Wednesday, 18 April 2018

Analisi

Io l'analisi me la faccio da solo.
Sai perchè?
Semplice: perchè è facile.

È tutto talmente ovvio che non ho bisogno di un laureato specializzato per indagare me stesso.
Ed è talmente interessante che dovrei essere pagato io per discutere della mia vita e dei suoi problemi.

Tuesday, 17 April 2018

Ma che vita è questa?

Stamattina l'intero dipartimento si è riunito per tributare i giusti onori a due professori, i cui meriti scientifici hanno dato lustro alla nostra scuola.

Caffè, biscotti ed un'immensa torta alla crema (ora che l'ho assaggiata so qual è il sapore delle nuvole) premiavano il genio e l'impegno di questi luminari che sono i miei colleghi.

Io chiacchieravo con un ragazzo giapponese, poi la simpatica segretaria che in gioventù dev'esser stata una bellissima donna, ed intanto poggiavo i gomiti ad ogni sporgenza, per alleviare un poco il mal di schiena, cronico compagno di 30 anni.

Ero per tornare in ufficio quando una donna, premurosa, gentilissima, mi ha chiesto come andasse la mia schiena 'chè ti ho visto dolorante'.
Ed ha fatto un gesto per simulare la mia postura, non curva, le sbarre metalliche mi costringono in una posizione di rigidità che non ammette deroghe, ma inclinata in avanti.
...
Dio che schifo che faccio non lo puoi immaginare.
Te lo spiegherò un'altra volta.
...

Con questa dolce signora ho parlato due volte.
Anche la prima occasione è stata la mia schiena l'oggetto del discorso.

Mi ha chiesto del mio problema.

Ed io le ho detto che la schiena è solo un male minore, che poi c'è il cuore, gli occhi, tutte le ossa.
E sorridevo, e dicevo 'beh, cosa posso farci? A 13 anni stavo molto peggio!'.

Si, a 13 anni era peggio.
Ma avevo sofferto solo 4 anni.
Ormai io non mi ricordo neppure come sia non sentire dolore, non essere assediati dal male.

Ed uno come me cerca pure l'amore? E l'amore di una bella donna addirittura.

Uno che suscita tenerezza in una donna di forse sessant'anni, e che non ha futuro, di nessun genere.

Gio, mavaffanculo!
Mi hai rovinato la vita.

Sunday, 15 April 2018

Cose che non interessano alle donne

Qualche giorno fa camminavo, lungo il perimetro del dipartimento di Scienze Naturali, verso l'edificio che ospita il nostro istituto.

La primavera e' arrivata, e lo vedi nella fioritura dei ciliegi.

Ma ancora non se n'e' andato l'inverno, ed di tanto in tanto soffia un vento insistente, cattivo, freddo, che strappa i bei petali rosati dai filari d'alberi che costeggiano il perimetro del dipartimento di Scienze Naturali.

Migliaia di petali erano sul selciato, calpestati dal passaggio di tante biciclette e pedoni.

D'un tratto, non so perche' ne' mi interessa studiarne la meccanica, il vento ha iniziato a soffiare a mulinello.
Mi sarebbe stato invisibile quel flusso, ma i petali, sollevati da terra, seguivano un moto a spirale ascendente, ed io ero circondato da una danza ipnotica e bellissima.

In altri tempi ne avrei scritto, ne avrei scritto un messaggio ad una donna amata.

Ora non piu'.

Vuoi perche' al momento non amo nessuna, vuoi perche' ho capito che alle donne di queste cazzate non frega nulla.

O forse, piu' prosaicamente, alle donne non importano queste cose se a raccontarle sono io, patetico essere, improbabile collezionista di ridicole esperienze umane.

Eh si, perche' le donne sono un po' superficiali e stupide, ed una cosa raccontata da me ha un valore, ed una cosa raccontata da un altro, un qualunque coglione senza arte ne' parte, ne ha uno molto diverso, ovviamente migliore.

Potresti credere che il pessimismo di questo periodo nero, vuoto, definitivo, inquini la mia capacita' di riflettere ed analizzare le cose e le persone.

Ed io ti dico invece che non sono mai stato tanto lucido.

...

Potrei raccontarti diversi episodi a dimostrazione di quanto sostenuto sopra.

La verita' e' pero' talmente amara che preferisco non riviverla: sappi solo che certifica come il mio 'tutto' per loro conti meno di un 'epsilon' dell'uomo cui tengono davvero.

Se penso a quanto spudorate e sciocche sono state le donne con me, e qui intendo donne che ho conosciuto davvero, oltre la parola, davvero fatico a credere di essere riuscito ad amarle tanto.

E se mi chiedi se sia stato bene o male incontrare le donne che ho amato, oggi la mia risposta e' netta: e' stato male.

...

Oggi ho fatto un bel giro in bicicletta.
Per tre ora, ad una velocita' davvero modesta, tanto che pure degli arzilli vecchietti mi sorpassavano, ho pedalato per la campagna olandese.
Ho visto molto, un po' ho pensato, qualcosa ho capito.

Non ne sapra' nulla nessuna.
Nessuna ne sentira' la mancanza.

Thursday, 12 April 2018

Cose che ho imparato



Alcune cose le ho imparate, nella vita.

Ed e' buffo, ma beffardo forse e' un termine piu' adeguato, che uno come me, di temperamento riflessivo, di approccio teorico, incline alla speculazione delle 'necessarie dimostrazioni' tanto care a Galileo piu' che alla pratica, abbia finito invece per capirci qualcosa attraverso le 'sensate esperienze', ovvero il contatto non mediato da alcun'ipotesi con il reale, ovvero le botte di cui il caso ha disseminato la mia vita.

Le mie deprecabili ipotesi ... erano tanto vane quanto le speranze dei teologi, pura estetica, nulla sostanza.

E sai che ho capito, di questa vita, da questa vita?

Che il 'noi', per 'noi', non esiste.

Mi viene un nodo alla gola mentre sussurro queste parole, e formulo la diagnosi semplice e perfetta di un male cronico e bastardo.

Non esiste per me, e forse non esiste per Barbara, Silvia, Giulia, Maddalena (M. ti chiamo cosi', preferisco un nome inventato ad un semplice M. :-)), Marco.

Potrei riferirmi al solito incipit dell'Anna Karenina, secondo cui tutte le famiglie felici sono simili tra loro, mentre ogni famiglia infelice lo e' a modo suo, ma e' tanto amaro osservare come l'epilogo della mia vita sia contenuto in un prologo che preferisco lasciar caracollare i pensieri, evitare che sostino troppo a lungo su un punto, e cercare la piu' misera delle distrazioni nell'unica attivita' nella quale ormai riesco a distrarmi: la riflessione sul passato, sugli errori, sulla ruggine esistenziale.

'Noi' non esiste.

Non esiste negli affetti piu' intimi, quelli famigliari, non esiste negli affetti piu' profondi, quelli di chi amiamo nell'altro modo, in quello dei sensi e delle corrispondenze ideali.

'Noi' non esiste.

Mi viene in mente mia sorella.
Mi vengono in mente le sue solenni promesse, i proclami, la denuncia circa la vacuita' dei rapporti umani tra uomo e donna, e della vita di coppia insomma.
Sara' capitato due o tre volte, ogni tre o quattro anni, nel breve periodo tra Tizio e Caio.
E si confidava con me, e lodava la solitudine finalmente incontrata, e spiegava che 'noi siamo diversi', e 'noi stiamo bene solo da soli', e non sapeva minimamente di cosa stesse parlando.

Mi viene in mente il mio piu' caro amico - quello per cui ho iniziato a scrivere della mia Dystopia, ormai 9 anni fa. Anche quel 'noi', piu' sentito poiche' consapevolmente costruito, non e' mai esistito, e si e' schiantato in un punto di biforcazione che lui ha potuto, e voluto superare, e che per me non e' mai esistito.

E mi viene in mente la donna che ho amato, e anche se non so dirti esattamente come, o perche', anche questa volta il 'noi' non ha resistito alla realta', alla natura.

Non riesco a trasformare i ricchissimi sentimenti che mi circondano, che ispiro e che creo, in qualcosa di diverso dal fuoco.

Wednesday, 11 April 2018

E tu ...

E tu potresti dirmi: 'Ma Gio, che fai? Perchè sei così giù di morale? Non è la prima volta che capita, e la fuori è pieno di donne belle, persino più belle, ed intelligenti, persino più intelligenti'.

Stop right there.

Tutto vero.

La fuori è pieno di donne meravigliose, e proprio oggi ne ho viste due, diversissime tra loro, al punto che mi immagino esistere mille creature di congiunzione tra loro, tutte sublimi, ad allietare il mondo.

Ma il tempo, non quello della vita, ma quello della vitalità, ormai sta per scadere.
E le energie, il desiderio, l'entusiasmo sono da tempo appassiti.
Resta ancora un po' di curiosità, proprio dell'intelligenza, e nell'intelligenza.

...

Magari aggiungerò un paio di dettagli.

Ormai non ho più nulla da custodire.

Tuesday, 10 April 2018

Pensieri

Non riesco più a scrivere, ma quanto sento, quanto sto sentendo perfino in questo istante.

...

Mi resta l'intesa a livello mentale, di cui di tanto in tanto ho parvenza.

Ma, come dice M. Yourcenar, questa alta virtù illumina senza riscaldarci, come la luce delle stelle, ed io batto i denti, all'addiaccio.

L'intelligenza ... bella cosa, bell'arma a doppio taglio.

Supposto che ne possegga una qualche forma, questa non fa che proiettarmi dentro un'immagine accurata del vuoto, del dolore della mia vita.

Monday, 9 April 2018

Sempre peggio, sempre meglio

Ogni giorno va sempre peggio.

Ogni giorno aggiungo un giorno in più di dolore, di frustrazione, di solitudine.

Ogni giorno va sempre meglio.

Ogni giorno sottraggo un giorno alla mia stupida agonia.

La vita, questa attuale mia almeno, è sventura.
È un'identità.
Quindi questa mia non vita non può essere sventura.

...

No, non sono davvero così nero.
Sono peggiore.
Sono indifferente, e se non indifferente stanco, vuoto, sfiduciato.

Oggi non riconoscerei Alice. Nè Silvia. Nè Vera.

Friday, 6 April 2018

Pensieri

Diffida di quelli che non hanno mai sofferto, non possono sapere nulla di ciò che è la vita.
Diffida di quelli che hanno sofferto troppo, il male quasi sicuramente li ha assoggettati.

Impara a fare affidamento solo su te stesso.

Sei solo.

Come tutti.

Thursday, 5 April 2018

Sogni

Sono, al solito, una creatura ultra terrena, un semio Dio itinerante.
E, al solito, nascondo la mia natura.

Sto camminando in un bosco, e l'ora è quella di un nebbioso crepuscolo.

Avanzo silenzioso e solitario.

Sta per calare una notte quando sento avvicinarsi una minaccia.

Non mi preoccupo, non ho nulla da temere se non di manifestare il mio potere oscuro, la mia essenza disumana.

Allora per scongiurare un'aggressione cui reagirei con violenza inaudita, scelgo di dissolvermi, di salire in alto, tra i rami, non interessandomi neppure della forma esatta di quel male.

Passo così la notte.

Al mattino riprendo forma umana, e continuo a camminare.
Giungo ad una casa nel bosco.

Li vivono i miei zii.

Sono scossi, chè nelle ultime settimane il bosco si è fatto ostile, e tanti vagabondi sono stati ritrovati cadaveri, smembrati, lungo i sentieri, allo stagno, nelle grotte.

Percepisco la fondatezza delle loro paure.
La casa, pensata per essere ospitale, non offre un riparo sicuro contro le creature demoniache della notte.
Non corre lungo il perimetro una recinzione vera e propria, non un cancello sbarra il passo ad invasori.
Non esistono armi, se non i pugni ormai consumati dal tempo dello zio, ormai vinto dalla consapevolezza di una debolezza evidente.

C'è poco di cui essere spaventati: attenderò con loro l'imminente aggressione, e farò strage di quei miserabili orchi, che da predatori si scopriranno troppo tardi prede. L'idea di un massacro imminente risveglia in me l'istinto del Dio rapace che mi ha generato.

Wednesday, 4 April 2018

Costante

La mia condizione va facendosi costante, ed è tanto avvilente che già la percepisco prolungata sul futuro quanto sul passato.

Questa elettrificazione dei nervi mi rende consapevole di tutta la miseria della mia esistenza, ed aggiunge l'amaro sapore di una stupidità che si è presa decenni del mio tempo al dolore del vuoto.

Credo di essere incapace di amare.
Perchè chi non è amato non può amare.
Può giusto mettere in imbarazzo, o confondere, o confondersi.

Capitolo chiuso.
Ed era l'ultimo, l'unico.

Monday, 2 April 2018

In tutti questi anni ...

Ieri, un istante prima di addormentarmi, ho pensato, ma visto l'attimo di transizione tra sonno e veglia forse e' meglio dire 'ho immaginato', di incontrare Silvia.

E lei mi chiedeva: 'Cos'hai fatto in tutti questi anni?' (o forse ero io ad augurarmi che me lo chiedesse, cosi' da poterle dire di una vita avventurosa, ricca, molteplice?).

In un istante mi passavano di fronte immagini di questi anni, luoghi, persone, circostanze, e non sapevo cosa scegliere, cosa indossare.

Allora, semplicemente, le dico: 'Ti ho pensato tante volte'.

Fine.

Sunday, 1 April 2018

Considerazioni

La gita a Colonia è stata interessante, ma non per la ragione che mi attendevo.

È stata anzi una delusione per certi versi, vuoi per la nulla malizia dell'ambiente, più simile ad una catena di montaggio che una casa del desiderio, vuoi per l'abbondanza del silicone, orribile in un seno che era perfetto prima, e che adesso è di gomma, e ti respinge.

Non credo ci tornerò, soprattutto non credo ci tornerò appositamente.

Una cosa mi è piaciuto.

Ad Utrecht, di ritorno a casa, ho perso una coincidenza per un soffio.

Dovendo rivedere i miei piani ho pensato bene di chiedere informazioni ad una ragazza li vicina.

Me le ha date, precise, complete, perfette.
L'ho ringraziata.
Era raggiante.

Basta così poco per illuminare il volto di una persona in difficoltà, e scaldare il suo cuore.

Non ho chiesto a lei mosso da pietà.
Piuttosto qualcosa, una forza interiore, mi ha avvicinato a lei piuttosto che ad un altro.