Saturday, 19 August 2017

Riflessioni sullo strano destino di una parola

È da qualche giorno, forse già un paio di settimane, che voglio parlarti dello strano destino di una parola.

È una parola presso la quale corrono i miei pensieri quando abbracciano alcune delle persone a me più care,  ovvero le donne che amo o ho amato, e che certe storture etimologiche mi impongono di considerare nel suo senso proprio.

Questa parola ricorre spesso nelle confessioni più intime, ed ancora in quelle più vere.

E manipolazioni di questa parola contaminano certe discussioni pseudo-accademiche che infastidiscono la mia intransigenza.

Io non posso parlarti nel dettaglio di Vera, la donna della mia vita, colei che credo sia, o sia stata, o avrebbe potuto essere, o potrebbe essere la donna della mia vita.

Nè posso parlare di circostanze troppo delicate, come quelle che si riferiscono ad ognuno di noi.

Scelgo un parallelismo, innocuo ma netto.

...

Tradimento.

...

Poche parole sono fraintese quanto 'tradimento'.

Recentemente ascoltavo uno studioso sostenere come ogni 'traduzione', specialmente se da lingue antiche, ormai morte, sia inevitabilmente un 'tradimento' del testo di cui intende far rivivere il significato.

Traduzione, secondo costui, è tradimento, proprio come la comune radice lascia intendere.

Cazzata immensa.

Tradimento, e così traduzione, ha un'ovvia origine, ed un interessante destino.

La radice di queste parole è 'tradere', ovvero 'consegnare'.

Ma allora come si spiega il significato che noi oggi diamo di questa parola?

Si spiega pensando a cosa significhi 'consegnare una città al nemico', ed ancora di più, riferendosi ai primi cristiani perseguitati, a cosa si intendesse per 'consegnare i libri sacri ai pagani'.

Tradire, appunto, ovvero 'consegnare'.

È rarissimo oggi l'utilizzo corretto di questo verbo.

L'indolenza di chi non vuole capire la complessità dell'animo, chiama così 'traditore', in una coppia, chi trova in una relazione clandestina di che colmare il vuoto.

Ma tu chiediti piuttosto chi è davvero a 'tradire', ovvero a consegnare ad un altro abbraccio un amore ignorato, deluso, spento.

...

La vita è una, ed è folle viverla in ibernazione sentimentale.

6 comments:

  1. Sai che non ci avevo pensato a questa prospettiva semantica?

    Però sono d'accordo: è folle vivere in ibernazione sentimentale.

    Ora sono in partenza, e devo dirigermi alla stazione... grazie per questo post.

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  2. mi hai rubato un post: conosco l'etimologia e avevo letto a riguardo.
    L'accezione che mi piaceva dare riguardava il tradimento del pensiero, consegnando con la parola le idee all'altrui comprensione.

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    1. Ma io quel post che avresti scritto adesso lo voglio leggere :D

      Gio

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  3. Anche se non direi mai di aver consegnato il mio amante ad un'altra donna, piuttosto lo avrei azzoppato :D

    Certe cose si scelgono in autonomia.

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    1. È talmente complesso questo mondo che non so che dire.

      Ciao bella Straniera.

      Gio

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