Wednesday, 15 February 2017

Rivivere

Rivivo in questi giorni le aspettative, i sogni ed i sotterfugi dell'inizio.

Cerco casa in quartieri che non conosco, esperisco infatuazioni improvvise e repentini sbalzi d'umore.

Salgo e scendo da tram ed autobus, valuto distanze di supermercati e bistrò, prendo nota dei rispettivi orari d'apertura.

Con la scusa che sono stanco, e non ho ancora una casa vera e propria, mi rimpinzo di malsane ghiottonerie: insaccati, dolciumi, formaggi.

Mando giù grappoli di mandaranci e bicchierate di spremute nella speranza di equilibrare un po' le cose.

Faccio il bucato di quel po' di biancheria che ho nel lavandino o nella vasca, e mette le cose ad asciugare sul termosifone del bagno.

Attorno ... mi guardo attorno nella speranza di incrociare un bel viso, ma mi accontenterei anche di culetti e tettone invitanti.

Su internet vado a caccia di informazioni su bordelli di lusso e puttane d'alta classe: sono stupende, e l'idea di poter fottere una figa un giorno qualsiasi, in un ambiente pulito e confortevole, basta di suo a rassenerare una solitudine meramente fisiologica.

Aspetto il fine settimana.
Non per rinchiudermi in una di quelle case.
Per quelle, magari, certamente, ci sarà tempo.

La prima urgenza sono i parchi, i giardini, i boschi.
Poi i musei e le librerie.
Poi i caffè ed i ristoranti.

Perchè io penso all'amore.

Il desiderio sessuale che viene da dentro è una noia che preferisco gestire da solo, subito, per potermi concentrare su altro: i luoghi da visitare con le donne che amo, le riflessioni da condividere con voi, stanze dove stare in vostra compagnia.

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