Friday, 19 May 2017

Non si uccidono gli alberi

Sono nel mio quartiere, la in Italia.

Dev'essere estate, visto che sto passeggiando in maniche di camicia, e visto che ormai torno solo per pochi giorni, a Natale e durante la bella stagione.

Sto pensando ai miei vent'anni, quando mi avresti potuto vedere a spasso coi miei cani, le care bestie con le quali tanto amavo giocare e andare a zonzo.

Ora sono solo.

La dimensione onirica differisce dalla realtà.

Nella stessa via dove il sogno posiziona spesso un negozio di articoli pornografici che non è mai esistito (parlerò presto di pornografia e sesso),  sono dei bei pini marittimi, di come se ne vedono da quelle parti soprattuttodistribuiti lungo le sponde del lago.

Amo gli alberi, li ho sempre amati, anche prima di conoscerne il ruolo di dispensatorid'ossigeno, di serbatoi di anidride carnonica. Li ho sempre amati per l'ombra, ch'offre riparo dall'arsura e l'invadenza, per il riparo che vi trovano gli uccelli, per il sostegno che donano ai camminatori.

Due comici piuttosto celebri, che credo si chiamino Ruffini e Mandelli, stanno parlando ad una vasta folla che si è radunata in strada.

Annunciano l'imminenza di un loro spettacolo che avrà luogo proprio li, davanti ai pini.

Lo spettacolo, dicono, prevederà, ed è questo inteso come becera volgarità, come sommo sberleffo del politically correct, l'abbattimento di due pini.

Così, umiliando la sensibilità di chi ama gli alberi, si vorrà far ridere i triviali.

L'annuncio è stato dato, e fluisce lontana la folla chiassosa.

Mi avvicino ai due.

Dico loro, con calma, senza lasciar trasparire la mia furia, che non si uccidono gli alberi, e che non voglio più vederli li, con seghe e martelli, vicino a quei pini.

Non mi deridono neppure.
Mi liquidano con poche parole.

Si avvicina la sera, e con essa lo spettacolo.

Torno a controllare la situazione, ma questa volta non indosso la maschera dell.uomo debole. Sono il Demone.

Torno, e ritrovo quei due, ancora con seghe e martelli.

Li interrogo, e questa volta hanno paura.

Promettono di andarsene, di non tornare mai più.
Sto per allontanarmi, ma mi accorgo che i tronchi sono già stati recisi, in preparazione allo spettacolo, per facilitare lo spettacolo.

È la fìne, la loro fine.

PS: non conosco quei due, certamente dei bravi ragazzi, e non ho idea di come siano capitati nel mio sogno. Li ho recentemente visti in un corto di Lillo e Greg in cui erano cinici, tutto qui. Mi spiace di averli inceneriti.

4 comments:

  1. AnonymousMay 19, 2017

    Wow, addirittura inceneriti!
    In effetti eri tornato come il Demone, ci sta.
    Che sogni grandiosi, davvero!

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  2. Il mio inconscio è inspiegabile, Giulia!
    Però ammetto che mi fa vivere delle brlle avventure :D

    Gio

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  3. I sogni sono davvero molto interessanti, attraverso le immagini mostrano la parte più sottile e nascosta di noi stessi alla coscienza..
    è giusto che l'inconscio si camuffi dietro sogni strambi.

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    1. Strani sogni per strani esseri.

      Ciao Barbara!

      Gio

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