Thursday, 6 July 2017

Nubifragio

Stasera sono stato sorpreso da un autentico nubifragio.
La grandine ha picchiato sulla finestra, ed io, naturalmente, le ho aperto.

Mentre guardavo la strada, quasi deserta, solo traversata da un gruppetto di giovani ciclisti contenti di un'inattesa emozione, sono tornato ai luoghi in cui ho vissuto esperienze simili.

Sai cosa credo?

Se fossi rimasto a casa avrei smesso presto, o prima, di apprendere.
Ora sono come in bilico.
Per certi versi mi vergogno dell'ignoranza, dei pregiudizi di quel Gio.
E tuttavia so di non essere pervenuto ad alcunchè.

Questa è la sindrome di Ulisse.

Sapere, o credere, che esiste un punto, in questo continuo spazio-temporale, dal quale noi siamo osservabili come mediocri, pusillanimi, incompleti.

4 comments:

  1. Chi va oltre le proprie radici apprende di più..... L'ho notato anche senza vivere per molto tempo in luoghi diversi dalla mia casa. Si allarga l'orizzonte anche solo a partire la mattina e tornarvi la sera.

    :-)

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    1. Scusa il ritardo nella pubblicazione ... ma le cose sono cambiate dall'ultima volta che ho attivato la moderazione.

      Ciao M :-)

      Gio

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  2. AnonymousJuly 09, 2017

    Il pensiero del nubifragio estivo è, come dire, rinfrescante in sè.

    Sono giorni caldi qui dove sto, un po' spenti... un po' di stress arretrato che non se ne va, alcuni contrattempi... cerco di mettermi in pari per domani, che ricomincia la settimana.

    Un abbraccio!

    Giulia

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  3. Quanta fatica per costruirsi una vita, Giulia!

    A presto,

    Gio

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