Tuesday, 17 August 2021

Scrivere

 In questo mio diario, da anni, riverso pensieri, ricordi, e l'amalgama e' spesso l'immaginazione che mi porta a traslare lontano da me cio' che sono stato, chi potrei essere.

Molto di quel che ho raccontato e' vero nel senso che e' mio: perfino nei racconti fantastici, come nei resoconti fantasiosi o parziali (come ben sai spesso altero nomi, luoghi, circostanze per proteggere la privacy di chi frequento, al punto che in effetti a volte rischio di perdere io stesso il filo del discorso), anche se confuso dall'immaginazione, tu puoi trovare la mia esperienza, che esprime paure, sogni, desideri.

Perche' queste parole?

Beh ... e' semplice: in un non periodo come quello che stiamo vivendo, in una lunga apnea, in una prolungata anoressia, trovo di nuovo conforto nella fantasia. E mi perdonerai se a volta e' oscena per la semplice ragione che molto piu' spesso e' dolce e gentile.

Mi sto domandando se ci sara' ancora spazio, nella mia vita, per l'amore. Per non perdere del tutto contatto con questo sentimento, popolo i miei pensieri di donne, giardini, foreste, citta' remote ...

E' tutta una vita che sogno ad occhi aperti - perche' il dolore per me e' cominciato prestissimo, e non e' mai svanito. E mi ha permesso di rendere sacro quasi tutto quel che mi e' capitato.

Parlavo con una ragazza, qualche giorno fa. Lei mi spiegava che si', il Covid ha scombussolato le nostre vite, ma ci ha insegnato che ... ci ha fatto notare che ... ci ha costretto a riflettere circa il fatto che ...

Ragazzi, ma anche basta. Chi di noi ha avuto una vita dolorosa non aveva bisogno di questa lezione, per quanto un ripasso ogni tanto possa aiutare a scacciare la superficialita' delle abitudini. Ma il problema vero e' che sta durando troppo. E c'e' chi non ce la fa piu', e non crede ai sogni, alla fantasia come dimora parallela. 

Quindi, Covid, levati dalle palle e lasciaci vivere.

Ti prometto che continuero' ad essere civile, ti prometto che non mi trasformero' in un consumatore compulsivo di beni o persone. La mia vita continuera' ad orbitare attorno alla bellezza, alle donne, ai boschi, all'amicizia, all'amore insomma.  E continuero' a raccontarti quello che mi passa per la mente e cio' che ho vissuto del Mondo.

Monday, 16 August 2021

Sogni assurdi o bellissimi


Il primo sogno e' assolutamente assurdo, e davvero non riesco a capire come sia stato concepito dalla mia mente. Ho sognato una compagna di scuola dei tempi delle elementari, Sara. Non la vedo da tantissimi anni, e l'ultima volta che ci siamo incontrati e' stata forse l'unica da che eravamo bambini - io camminavo lungo un ciottolato che dal paese sale fino a lambire uno dei tanti boschi della nostra citta' e li', a fianco di un piccolo spiazzo sul quale si affacciano da secoli vecchie case, ci siamo visti. 

Mi ha riconosciuto lei, ma anch'io credo di aver capito subito che si trattava di 'Sara'. Ci siamo salutati, abbiamo chiacchierato un po'. E' passato tanto tempo che neppure ricordo se io ero gia' partito per il Mondo, ed ero tornato solo per un breve soggiorno, o se ancora stavo meditando soltanto il mio futuro. Non riesco a ricostruire il suo viso, ne' il corpo: era carina? Lascio senza risposta questa domanda, alla quale mai avrei rivolto attenzione fino al momento di questo sogno assurdo.

Dopo tanto tempo ci incontriamo ancora una volta. Forse scambiamo un saluto, forse solo uno sguardo. Fatto sta che le chiedo 'Vuoi scopare?'. Lei, senza pensarci troppo, risponde 'Si', e li finisce il sogno ed inizia l'estasi (mamma mia ... quanto ha intralciato le mie conquiste il Covid ... dopo tanti anni di perfezionamento ero riuscito a scivolare tra le braccia delle femmine, e proprio all'apice delle mie fortune ho dovuto chiudere bottega!!!).

Il secondo sogno e' piu' bello, e dolce, e malinconico.

Sogno il mio grande amore ... che fino alla fine della vita sarai forse tu, Silvia. Cosi' almeno sembra suggerire questa visione.

Siamo in treno, e dopo tanti anni mi rendo conto che ormai il sentimento si e' raffreddato ... ma forse mi sbaglio ... di fronte a te, Silvia, dubiterei ogni giorno. Sono certo che quello che sta succedendo sia reale, ed anzi ... penso a quante volte, da ragazzo, ti ho sognato, a quanti baci, a quanti abbracci ho celebrato al mio amore.

Anche tu sei triste. Come se assieme ci rendessimo conto di quanto abbiamo perso tutti e due. Mi baci, come a consolarmi, come a consacrare un passato che non siamo riusciti a costruire. Mosso dal tuo stesso dolore ti bacio anch'io sulla guancia.

Ed in un attimo ti amo ancora.

E ci baciamo, finalmente, con tutta la passione della nostra giovinezza.

Mi sveglio sereno,

Tuesday, 10 August 2021

Vacciniamoci

Mi sono vaccinato gia' qualche mese fa. In questi ultimi mesi ho fatto quanto possibile per contrastare la mole di falsita' assurde messe in giro da no-vax e altri apprendisti stregoni.

La variante Delta e' terribile. 

Tieni presente solo questo: prima di raggiungere una buona immunita' da vaccino, devono passare almeno 5 settimane dalla prima inoculazione.

Chi si vaccina oggi sara' protetto a meta' Settembre - quando le cose potrebbero perfino peggiorare (per rendersi conto di quanto male possa fare la variante Delta e' sufficiente osservare quei paesi dove si e' vaccinato poco, ad esempio Russia, Sud Africa, Indonesia, Tunisia ecc. ecc.).

Se vuoi ancora piu' prove guarda agli USA: li ogni stato ha una sua politica, ed alcuni, quelli con esitazione vaccinale piu' alta, stanno vivendo un incubo (Arkansas, Louisiana, Florida, Mississippi).

Dai, liberiamoci di questo incubo che, non so te, ma io ho una gran voglia di tornare ad una vita 'normale', fatta di gonnelle da sfilare a fanciulle innamorate o porcelline e baci appassionati.

Saturday, 1 May 2021

Ricominciamo?

 

E' stata un periodo davvero miserabile quello che, se tutto va bene, se il progresso scientifico si saldera' ad una necessaria maturita' sociale, potremo presto lasciarci alle spalle. Abbiamo imparato molto, credo, da quest'esperienza - purtroppo anche a temere i nostri simili, spesso prede di teorie del complotto grottesche ma non per questo innocue.

Il furore no-vax, cosi' come l'insensatezza dei negazionisti/riduzionisti del Covid mi terrorizza. E sai cosa mi spaventa ancora di piu'? Beh ... il fatto che vinca la peggior propaganda nell'era dei social network e di una fraintesa liberta' illimitata, di cui si avvantaggiano i leader piu' illiberali e quindi infallibili agli occhi di chi si affida alla superficialita' degli eventi.

Mentre inizio, o provo ad iniziare almeno, un nuovo capitolo della mia vita (riesci a capire dove?), ed ancora coincide questo con una citta' diversa, una lingua di fatto sconosciuta, non posso fare a meno di credere che il residuo della pandemia pesera' a lungo nelle nostre esistenze, minacciate da una 'grande ebetudine', dal fascino perverso per l'uomo forte di turno, dall'ingigantirsi della superstizione e del conformarsi alle spiegazioni piu' semplici ed ottuse.

Tuesday, 19 January 2021

Si dice che ...

Si dice che gli amici si vedono nel momento del bisogno, che nelle difficolta' si puo' misurare la natura vera dei rapporti umani.

Un anno di Covid mi convince di una cosa: sono ricco. Sono ricchissimo.
E, presto, spero di poter tornare ad essere generoso.

Ho accumulato, nel modo piu' scontato, una gran quantita' di esperienze.
Proprio come in fisica, ricorro a dati concreti per costruire e mettere alla prova dei fatti certe mie teorie dei rapporti umani, dell'amicizia, dell'amore.

La mia nuova avventura, in una terra meravigliosa e che offre infinite possibilita', non e' neppure iniziata, e gia' penso alla prossima tappa.

Come puo' essere completa una vita, la mia perlomeno, senza vivere per qualche anno a Berlino? E New York? Davvero posso dormire sonni tranquilli senza averla conosciuta? Singapore ... ci devo rinunciare, il clima davvero sarebbe troppo difficile da sopportare, e questa mancanza rimarra' gia' una macchia indelebile.

Vabbeh ... ci siamo capiti, no?
 
Alla luce di questo temperamento puoi immaginarti quanto mi abbia sfiancato un anno di pandemia. Ma questo gravoso fardello e' alleviato  da individui sparsi un po' ovunque, ai quali ho non legato ma associato il mio destino.

Monday, 28 December 2020

Innamorarsi ogni giorno

Questa pandemia ha inflitto danni e lutti infiniti. Non riesco a parlarne seriamente, a discute di quanti ottusi abbiano contribuito ad amplificarne le conseguenze, ne' degli sforzi di tanti eroi che viceversa ne hanno combattuto la ferocia. Preferisco restare sul leggero, evitare dunque di appestantire una situazione che e' ancora difficile, e che ancora deve raggiungere, temo, il picco della sua brutalita'.

Qui si parla di femmine, che sia chiaro richiede il massimo della serieta'.

Il Covid non solo ha intralciato, azzoppato, azzerato la mia vita sessuale, ma addirittura e' arrivato a sbriciolare i miei innamoramenti quotidiani.

Io, prima dell'avvento di questo maleficio, mi innamoravo quasi ogni giorno.

Uscito di casa, ed era un paradiso: bionde, brune, rosse, alte, piccine, coi capelli corti o lunghi, lisci, mossi, ricci, ed ancora caucasiche, africane, del vicino oriente, dai confini piu' remoti del mondo ... ogni giorno mi folgoravano.

La piu' bella, negli anni passati nei Paesi Bassi, univa i tratti piu' seducenti della penisola anatolica con la brillantezza tipica delle donne olandesi. Non entro in particolari perche' mi viene da piangere al pensiero di non essere riuscito a salutarla un'ultima volta, a dirle di nuovo, come si deve, 'sei bellissima'.

Ecco ... non uscire di casa significa non potersi piu' innamorare.
Ma ancora di piu' significa non potersi re-innamorare.

Prendi i regali di Natale, per dire. Io di solito torno a casa due-tre giorni prima, e l'antivigilia, e se proprio occorre anche il 24, me ne vado giu' in citta' per godermi il clima di festa, magari incontrare per caso vecchi amici (vivo in una cittadina di nemmeno 50 mila abitanti) e gustare un cappuccino con brioche come si deve ... e soprattutto per comprare libri ... e soprattutto innamorarmi una volta di piu' di questa ragazza che da anni lavora tra quegli scaffali sapienti.

Credimi ... non e' poi cosi' bella.

Ma e' minuta, indipendente, fiera, grande lavoratrice. 
Io aspetto un anno per rivederla, indaffarata tra mille clienti, stanca eppure sempre elegante ed attenta.

Quest'anno niente.
Zero.
Nulla.

Vabbe' ... mi rifaro' l'anno prossimo. 
Oh, che scorpacciata mi attende. Oh, quante ne faro' gridare di piacere, quante ne faro' ridere a crepapelle, quante ne osservero' dormire serene al mio fianco ...

Tuesday, 22 December 2020

Non so mettere radici ...

Non so mettere radici se non nei cuori.

Nel mio, in quelli delle donne che ho amato, e che spesso finiscono per popolare i miei sogni più belli - quelli ove la malinconia è una virtù eterna.

Alla fine io davvero non so fare altro che quell'unica cosa: amare.


Tuesday, 15 December 2020

Una brutta sorpresa

Ed eccoci al momento fatale.
 
Il tram da qualche minuto sta attraversando una zona un po' trasandata della citta', una collezione di grandi edifici anonimi, tipici di quartieri ormai morenti, in dismissione cosi' come le fabbriche e le officine che un tempo gli diedero vita.
 
Quasi mai nessuno scende in un quartiere che ormai e' solo uno spazio da attraversare, ma oggi e' diverso. All'approssimarsi di una stazioncina, testimoniata solo da una pensilina logorata dall'incuria, il nostro ometto si alza dal seggiolino, preme il pulsante per chiamare la fermata, si prepara insomma a lasciare la vettura.

Ai suoi due aguzzini non pare vero - tra tutti gli scenari possibili quello e' davvero il migliore. Lo seguono con lo sguardo, e come scende, loro scendono. Cammina senza voltarsi indietro, quel bizzarro ometto, davvero il piu' inusuale tra i frequentatori di un quartiere ormai popolato solo da fantasmi. In circostanze diverse davvero uno potrebbe chiedersi 'ma cosa Diavolo ci fara' qui quel tale?'. Ma, cosa vuoi che ti dica ... quando c'e' di mezzo un Demone il Diavolo non e' piu' necessario per spiegare cio' che accade ...

'Ormai e' nostro' pensano i due energumeni. Gli lasciano un po' di vantaggio, giusto quello necessario per il tempo di allontanarsi dalla strada principale - semideserta, questo si, ma comunque scomoda per eseguire certi lavoretti. Sono  a pochi metri di distanza quando lo vedono deviare a sinistra, in un corridoio gia' laterale. Affrettano il passo per non perderlo di vista - difficile che si sia accorto di noi - pensano Pippo e Pluto, ma meglio evitare che prenda troppo vantaggio.

Hanno fatto bene ad affrettare il passo - nel momento in cui anche i due eroi si sono infilati in quel corridoio, quello - possibile che abbia capito? - sta entrando in una viuzza - abbiamo rischiato di smarrirlo, ma adesso e' nostro, andiamo!.

In effetti ormai sono in terra di nessuno. Li, anche gridasse, anche cercasse di reagire, non avrebbe scampo. Tom e Jerry non conoscono la zona cosi' bene, ma davvero non poteva andar loro meglio: quel trippone si e' infilato in quello che sembra un vicolo cieco, una trappola dalla quale non ha scampo.

Stretto tra due alti palazzi, o quel che resta di due alti palazzi, il vicolo e' buio anche se e' solo tardo pomeriggio (o almeno lo era quando siamo scesi da tram ... ma tu guarda che strano, era sereno fino ad un attimo fa ed adesso e' calata una strana foschia ... non si vede molto, per fortuna abbiamo i cellulari per fare un po' luce).

Ok, il vicolo sembra proprio senza uscita. Non abbiamo sentito sbattere una porta o infrangere un vetro, ed ha avuto solo pochi secondi di vantaggio. Quindi si sta nascondendo da qualche parte. Evidentemente ha capito di essere seguito ed adesso se ne sta li a tremare come una foglia da qualche parte in questa fogna. Cerchiamolo, poi gliela faremo pagare.

Avanzano lentamente, cercando dietro cumoli di assi poggiati da una parete, sotto reti semi arrugginite lasciate li da chissa' quanto tempo. Separsi e' un'ottima idea per ottimizzare un compito simile.

'Credo di averlo trovato' dice Gianni. Eccitato si avvicina, senza neppure aspettare la risposta di Pinotto, ad un bidone dell'immondizia. 'Sei in trappola, bastardo' dice sollevando il coperchio.

Tu immaginati la sua sorpresa quando, su un cumulo di sporcizia e rifiuti, trova la testa di Pinotto. Strappata via dal corpo, neppure tagliata di netto. Sul volto un'espressione di orrore, e sangue, sangue dappertutto.

'Allora' dice infine una voce lugubre alle spalle di Gianni 'hai trovato quel che cercavi? Io si'. Ed una seconda testa finisce nel sacco.

Promosso a pieni voti.

Sunday, 13 December 2020

Una breve storia dell'orrore

Sono contento di essere tornato ad abitare queste vecchie stanze, e credo che non sarà un breve soggiorno il mio.

Devi sapere che una delle cose di cui vado più fiero è una breve storia horror che ho scritto con una mia carissima amica, e che abbiamo avuto pubblicata su una rivista di fumetti, qualche anno fa. La cosa buffa è che già a quel tempo non vivevo in Italia, e non riuscii dunque a comprare il volume ... ma non importa, è lo stesso stato molto bello, e vorrei tanto ripetere l'esperienza.

Come sai mi ispirano i sogni, ed in effetti quel che segue io l'ho esperito, e goduto, qualche notte fa.

Per una volta non sono il protagonista, ma una sorta di osservatore, una figura a metà strada tra giudice e maestro.

Un demone deve mettere in pratica i miei insegnamenti. Il compito che gli ho affidato, per avviarlo alla sua funzione, è per nulla banale: deve uccidere qualcuno che merita di morire.

Non ho corpo, sono puro spirito. Osservo senza essere veduto da nessuno, nemmeno dal mio discepolo, che semplicemente sa di dover uccidere entro un certo limite di tempo, e solo chi davvero lo merita.

Dal mio regno ultraterreno ho fatto precipitare l'apprendista in una grande metropoli, nel corpo sgraziato di un ometto di mezza età. Non sa nulla delle circostanze, deve improvvisare, e deve farlo in fretta.

È su un mezzo pubblico affollato. Le mani frugano il cappotto alla ricerca di un indizio, di un contesto che faciliti le cose. Prende il portafogli dalla tasca interna del soprabito per dare un'occhiata alla sua stessa identità. Il borsello è gonfio di banconote: pezzi da 100 e da 50, come raramente se ne vedono su un mezzo pubblico.

Qualcun altro, oltre al piccolo demone, ha visto quel denaro. E lui se n'è accorto. Sono in due, giovani, ben piantati, pronti a tutto. Si sono fatti un cenno di intesa che è valso più di mille parole.

Continua ...

Saturday, 12 December 2020

Paolo Rossi

Non sono cresciuto con Paolo Rossi. 
 
Ero troppo piccolo nell'estate del 1982 per ricordarmi di Cabrini, Tardelli, Rossi e Pertini, e quelle immagini, il grido liberatorio della vittoria come la partita a Briscola sull'aereo le ho acquisite piu' tardi, apprezzandone un aspetto di entusiasmo disgiunto dal furore.

Misura. 
Il senso della misura e della compostezza, la consapevolezza che non tutti i ruoli sono uguali, e che pero' ognuno, anche un calciatore, puo' fare una parte - a patto che sia semplicemente la sua.

Questo per dire che di questa vicenda mi ha colpito soprattutto il commento di un compagno di squadra di Paolo Rossi. Non so chi, forse Tardelli, forse Cabrini (nomi altrettanto remoti e sbiaditi nella mia memoria).

Salutando l'amico e compagno, ne hanno esaltato la gentilezza, l'essere corretto e, volendo usare un solo termine, l'onesta'. E si e' spinto oltre, nel ricordo, nell'apologia - affermando che, in effetti, quella della virtu' e' una via che raramente tradisce.

Non ci sono solo i milioni di euro, le luci della ribalta, il successo ostentato, l'esibizione di vizi e potere.

C'e' anzi molto d'altro, e di piu'.

Purtroppo in molti non riescono proprio a rendersene conto, e rincorrono allora la superficialita'.

Paolo Rossi, mi dicono, aveva un podere, delle vigne, laggiu' in Toscana.

E' stato probabilmente piu' ricco ed amato di tanti invasati dal successo e dagli eccessi.
 
Esiste un'alternativa a cio' che l'amigdala indica.
 
C'e' l'umanita'.