Tuesday, 28 November 2017

Tristezza, non mia

Sabato e' stata una bella giornata, almeno all'inizio.
Il mattino ho incontrato una cara amica, una bella donna che conosco da anni e che vive a Budapest, con la quale  ho passato una giornata favolosa tra musei e caffe'.
La sera poi ero stato invitato ad una cena da un'amica americana, per il thanksgiving.
Lei è la donna un po' obesa di cui ti ho forse gia' parlato, incontrata in Scozia, ritrovata per caso quaggiù.
Che tristezza quella cena, Vera!
Sono arrivato alle 7.
Gli ospiti stavano andando via (avevano iniziato alle 4, ma io avevo avvisato con largo anticipo del mio ritardo).
Dopo poco mi sono trovato solo tra 4 donne, di cui almeno 3 piuttosto in carne (leggi: obese).
Mi sono sentito fisicamente a disagio, con tutto l'alcol che girava, e la tristezza malinconica di certi discorsi osceni, di certi contatti.
Osceni non nel senso di colmi di dettagli sessuali (che pure ci sono stati) ma perchè urlavano di una adolescenza mancata e non superata, o di altri traumi.
C'era una donna che aveva da poco divorziato
In gioventu' penso sia stata una bonazza da considerare per belle mezz'orette, ma in quel caso era soprattutto triste, in modo troppo esplicito per esserlo con un estraneo.
Poi si e' messa a parlare di un 28 enne che si e' appena fatta, e che rispetto i 45/55enni che pure si e' appena fatta ha il vantaggio che gli torna duro due minuti dopo essere venuto, e giù a scopare ancora.
Mamma mia Vera, il panico.
Da una parte questa donna triste ed inquieta, dall'altra la mia amica mezza ubriaca che lamentava il fatto che nessuno le vuol mai parlare e che Jim, un tizio che le piace, non le ha ancora scritto nonostante le abbia dato il suo numero da 2 giorni.
Così io ero tra la ex bbona che odia gli uomini e la mia amica, coi suoi credo 120 chili o giu' di li e tanto alcol in corpo, ed un trucco improbabilissimo, e troppi abbracci.
Ed io penso
Ma perche' diluire così il proprio lutto?
C'e' qualcosa di maestoso nel contegno, Vera.
E la gestione oculata del dolore porta all'amicizia vera, solida, cosciente.

...

La sua espressione piu' tremenda e' quel tocco di trucco sotto gli occhi di una donna che non ha mai imparato a truccarsi, a prendersi cura di se'.
Quanto dolore, Vera.
La cosa piu' atroce e' che ad un certo punto mi ha abbracciato, ed ha detto qualcosa del tipo 'Gio blablabla who doesn't like me but I'm his best friend' o qualcosa di simile.
Ha cercato di estorcermi una confessione.
Io Ste non ho mai messo cosi' sulle spine nessuna delle numerose belle fanciulle cui non piacevo, e di certo non aggiungo nella stessa frase quella rendita da riscattare senza dubbio del 'best friend'.
.
Al party, all'inizio, c'era pure un ragazzo, un giovane di quasi 30 anni.
Bello, alto, atletico, o forse semplicemente 'normale'.
Quando è andato via ne hanno parlato, lei pure, come di uno che vorrebbe avere una storia con lei, ma che lei rifiuta.
Tutto è possibile, Vera, ma francamente mi sembra un'illusione, un fraintendimento, un'emorragia interna di questa donna triste.

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Io qui, lo ammetto, sono stato osceno, ma mai ho imposto il tatto all'altro, mai usato la voce perchè altri udissero, senza poter scegliere, del mio dolore.

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Monday, 27 November 2017

Un articolo interessante

Lavoro tanto, tempo per scrivere altro che non equazioni poco, energie per pensare oltre l'equazione pochissimo.

Leggi qui,se vuoi:

http://www.repubblica.it/economia/2017/11/26/news/svizzera_le_nuove_regole_sul_trading-181825218/?ref=RHPPBT-VE-I0-C6-P12-S1.6-T1

Spero di discuterne presto.

Tuesday, 21 November 2017

Lavoro, lavoro, lavoro!

Sto lavorando davvero molto, ultimamente.

L'idea di cui ti parlavo sembra abbastanza promettente, ed adesso c'è l'urgenza, se così posso dire, di pubblicare qualche risultato al più presto,

Il mio timore è che altri, prima di noi, presentino un metodo simile a quello su cui sto lavorando, che è semplice, elegante e di facile applicazione.

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Lavoro come un matto, perchè non c'è tempo da perdere, e bisogna davvero che altri non mi rubino l'idea.

Il disappunto allora sarebbe delusione sufficiente a convincermi ad abbandonare l'Accademia.

Quanto stress!

Quante distrazioni dagli irrisolvibili problemi esistenziali.

Tuesday, 14 November 2017

Il biscottone

Del calcio non mi interesso davvero se non quando è la Juve a giocare, e che l'I'Italia sia fuori dal Mondiale non mi rattrista più di quel tanto.

Voglio parlarti piuttosto del declino culturale di questo paese, evidente perfino nel gioco e nel tifo.

Adesso non posso.
Domani, o più avanti, ci torneremo sopra, ok?

Monday, 13 November 2017

Gli indolenti, gli accidiosi

Questo è solo un promemoria.

Da tempo medito di scrivere di indolenti ed accidiosi, principalmente per disprezzo dei primi e curiosità dei secondi, che, nonostante il parere del dizionario, fatico a considerare un sottoinsieme proprio di quella categoria che detesto tanto.

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Giornate intense al lavoro, di quelle in cui incroci le dita, di quelle cui affidi il tuo destino.

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Saturday, 11 November 2017

La vita?

Ma in fin dei conti, che cos'è la vita?

Che cos'è questa vita per la quale ci affanniamo e preoccupiamo tanto?

È l'insieme di tutti i battiti del nostro cuore? La somma temporale della nostra esistenza?

O è forse invece il presente, ineffabile, inafferrabile e mutevole?

O non è forse la differenza tra due istanti infinitesimamente vicini?

O è l'immagine del futuro sul quale possiamo, in qualche modo, contare?

Di volta in volta una di queste definizioni, od altre che mi sfuggono oltre l'attimo in cui le sento, mi pare valida, mi pare ridicolizzare, negare con forza tutte le altre.

Ed io ancora non so cosa sia questa vita per la quale mi affanno e fatico.

Thursday, 9 November 2017

Silvia

Ho sognato Silvia, ieri notte.

È stato dolce, come sempre, ma anche crepuscolare, consapevole, rassegnato.

Ci troviamo in una dimensione di apparente formalità, ma basta ritrovarsi vicini, e finalmente adulti, per risolvere ogni barriera tra di noi.

Mi prende la mano, come a stabilire un contatto finalmente possibile ora che l'amore è addirittura inconcepibile.

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Ops, impegno di lavoro, devo tornare coi piedi per terra!

Wednesday, 8 November 2017

Klara

I ricordi si fanno confusi, e non so collocare con esattezza il giorno in cui incontrai Klara.

Ricordo però sufficientemente bene le circostanze, il luogo, il primo impatto.

Ai tempi, ma questo è poco indicativo, stavo completando il mio PhD, a Zurich, ma quel giorno in particolare ero in Italia, a casa dei miei genitori.

Una strana frustrazione mi agitava, strana per te intendo, visto che in pochi pare la conoscono, e che chi vi è passato fa di tutto per dimenticarsene, ed in un istante di sfinimento digitai su google tutto il mio furore, la delusione di un ennesimo 'no'.

'Troppo troie', o forse 'troppo puttane', i qualcosa di simile ('tutte troie'? 'tutte troppo troie'?).

E Google, sapientemente, mi portò da lei, da Klara.

Lei, che per anni era stata una puttana di quelle che in pochi si possono permettere, era ai tempi una blogger molto attiva, vivace, assai polemica, e non priva di aspetti caratteriali un po' brutali, come ad esempio quelli dell'intransigenza, quelli temibili, pericolosi dell'intransigenza.

A questo punto è bene anticipare in parte un aspetto dirimente: nonostante la malignità di molte troie e la teatralità feline di Klara, sempre equivoca, sempre sfuggente, le voci che suggerivano la falsità del suo avatar erano infondate.

Klara era, e certamente è ancora, una bellissima donna, e sono convinto che anche molto di quanto scriveva, e di quanto condivideva nelle varie dimensioni virtuali può o meno intime che frequentava, fosse autentico: il suo passato di puttana, il suo presente di donna forte e combattiva, il burrascoso epilogo di un tentativo di violenza, l'amore per sua nonna, e non ultimo il suo sangue misto.

Continua, se ti interessa.

Tuesday, 7 November 2017

Facebook non fa per me

Ho avuto per anni un profilo su Facebook.

Da un quasi immediato picco, raggiunto in poche settimane di utilizzo, di forse 100, 150 amici, sono sceso, in corrispondenza della scoperta della Dystopia, a venti contatti circa.

Principalmente c'era, nel gruppo degli ultimi, non tanto chi più di altri mi era caro, ma quanti difficilmente avrei potuto altrimenti contattare diversamente.

Ricordo in egual densità superficialità, ironia, e polemica nei miei messaggi, ed ovviamente inni alla bellezza delle donne: parole, mai immagini, ed emozioni, parossistiche e buffe, mai resoconti da rotocalco

Poca l'analisi vera e propria, pochissima, quasi assente, la poesia, un vuoto di cui tuttavia, un osservatore attento, avrebbe potuto conoscere il volume per esperienza della superficie.

C'erano, nella mia lista, Alice e Klara, di cui tanto ho scritto qui negli scorsi anni, e di cui parlerò ancora, e poi un paio di altre belle ragazze, qualche rivoluzionario ed un paio di inossidabili bontemponi.

Poi mi sono stancato, ed ho disattivato il mio profilo.

...

Ieri, via mail, Facebook mi ha dato il suo 'bentornato', segnalandomi un recente login, che io però non ho mai effettuato.

Ho cercato di ripristinare il mio account, giusto per assicurarmi del suo stato dormiente, ma ormai non ho più accesso al numero di telefono british, e non riesco ad accedere al profilo.

Ho contattato Facebook ma dubito ne trarrò beneficio.

...

Insomma, questo è per farti sapere che qualunque attività futura di quel profilo non è mia responsabilità.

Sunday, 5 November 2017

Dalila

Dall'altra parte del mondo alla mia mente è un attimo, se è Dalila a colmare la distanza.

A vederci forse diresti che più diversi, o più affini, proprio non potremmo essere.

Lei è sportiva, ha un fisico atletico e due tettone belle orgogliose di sfidare e vincere la forza di gravità.
Ed io sono un mingherlino che ama le tettone.
E però è anche dolce, curiosa, insicura ma non impacciata.
Ed io sono un ostinato sognatore di belle donne insicure ma non impacciate.

Oh, Dalila, quanto mi fa male non poterti sbottonare i pantaloni e sfilare gli slip, e giocare con il reggiseno, e far sgusciare fuori le tue tettone candide e sode.

E quanto mi fa bene riuscire almeno a sognarti.

Saturday, 4 November 2017

Pensieri

Dalila, per altro, sarebbbe stata per me proprio una compagna ideale: indipendente, curiosa, intraprendente, buona.

...

Adesso devo pensare soprattutto al lavoro, che è lungi dall'essere la cosa più importante, ma che determina, innegabilmente, le mie possibilità.

Fisicamente sono troppo debole per una carriera accademica, figurarsi per un lavoro fuori dall'Università.
Ed inizio ad essere troppo in là con gli anni per un lavoro da postdoc.

C'è di che essere davvero preoccupati, credimi, visto che di soldi per campare di rendita, magari per dedicarmi nel frattempo alla scrittura, come ingenuamente spero di poter prolungare i miei sforzi una volta esauritasi altra occupazione, io non ne ho.

Thursday, 2 November 2017

Mi manca

Dalila è dall'altra parte del mondo da pochi giorni, e vi resterà fino a Febbraio.
Mi manca già tantissimo.

Nelle ultime settimane ci siamo visti spesso, è stata a dormire da me, ed anche se non abbiamo condiviso lo stesso letto e, nonostante la frustrazione dei miei impulsi, ho amato la sua compagnia.

Abbiamo parlato un po' di tutto, ed io le ho mentito.

Ti spiegherò come è andata la faccenda un'altra volta, fatto sta che mi ha chiesto se abbia mai fatto sesso con due donne assieme.

Ho detto di no, per paura, per stupidità, per non dirle che erano due prostitute.

Rimedierò, quando sarà di nuovo qui con me.