Sunday, 31 March 2013

Le tue cosce, il segreto della vita


Da bambino ogni tanto giocavo con il suono delle parole.

Ne prendevo una, una qualsiasi, ad esempio, che ne so, 'bambagia', e la concatenavo a se' stessa, ne spostavo gli accenti, ne alteravo il ritmo della pronuncia, cosi' che da

bambagia-bambagia-bambagia ...

dopo un po', ipnotizzato io stesso dal fluire monotono di una filastrocca, mi ritrovavo a scandire

mbagiabam-mbagiabam-mbagiabam ...


Saturday, 30 March 2013

Pensieri e ricordi

Era da parecchio che non passavo un sabato sera al lavoro.

Ai tempi del Ph.D. era diverso, e tante, troppe volte lasciavo sgocciolare le ore della notte nel mio ufficio, scrivendo codici, mettendo alla prova algoritmi, bighellonando nell'unico luogo in cui non mi sentivo straniero.

Friday, 29 March 2013

Auferstehung


Non se ne va ancora il freddo da questa terra dimenticata da Dio.

Sono ormai lunghe le giornate, ed esco dal lavoro che ancora, verso occidente, il biancore dell'ultimo sole illumina il l'orizzonte, ma e' gelida l'aria, e i propositi di piacevoli camminate in citta', di confuse meditazioni sul tutto, seduto ad una panchina, di dialoghi articolati con gli idoli di pietra e bronzo che popolano le vie del centro, restano tentativi.


Cosi' la specifica attivita' mentale che accompagna solitamente le mie passeggiate, pensare camminando asseconda costruzioni differenti da quelle che si possono elevare, ad esempio, nel chiuso del letto o nei vapori del bagno, e' mozzata, e ne posso solo intuire i frutti.

Stasera sono dolci ed amari, putrescenti e gustosi.

La mia tutela piu' grande e' un'insulsa, patetica esigenza d'essere il primo, il centro, il nucleo dei pensieri di chi amo.

Certo, capisco il tuo stupore: questa sembra essere la peggiore delle mie condanne, visto che non ho mai realizzato un disegno neppure simile a quello che figuro qui, e poche parole squallide racchiudono tutte le mie esperienze, le scarse, acerbe intrusioni nel mondo femminile.

Hai ragione.

Lo e', ma come un serpente che si morde la coda, come un anello in cui ogni punto e' principio e conclusione, o forse come una pesante catena composta da un numero di anelli, i due estremi qui si toccano, si fondono, sono indistinguibili.

Meditavo sul recente lutto, emotivo s'intende, che ha funestato gli ultimi giorni.

Mettevo assieme i diversi tasselli, ora solo sparpagliati, ovvero come sono disposti nella memoria e non piu' uniti nel cuore, e mi rendevo conto dei silenzi, delle bugie, dell'amplissima e spudorata differenza tra me ed un vile cane rognoso nei suoi sentimenti.

Il divario che fino a ieri era amarezza, che tante volte mi ha affogato in un mare di disperazione e avvilimento, oggi e' cagione di fastidio, stizza, noia.

Questo equilibrio instabile, che domani di nuovo tornera' a torturarmi, ma non certo piu' per lei, stanotte mi riempe il cuore di un ardore maligno ed assolutorio.

Brucia tutto qui dentro, e carbonizza i ricordi, e ne fa neri scheletri, e ne fa polvere senza forma.

Stasera chiudo gli occhi con una convinzione non del tutto assurda.

Folli le donne che non mi hanno desiderato.
Folli le donne che non hanno avuto curiosita' di me.

Folli, e stupide, e superficiali.

Ed io?
Chi credi d'essere, povero mentecatto, orrido sgorbio, ridicolo scherzo di natura? Tu che al limite puoi aspirare ad essere ausilio, sostegno, amico, come potevi credere di significare altro?
Stasera non ho paura di nulla, ridimensiono ogni cosa che non sia il mio orgoglio, e una vita di miseria mi pare semplicemente una serie di fortunatissime coincidenze.
Se ascolti attentamente, le puoi sentire, le catene che mi trascino appresso.
E' oscena, lo so bene ... ma questa, non un'altra, sara' la mia 'Auferstehung' (resurrezione).
PS: La seconda di Mahler e' una delle mie sinfonie preferite, e l'ascolto da che sono bambino. Mi ha accompagnato nelle ore d'attesa del chirurgo, ed era al mio risveglio, ed ha aspettato sul comodino che i nervi scossi dal dolore tornassero a poter godere, ed erano queste le prime note a ricondurmi nel mondo delle sensazioni ipertrofiche ed entusiasmanti dell'anima. Se non la conosci ... beh, ti consiglio di ascoltarla tutta.

Formazione



Ricordo le emozioni esatte, come se le rivivessi in questo stesso istante.

La voce di Jannaci si sentiva in casa nostra abbastanza spesso, intercalata a quelle di Mina, Patty Pravo, Celentano, Gaber, ed insomma i motivetti dell''Armando' e del 'Vengo anch'io no tu no' dopotutto sono orecchiabili e allegri, e pure dei bambini li sanno riconoscere, seguire, intonare.

Eravamo noi i bambini.
Era diversa, mi faceva sentire qualcosa strano dentro pero' l'atmosfera de 'El purvava i scarp del tennis'.

Cosi' chiesi alla mamma cosa significassero quelle parole, e l'interrogai su cosa fosse un barbone, cosa volesse dire 'pareva ch'el durmiva'. Al babbo domandai il senso di 'el parlava de per lu', 'era il prim da mena via'.

La mamma mi disse della fame, evoco' l'immagine di croste di formaggio rimediate chissa' come, di striscioline di grasso del prosciutto, schifezze che io lasciavo nel piatto, e sentivo sulla pelle il gelo di notti passate all'addiaccio, coperto solo di stracci e cartoni.

Il babbo aggiunse noti cupe di emarginazione, disagio, e conoscevo per la prima volta quella parola, amore, che mi avrebbe dannato per tutta la vita.

Sono grato alla semplicita' di quest'uomo, alla sua fragilita' di adulto improbabile.
Cosi' un confusionario, buffo e buono, mi ha istruito prima dell'avvento pretenzioso e aulico dei paroloni dietro i quali oggi mi trincero, prima dell'emergere della complessita' del pensiero che mi tutela e opprime, prima del metodo scientifico, infallibile solo se applicato a freddi punti d'infinitesimale volume e spessore.
Prima di tutto, e' stata la sensibilita' del cuoricino di un bimbo a crescere, a dilagare qui dentro, ad appropriarsi, per sempre, delle mie risorse.

Parallela


La solitudine non si misura con il numero di persone che abbiamo accanto, ma con la loro distanza.

...

Il mio primo messaggio su questo blog e' stata piu' che altro una prova tecnica di trasmissione, ed in effetti se lo rileggo oggi vi trovo notevoli ingenuita', un link messo a casaccio, nessuna immagine di accompagnamento, poche parole che sembrano affidate senza convinzione ad un 'click', e se potessi ripristinare l'estetica di quel giorno forse sorriderei al piattume, allo standard dell'impaginazione.


Non avrei mai pensato che questo diario sarebbe diventato il farmaco piu' formidabile, ma anche quello dai peggiori effetti collaterali, della mia cura, eppure e' stato cosi'.

Non e' cambiata la mia idea fondamentale della solitudine, semplicemente, oggi, vi sono rassegnato.

In questi anni ho sfiorato decine di esistenze, ma non ne ho trattenuta nessuna.

Particella di un meccanismo perverso, credo di essere riuscito a trasmettere il nero dell'anima, non gioia, serenita', godimento, e se pure questa spirale oscura, alla quale un'altra, a volte, mi e' sembrata parallela ma non strettamente intrecciata,mi ha permesso di scavare dentro, e costruire cunicoli tutti interiori, e sfiorare le corde che determinano lo stato mentale ed emotivo, nulla mi sembra sensato.

Ho indagato, e' vero.
Ho appreso e dedotto, interpretato e semplicemente osservato.

Ma questo viaggio in verticale che non e' ancora finito mi ha allontanato ancora di piu' dagli affetti, dalla prosa di una relazione possibile, dal mero soddisfacimento dei pruriti sensuali.

Allora ... ti osservo, tu che a me parallela segui un'attitudine diversamente distruttiva, e la consapevolezza che per quanto io possa precipitare tu sarai sempre a me prossima benche' non unita, mi consola.

Thursday, 28 March 2013

Sperma

Lo vedi il tuo seme?
Lo vedi quello per cui hai sudato?

E' per me.
E' per me come e' la tua vita, e l'affanno che so trasformare in euforia.

Tu sei mio.

Ti posseggo come questa goccia densa che scivola giu' in gola, e penetra nel caldo delle viscere mie; gioco e mi prendo cura di te come di questa sostanza che lucida la pelle, e con le punta delle dita spando sulle guance, sulle mie gote di dea.

Sono fuochi d'artificio gli schizzi di sperma che offro al tuo viso.
La loro scia tracciata sulla pelle o nei capelli, l'energia del mio desiderio.

Compimento ed inizio ... avvinto in una struttura ad anello tu sei ovunque l'orizzonte.

La strada, la donna, la fortuna


Per giustificare un 'no' ne ho sentite infinite di ragioni, senza viceversa averne mai chiesta alcuna.

'Per me sei come tutti gli altri' (Silvia, 199qualcosa, corridoio).
'Ricordati che ho gia' un ragazzo' (Daria, 200qualcosa, casa mia).
'Non sei abbastanza uomo' (sintesi, Marzia, 2012, telefono).

Wednesday, 27 March 2013

La forma perfetta del culo

Stamattina mi sono svegliato con in mente null'altro che la forma perfetta del culo.


Gli ultimi giorni sembrano avermi distratto dal vero e unico senso della mia vita, la venerazione delle donne, ma al tempo stesso, ed in modo forse determinante, l'hanno scolpita, modellata, adattata alle esigenze recenti,alle cogitazioni invisibili suggerite dall'incubo, a quelle cocenti della veglia.

Tuesday, 26 March 2013

Un dialogo


Nella mia lunga carriera di motociclista ho avuto un paio di incidenti.

Il primo, non avevo che il foglio rosa, mi costo' una ferita superficiale ma dolorosa al ginocchio, che usci' malconcio dalla frizione con l'asfalto.

Non posso dire, amica mia, di ricordarmi precisamente adesso, in questo preciso istante, le sensazioni dell'istante in cui lo pneumatico anteriore tocco' il bordo alto del marciapiedi, la vertigine della repentina accellerazione sul fianco destro, la perdita della presa salda del manubrio, l'irrigidirsi tanto vigoroso dei muscoli del petto e del diaframma da svuotare i polmoni e far mancare il respiro, il tonfo secco dell'urto.

Eppure, e capita quasi sempre di notte, un attimo prima che mi addormenti, io rivivo di tanto in tanto quell'esperienza ormai remota, ineffabile, e che non ha dimora in un settore della mia memoria cui ho accesso quando lo desideri.

Allora una scarica di adrenalina mi contrae i muscoli delle gambe, ed un fremito mi scuote tutto.

Cosi' e' per il male che mi dilania ora.

Mi sorprende un'immagine, quel che so, quel che immagino, e di nuovo precipito, e di nuovo sento freddo.

Cosi'

Le ragioni per cui sto scrivendo con tale foga, sacrificando ogni cura stilistica, la decenza del silenzio, la riservatezza dei tratti piu' meschini o fragili del mio temperamento, sono varie.
Come un bulimico butto fuori un eccesso di cui con troppa frenesia mi sono ingozzato.
Ma e' anche vero che questo vomito, questi sbocchi sanguinolenti, sono frutto di contrazioni involontarie, di una crisi di rigetto imposta da un fattore esterno, un gelo improvviso, un pugno nello stomaco, un'infezone che finalmente spacca il tessuto epiteliale marcescente.

Queste sono cause, ma c'e' di piu', c'e' un fine non confessato, anche se forse evidente.

Soffro le conseguenze di un amore troppo grande, che come un idiota, e nonostante indizi evidenti di sconvenienza, ho lasciato crescere ad ogni ulteriore manifestazione di disinteresse o incomprensione.
L'amore, che per la prima volta scopro possedere la medesima capacita' ossessionante e ferale e se inteso come desiderio di possesso e condivisione dell'ardore dei sensi e se inteso come affetto incondizionato ed istintivo, di nuovo mi ha piegato, umiliato oltre l'immaginabile, annichilito, svuotato.

Allora scrivere, scrivere, scrivere ... e sentire, passare da picchi di disperazione ad attimi di arcigno cinismo, ed ancora vivere un incubo, e promettersi 'mai piu'', e assaporare disprezzo, noia, pena, affetto, e fingersi indifferente, ed essere indifferente, e liquidare con due parole, e ancora evocare nell'immaginazione l'ennesima farsa equivale ad avere esperienze che in condizioni normali
si possono sfiorare in lunghe settimane, in stagioni della nostra vita.

Cosi' passa il tempo, cosi' lo costringo a correre.
Cosi' dilapido la mia esistenza dannata.
Cosi' mi allontano, fino al punto in cui una figura amata perde i contorni che di lei conoscevo, e le sue parole tornano ad avere il significato che vi trovi nei dizionari, e sedimentano, e fossilizzano e si fanno idoli di pietra i saggi propositi di distacco.

Monday, 25 March 2013

Medicina tradizionale


Chiacchieravo oggi, mentre alla lavagna discutevo di algebra lineare e simmetrie, con il giovane collega appena arrivato da Kuala Lumpur.

Anche lui, poveretto, non se l'aspettava una recrudescenza tanto violenta dell'inverno, e lamentava un mal di testa che conosco fin troppo bene.



Senza neppure doverci pensare, subito allora ho frugato nel cassetto, alla ricerca della piu' innocua delle soluzioni, una compressa di Tachipirina.

L'ha guardata perplesso.

I suoi genitori, mi ha spiegato, fanno tuttora uso di medicina tradizionale, ed io subito ho immaginato che da qualche parte del mondo e' ancora normale avventurarsi nei campi alla ricerca di foglioline d'Artemisia o Saponaria, scavare la nuda terra per strappare radici, e ancora cogliere funghi velenosi, e riempire coppi d'argilla di fanghi, e poi macinare, mischiare tra loro polveri di zolfo e zinco, e perfino, crimine orrendo, tritare corni o zanne, disseccare testicoli, scotennare, sezionare.

Ho evocato all'istante una nebbia fitta, uno stagno di dense acque salmastre, ed una notte che non e' mai stata vissuta.

Sulla lavagna erano ancora ghirigori algebrici, nella stanza ancora due colleghi, ma io ... io ero la, i piedi affondati nella acqua fredda, un bastone d'Asclepio in una mano, nell'altra una lampada di viandante a ferire quell'ombra che avvolge i sogni ad occhi aperti.

Con un cambio di prospettiva, ho traversato il mondo.

Mi sono ricordato dello stupore di uomini ancora ad uno stato semi primitivo, abitanti di non so quale villaggio remoto di foresta o angolo sperduto d'Asia, allorche' mio Zio, il viaggiatore, colui che ha dormito coi pastori Lapponi in transumanza e visitato da viandante, non da turista, i luoghi piu' sperduti della terra, i deserti d'Africa, i ghiacci perenni d'Antartide, le praterie sconfinate del Sud America, lascio' cadere una compressa effervescente in una ciotola d'acqua, e da questa si spriogionarono tante bollicine.

Ecco, io so che al di la della sapienza che i libri potrebbero donarmi, al di la' dell'apparente completezza di un sistema logico, scientifico e storico, quello che l'educazione mi ha consigliato di sostituire alla realta' quando ne desideri avere un'idea concepibile, esiste ancora un infinito cui solo i sensi possono introdurmi.

Io non potro' mai vivere le avventure straordinarie, l'incontro con il leopardo nella Savana, il coltello puntato alla gola in una strada di Rio, la paura di un improvvisa tormenta durante una salita sull'Aconcagua, che lui nella sua splendida casa di Milano, dove la ricchezza e' nelle fotografie e nei ricordi, nei bicchieri di rosso e nella condivisione, piu' che nella ricercatezza delle suppellettili e degli arredi, mi ha raccontato durante cene improvvisate che mettevano attorno alla stessa tavola un giovane studente ed un affermato uomo d'affari.

Proprio questo limite, che e' evidente e non intendo neppure avvicinare, mi sprona ad esperire quanto piu' possibile quel poco che e' alla mia portata, ma non da turista, giacche' un viaggio in se' e' spesso sufficiente a prosciugare le mie forze, ma da giramondo.

Cosi', oggi, io gia' carezzo l'idea di una nuova avventura, il continuamento di una vita che mi portera' non so dove, ma che vuole trovare mille bollicine di cui non ho idea.

Episodi


La mia vicenda e' troppo complicata, e richiederebbe dettagli troppo espliciti perche' io la riporti, qui ed ora, per intero.

Sostituzione

Sostituire all'amore l'odio ... questo credo lo facciano in parecchie se rifiutati, traditi, insultati.

Sunday, 24 March 2013

Amare giornate intere


Amare giornate intere

Crampi allo stomaco per i troppi conati,
ma non c'e' succo gastrico da buttar fuori per liberarsi,
e sarebbe l'anima a dover sloggiare una volta per tutte.

Il levarsi del sole


Il levarsi del sole verso le sei del mattino, ne sono stato testimone, giacche' filtrava la luce attraverso le tapparelle serrate mentre vomitavo poche sillabe d'addio, deve aver convinto un passerotto dirimpetto che e' gia' primavera.

Dolori reumatici


Dalla schiena, dalla periferia degli arti infreddoliti sono saliti fino al cuore i dolori reumatici, le contrazioni irregolari, gli spasmi, i brividi.

Una notte in bianco, e le poche ore di sonno popolate d'incubo, ed infinite riflessioni sulla miseria, la mia, la tua, quella che d'ora in poi mi dimentichero', a martellarmi il cranio.

Saturday, 23 March 2013

Sabato sera


Sabato sera passato a fottere una puttana.

Ecco, cosi' e' come riassumerebbe le ultime ore uno che si trovasse per caso ad interpolare qualche dato oggettivo, traffico telefonico, prelievo di tot sterline allo sportello bancario, tratta in taxi da A a B.

Odio


Io odio gli uomini.
Non li odierei tutti se fossi capace di detestare quanto e' giusto e necessario quelli, violenti, collerici, vili, falsi, che volentieri ucciderei con le mie mani, affondando lame, incidendo all'altezza dell'arterie, stritolando in un impeto di adrenalina.
Ma poiche' perfino la mia mente prodigiosa non sa addentrarsi in profondita' sufficiente nella contemplazione dell'odio, che rimane una teoria, un'intuizione, o forse perche' semplicemente un demone diverso mi ha sempre impedito di mettere in pratica certi ardenti desideri di vendetta, quel che non soddisfo in ampiezza o nel sangue recupero distribuendo il mio astio ed un disprezzo feroce verso ogni individuo di sesso maschile.
Io vi odio tutti.

Deliziosi effetti collaterali


Fa talmente freddo che ho dovuto correggere un poco la mia alimentazione.

Se a pranzo, in linea con un'abitudine consolidata da anni, resto leggero, un panino, una scodella di zuppa, piu' raramente un paio di tramezzini insipidi, cui aggiungo se particolarmente assonnato una tazzina di scialacquatura di piatti al gusto di caffe' continuano a costituire il pasto, la sera cerco un po' di calore in porzioni abbondanti di ravioli ripieni, formaggi, carni tritate, funghi, o in minestroni ricchi di condimenti, legumi, tagliolini, purea di patate, e ancora in spicchi dai bordi quasi taglienti di cioccolata, o da quelli morbidi degli agrumi.

E' dopotutto una questione di calorie, di trasduzione in energia termica di quel che e' nello scrigno dei legami chimici delle proteine, dei grassi, degli zuccheri: dal momento che qui si gela, la conservazione di Gio pretende un apporto sostanzioso di alimenti.

Ci sono deliziosi effetti collaterali alla nuova dieta, se e' vero che la notte tornano piu' spesso le femmine a solleticare i miei sogni, e le loro mani, che scendono, cercano, trovano, e le loro bocche che baciano, mordicchiano, succhiano, ed i loro corpi che  seducono, invitano e finalmente sudano, riescono a ridestarmi in uno stato di lieta esuberanza e potenza.

Friday, 22 March 2013

Somme minchionerie


'Sempre che non muoia prima'.
'A meno che non schiatti nel frattempo'
'Solo nell'eventualita' ch'io sia ancora vivo'
'Nel caso non sia gia' cadavere'
'Se non mi trovi, cercami sottoterra'

Del linguaggio ed altro



Di tanto in tanto devo ricorrere necessariamente ad un linguaggio che non e' il mio per intonare la prosodia adeguata di un'intuizione.

Wednesday, 20 March 2013

Le mie radici


Mio nonno Giovanni io non l'ho mai conosciuto.

E' morto che il babbo avevo forse vent'anni, e di lui, classe 1897, gia' vecchio da genitore, io so pochissimo.

Posso solo ascoltare il superstite all'ingordigia del tempo, che nelle riunioni di famiglia, in dialetto, si racconta senza un fine, pescando a rete dall'abisso di anni lontani.

Emergono cosi' dal nero denso della dimenticanza episodi di guerra, frammenti di tragedie, circostanze che riaffermano l'equivalenza tra eroismo e sacrificio, altre che lo negano, ma da questo moto caotico ed imprevedibile che sembra prediligere l'eco del dolore, fanno capolino anche aneddoti buffi di piccoli scandali e improvvisazioni di esilaranti personaggi.

Tuesday, 19 March 2013

L'opera al nero


Non ho mai letto pagine tanto intrise di sensualita', ne' scavate da cogitazioni altrettanto sottili.

La scoperta piu' lieta e' sapere curiosita' del corpo e dello spirito indistinte anche da lei, da Marguerite Yourcenar.

Una volta di piu' lei sa penetrare in profondita', oltre quella che noi chiamiamo frettolosamente la nostra intimita', che ora mi appare nulla che un recinto di quell'anima viscida, molle, imprudente ed eroica che forse alberga in ognuno di noi.

Vi penetra non per offendere o ferire, ma come un capillare vitale.

Monday, 18 March 2013

Con te


Quanta amarezza alla fine di un giorno sciagurato.

Te lo confesso: tra i tanti mali che mi affliggono, e hanno altresi' determinato la mia condizione attuale, quello che forse piu' mi ha causato sofferenze interiori, ed erano umiliazioni, e' sciocco, superficiale, quasi invisibile.

Zenone e Francesco

Proprio ieri leggendo 'L'opera al nero', un libro straordinario, specialmente per chi, come te, partecipa ai moti dell'animo, alle inquietudini del pensiero e al fermento conflittuale che su entrambi esercita la scienza, ho trovato un passo che si adatta perfettamente alla situazione in atto. 

Sunday, 17 March 2013

Sono un amabile figlio di puttana


Il cuore mi batte forte, fortissimo.

E' stata una fatica immane, una pazzia: ma e' fatta, ed ora mi gusto il pizzicore inebriante dell'attesa, mi crogilo all'idea del certo successo.

Saturday, 16 March 2013

Cronaca grigia

Giornata assolutamente uggiosa.

Sono uscito vestito pesante, con l'intenzione di tornare nei boschi, ma il freddo era tanto pungente e il nevischio tanto acquoso che ho deciso subito di restare in citta', per fare poche compere.

Friday, 15 March 2013

Realta'


Certamente e' nel sogno che la mia intelligenza raggiunge la sua massima espressione.

Intendo cosi' affermare che in nessun altra circostanza riesco a concretizzare una beatitudine paragonabile a quella che possiedo, senza necessita' di assumere droghe o ubriacarmi, ad occhi chiusi.

Non mi riferisco qui infatti alla capacita' di elevare dal nulla elaboratissime congetture, di costruzioni soavi elaborate ad occhi aperti.
Di questa capacita' invece, certamente notevole, io e' da anni che cerco di liberarmi, per rimpossessarmi, nella veglia, di una forma di minima serenita' e decenza.

Thursday, 14 March 2013

Vorrei



Vorrei dirti tante cose, stasera.

Te le direi, ma gia' da idee si schiantano a terra, prima che le parole possano offrire loro un rifugio sono gia' maciullate e scomposte.

Le idee ... le piccole cose di casa mia.

Un papa nero


Possibile che nessuno se ne sia accorto?

Abbiamo un papa nero.




P.S. 'Papa nero' e' chiamata solitamente la figura a capo della Compagnia di Gesu', ed il novello Francesco e' il primo papa gesuita della storia di Romana Chiesa.

Ieri, mentre commentavo con amici l'elezione del nuovo pontefice, e accennavo alla venuta del 'papa nero', mi meravigliavo che nessuno degli 'esperti' facesse menzione di questa singolare circostanza.

Ma che vuoi farci ... a dirigere la diretta di Corriere.it c'era un uomo d'ignoranza abissale che non sapeva neppure distinguere un nominativo da un accusativo ...

Wednesday, 13 March 2013

Quando eri piccolo



Da che vivo lontano, e schivo, e nascosto, mi rendo conto con disarmante facilita' di cose belle e brutte che capitano laggiu', ai miei genitori.

Quelle brutte sono atroci: invecchiano, sentono la nostra mancanza, si rinchiudono un poco su abitudini rafferme, e cercano conforto non nel ragionamento, ma in vaghe certezze, tutte fragili.

Pensieri stupidi

Di economia io non capisco nulla, ed in effetti dai discorsi circa la convenienza o gli svantaggi della moneta unica, il controllo calmierato dell'inflazione, il lievitare dei tassi di interesse mi tengo a debita distanza, intervenendo al limite, ma solo da un punto di vista qualitativo, su tematiche quali la decrescita, inevitabile e necessaria non fosse altro che per motivi ecologici, e l'oscena sperequazione della ricchezza, che dilata la societa' tra picchi di crassa opulenza e pozze di miseria inaccettabile.

Tuesday, 12 March 2013

Li ti cercavo

 
Stamattina il sole, splendido e freddo, lastricava di luce bianchissima placche di ghiaccio, lamiere di automobili, vetrine di negozi tirate a lucido.

Era un tripudio di colori vivi e brillanti: in cielo, lungo il marciapiedi altrimenti stinto, rugoso e spento, e perfino sui volti, dove facevano capolino, nonostante il gelo, sorpresa e meraviglia.

...

Alla fermata del 16, sotto un ombrellino calato basso, tenuto con la mano come la tesa di un cappello a riparare il viso dal vento stizzoso, era una bella ragazza, in attesa dell'autobus.

Lo sfondo, sfumato dalla foschia densa e pungente del mattino, era l'impalpabile quinta della mia immaginazione infinita. 

Li ti cercavo.

PS: mi sono accorto di aver messo assieme i ricordi di due mattinate. Troppo lavoro, troppa confusione in questa testa vuota.

Monday, 11 March 2013

Stamattina

Stamattina mi ha svegliato il picchiettare di cocciuti chicchi di neve, piu' simili ad acini di grandine che non a morbidi fiocchi, sulla grande finestra della camera.

Era gelida la stanza, e vuota e immobile, come impreparata.

Saturday, 9 March 2013

Qui

Qui e' ripiombato prepotente il gelo, ma dopotutto e' anche gia' primavera.

Abbiamo avuto giornate tiepide, ed il sole s'attarda sopra l'orizzonte fino all'ultime ore del pomeriggio, e sugli alberi, timide ed incerte, fanno capolino le prime gemme, e fiori arditi e coraggiosi sono da qualche giorno nelle aiuole, dove ancora la mattina puoi trovare la brina, o l'ultima neve.

Friday, 8 March 2013

Una lettera d'amore

Quando amo - in senso lato o stretto sta a te sentire o accettare - io scrivo cosi'.


Thursday, 7 March 2013

Stasera

 Stasera tremo come una fogliolina.

Le mani sono chele striminzite e rigide, ed in piedi dritto non so stare, che un male mi trascina giu', mi piega, mi rimpicciolisce.

Allora cerco le tue parole, la voce che non parla a me, eppure qui dentro infonde un calore che come i nervi sfiora tutto quel che sono, che come i ricordi penetra tutto cio' che so.

Wednesday, 6 March 2013

Lavoro

Lavoro in modo stranissimo, io.

Un giorno ti faro' vedere l'esteriorita' della mia professione - un paio di scrivanie sulle quali il marasma di accumula per mesi prima che un furore ne faccia piazza pulita, appunti smarriti, taccuini dissennatamente caotici, penne bic di vario colore per i diversi termini dell'equazioni, medicine nei cassetti, puntine da disegno conficcate in pannelli di legno per tenere salde cartoline e ritagli di giornale, graffette piegate, stortate, dwformate e infine usate per improvvisarmi scultore.


Continuo a considerarmi un imbecille, e non riesco a spiegare le parole di stima che professoroni certamente non deficienti hanno avuto per me.

Forse mi vogliono bene, o magari sono abbastanza bizzaro nel ragionamento, esoterico mi ha chiamato un giorno un collega, da fare in modo tale che, rimbalzando su di me, le loro idee tornino a colpire il bersaglio da un'angolazione diversa.

Si, dev'essere cosi'.

Ho tenuto aperti gli occhi su un monitor fosforescente per 10 ore.
In questo istante non ho forze che per sentire il dolore.

Non ho cenato, o meglio ho buttato giu' giusto un paio di Activia cremosi, per altro scaduti.

Morbida la pesca, e rinfrescante.

Ora mi attende il letto, e ancora i sogni.

Tuesday, 5 March 2013

Pensieri

Pensieri tanti.
Quante metafore!

Tempo poco.
Scarse energie.

Colleziono allora quando capita, ma tutto.

Scrivo di fretta su foglietti di carta volanti, e allungo gli appunti di considerazioni sulla vita piuttosto che l'algebra, e letterati tengono compagnia a matematici nelle bibliografie che ho in mente.

Scaveranno fino a te, come sempre, le parole.

Sunday, 3 March 2013

La bellezza


La bellezza e' una bimba paffutella e curiosa che, tenendosi con la manina alla gonna della mamma, cammina scalza e quasi s'avventura sull'erba umida del primo giorno di primavera.

Cronaca

Sono uscito di casa verso mezzogiorno, nell'ordinaria uniforme da 'sir' che mi accompagna ovunque, soprabito lungo, sciarpa scura, cappello a tese strette, ma per una volta barcollando, quasi piegato sotto il peso di un borsone colmo oltre misura di camice e pantaloni.


Mi avresti preso per il piu' elegante dei 'vu cumpra'', o per il piu' buffo dei 'sir', sai?

Non mi ero spinto cosi' conciato in strada senza una ragione!

Ricordavo d'aver visto, in una nicchia lungo lo spigolo esterno del quartiere, una lavanderia, e mi ero deciso finalmente di andare oltre il risultato sconcertante se non approssimativo, stropicciamento dei tessuti, residui di macchioline all'apparenza indelebili, che la mia lavatrice, ai comandi di ordini un po' strampalati, restituisce.

Mi ero stancato di stirare i pantaloni semplicemente facendoli aderire, nella fase dell'asciugatura, ai pannelli dei caloriferi, e anche preventivando una certa spesa ero intenzionato a pretendere un servizio completo: lavaggio a secco per alcuni capi, abbondante uso di ammorbidente per altri, stiratura impeccabile, e ancora gran trionfo di dettagli d'alta sartoria: rinforzo di collari, rifinitura di pieghe ormai smussate dall'utilizzo e dall'incuria, ripristino di cuciture sfilacciate ...

Ovviamente la lavanderia che cercavo aveva chiuso due settimane prima per lasciare posto ad uno dei tanti fast food nei quali la gente entra, mangia di fretta e finisce naturalmente per macchiarsi di sughi straunti e olii idrofobi.

Preda di disappunto, tieni presente che la giornata era quasi primaverile e non intendevo certo sprecarla vagando alla ricerca di una lavanderia, dopo un attimo di smarrimento, condito di imprecazioni e illazioni circa la malignita' del fato, mi sono risolto ad invocare l'aiuto della tecnologia.

Nonostante lo splendore di Elio Re rendesse la cosa alquanto difficoltosa, ho dato un'occhio, con il telefono, all'offerta in zona.

In seguito ad un'attenta riflessione, e combinando fattori quali distanza, commenti favorevoli, simpatia, vicinanza alla mia meta, mi sono infilato in un taxi: destinazione 'The chinese laundry'.

Situata in una viuzza stinta, ombrosa e deserta, la 'Chinese laundry' mette subito in difficolta' il potenziale cliente rendendo praticalmente invisibile all'occhio umano l'individuazione della sua porta d'accesso.

In effetti inizialmente mi sono infilato in un'attivita' collaterale, dalla quale mi hanno indicato gentilmente poi il giusto ingresso.

La sorpresa, trovandovi solo lavoratori locali, e' stata grande, e in un altro giorno mi avrebbe forse suggerito riflessioni sul 'mondo' che cambia.

Non mi impiccio, di sabato, se c'e' l'alabastro malleabile nel cuore, di faccende socio-politiche.

Ho mollato sul bancone il malloppo, ed adesso nel portafogli ho un foglietto giallo con scritto su il mio nome e 'mercoledi'.

Il mio sabato e' iniziato cosi'.

Continua ...