a volte.

Come l'indirizzo di un incontro tra un uomo ed una donna: c'è chi lei incontra in un caffè, chi in una camera d'albergo. O come il tempo che una donna impiega per prepararsi ad un incontro, e l'ora in cui ci si incontra.

Noi è da anni che ci prendiamo degli ottimi caffè pomeridiani.

Il punto è sempre, è ancora questo.

Non lasciarti ingannare dai libri, da quelle maledette poesie: l'intimità non si condivide che nelle camere da letto!
Non mi riferisco solo al sesso, ma proprio all'amore, anche a quello puro, altissimo, irrinunciabile.

Il resto, le chiacchiere da salotto, per quanto forbite, le lettere, perfino le più segrete, ed ogni confidenza espressa in parola, non sono che un surrogato di second'ordine, o meglio: hanno l'aspetto del surrogato, ma non esiste somiglianza effettiva, piuttosto antitesi, tra l'amore e le parole sull'amore, se a pronunciarle è uno che ha amato doprattutto nei suoi sogni.

Ho orrore di quel museo delle cere che ho raccolto in questo diario, nella forma dei miei pensieri.
È un susseguirsi di fandonie, di patetiche messe in scena, di rappresentazioni grottesche di una mancanza.

Forse potranno avere un senso per chi l'amore lo conosce davvero, e potrà associare ai propri ricordi certe parole.
Per me è solo una discarica di malinconia.

L'amicizia tra un uomo ed una donna può esistere, ed essere ricchissima. E può esistere anche se la donna è una bella donna. Ma se uno vive di autoarchia sentimentale, l'amicizia con una donna somiglia molto ad un vicolo cieco. Un lungo, scivolosissimo vicolo cieco. Non è l'attrazione per lei a complicare le cose: lo è, come sempre, vedere il mondo attraverso occhi meno miopi dei tuoi, senza filtri edulcoranti, senza finzioni retoriche.

Allora è meglio che le amicizie restino superficiali?
Che si rimanga alla speculazione teorica, il cui peso specifico è nullo, ma il cui effetto placebo è innegabile?

Io non lo so.

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Quello che è li sopra è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi. Ed in effetti non è successo nulla.

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Speriamo che al nostro prossimo incontro Sabina mi lasci metterle le mani addosso, così finalmente potrò smettere di credere solamente, e finalmente capire qualcosa, avere ricordi, e non solo sogni ridicoli.

Allora non esisteranno più vicoli ciechi.

Saturday, 16 September 2017

Stuttgart

In partenza per una breve vacanza le ho elencato le mie tappe: Colonia, Stoccarda, Zurigo, Milano ...

'Perchè Stoccarda?'.

In effetti la capitale del Baden-Württemberg non è una delle mete più popolari tra i visitatori della Germania, ed una domanda simile è perfettamente sensata, e lei è decisamente una donna sensata.

'Perchè Stoccarda?' mi ha chiesto Sabina.
'Conosci qualcuno in città?'.

...

Se devo dirti la verità, adesso che ci penso, una mia ex collega dovrebbe vivere proprio a Stoccarda, o comunque nei suoi immediati paraggi, ma non è questo il motivo che mi ha spinto a fare tappa in città.

La ragione è in un ricordo, o meglio in una collezione di ricordi di 10 anni fa.

Allora ero alla ricerca di un lavoro, ed in seguito ad un fitto scambio di corrispondenza elettronica ero stato invitato dall'Università locale a sostenere un colloquio di reciproco approfondimento (la cosa finì in un nulla di fatto).

Com'ero insicuro, inesperto e impacciato!

Esattamente come sarei ancora oggi, se fossi rimasto a casa, e non avessi avuto l'incoscienza, e la fortuna, di ipotecare il mio destino, di agganciarlo, liricamente, ad aspirazioni vaghissime, indefinite poichè indefinibili, scellerate se sottoposte al vaglio severo di un operatore di borsa, ed invece necessarie per me, che non sono un operatore di borsa, e neppure poeta, ma che aspiro alla poesia assai più che al profitto.

Ecco 'perchè Stoccarda'.

Per ritrovare me stesso, confrontarmi, misurare le differenze, sapendo bene di dover fare i conti anche con ciò che ho perso per strada: una timidezza goffa e dolcissima, un'arrendevolezza totale, istantanea all'amore, e tante opportunità ignorate o vigliaccamente evitate.

(continua).

Tuesday, 12 September 2017

Utrecht

Ci siamo visti ad Utrecht.

Ti confesso una cosa: probabilmente non ci sarà nemmeno un inizio vero e proprio tra noi due.
Probabilmente non andremo oltre i baci sterili del saluto, e non esperiremo mai le carezze, gli abbracci nei quali ha il proprio nido l'amore, ed il sesso che lo rende innegabile, ulteriore ad ogni fraintendimento, capace di discriminare tra un 'prima' ed un 'dopo'.

Ne sarà valsa la pena.

Già così ho goduto, magari da visionario, magari da spia, della sua bellezza di donna.

Eravamo ad Utrecht, città splendida, forse la più affascinante dei Paesi Bassi, di cui di solo alcuni aspetti, l'assenza di boschi nelle immediate vicinanze dell'area urbana, un'eccessiva esposizione al flusso turistico, mi rammarico.

Abbiamo visitato chiese, giardini, chiostri antichi di secoli e rinnovati dalla cura che questi abitanti del XXI secolo, pur in un ateismo diffuso, sanno avere del sacro.

Ma lei continuava ad essere la mia priorità.

Non è Alice, la donna dalla bellezza eterea e la perfezione inviolabile di un'Atena.
Non è Vera.
Non è Silvia, la cui carica sensuale è ancora impressa in me, al punto da sollecitare od impedire determinati incastri con le altre donne.

...

Siamo entrati in diverse librerie.
Cercavo un libro in particolare, ne abbiamo trovato un altro della stessa autrice che avevo in mente.
In una di queste librerie un giornalista stava per iniziare un discorso in celebrazione di non so quale scrittore nederlandese.

Semplicemente mi ha detto: "è l'autore preferito di mia madre, vediamo se lei è tra il pubblico".

E l'ho vista allontanarsi, consapevole, carica di pensieri e ricordi, verso la platea.

...

Vado convincendomi che non solo io potrei non essere l'uomo ideale per lei, ma che lei forse non è la donna per me.
Io amo le donne femminili ed un po' smarrite, dolci e fragili, indecise e tenere.
E lei è forte e dolce, poco femminile ma bella, intelligente e decisamente determinata.

Non è Alice, non è Vera, non è Silvia.

E tuttavia è bellissima.
Assai più di Utrecht.

Wednesday, 6 September 2017

Il desiderio

Domenica la rivedrò.

Purtroppo vive lontano, ed incontrarci non è facilissimo, e così in questi giorni di attesa ho il tempo, e la passione, di pensare a lei.

Penso a lei ed alla passione, che fatico, al momento, a disgiungere dal suo nome, dal suo corpo atletico, dal suo sguardo intelligente e tuttavia dolce, velato di malinconia.

Cosa significa questa pulsione che mi spinge a desiderarla, ad esserne affamato?

Se ci penso a mente fredda, non sono interessato a certe tematiche.
Se ci penso adesso, non sono lucido abbastanza per capire, catalogare e archiviare.

La passione è l'intuizione, l'istinto che si trova a contendere, ed a strappare alla ragione il primato su noi stessi.

E tuttavia, almeno nel mio caso, è la ragione a complottare in favore dell'istinto.

L'intelligenza sa di non essere autosufficiente.

Non lo credi anche tu?

Sunday, 3 September 2017

Le donne, i sensi, i sentimenti, l'amore

Stimolato dalle tue parole ho ripensato, rivisto e rivissuto alcuno dei momenti piu' intensi della mia vita.

Mi e' tornata alla memoria Giulia (curioso che avesse proprio quel nome a me da sempre caro), la prima donna con la quale ho fatto l'amore, ed ho sentito ancora sulla pelle le sue unghie, che graffiarono il mio collo nel momento apicale dell'orgasmo.
Ed era di fronta a me Irene, un istante prima di essere presa, nuda, giocosa e provocante, e mi era di fronte come l'ultima volta, magnifica nel suo ancheggiare, nel suo essere fluida, ipnotica e morbida come un'onda.

Il tempo, più precisamente la sua contrazione,  l'esperienza, mi ha consentito di accumulare e riflettere su queste immagini, di assimilarle e distinguerle dai sogni, che pure hanno ispirato o dissipato.

Senza una donna al mio fianco io dilapido la mia esistenza, ne sono certo.
Senza la sua sensualita', il sentimento e l'intelletto, il tempo non e' altro che collezione di istanti vuoti, tutti uguali tra loro, inerti, e la vita una farsa, un susseguirsi di pure formalita'.

Esiste un'incompletezza insopportabile nella solitudine, ma non e' quella considerata  nel discorso circa l'ideale, approssimativo, di cui si tratta nella prima parte del 'Simposio'. Il mito dell'ermafrodita, la creatura di cui ognuno di noi sarebbe una parte perennemente alla ricerca della propria complementarita' per ristabillire un essere originario e completo, e' una distorsione grossolana di un fenomeno infinitamente complesso e profondo.

Non c'e' fecondita' nell'ermafrodita, e nelle sue meta' vaganti pulsa solo la malinconia per un egoismo perfettamente compiuto, statico e soddisfatto di se'.

No, non e' nell'imperfezione di una meta' che si esprime il senso profondo dell'amore.

Platone stesso, nel discorso su Diotima, si avvicina ad una definizione piu' precisa dell'amore, che non puo' disgiungersi dal concetto della fecondita'.

Fecondita'.
L'amore ci fa fecondi, non semplicemente completi come quegli ermafroditi orgogliosi ed ottusi.

[Ovviamente, seguendo le orme di Platone, non mi riferisco alla procreazione biologica].

La fecondita' dell'amore e' nella crescita' impetuosa, sorprendente, dei nostri esseri.
E' una fecondita' spaventosa, perche' ha costi imprevedibili, ma e' irrinunciabile.

Quante volte, accanto ad una donna, nell'amore o in un'altra forma di contatto, ho, assieme a lei, trasceso me stesso!
Quante volte anche solo pensandola, perfino se per soffrirne la mancanza (ho sofferto moltissimo per amore, se vuoi te ne parlero'), ho trasformato me stesso.
La poesia, la musica, la prosa, e tutto cio' cui queste discipline ambiscono, commentare il passato, consolare o ispirare i sogni, istruire le idee, mi sono state comprensibili quasi esclusivamente nell'amore.

Ho osservato in silenzio la purezza di una donna nuda, nel sonno che segue l'amore.
L'ho osservata ed attesa.
Ho visto lentamente tornare in superficie il suo desiderio, l'ho visto lentamente propagarsi dal centro verso le sue estremita', e convergere ancora nel fulcro del piacere e della vita.
Ed ho vissuto l'esperienza irraggiungibile di restituire io stesso calore al corpo nudo di una donna, traducendo in lei il mio movimento.

La tua vita di uomo ha un punto di discontinuita'.
Esiste la tua vita di uomo prima dell'incontro con la donna, e poi un'altra esistenza, diversa, misera e ricchissima in cui lei è imprescindibile.

(continua).

Tuesday, 29 August 2017

Due cose sulle donne, ed un suggerimento disinteressato

Premessa: è bella.

Alta, in forma, con le giuste curve.

Non dico di più perchè non occorre.

Ma oltre che bella è intelligente, sensibile, curiosa.

Ed ha più fascino la sua testa che non quel bel culo.
È così, punto.

....

Eccolo, il mio consiglio disinteressato alla donna (ma neppure troppo a dire il vero ...).

Una volta ogni tanto, in una vita dalle mille esperienze, dalle scopate molteplici, dalle sveltine segrete, dalle avventure di una notte, prova a vedere come funziona con un uomo intelligente, sensibile curioso.

Se fossimo vicini potresti dire che c'è un grosso conflitto di interesse da parte mia, che sono si intelligente, sensibile e curioso (viva la modestia :D) ma soprattutto, innegabilmente desideroso di scoparti almeno trecento volte (in quanto intelligente, sensibile, curiosa ed ovviamente bella).

Ma vicini non siamo, non lo saremo mai.

Ti lascio questo messaggio in bottiglia, da viandante a viandante, da esploratore a esploratrice.

PS:

Ovviamente tra i requisiti dell'uomo, e della donna, dev'esserci la maturità del rispetto.

Se oggi scopiamo, non significa che da oggi sei 'proprietà', e domani ti dovrai separare dal mondo.
Significa che mi piaci, così come sei, libera, furia, fiera.

Saturday, 26 August 2017

Riflessioni su ...

Internet finisce per inasprire le differenze tra i diversi strati della società.

I più cretini diventano assai più cretini, convinti di ogni complotto possibile ed immaginabile.

I più colti diventano assai più colti, arricchiti dall'immensità di una biblioteca che non ha eguali.

Umberto Eco ha affrontato, negli ultimi anni della sua vita, questo tema, esprimendosi proprio nei termini che ho usato sopra.

L'acuto studioso osservava come diversamente dalla televisione, che nei suoi primi anni arricchì i poveri e depauperò i ricchi, portando nelle case più umili il teatro, e trattenendo a casa chi a teatro sarebbe andato, la rete, in virtù della libertà che concede, opera in senso opposto.

...

Domani ho un appuntamento con una bella donna, che gioia!

Saturday, 19 August 2017

Riflessioni sullo strano destino di una parola

È da qualche giorno, forse già un paio di settimane, che voglio parlarti dello strano destino di una parola.

È una parola presso la quale corrono i miei pensieri quando abbracciano alcune delle persone a me più care,  ovvero le donne che amo o ho amato, e che certe storture etimologiche mi impongono di considerare nel suo senso proprio.

Questa parola ricorre spesso nelle confessioni più intime, ed ancora in quelle più vere.

E manipolazioni di questa parola contaminano certe discussioni pseudo-accademiche che infastidiscono la mia intransigenza.

Io non posso parlarti nel dettaglio di Vera, la donna della mia vita, colei che credo sia, o sia stata, o avrebbe potuto essere, o potrebbe essere la donna della mia vita.

Nè posso parlare di circostanze troppo delicate, come quelle che si riferiscono ad ognuno di noi.

Scelgo un parallelismo, innocuo ma netto.

...

Tradimento.

...

Poche parole sono fraintese quanto 'tradimento'.

Recentemente ascoltavo uno studioso sostenere come ogni 'traduzione', specialmente se da lingue antiche, ormai morte, sia inevitabilmente un 'tradimento' del testo di cui intende far rivivere il significato.

Traduzione, secondo costui, è tradimento, proprio come la comune radice lascia intendere.

Cazzata immensa.

Tradimento, e così traduzione, ha un'ovvia origine, ed un interessante destino.

La radice di queste parole è 'tradere', ovvero 'consegnare'.

Ma allora come si spiega il significato che noi oggi diamo di questa parola?

Si spiega pensando a cosa significhi 'consegnare una città al nemico', ed ancora di più, riferendosi ai primi cristiani perseguitati, a cosa si intendesse per 'consegnare i libri sacri ai pagani'.

Tradire, appunto, ovvero 'consegnare'.

È rarissimo oggi l'utilizzo corretto di questo verbo.

L'indolenza di chi non vuole capire la complessità dell'animo, chiama così 'traditore', in una coppia, chi trova in una relazione clandestina di che colmare il vuoto.

Ma tu chiediti piuttosto chi è davvero a 'tradire', ovvero a consegnare ad un altro abbraccio un amore ignorato, deluso, spento.

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La vita è una, ed è folle viverla in ibernazione sentimentale.

Tuesday, 15 August 2017

Le donne

Uno dei vantaggi di una vita di cronico dolore è che non scolorisco o mai il fascino, l'attesa ed il godimento del piacere.

E le donne (ma - va detto - solo quelle con una qualche forma di bellezza) coniugano assieme tutti gli aspetti del piacere: con le donne è piacevole parlare, camminare, scopare e stare a letto per ore ed ore a sbaciucchiarsi.

Allora, lascia che te lo dica: se vedo una bella donna cerco subito di ingegnarmi, per stabilire un contatto, o almeno per farle sapere che non mi è indifferente.

Non sono mai, MAI appiccicoso od insistente, ma ci penso, bene o male  ci provo.

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La ragazza della foto di qualche giorno fa l'ho incontrata in un bistrò, qui in città.

Mi è passata davanti, con due amiche, per sedersi al tavolo di fronte al mio.

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Carina, ma bello davvero è il messaggio scritto su quella borsa, ed all'idea che quel pensiero abbia una bocca, delle tette, la figa, belle gambe ed un culo dentro sento nascere tante belle idee, e qualche sogno.

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Mi ha dato un pretesto, quella scritta.

Finito il mio caffè mi sono avvicinato, le ho chiesto di poter fare una foto alla sua borsa.

Ho visto una bella luce sul viso sue e delle amiche, e risate allegre hanno risuonato tutto intorno.

Ho fatto la foto.

Ma da vicino, senza occhiali da lettura, io vedo male.

E così non mi sono reso conto di non aver catturato nell'immagine il suo viso, e mi sono reso conto di essere un deficiente.

...

Siete belle, ed io starei con voi in quel letto per ore prima e dopo d'avervi scopate.