Tuesday, 31 October 2017

Quello che non si può spiegare

Ciò che non si può spiegare, a volte, lo si può comunque capire.

Ad esempio perchè siano le persone migliori a farci soffrire di più.
E perchè, ad un certo punto, uno deve proprio andarsene altrove, scomparire insomma.

E tuttavia questa tristezza ci segue come un'ombra, o meglio: come un'ancora che ci tiene sempre relativamente immobili rispetto quest'incompletezza che condanna all'empietà.

Monday, 30 October 2017

L'ultimo viaggio di Ulisse

Tra i tanti eroi greci di cui da bambino popolavo la mia fantasia, attraverso le immagini e le semplificazioni di film per la televisione o libri a colori, Ulisse mi è sempre stato particolarmente caro.

Archetipo assai più che personaggio, Ulisse dal tempo remoto del suo periplo non ha smesso di ispirare scrittori, filosofi e poeti, nè ha di essere particolarmente caro a semplici vagabondi come me.
...
Domani ti dirò la mia sul suo ultimo viaggio.

Premessa

Mi rammarico per l'estetica discutibilissima dei miei ultimi messaggi.

È ormai da mesi, forse da anni, che non curo più la forma di queste mie riflessioni, e questo è assieme limitante per chi scrive e chi legge.
Spesso la causa principale di questa superficialità è la fretta, a volte lo è la stanchezza.

Non ora.

Ora è responsabilità del mio nuovo demone che non si è ancora ambientato, ed al momento non sa come distribuire i pesi, come scegliere il ritmo, donde iniziare e dove finire.

Lascia che il trasloco sia completo. Adesso trovi i residui del mio precedente interlocutore sparpagliati qua e la, e non è facile essere uniformi ed intelleggibili.

Ma vedrai che presto sarò irriconoscibile, e, lo dico con una punta di soddisfazione, peggiore, finalmente peggiore.

...

Stasera ti parlerò di uno dei miei riferimenti ideali, Ulisse, e del suo ultimo viaggio.

Sunday, 29 October 2017

Opera assistenziale

Non occorre improntitudine per ferire certe donne: spesso è sufficiente la virtuosissima equanimità.

Mi convinco di questo anche solo pensando alla mia esperienza personale: quanto volte, in passato, sono stato eccessivamente accondiscendente con studentesse fuori corso di facoltà per sfaccendati, disorganizzate croniche, procrastinatrici professioniste, trentenni incapaci di logica.

E devi considerare che non lo facevo per blandirle, ma, ti sembrerà assurdo, per pietà.

Eh si ... tante belle donne con le quali avrei voluto fare di tutto hanno fatto pietà ad un povero storpio per il quale, forse, avranno provato al massimo un po' di pena.

C'è un abisso invisibile ai più tra certe donne e chi in effetti, stimo davvero.

E sono così poche le lavoratrici che non rinunciano alla femminilità, le sicure di sè stesse, le orgogliose, insomma coloro capaci di vera indipendenza.

Sai che ti dico?
Al diavolo la pietà.
D'ora in avanti mi esprimerò con la medesima schiettezza che la vita ha avuto l'indecenza di usarmi addosso.

Per fugare ogni dubbio

Per fugare ogni dubbio circa le ragioni per cui le donne non mi trovino 'attraente', al momento credo sia per mere questioni estetiche, dovrei provare a cambiare atteggiamento nei loro confronti.

Io sono sempre gentile, paziente e comprensivo.

E se provassi per un po' ad essere semplicemente chiaro, equanime, imparziale?

E se provassi, in parole semplici e crude, con un po' di chirurgia etica?

Saturday, 28 October 2017

Non basta

La quantità di complimenti che Dalila, donna schietta e sincera, mi ha fatto in queste settimane è addirittura imbarazzante.

E che dire delle ore che ha passato in treno, almeno 4 tra andata e ritorno per ognuno dei nostri incontri, solo per vedermi per una casta serata ed una colazione?

Per qualche motivo che in tutta franchezza non capisco 'le piaccio', ma niente amore, niente 'contatto', e perchè, semplicemente, non si sente attratta da me - il che equivale ad una massiccia pietra tombale sul nostro rapporto.

Ti dirò di più: mi ha confessato che un suo ragazzo 'storico' era davvero brutto, ma ... niente da fare, non quanto me evidentemente.

Non c'è niente da fare.

Nessuna qualità dell'animo può compensare le mancanze di un corpo sgraziato.

Ed a peggiorar le cose sono l'intelkigenza e la fatica, che si trasformano in rassegnazione, impoverendo lo spirito.

...

Le sono infinitamente grato di essere stata sincera come nessun è mai stata con me. Mi ha fatto soffrire, tremendamente, ma almeno non si è inventata scuse, almeno non mi ha umiliato riempendomi di bugie ridicole.

Tutte le altre ... tutte l'hanno fatto.
Tutte a dirmi che non conta la bellezza, che ciò che importa davvero è altro.
Palle.
Cazzate.
Ipocrisie.

Credo di mettere in difficoltà le donne anche solo per il fatto di obbligarle ad ammettere la loro superficialità, tanto simile a quella di noi uomini, o a mentire.

...

Mi devo rassegnare a questa vita inutile, fredda, ridicola.

Se non mi vuole una come Dalila, nessuna mai avrà un interesse sensuale per me.
Nessuna donna mi sceglierà.
Il che è dire che sono peggiore di ogni uomo mai scelto da una donna.

...

Immagino l'uomo come insieme di qualità molteplici, impossibili a prima vista da ordinare in senso razionale.

La donna, con naturalezza, riduce ad istinto la complessità di un essere umano.
La donna prende questo suo istinto, l'essere attratta o provare indifferenza, e promuove e gratifica o ignora e mortifica.

Nessun'altra forma di interazione, nemmeno la più poetica ed ideale, equivale quella specifica scelta di donare ad un uomo il proprio corpo.

...

Ma chi cazzo me l'ha fatto fare di vivere 30 anni di dolore, fatica e privazioni?

Sarebbe stato meglio, per me, crepare a 9 anni, di quel male che quasi mi uccise nel settembre del 1988, come la natura aveva progettato.

Ed invece ho riempito il mio corpo di cicatrici, la mente di stupidi sogni.

Per niente.

...

E mi vergogno di ogni singolo giorno in cui mi sono sentito sereno, in cui ho creduto d'esser sereno,

Per uno come me, che ha sempre sentito l'amore, ed in forma minore il sesso come apicali, centro ed unico senso, pur parziale, dell'esistenza, questa mia vita non è che un continuo squallore.

Non c'è un giorno, non un'ora, non un minuto che sfugga a questa angosciante definizione.

Surrogati ne ho provati tanti, ed inventati alcuni: non valgono nulla.

...

Vecchi proverbi

C'è questo antico proverbio latino che dice: 'Omnia vincit amor', ovvero 'l'amore vince ogni cosa'.

Ed è vero.

L'amore vince ogni cosa, ad esempio la tua voglia di vivere, e forse perfino più marcatamente del male dal quale tanto è diverso.

Wednesday, 25 October 2017

L'ultima

Dalila sarà l'ultima donna tra quelle che frequenterò, questa è la mia intenzione, che sarà per me 'solo' un'amica, stante un'attrazione fisica per essa.

Non mi ritiro per pusillanime desiderio di rivalsa, ovvero per privare a chi mi vuole 'solo' come amico il piacere, indubbio, della mia vicinanza ('non me le dai? Allora fuori dalle palle, mi interessavi solo per scopare').

Macchè.

A me le donne piacciono ben oltre il sesso.

Il fatto è che è insostenibile essere così vicino alle tue labbra e non poterti baciare.
È atroce dover abortire gli abbracci.
È doloroso scoprirti via via più bella ed irraggiungibile.

Tuesday, 24 October 2017

Dalla parte di Anna ed Asia

Sei antisemita?
Ti stanno sulle palle gli ebrei?

Male, ma entro certi limiti sfogati pure: accomodati.

Disiscriviti dal social network di Zuckerberg, boicotta l'Hollywood di quel lurido bastardo, prenditi a botte con un membro del Mossad maestro di Krav Maga.

Ma lascia in pace Anna Frank, coglione.

E già che ci siamo: solidarietà ad Asia Argento.

Tomato's slices

A volte, oggi ad esempio, mi capita di finire tardi al lavoro, e di voler accantonare l'idea di prepararmi qualcosa per cena.

Allora rimedio andando al Doner Kebab della stazione, dove ormai mi conoscono da tempo, per quanto raramente vi passi più di una o due volte al mese.

Credo che sia un nucleo famigliare a gestire il locale, parte di una grande catena.

A volte mi servono dei 'lui', a volte delle 'lei'.

I 'lui' infilano tre fettine di pomodoro in un kebab striminzito, ed uno spruzzo di maionese è il magro condimento che mi merito.
Cosi fanno anche le 'lei', come da menù, ma solo se un 'lui' è nei paraggi.

Quando è in negozio da sola, invece, 'lei' mi imbottisce un panino già ricco di un pomodoro intero, ed affoga tutto in un mare di maionese.

È il loro modo di volermi bene, ed io lo so,

Sono gentile, specie con chi fatica per tirare avanti: bidelli, spazzini, kebabbari.
Lo sono senza secondi fini, per empatia, per simpatia.

E se avessi un fine non sarebbe un po' di pomodoro in più, ma un sorriso.

Monday, 23 October 2017

Compensazione

Ammetto senza alcuna difficoltà, ma anche senza nessuna pretesa di attenuanti, le degenerazioni del mio male, e le compensazioni che pretende.

Il fatto poi che queste pretese, tutte detestabili come vedrai, siano di difficilissima realizzazione, non fa che esacerbare la mia condizione, e dunque pervertire ulteriormente la cura tanto agognata.

Allo stato attuale, come d'altra parte già da diversi anni, io non mi accontento neppure dell'amore puro. Quello sarebbe bastato vent'anni fa, figurati. Nel frattempo ne sono cambiate di cose! No. Io voglio scopare una, ovviamente bella, che per stare con me mette le corna al suo uomo. Voglio cioè che mi scelga oltre il suo senso di colpa, e che faccia con me cose cui mai neppure avrebbe immaginato abbandonarsi. Voglio essere parte di un suo segreto scandaloso. Voglio essere parte di un lungo conflitto interiore che sarà vinto dal suo sentirsi bagnata li sotto. Voglio che mi ricordi per sempre con un misto di vergogna e desiderio.

Tutto ridicolo, lo so bene, ma non aspettarti che il male evolva solo in perversione: la sua apicalità è l'umiliazione perfetta del sofferente, la sua agonia indecente, detestabile, insolente.

Ed io non ho ritegno alcuno: sono un moscerino che ha sogni da Leone, e probabilmente in qualche favola per bambini sani ci si fa beffe di quelli come me.

È forse buffo, agli occhi di un sano di mente, che in tali perversioni mi affianchino i vincenti, gli scopatori seriali, gli annoiati. Dalla mia prospettiva è atroce, e ti racconterò un paio di episodi in merito alle mie adiacenze con questi annoiati amministratori dell'intimità femminili.

Sunday, 22 October 2017

Anestesia

Non so se su wikipedia o altra fonte enciclopedica, recentemente ho letto di casi documentati di anestesia non del tutto efficace.

Prima di proseguire lasciami precisare che mi riferisco qui ad un passato ormai remoto, ad un epoca in cui erano ancora assai approssimative le nostre conoscenze sul cervello ed il suo funzionamento, e che nel corso dei decenni sono state sviluppate tecniche in grado di scongiurare gli scenari da incubo di cui dirò qui sotto.

E di situazioni davvero tremende ti parlo: capitò ad alcuni sventurati di rimanere sì paralizzati dall'anestetico, ma di non addormentarsi di quel sonno tanto profondo da saper ignorare il dolore.

Questi poveretti sentirono tutto, ed ebbero coscienza piena di non poter che subire, senza neppure poter comunicare il proprio orrore.

Dalla prima incisione all'ultimo ricamo ebbero visione di cosa sarebbe seguito, ed ogni nuovo istante trasmutava esperienza in angoscia.

Alcuni, mi vien da dire i più fortunati, morirono per arresto cardiaco.
Altri conobbero ogni fine dettaglio del dolore.

...

Concedimi la metafora: questa è la mia vita.

Io so tutto, da tanti anni, di quel che mi capiterà.
La vita ha smesso di sorprendermi ancor prima di smettere di consolarmi, che è come dire che l'affetto di un'amica mi consola, ma nessuna donna mi sorprende donandomi il suo pudore.

...

Poi resta da capire se i mille altri attorno a me siano in condizioni simili alle mie, e muti solo per autocensura.
O se forse godano di vera serenità.
O se invece con loro l'anestesia stia funzionando alla perfezione.

Mi rimane l'amarissima impressione di comunicare una parte del mio orrore, ma mi consola sapere che tu sei lontana, e che magari, in cuor tuo, credi che sia il mio comportamento spropositato, e la soglia del dolore dislocata in basso dalla cronicità dello stesso o dalla banalità dello spirito.

Effetti collaterali

Alla fine sai che ti dico?

L'amore è un farmaco portentoso, ma dai temibili effetti collaterali.
La dipendenza, ad esempio.

Discorsi analoghi si possono fare per sesso ed amicizia.

Questi effetti collaterali si presentano soprattutto quando la cura non è seguita secondo certe tappe ben precisate nel manuale.

Poi, come è giusto che sia, a volte gli effetti migliori si hanno mischiando a caso, senza ordine, i diversi ingredienti.

Qualcuno, senza dubbio, lo può testimoniare.

Nonostante tutto invito ancora i coraggiosi ad osare finchè riescono a gestire gli effetti collaterali di amore, sesso ed amicizia.

Saturday, 21 October 2017

In caso di emergenza ...

L'ho già detto e lo ripeto: io non mi suiciderò mai.

Eppure nulla mi può levare dalla mente la convinzione che se fossi morto quella volta nell'88, o anche più tardi, nel '97 o nel 2004, in prossimità o nelle pesanti conseguenze di un qualche intervento chirurgico particolatmente delicato, ma anche in un giorno qualsiasi di questa vita, mi sarebbero state risparmiate immense sofferenze e grandi fatiche, a costo di dover rinunciare a pochi istanti di gioia, comunque parziale, spesso frutto di ridicoli fraintendimenti.

Ed invece mi sono rialzato.
Ho, da perfetto cretino, imitato gli altri.

Ed ho mentito, a me stesso quanto agli altri.

Oggi pensavo che in molti, dopotutto, mi credono sereno.

Ma bisogna essere proprio deficienti per credere che un uomo come me, con questa vita, possa essere sereno.

Oppure bisogna essere stati vigliaccamente ingannati.

I miei genitori, ad esempio, ne sono convinti.

Mi vergogno di aver illuso e ridotto a demenziali convinzioni tante persone.

Questa è una Dystopia.

Ad un certo punto comunque morirò, e chi mi ha amato soffrirà.
Soffrirà la mia mancanza, perchè uno come me lo si ama, anche se non come uomo, piuttosto come fato.

Ma vi prego: dite loro di non soffrire per me.
È dura ed arida questa vita.
Faccio fatica. Ogni cosa, perfino la più spontanea, perfino la dolcezza tanto premurosa di Dalila, mi costa fatica.
Non so neppure io come riesca a tirare avanti senza lacrime, al limite con qualche mal di testa e poche ore di mestizia.

Adesso penserò più al lavoro, che non sta andando a gonfie vele.
Penserò ad altro tanto, più che Dalila per qualche mese sarà oltre oceano.

Qui cercherò magari evasione.

Scriverò di sogni, racconti, disquisizioni politiche, viaggi e, come ti dicevo, di blogger che ho conosciuto nei primi anni su questa piattaforma.

Friday, 20 October 2017

Fai attenzione

Fai attenzione.

Stai attento alle migliori persone che hai intorno.

Alle più intelligenti.
Alle più sensibili.
Alle più sincere.

Saranno loro a farti capire quanto misera e vuota sia la tua vita.

...

Quanto ho sofferto, a causa delle donne migliori, che mi hanno voluto bene e non desiderato.

Se senza soffrire oggi riesco ad essere amico di Dalila, che ora è di la in camera da letto, e dopo una splendida serata di confidenze e risate dorme lontana da me, è perchè qui ormai ci sono solo macerie.

Non c'è più nulla da distruggere.

...

Se neppure una come lei vuole fare l'amore con me, nessuna mai lo desidererà. E per le sue stesse ragioni.

...

La mia vita è un inferno che ha bruciato tutto, ed adesso che è cenere si raffredda.

La malattia che ha deformato il corpo ha vinto, riversandomi addosso un dolore indicibile, costante, meschino.
La mia bontà ha vinto almeno parte del dolore, convincendomi ad amare gli altri, ed il loro bene, possibile più del mio. Lo spirito si è esercitato a sopportare e evadere.

La verità è assai prosaica.

La mia vita fa schifo, fa schifo da 30 anni e continuerà a fare schifo fino alla fine.

Forse dovrei smettere di scrivere.
O dirti che è tutta una bugia (perchè coinvolgere altri in questa sceneggiata?)

O semplicemente dovrei ricominciare ad andare a puttane.

Thursday, 19 October 2017

Utrecht, librerie per bambini

La risonanza ha dato un esito decisamente incoraggiante.

Il dottore, per farla breve, ha dichiarato di non considerarmi un paziente a rischio, e credimi: non sono sicuro che saprei più affrontare un altro intervento a cuore aperto con la stessa tranquillità dei miei 19 o 25 anni, e quindi quelle parole per me sono davvero incoraggianti.

Ho approfittato della bella giornata per camminare un poco in città.

Ho ritrovato la libreria per bambini dove Dalila, da piccina, iniziò a conoscere il mondo delle idee e dei sogni.

Li, quando ci siamo capitati assieme, io avevo addocchiato su uno scaffale un libricino dalla forma singolarmente quadrata, di un bel blu scuro.

Con le mie conoscenza limitatissime ero giusto riuscito a tradurre poche parole 'You are the ...?'.

E lei, sorridendo, aveva finito la frase 'You are the sweetest'.

Domani la rivedrò.

Ho un piccolo regalo per lei.

Wednesday, 18 October 2017

Utrecht

Domani sarò di nuovo all'UMC, l'Utrecht Medical Center.

Il cardiologo mi riferirà l'esito della risonanza magnetica.

Se tutto andrà bene mi godrò un pomeriggio di ozio, tra caffè e librerie.

C'è un bel regalo che vorrei fare a Dalila, ma chissà se saprò ritrovare quella libreria per bambini che abbiamo visitato assieme quel giorno lontano ...

Allora speravo ancora di poter fare l'amore con lei.
Eppure davvero poco è cambiato.

È talmente bello averla vicina!

Saturday, 14 October 2017

Sulla Meccanica Quantistica, ovvero ...

La mia relazione con Dalila continua, benche' assai diversa da come avrei desiderato, e da come chiunque avrebbe potuto aspettarsi.

E' gia' stata a dormire da me due volte.
L'ho vista, nell'attimo immediatamente precedente alla doccia, in mutandine e reggiseno, e credimi: ha due tette magnifiche, ed un fisico da atleta, muscoloso e tonico.
Abbiamo passato tanto tempo l'uno accanto all'altra, sul mio letto, a leggere, fantasticare, prenderci in giro.

[Quanto avrei voluto farmela, tu non hai idea]

E stante queste premesse, di conseguenza ad una risposta ad una domanda diretta ma non triviale, io comunque non l'ho sfiorata neppure con un dito, che' lei mi ha spiegato, senza possibili fraintendimenti che non sente alcuna attrazione fisica con me, perche', come darle torto ... beh, io sono quella cosa li.


Stiamo davvero bene assieme, parliamo di cose disparate ed assurde, ridiamo, ricordiamo, passiamo ore dense, e fertili nel senso che forse Platone per primo intese nella parte finale del 'Simposio'.

Ed io le spiego che lei difficilmente può misurare il me stesso di un giorno qualunque.

Perche' se lei e' li con me, proprio come in meccanica quantistica, il 'sistema' Gio non esiste piu': ad esso si sostituisce qualcosa che, bene o male, e' proiettato su di lei.

Io sono fatto cosi'.

Io 'sento' al punto da rendermi irriconoscibile.
Sento un'idea, sento la presenza di una donna, sento perfino i sogni.

Cosi' tu che mi hai incontrato in questo dominio della frustrazione e del dolore, faticheresti a riconoscermi al tavolino di un caffe' di Milano.

Ma non credermi un camaleonete.
Macche'.
Il camaleonte si mimetizza per fini predatori, o di sopravvivenza, non so.
Io ... no.

Wednesday, 11 October 2017

Il gatto di ...

Potrei dire di, sfiorando qualche concetto fisico, di aver effettivamente scritto di meccanica quantistica, ieri.

Ma preferisco ammettere di essere arrivato troppo stanco a sera per mettermi d'impegno davvero.

Domani rimedierò.

E mi è venuto in mente di scriverti delle persone conosciute su blogger nei primi anni della mia frequentazione.

Ti parlerò forse di Klara, Chiara, Marco, Milo, Mod, Elena ed altri.
Di un paio tacerò per generosità nei loro confronti.
Di un paio tacerò perchè altrimenti dovrei parlare anche di quell'altro paio.

E ti parlerò perfino della donna che più amo, della donna accanto alla quale, da amico, il caso ha voluto vivessi 5 anni.

Il lavoro mi ha portato a vivere nella città di chi, da vaga conoscenza di internet, sarebbe diventata la donna della mia vita.

La mia vita è amara e miracolosa.

Aspettami!

Monday, 9 October 2017

Ieri, domani

Ieri ti ho parlato di teoria della relatività.
Domani sarà il turno della meccanica quantistica.

Nel frattempo medito su una canzone degli anni '70 che solo oggi ho scoperto.

Io, ad ogni modo, per quanto solo e negletto dalle femmine, non sono uno sfigato :D

E domani ti spiegherò tutto, in ottica quantomeccanica.

https://youtu.be/lNlAXvEk1Nw

Sunday, 8 October 2017

Teoria della Relativita'

Sai a cosa pensavo, oggi?
Pensavo che ormai davvero non ho piu' ne' speranze ne' sogni, o piu' precisamente non ho piu' ne' speranze ne' sogni riguardanti me, la mia vita  (viceversa ho ancora pensieri che si estendono su altre persone).
E tu potresti credere ad un'ennesima cattiva notizia, od al prolungarsi di una lagna patetica.
Io invece, che sono un allegro ottimista, o un povero idiota, decidi tu, credo che d'ora in poi potrei soprattutto soffrire molto meno.
Credo di aver raggiunto, senza merito, una sorta di condizione di apatia e distacco che tante discipline orientali considerano illuminante, e cui tanti si avvicinano con studio, privazioni, concentrazione.
Pensa un po'.
Le occasioni di studio, le privazioni, la concentrazione alienante ... tutto a me e' stato offerto, o imposto (anche qui, decidi tu)  dalla Natura (e non mi riferisco solo alla 'mia' Natura, ma anche a quelle delle persone 'sane', che, credimi, tante cose, e piu' belle e piu' tremende di cio' che i 'sani' possono cogliere, te le fanno capire).

Saturday, 7 October 2017

Ma io ...

Ma io ... forse non capisco nulla.

Ad esempio, se alla fine di una bella giornata mi sento fare tanti, tanti complimenti a corolllario della confessione di un'amara verità ('non mi sento fisicamente attratta da te'), devo star bene o male?

Boh, non so.

Via, prendiamola bene: finalmente ho un'amica sincera.
Un'amica che dice le cose proprio come stanno.

Sai che ti dico?

Magari finirò per credere, una volta tanto, a quelle belle parole, tanto simili a tante altre belle parole che mi sono state dette, e che tuttavia, pronunciate non accompagnate da quella sentenza, finivano per sembrarmi delle frottole.

Thursday, 5 October 2017

Riciclaggio

Tanto lavoro, poche energie.

Però mi manca parlarti, ed allora prendo un vecchio messaggio a casa, tra le migliaia che ho scritto, e lo riciclo senza vergogna per fare due chiacchiere con te.

Correggo giusto pochi dettagli, ora che non mi importa più tutelare la riservatezza di quel tempo ormai remoto.

PS: è tutto vero :D

Siamo nel 2012, o giù di li.
Ai tempi vivevo a Edimburgo, e senza dubbio ero ancora in William Street, nel West End.

...

Affamato, era gia' almeno un'ora che m'aggiravo per le vie del centro alla vana ricerca di un pub, di un ristorante, di un punto qualsiasi di ristoro che non fosse pieno come un uovo di turisti (NDR: Edimburgo in agosto è invasa da una miriade di visitatori attratti dai tanti eventi del Fringe Festival), mi sono ficcato, forse perche' in deficit di zuccheri o per innegabile dabbenaggine, in una delle situazioni piu' ridicole della mia vita.

Non avendo fatto colazione, avendo saltato il pranzo, iniziavo, erano ormai le quattro del pomeriggio, ad avvertire dei leggeri giramenti, ed a sentire nella stanchezza accenni di spossatezza.

Giunto all'altezza della Filling Station di Rose Street, un bel posticino dove sono gia' stato diverse volte, non ci ho pensato due volte ad infilarmici dentro, tanto piu' che da fuori sembrava deserto.

Con gioia mi sono accorto che era davvero vuoto, e sebbene quella strana sirena di sottofondo fosse alquanto fastidiosa, ero gia' convinto di aver finalmente trovato l'agognata sistemazione: mi sarei da li a poco spaparanzato su una delle belle panche, e sorseggiando un coca mi sarei rimpinzato a dovere (NDR: leggendario, buonissimo il loro hamburger di carne di bufalo!).

Ero li al bancone, accanto al cartello che invita a 'Please wait to be seated', quando mi ha raggiunto una ragazza in uniforme.

Con un fare a meta' tra il gentile, lo stupito e il severo, mi ha chiesto:

'Sir, are you blind? Don't you see there's a fire?'.
'Signore, siete cieco? Non vedete che c'e' un incendio?'.

In effetti no, non l'avevo visto.

Non mi ero accorto di essermi infilato in un locale evacuato per incendio.

Forse sono proprio un idiota, tu che dici?

Monday, 2 October 2017

Precisazioni

Ti sarai chiesta la ragione di certe confessioni di puttane e deformita'.

Le puttane, che io preferirei chiamare 'donne', e che puttane sono solo nella loro relazione con me, rappresentano forse l'aspetto piu' meschino e triste di questa esistenza: la loro presenza e' in relazione con le debolezze tanto quanto con la profondissima solitudine attorno alla quale si sviluppa, parassita del vuoto, la mia vita.

Se avessi avuto delle amanti non sarei mai stato con delle prostitute, e se fossi stato piu' forte, piu' marziale, lo stesso comunque avrei trovato alternative meno egoistiche per contenere il male, o anche semplicemente per distrarmi.

La deformita', oscena nelle immagini che ti ho mostrato, non implora perdono, ma colloca i miei pensieri in un dominio di cruda realta'. Con quelle immagini intendo affermare  di non essere un pretenzioso sofista che si avventura oziosamente in periodi ipotetici del terzo tipo: la mia vita e' orribile davvero, il dolore incombe ogni giorno, i compromessi al ribasso sono continui.

Sono sincero per candore di spirito, perche' sia fondato il tuo affetto, ma anche per esigenza: qui si fa sul serio, qui si soffre davvero, qui il domani e' incerto fuor di metafora.

Tutto qui.