Thursday, 12 April 2018

Cose che ho imparato



Alcune cose le ho imparate, nella vita.

Ed e' buffo, ma beffardo forse e' un termine piu' adeguato, che uno come me, di temperamento riflessivo, di approccio teorico, incline alla speculazione delle 'necessarie dimostrazioni' tanto care a Galileo piu' che alla pratica, abbia finito invece per capirci qualcosa attraverso le 'sensate esperienze', ovvero il contatto non mediato da alcun'ipotesi con il reale, ovvero le botte di cui il caso ha disseminato la mia vita.

Le mie deprecabili ipotesi ... erano tanto vane quanto le speranze dei teologi, pura estetica, nulla sostanza.

E sai che ho capito, di questa vita, da questa vita?

Che il 'noi', per 'noi', non esiste.

Mi viene un nodo alla gola mentre sussurro queste parole, e formulo la diagnosi semplice e perfetta di un male cronico e bastardo.

Non esiste per me, e forse non esiste per Barbara, Silvia, Giulia, Maddalena (M. ti chiamo cosi', preferisco un nome inventato ad un semplice M. :-)), Marco.

Potrei riferirmi al solito incipit dell'Anna Karenina, secondo cui tutte le famiglie felici sono simili tra loro, mentre ogni famiglia infelice lo e' a modo suo, ma e' tanto amaro osservare come l'epilogo della mia vita sia contenuto in un prologo che preferisco lasciar caracollare i pensieri, evitare che sostino troppo a lungo su un punto, e cercare la piu' misera delle distrazioni nell'unica attivita' nella quale ormai riesco a distrarmi: la riflessione sul passato, sugli errori, sulla ruggine esistenziale.

'Noi' non esiste.

Non esiste negli affetti piu' intimi, quelli famigliari, non esiste negli affetti piu' profondi, quelli di chi amiamo nell'altro modo, in quello dei sensi e delle corrispondenze ideali.

'Noi' non esiste.

Mi viene in mente mia sorella.
Mi vengono in mente le sue solenni promesse, i proclami, la denuncia circa la vacuita' dei rapporti umani tra uomo e donna, e della vita di coppia insomma.
Sara' capitato due o tre volte, ogni tre o quattro anni, nel breve periodo tra Tizio e Caio.
E si confidava con me, e lodava la solitudine finalmente incontrata, e spiegava che 'noi siamo diversi', e 'noi stiamo bene solo da soli', e non sapeva minimamente di cosa stesse parlando.

Mi viene in mente il mio piu' caro amico - quello per cui ho iniziato a scrivere della mia Dystopia, ormai 9 anni fa. Anche quel 'noi', piu' sentito poiche' consapevolmente costruito, non e' mai esistito, e si e' schiantato in un punto di biforcazione che lui ha potuto, e voluto superare, e che per me non e' mai esistito.

E mi viene in mente la donna che ho amato, e anche se non so dirti esattamente come, o perche', anche questa volta il 'noi' non ha resistito alla realta', alla natura.

Non riesco a trasformare i ricchissimi sentimenti che mi circondano, che ispiro e che creo, in qualcosa di diverso dal fuoco.

6 comments:

  1. Il "noi" non esiste, dici, son d'accordo.
    Ogni persona che incontri nella vita non puoi penetrarla a tal punto da poterti permettere di parlare al plurale, eppure in ogni persona, anche estranea, puoi riconoscere sfumature che ti appartengono.

    Forse l'amore è questo, desiderio di comunione, voglia primordiale di riconciliarti col tuo "io" che senti rotto, frantumato, e allora cerchi completamento in un "io" estraneo da te.

    In questa concezione panteista, idealmente, vorresti fare l'amore ed entrare in intimità con ogni persona al mondo, perchè ognuno, fuori da te, ha qualcosa che ti appartiene, eppure non ti apparterrà mai completamente.
    SR

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    1. Spero per te sia davvero così, Silvia. Io di mio non ho ispirato questo sentimento. Io come uomo non esisto. Sono qualcosa sempre di esterno. Nessuna si è fusa a me.

      Gio

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    2. Per me è così a tratti Gio, non sempre, non dipende dall'altro ma da quanto tu stesso riesci ad essere ricettivo.

      E comunque...perchè sempre così disfattista Gio? Non posso credere che tu ti senta realmente come scrivi di sentirti. No, non posso crederci, innanzitutto perchè se fossi completamente annichilito come dici non terresti un blog e non scriveresti questi pensieri. :)

      Ciao Gio, un abbraccio

      SR

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    3. Poi ti racconto :-)

      Ciao SR!

      Gio

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  2. Non esiste negli affetti piu' intimi, quelli famigliari, non esiste negli affetti piu' profondi, quelli di chi amiamo nell'altro modo, in quello dei sensi e delle corrispondenze ideali.

    Penso alla mia, di situazione, e mi sembra che, grosso modo, anche per me sia così.

    Ho voluto fortemente costruire un "noi", il più fortemente di tutti con quello che è diventato mio marito, ma... non mi è riuscito. Lui non cercava un "noi", non con me almeno. Ho rinunciato, arrendendomi all'evidenza, da ormai cinque anni.

    C'è una parvenza di "noi", al momento, su altri fronti. Ma anche lì, chissà. Se è veramente un "noi" (io al momento lo sento tale) non ho la certezza di dirlo. Spero fortemente che lo sia, ma, appunto, chissà...
    ...un "noi", credo, non dovrebbe lasciare adito a dubbi. O no?

    Un abbraccio,
    Giulia

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    1. Mi auguro dal profondo che per te sia cosi'.
      E non credo che il 'noi' sia per forza di cose immediato a riconoscersi, anzi.
      Ciao Giulia :-)

      Gio

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