Tuesday, 15 December 2020

Una brutta sorpresa

Ed eccoci al momento fatale.
 
Il tram da qualche minuto sta attraversando una zona un po' trasandata della citta', una collezione di grandi edifici anonimi, tipici di quartieri ormai morenti, in dismissione cosi' come le fabbriche e le officine che un tempo gli diedero vita.
 
Quasi mai nessuno scende in un quartiere che ormai e' solo uno spazio da attraversare, ma oggi e' diverso. All'approssimarsi di una stazioncina, testimoniata solo da una pensilina logorata dall'incuria, il nostro ometto si alza dal seggiolino, preme il pulsante per chiamare la fermata, si prepara insomma a lasciare la vettura.

Ai suoi due aguzzini non pare vero - tra tutti gli scenari possibili quello e' davvero il migliore. Lo seguono con lo sguardo, e come scende, loro scendono. Cammina senza voltarsi indietro, quel bizzarro ometto, davvero il piu' inusuale tra i frequentatori di un quartiere ormai popolato solo da fantasmi. In circostanze diverse davvero uno potrebbe chiedersi 'ma cosa Diavolo ci fara' qui quel tale?'. Ma, cosa vuoi che ti dica ... quando c'e' di mezzo un Demone il Diavolo non e' piu' necessario per spiegare cio' che accade ...

'Ormai e' nostro' pensano i due energumeni. Gli lasciano un po' di vantaggio, giusto quello necessario per il tempo di allontanarsi dalla strada principale - semideserta, questo si, ma comunque scomoda per eseguire certi lavoretti. Sono  a pochi metri di distanza quando lo vedono deviare a sinistra, in un corridoio gia' laterale. Affrettano il passo per non perderlo di vista - difficile che si sia accorto di noi - pensano Pippo e Pluto, ma meglio evitare che prenda troppo vantaggio.

Hanno fatto bene ad affrettare il passo - nel momento in cui anche i due eroi si sono infilati in quel corridoio, quello - possibile che abbia capito? - sta entrando in una viuzza - abbiamo rischiato di smarrirlo, ma adesso e' nostro, andiamo!.

In effetti ormai sono in terra di nessuno. Li, anche gridasse, anche cercasse di reagire, non avrebbe scampo. Tom e Jerry non conoscono la zona cosi' bene, ma davvero non poteva andar loro meglio: quel trippone si e' infilato in quello che sembra un vicolo cieco, una trappola dalla quale non ha scampo.

Stretto tra due alti palazzi, o quel che resta di due alti palazzi, il vicolo e' buio anche se e' solo tardo pomeriggio (o almeno lo era quando siamo scesi da tram ... ma tu guarda che strano, era sereno fino ad un attimo fa ed adesso e' calata una strana foschia ... non si vede molto, per fortuna abbiamo i cellulari per fare un po' luce).

Ok, il vicolo sembra proprio senza uscita. Non abbiamo sentito sbattere una porta o infrangere un vetro, ed ha avuto solo pochi secondi di vantaggio. Quindi si sta nascondendo da qualche parte. Evidentemente ha capito di essere seguito ed adesso se ne sta li a tremare come una foglia da qualche parte in questa fogna. Cerchiamolo, poi gliela faremo pagare.

Avanzano lentamente, cercando dietro cumoli di assi poggiati da una parete, sotto reti semi arrugginite lasciate li da chissa' quanto tempo. Separsi e' un'ottima idea per ottimizzare un compito simile.

'Credo di averlo trovato' dice Gianni. Eccitato si avvicina, senza neppure aspettare la risposta di Pinotto, ad un bidone dell'immondizia. 'Sei in trappola, bastardo' dice sollevando il coperchio.

Tu immaginati la sua sorpresa quando, su un cumulo di sporcizia e rifiuti, trova la testa di Pinotto. Strappata via dal corpo, neppure tagliata di netto. Sul volto un'espressione di orrore, e sangue, sangue dappertutto.

'Allora' dice infine una voce lugubre alle spalle di Gianni 'hai trovato quel che cercavi? Io si'. Ed una seconda testa finisce nel sacco.

Promosso a pieni voti.

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