Saturday, 28 October 2017

Non basta

La quantità di complimenti che Dalila, donna schietta e sincera, mi ha fatto in queste settimane è addirittura imbarazzante.

E che dire delle ore che ha passato in treno, almeno 4 tra andata e ritorno per ognuno dei nostri incontri, solo per vedermi per una casta serata ed una colazione?

Per qualche motivo che in tutta franchezza non capisco 'le piaccio', ma niente amore, niente 'contatto', e perchè, semplicemente, non si sente attratta da me - il che equivale ad una massiccia pietra tombale sul nostro rapporto.

Ti dirò di più: mi ha confessato che un suo ragazzo 'storico' era davvero brutto, ma ... niente da fare, non quanto me evidentemente.

Non c'è niente da fare.

Nessuna qualità dell'animo può compensare le mancanze di un corpo sgraziato.

Ed a peggiorar le cose sono l'intelkigenza e la fatica, che si trasformano in rassegnazione, impoverendo lo spirito.

...

Le sono infinitamente grato di essere stata sincera come nessun è mai stata con me. Mi ha fatto soffrire, tremendamente, ma almeno non si è inventata scuse, almeno non mi ha umiliato riempendomi di bugie ridicole.

Tutte le altre ... tutte l'hanno fatto.
Tutte a dirmi che non conta la bellezza, che ciò che importa davvero è altro.
Palle.
Cazzate.
Ipocrisie.

Credo di mettere in difficoltà le donne anche solo per il fatto di obbligarle ad ammettere la loro superficialità, tanto simile a quella di noi uomini, o a mentire.

...

Mi devo rassegnare a questa vita inutile, fredda, ridicola.

Se non mi vuole una come Dalila, nessuna mai avrà un interesse sensuale per me.
Nessuna donna mi sceglierà.
Il che è dire che sono peggiore di ogni uomo mai scelto da una donna.

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Immagino l'uomo come insieme di qualità molteplici, impossibili a prima vista da ordinare in senso razionale.

La donna, con naturalezza, riduce ad istinto la complessità di un essere umano.
La donna prende questo suo istinto, l'essere attratta o provare indifferenza, e promuove e gratifica o ignora e mortifica.

Nessun'altra forma di interazione, nemmeno la più poetica ed ideale, equivale quella specifica scelta di donare ad un uomo il proprio corpo.

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Ma chi cazzo me l'ha fatto fare di vivere 30 anni di dolore, fatica e privazioni?

Sarebbe stato meglio, per me, crepare a 9 anni, di quel male che quasi mi uccise nel settembre del 1988, come la natura aveva progettato.

Ed invece ho riempito il mio corpo di cicatrici, la mente di stupidi sogni.

Per niente.

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E mi vergogno di ogni singolo giorno in cui mi sono sentito sereno, in cui ho creduto d'esser sereno,

Per uno come me, che ha sempre sentito l'amore, ed in forma minore il sesso come apicali, centro ed unico senso, pur parziale, dell'esistenza, questa mia vita non è che un continuo squallore.

Non c'è un giorno, non un'ora, non un minuto che sfugga a questa angosciante definizione.

Surrogati ne ho provati tanti, ed inventati alcuni: non valgono nulla.

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3 comments:

  1. Leggo, e non so cosa dire...

    ...solo, ti auguro di stare bene.

    Giulia

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  2. Non preoccuparti, Giulia.
    Di mazzate ne ho prese tante, ma i surrogati pur non valendo nulla a volte sanno ingannarmi bene.

    Ciao!

    Gio

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  3. Ma che...? Gio, era da tanto che non entravo qui. Ti leggo. Un abbraccio sincero.
    SR

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