Monday, 23 January 2017

Amore non corrisposto

Una donna con la quale avevo una certa confidenza mi chiese, diversi anni fa, cosa significasse per un uomo l'amore non corrisposto.

Lo chiese a me non in quanto semplicemente respinto, quello sarebbe stato atroce e non l'avrei accettato, ma poichè, a suo modo di vedere, sensibile, e lucido perfino nel dolore.

Fu molto cauta, introdusse il tutto con una goffa e tenera apologia che li per li mi sorprese non poco, continuò spiegando che doveva capire cosa stava accadendo ad un uomo cui teneva molto, e dunque mi spiegò il tutto.

Affastellando ricordi e pensieri, e dentro si rinnovava lo sciocco dolore, cercai di condividere con lei l'idea di quell'ineffabile senso di vuoto, di quell'inalienabile desiderio di dissolversi prima di incrociare una volta di più il suo sguardo o di evocare la sua idea ed ancora d'altro.

...

Episodi simili me ne sono capitati spessissimo, con persone che ho amato.

Li accetterei più pacatamente, se non fosse che spesso anticipano un 'troppo'  (Gio sei troppo profondo, troppo riflessivo, troppo dolce) che ti fatto mi esclude da ciò per cui scavo, rifletto e sento dolcezza.

Io, ad ogni modo, non ci credo.

'Sed fieri sentio, et excrucior.'

9 comments:

  1. Io credo che essere respinti, l'amore non corrisposto, dia pena indipendentemente da essere uomo o donna.

    E in un certo senso, il distacco che ho guadagnato con gli anni e le varie vicende della vita lo preferisco ai "palpiti" del cuore.
    Ecco, questi ultimi fanno sentire vivi e stare magnificamente, hanno un che di "promessa", di "tutto può ancora/finalmente accadere", però quasi immancabilmente sono seguiti da disillusione e scoramento.

    A parlare così mi sento arida, a dire il vero, ma ormai il tempo del batticuore è passato. Ogni tanto capita, eh, ma la quotidianità e la mole di incombenze mette tutto in secondo piano. Per ora mi sta bene questo essere "rassegnata" nel cuore.

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    1. Non metto in discussione il dolore, ma i suoi meccanismi, i percorsi tortuosi, e diversi, lungo i quali si propaga.

      Quante volte ho cercato l'autarchia. Ho sempre fallito.
      Quante volte ho affamato l'anima, sperando che morisse, d'un'anoressia dell'affetto. Ho sempre fallito.

      Dopo scrivo in merito, mi hai dato un'idea!

      A presto,

      Gio

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    2. In effetti, io un po' sto barando.
      Non è vero che la mia anima soffra.
      Ho due figli. La loro presenza vedo che fa la differenza (in meglio) in molte cose... nonostante i sacrifici e le difficoltà che scaturiscono dal fatto in sè.
      E l'avere un compagno che non mi ama (e che di conseguenza anche io ho smesso di amare) passa in secondo piano. Prima, cresceranno. Per l'amore, se proprio, ci sarà tempo poi, mi dico...

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    3. Le cose a volte si fanno complicate, ma non smettono di essere necessarie. È difficile, non so davvero che dire. Io cerco almeno attimi di felicità. Mi aiutano ad essere saggio, paziente e perfino serio.

      Quanti pensieri mi frullano per la testa ... dopo devo scrivere un po'.

      Ciao,

      Gio

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    4. Buona scrittura!

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  2. Anche io penso che si soffra tutti allo stesso modo.
    Il senso di disillusione, vuoto e l'imbarazzo sono gli stessi per tutti..
    Tuttavia penso che anche il dolore del cuore, per quanto insopportabile, sia una parte immancabile della vita.

    Però onestamente, "troppo" seguito da aggettivi positivi usato come scusa per scaricare qualcuno dovrebbe essere considerato reato da ergastolo.



    Io ogni volta che ci resto male spero che andrà meglio la successiva, poi la vita mi da una pacca sulla spalla e mi dice "scusa ma sei troppo ingenua"

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    1. Temo che la proposta di legge 'Barbara-Gio' verrà respinta dal parlamento a larghissima maggioranza.

      Però è bene sapere che c'è chi resiste ;-)

      Gio

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    2. Sì perchè in effetti la dolcezza, la profondità, il tuo semplice essere sarebbe sprecato e non capito da certe persone.

      Quindi non vale la pena lasciarsi abbattere!

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    3. Grazie, Barbara.
      Gio

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