Sunday, 17 September 2017

Hai presente?

Quello che segue è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi,

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Io e Vera ci incontriamo a Milano, per il nostro ultimo caffè.

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Hai presente uno di quei saluti che somigliano assai più ad un 'addio' che ad un 'a presto'?

Ed io appunto 'A presto' le ho detto oggi, ma questo è un 'addio', e lo sappiamo benissimo entrambi.

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La vita sa essere così esplicita a volte.

Come l'indirizzo di un incontro tra un uomo ed una donna: c'è chi lei incontra in un caffè, chi in una camera d'albergo. O come il tempo che una donna impiega per prepararsi ad un incontro, e l'ora in cui ci si incontra.

Noi è da anni che ci prendiamo degli ottimi caffè pomeridiani.

Il punto è sempre, è ancora questo.

Non lasciarti ingannare dai libri, da quelle maledette poesie: l'intimità non si condivide che nelle camere da letto!
Non mi riferisco solo al sesso, ma proprio all'amore, anche a quello puro, altissimo, irrinunciabile.

Il resto, le chiacchiere da salotto, per quanto forbite, le lettere, perfino le più segrete, ed ogni confidenza espressa in parola, non sono che un surrogato di second'ordine, o meglio: hanno l'aspetto del surrogato, ma non esiste somiglianza effettiva, piuttosto antitesi, tra l'amore e le parole sull'amore, se a pronunciarle è uno che ha amato doprattutto nei suoi sogni.

Ho orrore di quel museo delle cere che ho raccolto in questo diario, nella forma dei miei pensieri.
È un susseguirsi di fandonie, di patetiche messe in scena, di rappresentazioni grottesche di una mancanza.

Forse potranno avere un senso per chi l'amore lo conosce davvero, e potrà associare ai propri ricordi certe parole.
Per me è solo una discarica di malinconia.

L'amicizia tra un uomo ed una donna può esistere, ed essere ricchissima. E può esistere anche se la donna è una bella donna. Ma se uno vive di autoarchia sentimentale, l'amicizia con una donna somiglia molto ad un vicolo cieco. Un lungo, scivolosissimo vicolo cieco. Non è l'attrazione per lei a complicare le cose: lo è, come sempre, vedere il mondo attraverso occhi meno miopi dei tuoi, senza filtri edulcoranti, senza finzioni retoriche.

Allora è meglio che le amicizie restino superficiali?
Che si rimanga alla speculazione teorica, il cui peso specifico è nullo, ma il cui effetto placebo è innegabile?

Io non lo so.

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Quello che è li sopra è elaborazione fantasiosa di quel che mi è accaduto oggi. Ed in effetti non è successo nulla.

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Speriamo che al nostro prossimo incontro Sabina mi lasci metterle le mani addosso, così finalmente potrò smettere di credere solamente, e finalmente capire qualcosa, avere ricordi, e non solo sogni ridicoli.

Allora non esisteranno più vicoli ciechi.

2 comments:

  1. Oh, Gio, sai, con queste parole mi hai veramente toccato. Davvero... i tuoi pensieri sono anche i miei... riesco a percepire chiaramente le sensazioni che hai riversato in questo post.

    Comunicazione...con questo termine si pensa quasi istantaneamente al proferir o allo scrivere verbo, al linguaggio o alla scrittura... ma sono questi i mezzi più adatti all'anima per esprimersi? Io credo di no, anzi, al contrario spesso per me non comunicano affatto e sono fonte di forzature, maschere, imbellettamenti e fraintendimenti...

    E, per quanto le parole possano essere sincere, genuine e ben dosate, rappresentano sempre una barriera...la parola non riesce a trascendere e ad andare oltre un certo grado del sentire, quando di sentimento si parla...

    Esprimersi a parole poi implica un altro grande problema...quello della soggettività. Le informazioni trasmesse a parole, una volta pronunciate, vengono filtrate dall'altro dalla SUA soggettività, attraverso le sue esperienze, diverse dalle tue...e allora il significato viene distorto...la comunicazione è falsata.

    Non so se ti è mai capitato...quando senti qualcosa dentro e vorresti esprimerlo... e allora pensi di provare a descriverlo a parole, magari per trasmetterlo anche ad altri...ma poi ti accorgi che sarebbe una gran fatica trovar le parole giuste...e allora rinunci...

    Sai c'è stato un periodo della mia vita in cui ho seriamente pensato di fingere di essere muta... alla fine non l'ho mai fatto...

    Quindi, qual'è il mezzo migliore per entrare in contatto con un'altra anima? Io non lo so, tu dici...facendo l'amore... può essere, anzi, molto probabile, anche se non so veramente bene cosa voglia dire... se me lo vorrai spiegare sarò contenta...eh lo so, a parole è difficile....

    Ciao Gio, alla prossima
    SR

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    1. Che bei pensieri hai in mente, SR.

      Gio

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