Tuesday, 29 August 2017

Due cose sulle donne, ed un suggerimento disinteressato

Premessa: è bella.

Alta, in forma, con le giuste curve.

Non dico di più perchè non occorre.

Ma oltre che bella è intelligente, sensibile, curiosa.

Ed ha più fascino la sua testa che non quel bel culo.
È così, punto.

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Eccolo, il mio consiglio disinteressato alla donna (ma neppure troppo a dire il vero ...).

Una volta ogni tanto, in una vita dalle mille esperienze, dalle scopate molteplici, dalle sveltine segrete, dalle avventure di una notte, prova a vedere come funziona con un uomo intelligente, sensibile curioso.

Se fossimo vicini potresti dire che c'è un grosso conflitto di interesse da parte mia, che sono si intelligente, sensibile e curioso (viva la modestia :D) ma soprattutto, innegabilmente desideroso di scoparti almeno trecento volte (in quanto intelligente, sensibile, curiosa ed ovviamente bella).

Ma vicini non siamo, non lo saremo mai.

Ti lascio questo messaggio in bottiglia, da viandante a viandante, da esploratore a esploratrice.

PS:

Ovviamente tra i requisiti dell'uomo, e della donna, dev'esserci la maturità del rispetto.

Se oggi scopiamo, non significa che da oggi sei 'proprietà', e domani ti dovrai separare dal mondo.
Significa che mi piaci, così come sei, libera, furia, fiera.

Saturday, 26 August 2017

Riflessioni su ...

Internet finisce per inasprire le differenze tra i diversi strati della società.

I più cretini diventano assai più cretini, convinti di ogni complotto possibile ed immaginabile.

I più colti diventano assai più colti, arricchiti dall'immensità di una biblioteca che non ha eguali.

Umberto Eco ha affrontato, negli ultimi anni della sua vita, questo tema, esprimendosi proprio nei termini che ho usato sopra.

L'acuto studioso osservava come diversamente dalla televisione, che nei suoi primi anni arricchì i poveri e depauperò i ricchi, portando nelle case più umili il teatro, e trattenendo a casa chi a teatro sarebbe andato, la rete, in virtù della libertà che concede, opera in senso opposto.

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Domani ho un appuntamento con una bella donna, che gioia!

Saturday, 19 August 2017

Riflessioni sullo strano destino di una parola

È da qualche giorno, forse già un paio di settimane, che voglio parlarti dello strano destino di una parola.

È una parola presso la quale corrono i miei pensieri quando abbracciano alcune delle persone a me più care,  ovvero le donne che amo o ho amato, e che certe storture etimologiche mi impongono di considerare nel suo senso proprio.

Questa parola ricorre spesso nelle confessioni più intime, ed ancora in quelle più vere.

E manipolazioni di questa parola contaminano certe discussioni pseudo-accademiche che infastidiscono la mia intransigenza.

Io non posso parlarti nel dettaglio di Vera, la donna della mia vita, colei che credo sia, o sia stata, o avrebbe potuto essere, o potrebbe essere la donna della mia vita.

Nè posso parlare di circostanze troppo delicate, come quelle che si riferiscono ad ognuno di noi.

Scelgo un parallelismo, innocuo ma netto.

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Tradimento.

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Poche parole sono fraintese quanto 'tradimento'.

Recentemente ascoltavo uno studioso sostenere come ogni 'traduzione', specialmente se da lingue antiche, ormai morte, sia inevitabilmente un 'tradimento' del testo di cui intende far rivivere il significato.

Traduzione, secondo costui, è tradimento, proprio come la comune radice lascia intendere.

Cazzata immensa.

Tradimento, e così traduzione, ha un'ovvia origine, ed un interessante destino.

La radice di queste parole è 'tradere', ovvero 'consegnare'.

Ma allora come si spiega il significato che noi oggi diamo di questa parola?

Si spiega pensando a cosa significhi 'consegnare una città al nemico', ed ancora di più, riferendosi ai primi cristiani perseguitati, a cosa si intendesse per 'consegnare i libri sacri ai pagani'.

Tradire, appunto, ovvero 'consegnare'.

È rarissimo oggi l'utilizzo corretto di questo verbo.

L'indolenza di chi non vuole capire la complessità dell'animo, chiama così 'traditore', in una coppia, chi trova in una relazione clandestina di che colmare il vuoto.

Ma tu chiediti piuttosto chi è davvero a 'tradire', ovvero a consegnare ad un altro abbraccio un amore ignorato, deluso, spento.

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La vita è una, ed è folle viverla in ibernazione sentimentale.

Tuesday, 15 August 2017

Le donne

Uno dei vantaggi di una vita di cronico dolore è che non scolorisco o mai il fascino, l'attesa ed il godimento del piacere.

E le donne (ma - va detto - solo quelle con una qualche forma di bellezza) coniugano assieme tutti gli aspetti del piacere: con le donne è piacevole parlare, camminare, scopare e stare a letto per ore ed ore a sbaciucchiarsi.

Allora, lascia che te lo dica: se vedo una bella donna cerco subito di ingegnarmi, per stabilire un contatto, o almeno per farle sapere che non mi è indifferente.

Non sono mai, MAI appiccicoso od insistente, ma ci penso, bene o male  ci provo.

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La ragazza della foto di qualche giorno fa l'ho incontrata in un bistrò, qui in città.

Mi è passata davanti, con due amiche, per sedersi al tavolo di fronte al mio.

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Carina, ma bello davvero è il messaggio scritto su quella borsa, ed all'idea che quel pensiero abbia una bocca, delle tette, la figa, belle gambe ed un culo dentro sento nascere tante belle idee, e qualche sogno.

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Mi ha dato un pretesto, quella scritta.

Finito il mio caffè mi sono avvicinato, le ho chiesto di poter fare una foto alla sua borsa.

Ho visto una bella luce sul viso sue e delle amiche, e risate allegre hanno risuonato tutto intorno.

Ho fatto la foto.

Ma da vicino, senza occhiali da lettura, io vedo male.

E così non mi sono reso conto di non aver catturato nell'immagine il suo viso, e mi sono reso conto di essere un deficiente.

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Siete belle, ed io starei con voi in quel letto per ore prima e dopo d'avervi scopate.

Thursday, 10 August 2017

Tuesday, 8 August 2017

Riflessioni sul dolore

Ne ho vissute fin troppe di riflessioni sul dolore.

Sai cos'ho capito?

Che il dolore, al pari dell'amore, della saggezza, dell'altruismo e di altre virtù, allontana dai meschini calcoli, dal misero edonismo, dall'egoismo.

Non riesco neppure a provare invidia per chi ha successo, e non sono tanto presentuoso dal considerarmi saggio al punto da essere indifferente.

Macchè.

È il dolore a svuotare di significato titoli e cariche.

È questo dolore che mi segue come un'ombra, da sempre, a spingermi, a costringermi a certe riflessioni.

Il dolore illumina le ore vane della notte, svegliandoti, ponendoti di fronte, nel silenzio siderale, immagini che altri, i dormienti, non troveranno più al mattino.