Wednesday, 28 June 2017

27/06/2017

Non chiedermi il perchè, ma sono quasi sicuro che Silvia sia nata il 27 Giugno 1977.

Me ne sono ricordato per caso, leggendo una sequenza numerica neutralissima, 27/06/2017, sul pannello luminoso di una fermata di autobus.

Ieri probabilmente Silvia ha compiuto 40 anni.

Se si esclude un breve ed insignificante scambio epistolare su Facebook, ai tempi, si parla di circa 10 anni addietro, avevo un account chiuso da pochi mesi, non ne so più nulla dalla stagione del liceo, e ad esser sincero pure allora per me era soprattutto un turbamento più che una presenza.

Ho provato (già da tempo) ad inventarmi il suo indirizzo rmail, ma sorprendentemente nome.cognome@gmail.com, e così le più ovvie variazioni sul tema non esistono (il che è francamente assurdo, considerando che esistono decine di 'Silvia ###' in Italia).

Non sono qui ad ammorbarti con vecchi ricordi, nè con la malinconia di chi il primo bacio lo ha dato a pagamento, ad una sconosciuta, e non ad una donna amatissima.

Certi temi sono incomprensibili perfino per me che li ho vissuti, ottusamente, al punto da rendere l'amore ridicolo, ed un ricordo altrimenti indimenticabile una linea greve di pensiero.

Sono qui per dirti che certamente io ho idealizzato Silvia.

Certe voci, con il tempo, l'hanno poi dipinta come una che la dava a tutti, tranne a me per carità, che chissà dove cazzo ero finito, ma più che non aver goduto del suo corpo mi feriva la cattiveria con cui quelle malelingue si avventavano sulla sua assenza, e la preoccupazione che alcuni l'avessero usata senza amore, affetto, gentilezza o riconoscenza (ad esempio andandosi a vantare in giro di essersela scopata).

Te lo confesso: io auguro a tutte le donne cui voglio bene l'eccitazione, la vivacità del sesso e della vastità della vita in generale, e quella che amo adesso, e che amerò fino alla fine, spero viva di estasi, segreti, seduzioni.

Dunque, ti dicevo: io ho idealizzato Silvia, ma non nel senso che le attribuivo virtù o purezza, ma perchè credevo che la sua presenza fisica, netta,  ed una più vaga, emotiva, come dire le tettone, le minigonne, l'odore, ed una certa idea dell'amore fossero sufficienti per amarla.

Dato per scontato che forse, rivedendola, perderei la testa di nuovo, nonostante tutto, il marito, il figlio, le sue cose, 20 anni di indifferenza, credo che non essermi fermato li, ed aver anzi iniziato una vita massacrante, piuttosto meschina e dolorosa in effetti, mi abbia consentito di sostituire all'idealizzazione la comprensione.

Io non idealizzo più le donne.
Le conosco.
E così, alcune, le amo.

(Silvia nel frattempo è diventata una donna, ed avrà vissuto, letto, viaggiato ed imparato più di me. Mi spiace che non abbia sentito l'impulso di provare lei a scrivere a nome.cognome@gmail.com, ma sono davvero pochi quelli che lo fanno).

Su Blogger

È da anni che questo servizio è in agonia.

È arrivata l'immagine, non quella estemporanea, fugace ed intima di certe pagine di diario, ma quella seriale, accattivante, esplicita di servizi fotografici e filmini.

Instagram, Facebook e Youtube hanno annichilito Blogger.

È il destino della parola quello di soccombere all'immagine.
Il segreto è obliterato dalla concretezza.
L'interpretazione superata dalla semplice fantasia.

Ho pure io Instagram.
Pure a me piacciono tutti quei culi da fottere, pure io vorrei godermi tutte quelle tettone.

Ma non bastano culi e tette per amare, ed amare è possibile.
Culi e tette non bastano neppure per desiderare, e desiderare è possibile.

Saturday, 24 June 2017

A volte

A volte ho l'impressione di essere un po' deficiente.

Mi sembra non solo di aver scelto una professione, una vita, che non si basa sui miei talenti migliori, ma soprattutto di non rendere giustizia a questa esistenza, a questa rapsodia straordinaria, e tragica, e vuota.

Se avessi coraggio mi dedicherei ad altro.

A scrivere, ad esempio.

Ma sai cosa c'è di ridicolo?

Mi incupisco un attimo, e penso, riferendomi a casi a me simili,  che io potrei crepare domani, come sarei potuto morire cinque, dieci, venti anni fa (ma anche 30, non sarei stato il primo a morire da bambino).

E nel momento in cui capirò di aver finito di poter scegliere, forse mi sentirò un idiota.

Una vita piena di dolore e limitazioni, dove ogni cosa va conquistata, ogni meta ridimensionata, è straordinariamente ricca. È come se ciò che è negato vivere, l'amore, la disinvoltura del corpo, la salute, venga trasformato dalle speranze in sogni, riflessioni. A me, perlomeno, è capitato così. Sogni, tanti, e belli. Pochissimi incubi. Ed idee, fantastiche. Ben poche cattiverie.

...

Ecco, io questa ricchezza temo di averla lasciata inespressa, non impiegandola che per caso, e per me stesso.

...

L'unica mia consolazione è l'amore.
In qualche modo quello mi riesce bene.

Sunday, 18 June 2017

Fuoco

Da bambino ho rischiato di morire in un incendio.

Per un colpo di fortuna mi accorsi quasi subito di quella palla di fuoco che bruciava all'ingresso, ed i due o tre minuti che la buona sorte mi mise a disposizione per reagire forse determinarono la mia, la nostra salvezza, ma comunque non poterono evitarmi un trauma profondo, che la cronaca sa ritrascinare in un istante tra i miei pensieri attuali.
Non sarebbe stata una fatalità ad uccidermi, ma un crimine pianificato con la cura maniacale ed imperfetta nella sua teatralita' che solo una la malattia mentale può produrre.

...

Ricordo che tornando a casa, dopo qualche giorno di paura e confusione, tra tante immagini di devastazione e violenza, i muri anneriti, le bolle sulle superifici in legno delle porte mie e dei vicini, il ricordo del fumo nero, densissimo, che ci aveva costretto su una terrazza, quello che più mi traumatizzò fu vedere i tricicli di mio fratello sciolti come candele dal calore, gettati in un angolo, senza più una forma.

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Le vittime di Londra, quelle di uno sperduto villaggio in Portogallo, hanno vissuto un'angoscia di cui ho esperito una piccola parte.

So cosa vuol dire iniziare a pensare di buttarsi giù da un terrazzo.
So cosa vuol dire andare nel panico, non saper più neppure dire con calma il numero di telefono del papà.

..,

Allora ero un bambino.
Spaventato come lo è un animale, incapace di immaginare la morte propria o di chi si ama, ero un bambino che urlava come per svegliarsi da un incubo.


...

Saturday, 10 June 2017

Vuoto

Sento uno strano vuoto, alle volte.
E' nei giorni in cui riconosco questa formidabile, consolidata solitudine.
E' nei giorni in cui riconosco che sono esistiti, i sentimenti, solo nella mia testa, ed in periodi ipotetici infranti su un cumulo di premesse irrealizzabili.

Si potrebbe dire che le disillusioni che fiaccano molti, forzati dalla realta' a ridimensionare sogni ed aspettative in contrasto con la pesantezza dei fatti, io l'abbia maturate nell'attesa, in questa inedia che il tempo ha trasformato in noia, distrazioni, brividi.


E tuttavia non sono un esperimento mal riuscito.
O meglio: non sono semplicemente un esperimento mal riuscito.

Questo tentativo di uomo, capitolato gia' da bambino, e' diventato qualcosa di diverso, un essere non cattivo, spesso disinteressato al punto da essere libero di vivere ancora il suo primo istinto: amare.

Nonostante tutto, o forse in virtu' di tutto, io so ancora amare, e quando amo, amo incondizionatamente.

Tuesday, 6 June 2017

Sole

Ieri giornata di Sole, bicicletta e mare.

Profittando di un giorno di vacanza, sono stato con un collega, un autentico genio rinascimentale, a fare un lungo giro in bicicletta.

È un paese meraviglioso, l'Olanda.

I turisti rimangono affascinati forse dai musei di Amsterdam, i canali di Utrecht ed i grattacieli di Rotterdam, ma quanta bellezza sfugge agli occhi di chi è di passaggio.

Da casa mia alla sua sono circa 30 chilometri. Ci abbiamo messo un'eternità, che sono davvero lentissimo.

Credo di essere stato su una pista ciclabile per almeno il 95% del percorso, e su una corsia forse per il 99%.

Semplice qualità della vita.

E talmente tanto Sole che ieri sera mi sono ritrovato rosso di scottature su viso e braccia, come non mi capitava da forse vent'anni.

...

Pensieri irrisolti io ne ho a bizzeffe.
Mi ci dedico quando faccio le pulizie di casa, gioco ad Halo o vado in bicicletta.

Mamma mia che anarchia ho in testa!

Sunday, 4 June 2017

Intermezzo

Oggi ho conosciuto una bella donna.
Molto interessante, vivace, curiosa.

Ovviamente nel pomeriggio parte per il Canada.

Confessioni tragicomiche

Stavo pensando di confessare un paio di aspetti tragicomici della mia vita.

Credo che lo farò presto, ma visto che si parlerà di oscenità e cose assurde ed esilaranti avviso la gentile lettrice di armarsi di pazienza e fiducia nel genere umano.