Monday, 24 August 2020

Torneremo a ...

 Torneremo a ridere, a fare l'amore, a giocare.

Nel frattempo io sogno di ridere, di fare l'amore, di giocare.

Sono in compagnia di una ragazza con la quale ho riso, fatto l'amore e giocato, e che ora e' lontanissima, oltre l'Oceano, laggiu', in una terra remota e se possibile ancora giovane. Assieme siamo andati a visitare un amico in comune, preoccupati dal prolungarsi della sua assenza, seguita a voci confuse su condizioni di salute e problemi di famiglia.

Vive in un palazzo elegantissimo ed austero, un residuo di Impero Asburgico a Milano, tra Parco Sempione ed il centro - li dove ero solito andare a camminare negli anni d'universita'.

Non conosciamo l'esatta ubicazione del suo appartamento, e quindi esploriamo in silenzio ampie scalinate, ingressi severi ed incolori, dove immensi portoni, incorniciati in lesene che sembrano rimarcare come l'ingresso sia vietato a chiunque non sia padrone, piu' che semplice proprietario, di quelle stanze.

C'e' un netto contrasto, apparente, tra la vivacita' del nostro amico e l'ambiente, ed ancora di piu' tra noi ed un'atmosfera sfacciatamente marziale, e per questo, ai miei occhi, ridicola. Oh, se solo sapessero, quei padroni, quelle pareti, quale marzialita' e' celata nei nostri cuori, custodita e nascosta dal riso, dall'amore, dal gioco.

...


Argh, il lavoro mi chiama. 

CONTINUA.

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