Sunday, 3 September 2017

Le donne, i sensi, i sentimenti, l'amore

Stimolato dalle tue parole ho ripensato, rivisto e rivissuto alcuno dei momenti piu' intensi della mia vita.

Mi e' tornata alla memoria Giulia (curioso che avesse proprio quel nome a me da sempre caro), la prima donna con la quale ho fatto l'amore, ed ho sentito ancora sulla pelle le sue unghie, che graffiarono il mio collo nel momento apicale dell'orgasmo.
Ed era di fronta a me Irene, un istante prima di essere presa, nuda, giocosa e provocante, e mi era di fronte come l'ultima volta, magnifica nel suo ancheggiare, nel suo essere fluida, ipnotica e morbida come un'onda.

Il tempo, più precisamente la sua contrazione,  l'esperienza, mi ha consentito di accumulare e riflettere su queste immagini, di assimilarle e distinguerle dai sogni, che pure hanno ispirato o dissipato.

Senza una donna al mio fianco io dilapido la mia esistenza, ne sono certo.
Senza la sua sensualita', il sentimento e l'intelletto, il tempo non e' altro che collezione di istanti vuoti, tutti uguali tra loro, inerti, e la vita una farsa, un susseguirsi di pure formalita'.

Esiste un'incompletezza insopportabile nella solitudine, ma non e' quella considerata  nel discorso circa l'ideale, approssimativo, di cui si tratta nella prima parte del 'Simposio'. Il mito dell'ermafrodita, la creatura di cui ognuno di noi sarebbe una parte perennemente alla ricerca della propria complementarita' per ristabillire un essere originario e completo, e' una distorsione grossolana di un fenomeno infinitamente complesso e profondo.

Non c'e' fecondita' nell'ermafrodita, e nelle sue meta' vaganti pulsa solo la malinconia per un egoismo perfettamente compiuto, statico e soddisfatto di se'.

No, non e' nell'imperfezione di una meta' che si esprime il senso profondo dell'amore.

Platone stesso, nel discorso su Diotima, si avvicina ad una definizione piu' precisa dell'amore, che non puo' disgiungersi dal concetto della fecondita'.

Fecondita'.
L'amore ci fa fecondi, non semplicemente completi come quegli ermafroditi orgogliosi ed ottusi.

[Ovviamente, seguendo le orme di Platone, non mi riferisco alla procreazione biologica].

La fecondita' dell'amore e' nella crescita' impetuosa, sorprendente, dei nostri esseri.
E' una fecondita' spaventosa, perche' ha costi imprevedibili, ma e' irrinunciabile.

Quante volte, accanto ad una donna, nell'amore o in un'altra forma di contatto, ho, assieme a lei, trasceso me stesso!
Quante volte anche solo pensandola, perfino se per soffrirne la mancanza (ho sofferto moltissimo per amore, se vuoi te ne parlero'), ho trasformato me stesso.
La poesia, la musica, la prosa, e tutto cio' cui queste discipline ambiscono, commentare il passato, consolare o ispirare i sogni, istruire le idee, mi sono state comprensibili quasi esclusivamente nell'amore.

Ho osservato in silenzio la purezza di una donna nuda, nel sonno che segue l'amore.
L'ho osservata ed attesa.
Ho visto lentamente tornare in superficie il suo desiderio, l'ho visto lentamente propagarsi dal centro verso le sue estremita', e convergere ancora nel fulcro del piacere e della vita.
Ed ho vissuto l'esperienza irraggiungibile di restituire io stesso calore al corpo nudo di una donna, traducendo in lei il mio movimento.

La tua vita di uomo ha un punto di discontinuita'.
Esiste la tua vita di uomo prima dell'incontro con la donna, e poi un'altra esistenza, diversa, misera e ricchissima in cui lei è imprescindibile.

(continua).

6 comments:

  1. Grazie Gio per questo post, l'ho apprezzato davvero molto. Provo a replicare.

    Mi piace quando parli di fecondità. Mi viene in mente l'immagine di un seme, qualcosa in potenza, che racchiude energia vitale, ricchezza, dinamicità, multiformità.
    L'amore, l'unione tra un uomo e una donna, somiglia molto ad un super-potere... uno scambio di energie, un leggere se stessi attraverso la luce dell'altro, e conservare poi un po' di quella luce, farla diventare parte di sé.

    In fondo, vista dalla prospettiva biologia, siamo bestie, la riproduzione è l'istinto primordiale per eccellenza, e in quanto primordiale, ci ricongiunge con il nostro essere più antico, autentico, originale... con in più la sublimazione dell'intelletto, che vede, prende atto dei gesti, li trascende e li interpreta... diventa tutto concerto e poesia. Arte?

    Tu dici che l'amore, quando c'è, inebria tutto ed è pervasiva in ogni aspetto della vita dell'innamorato. L'amore-musa ha ispirato così tanti poeti a scrivere poesie, sembra un'energia potentissima, mi piacerebbe poterla sperimentare, tuttavia, da come son fatta, non credo di esserne in grado.

    Ti faccio un'altra confessione.

    Da un po' di tempo a questa parte mi sta tutto molto stretto. Sono insofferente.... tutto mi sembra vano, superfluo, finto. Mi sento presa in giro... continuamente. Non riesco ad accendere la tv o leggere un giornale senza che mi venga l'orticaria dal fastidio, è tutto così artificioso, così impostato...un continuo lavaggio del cervello che potrei accettare ma non ho più voglia di accettare.

    Alla fine per cosa vale la pena impiegare energia? Dove si va? Abbiamo tutto e non abbiamo niente. Questo mondo lo stiamo distruggendo. Il materialismo, l'ostentazione, la venalità, la prevaricazione, la violenza... mi sembra che non importi più nulla... è tutto distruttivo, cosa rimane di costruttivo?

    Già nel piccolo, la vita di ogni giorno è una violenza. Io vivo nella frenesia di Milano...il frastuono, il traffico, lo smog, lo stress, le pubblicità, le luci, gli odori... per me è tutto insopportabile. Non so proprio capire chi dice di amare le grandi città. Ai miei occhi le metropoli sono dei super organismi sempre in fermento e le persone che partecipano a questo fermento perdono la propria identità di individui e diventano pedine.

    ...mmmm, mi devo fermare, sto perdendo il filo del discorso....tutto questo per dire che... in questo periodo un po' di sconforto ho cercato, dalla relazione con un uomo, anche una distrazione, una via di fuga....un qualcosa di positivo, un conforto, dell'affetto, una dimensione più intima, svincolata dal trambusto... e devo dire che ne son rimasta soddisfatta.

    Tu scrivi: "La tua vita di uomo ha un punto di discontinuità'. Esiste la tua vita di uomo prima dell'incontro con la donna, e poi un'altra esistenza, diversa, misera e ricchissima in cui lei è imprescindibile."

    ...sempre parlano "alla Matrix"... una pillola rossa...lo è stato anche per me, dopo la mia esperienza, forse un po' tardiva.
    Finalmente ho saputo cosa voleva dire e ora non posso più ignorare.

    Alla fine credo che la maturità, il diventare "più maturi", non sia altro che una progressiva presa di coscienza del mondo. La consapevolezza si accompagna poi spesso ad una malinconia di fondo, forse dettata dal fatto che sono cadute le illusioni di cui prima vivevi.

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  2. Prima di continuare devo farti una domanda che forse ti sembrerà sciocca, ma è necessaria perchè le mie ulteriori parole siano per te comprensibili.

    Da quando leggi questo blog?
    Cosa conosci di me?

    Rispetto la tua prudenza, ed è per questo che non ti chiedo nulla circa te stessa.

    A presto,

    Gio

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    1. Ciao Gio.
      Leggo questo blog non da molto, non ricordo come ci sia incappata.

      ...ho iniziato a leggerti dal commento sulla "casalinga di Voghera"...non so se ricordi... che per sbaglio avevo pubblicato in modo non anonimo.

      Di tanto in tanto vengo sul tuo blog per vedere se ci son nuovi post. Mi piace leggerti, mi sento in sintonia con quel che dici.

      Mi chiedi: "Cosa conosci di me?"
      Conosco di te da quel che traspare dalle parole che scrivi qui.

      Se vuoi domandare non farti problemi,chiedi pure, anche su di me.

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    2. Si, mi ricordo bene, ed in effetti avrei potuto capirlo, pensando a come ti sei firmata (SR).

      Una delle ragioni per cui ho voluto rivolgerti quella domanda è che in queste pagine ho nascosto ben poco di me. Ho anche discusso di aspetti forse non proprio raccomandabili della mia vita. Perchè l'ho fatto? Perchè te ne parlo? Il fatto è che quando sento di avere a che fare con persone sensibili e profonde, preferisco la verità, anche scomoda o ambigua, la confessione di certi tentennamenti, piuttosto che l'ipocrisia della menzogna.

      Credo sia il mio modo di rispettare gli altri.

      Sono contento di ritrovarti.

      Sentiamoci via mail, ti va?
      O preferisci che continui a parlarti qui?

      Il mio indirizzo, se vuoi, è gioneldeserto@gmail.com

      A presto,

      Gio

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  3. L'amore ci fa fecondi, [...]

    ...quanto è vero! Il solo riceverne (di manifestazioni d'affetto, d'amore, di desiderio, ...), per me, mi fa felice, mi riempie di una gioia che poi ha come effetto secondario di farmi riversare amore e gioia e affetto tutto intorno...

    Ma anche il rovescio della medaglia: dopo che ricevo manifestazioni d'affetto dalla mia persona "speciale", la mancanza di esse mi fa soffrire, la lontananza e l'impossibilità del contatto, il legame mentale "rotto", mi spegne, mi prostra... quasi da farmi desiderare che nulla fosse successo.

    È così che va al momento, sono un po' sofferente, mi sento addosso la fragilità che da sempre va insieme all'amore per me.

    Mi sento una mezza calzetta che frigna per un nonnulla, e un po' me ne vergogno... quindi aspetto con ansia l'inizio della mia vita frenetica che, almeno, come vantaggio ha quello di non farmi pensare troppo ai problemi sentimentali.

    Un abbraccio Giò!

    Giulia (ma non quella del post! :D :D )

    PS: hai ragione, Giulia è un nome splendido!

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    1. Giulia è un nome dolce e misterioso, antico, molto femminile (non me ne voglia il Divo Cesare).

      Chissà che è oggi, di Giulia.

      Sarà tornata in Spagna?
      Avrà messo su famiglia?
      Avrà dei bambini, faccende da sbrigare, tanti segreti che nessuno sospetterebbe?

      ...

      Si, conosco quella sensazione, il peso della lontananza.
      Ma per me è davvero equivalente alla tensione, alla forza del rapporto. È la trasformazione di energia cinetica in potenziale, non credi?

      Non vergognarti, Giulia! Questa è la vita, non il resto.

      Ti abbraccio,

      Gio

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