Saturday, 14 October 2017

Sulla Meccanica Quantistica, ovvero ...

La mia relazione con Dalila continua, benche' assai diversa da come avrei desiderato, e da come chiunque avrebbe potuto aspettarsi.

E' gia' stata a dormire da me due volte.
L'ho vista, nell'attimo immediatamente precedente alla doccia, in mutandine e reggiseno, e credimi: ha due tette magnifiche, ed un fisico da atleta, muscoloso e tonico.
Abbiamo passato tanto tempo l'uno accanto all'altra, sul mio letto, a leggere, fantasticare, prenderci in giro.

[Quanto avrei voluto farmela, tu non hai idea]

E stante queste premesse, di conseguenza ad una risposta ad una domanda diretta ma non triviale, io comunque non l'ho sfiorata neppure con un dito, che' lei mi ha spiegato, senza possibili fraintendimenti che non sente alcuna attrazione fisica con me, perche', come darle torto ... beh, io sono quella cosa li.


Stiamo davvero bene assieme, parliamo di cose disparate ed assurde, ridiamo, ricordiamo, passiamo ore dense, e fertili nel senso che forse Platone per primo intese nella parte finale del 'Simposio'.

Ed io le spiego che lei difficilmente può misurare il me stesso di un giorno qualunque.

Perche' se lei e' li con me, proprio come in meccanica quantistica, il 'sistema' Gio non esiste piu': ad esso si sostituisce qualcosa che, bene o male, e' proiettato su di lei.

Io sono fatto cosi'.

Io 'sento' al punto da rendermi irriconoscibile.
Sento un'idea, sento la presenza di una donna, sento perfino i sogni.

Cosi' tu che mi hai incontrato in questo dominio della frustrazione e del dolore, faticheresti a riconoscermi al tavolino di un caffe' di Milano.

Ma non credermi un camaleonete.
Macche'.
Il camaleonte si mimetizza per fini predatori, o di sopravvivenza, non so.
Io ... no.

4 comments:

  1. -sto passando in rassegna tutti i post che mi sono persa in questi giorni senza internet-

    Scopro cose magnifiche sul tuo blog.

    (tuttavia insisto col pensare che tu NON SIA quella cosa lì, ma che tu ABBIA quella cosa lì. secondo me è più corretto così)

    ReplyDelete
    Replies
    1. A quella cosa li, Straniera, io devo associare anche le mie parziali qualità.

      La dolcezza, ad esempio.
      La premura per l'altro, perchè non soffra.

      Tutte cose che congiurano contro i miei approcci amorosi quanto la bruttezza, e che ioconsidero 'me stesso'.

      Per fortuna esistono donne come te, Barbara!

      Gio

      Delete
  2. A volte le vicende della vita si spiegano benissimo con i concetti della fisica.

    Quanto capisco la misura del Gio in un giorno qualunque... che Dalila non potrà mai fare, se non diventando invisibile e seguendoti passo passo e osservandoti a lungo mentre tu non sai che lei è lì accanto...
    Quello che può fare è la misura dello stato interagente (o forse no, comunque ti percepisce nell'autostato in cui "decadi" in sua presenza).

    Io in questi mesi pensavo al fatto che conoscere la persona che ho conosciuto mi ha sbalzato fuori dal mio stato di equilibrio dei (grosso modo) tre anni precedenti. Al momento, mi sento in uno stato metastabile, e non so se sono già all'equilibrio o meno, e se essere all'equilibrio è desiderabile oppure se è una sorta di "morte termica", se invece sarebbe molto meglio un bell'equilibrio dinamico, o solo un discreto quantitativo di energia cinetica per esplorare attorno all'equilibrio...

    Va beh, scusa, vado a raccattare i panni lavati che è meglio. Poi mi metto a lavorare, evvivaladomenica...

    Un abbraccio,

    ReplyDelete
    Replies
    1. La tua sensibile intelligenza, Giulia, merita una risposta articolata, cinetica, nel senso che intendi tu.

      Scriverò presto di equilibrio.

      Sai cosa c'è, di buffo?

      Dalila è, come noi due, una fisica.

      A presto!

      Gio

      Delete