Monday, 11 October 2021

Prima dei Social Network



Prima dei Social Network c'erano i blog. Come dire che prima dei centri commerciali c'erano le botteghe, o prima dei fast food la buona abitudine di mangiare lentamente.

E' innegabile che se hanno vinto i Social Network, cosi' come i centri commerciali o i fast food, c'e' una ragione, ed io credo di conoscerla. Non e' che questi prodotti, che fatturano, muovono, accentrano, siano migliori - di certo almeno tali non sono per tutti. Il fatto, e nel mio caso e' un problema, e' che certi avventori di blog, botteghe e ristorantini tranquilli sono un po' pigri, distratti, caratteristiche tipiche questi di chi ad esempio e' perennemente innamorato. Ed allora quello che capita e' che diventa piu' difficile incontrarsi per caso in un blog, in una bottega, in un ristorantino ... perche' sono remoti, lontani, e noi distratti dall'amore, dal lavoro, o semplicemente stanchi, e comunque in bisogno di contemplazione.

Qui un tempo ci si incontrava perche' era naturale essere presenti. E poi ci si riconosceva come simili. E poi nascevano l'amicizia, a volte l'amore (ed in un paio di circostanze anche dei disastrosi fraintendimenti).

Ti racconto un po' della mia vita.

Per anni ho vissuto a Edimburgo, forse te ne ho gia' parlato. A Edimburgo, per altro, ho incontrato una donna che avevo proprio conosciuto qui, su blogger, e che ormai da 10 anni e' nel mio cuore. Ma oggi non ti parlo di lei ... torniamo al discorso di cui sopra ... Il primo anno ho vissuto in William Street (vedi foto qui sopra), nel West End di Princes Street. Benche' quella parte di citta' sia nota come 'New Town', in verita' e' tutto straordinariamente antico ... se ci capita di fare quattro passi assieme da quelle parti' ti ci porto di sicuro e vedrai di persona, e sentirai, sfiorando le pareti, infinite generazioni passate di li.

Ai tempi, e devo ammettere che non ho mai perso del tutto questa abitudine, per quanto i diversi ambienti possano favorirla o contrastarla, spesso lavoravo fino a notte fonda. E cosi' mi e' capitato diverse volte di tornare a casa nel deserto di una citta' addormentata. Passavo, me ne ricordo bene, su per il Royal Mile, e poi, all'altezza di un 'Close' ripido e segreto (li e' uno dei luoghi piu' romantici dove ci si possa baciare ... altra cosa da sperimentare di nuovo), scendevo verso casa.

A volte tornavo a stomaco vuoto da una lunga sessione in ufficio. Ed allora, per forza, passavo dal McDonald di Princes Street - che rimaneva a quel punto l'unico punto di ristoro a portata di mano. Ecco ... di giorno non ci sarei entrato neppure mi avessero pagato. Solo la notte, e la fame, mi portavano li. E solo la notte, e la fame, li ti avrebbero portato.

E forse neppure se vicini l'uno all'altra ci saremmo riconosciuti. In fila indiana, di fretta, funzione del numerino stampato, saremmo stati solo l'ultimo ingranaggio di una catena di montaggio. E' che siamo noi ad essere sbagliati. Gli altri riescono benissimo a 'cuccare' anche da McDonald. Ma noi abbiamo bisogno di tempi dilatati, di contemplazione, di concentrazione assoluta. Tutte cose che svaniscono al 'next' che ci ricorda che adesso tocca a noi.

2 comments:

  1. [...] spesso lavoravo fino a notte fonda [...]
    Quanto mi ritrovo in queste parole :D
    A volte ancora adesso... ma più che altro, ora lavoro da casa, fino a notte fonda.

    Ieri prima cena (dopo tantissimo tempo) con alcuni compagni di ufficio e colleghi. Siamo scesi al locale per studenti qui vicino... mi sembrava di essere in gita scolastica :) ero contenta come una scolaretta.

    I social: io ogni tanto li uso ma non pubblico davvero niente... li uso per lavoro e per tenermi in contatto con alcune persone care.

    Un abbraccio,
    Giulia

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  2. Che bello, Giulia :-)
    Spero presto di poter tornare alla vita che sto dimenticando cosa sia ;-)

    Un abbraccio,

    Gio

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