Saturday, 10 March 2018

Quante cazzate

Quante cazzate ho imparato, quante cazzate mi hanno insegnato.

C'è stato un periodo in cui, da bimbo, piangevo molto.
È stato il periodo iniziato con il mio lungo ricovero ospedaliero, tra i 9 ed i 10 anni, e finito per stanchezza.

Ero entrato in ospedale coraggioso e forte.
Ma poi ...
Dopo centinaia di iniezioni, medicazioni, bende, pomate che bruciavano ... ho iniziato a piangere alla vista dell'ago, a tremare all'odore dell'etere, a disperarmi all'idea di dover tornare sotto i ferri.

'Non frignare' mi dicevano (a volte).
'Non fare il frignone' aggiungevano (a volte).

E così io oltre che a soffrire mi sentivo pure in colpa.

E soprattutto imparavo ad essere spietato e marziale con me stesso.

Non sono un frignone, contenti?, in compenso sono un morto che ostinatamente cammina.

Per carità, non rimprovero a chi mi chiamava 'frignone', sicuramente gli sarà sembrata la cosa giusta per difendere chissà quale onore o futuro.

Forse tra tutti i futuri possibili sto vivendo quello migliore.

Ma sarebbe stato preferibile, per me, crepare da bambino, magari prima di imparare ad avere paura di questa vita orribile, certamente prima di iniziare una ridicola controffensiva contro il male.

2 comments:

  1. Pensa che io, invece, a volte vorrei proprio dimenticarmi di esistere,
    e avendo passato molto meno di quello che hai passato tu...
    ...mi vergogno un po', ecco.
    Ti abbraccio,
    Giulia

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  2. Non vergognarti, Giulia.
    Bene invece l'abbraccio :-)

    Gio

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