Tuesday, 27 December 2016

Evasione

Si desidera ciò che non si conosce.
Si desidera ciò che non si può avere.
Ciò che si ha, annoia.
Chi si accontenta finge di godere, ma in verità non è che Volpe sotto una vite.

...

Che palle, che mediocrità!

Io voglio evadere da questa ridicola catena alimentare!

Io credo si possa teorizzare e perfino osservare empiricamente tutt'altro: che si possa amare di più se più si conosce, che si possa conquistare e non smettere di imparare a desiderare e voler bene, e che la vita sia più ampia ed articolata di una fiaba.

Friday, 23 December 2016

Presenza costante

Scendo a fare quattro passi in città.

Da casa bastano una ventina di minuti appena.

Preferisco i vicoli alle strade, i ciottolati all'asfalto.

Dal quartiere scivolo verso la città.

Sul mio cammino prima i giardini, poi le botteghe, infine i negozi, i condomini, le luci del centro.

Entro in un paio di negozi, chiacchiero con una commessa, sfoglio un volume.

È pomeriggio, mi siedo al tavolino di un bar, ordino caffelatte chiaro ed un croissant con la marmellata.
Una bella commessa, gioiosa e giocosa, passando tra i tavolini con grazia scherza sulla sua linea, perfetta, ed io ne approfitto per dirle che è appunto ... perfetta.

Guardo l'ora ... è tempo di tornare a casa, tra poco c'è la Juve e voglio vedere la partita col babbo (PS: pessima partita!).

Arrivo alla fermata, attendo, salgo in vettura.

È buio quando sono di nuovo al portone di casa.

Abbiamo ospiti, la figlia del mio caro maestro di musica, e suo marito.

Inizia il collegamento da Doha, prendo spazio in poltrona.

La Juve parte bene, ma poi si unfortuna Alex Sandro, e tutto cambia.

...

Mal di schiena.
Mal di schiena.
Mal di schiena ...

Mal di schiena.

Ma di che mi meraviglio?

Domani ti parlerò di Maddalena Balsamo.

Thursday, 22 December 2016

Biblioteche

Ho passato qualche giorno nei Paesi bassi, e visitato Amsterdam, Den Haag ed altre città.

Più dei canali mi hanno impressionato le biblioteche.

Li è il nostro futuro.

Di ritorno in Italia in aereo ho viaggiato accanto ad una giovane ragazza con gli occhiali ed un telefonino scarico, ed un messaggio importante da scrivere.

Da un paesino della Calabria è partita giovanissima alla ricerca del suo futuro: corso di laurea a Torino, tesi all'estero.

Amo le donne, ed ancora di più quando sono intraprendenti, coraggiose ed impaurite.

Abbiamo riso e parlato di viaggi, di tempo e pazienza, di Italia, dinamismo, di libri.

Li è il nostro futuro.

Saturday, 17 December 2016

A Sasha

A Sasha piace scopare.
Mi bacia, si lascia carezzare.
Parliamo di tante cose.

Ma quando mi sale sopra ed inizia a cavalcare, o quando mi chiede di prenderla da dietro,  lei scopa, perchè lei vuole scopare, punto e basta.

L'ultima volta è stato molto bello.

Ormai sono in partenza, e volevo vederla, per salutarla, per farle sapere che non la dimenticherò, e per fotterla ancora una volta.

In questi 5 anni ci siamo visti nemmeno una decina di volte, ma a conti fatti tra tutte le donne con cui sono stato è certamente quella che ho scopato di più.

Non è la più bella.
È tra le più porche, e credimi ti manda fuori di testa quella (unica) volta che ti chiede 'do you want to try some anal', e, già a novanta gradi per una pecorina in figa, con la mano te lo prende e se lo infila lentamente nel culo ...
È tra le più porche, ma non è la più brava.

È la più complice.
È matura.
Prima e dopo e tra la prima e la seconda parliamo, ci ricordiamo di quel che ci siamo detti.
Ridiamo, poi passiamo alle cose della vita, la mia malattia, sua madre morta da giovane, i bigotti, la vita in campagna.

Forse ha simulato ogni singolo orgasmo, quando (non sempre) ha detto d'averlo raggiunto.
Forse lo dice a tutti (ma ha fatto ricerche sulla mia malattia, me ne ha parlato).
...

Sta di fatto che ogni tanto fa bei complimenti al mio cazzo, o, parole sue, 'gorgeous cock'.

Io la prendo sul ridere.
Sarà che da queste parti rispetto gli italiani sono meno equipaggiati, chè in effetti altre hanno apprezzato o addirittura lamentato dolori sulla distanza, ma credimi: disquisizioni su certi calibri possono davvero degenerare in ilarità.

L'ultima volta è stato fantastico.

Era sopra di me, e cavalcava.
Io ho la schiena fusa in un blocco irrigidito, e faccio fatica, allora a volte mi metto li e lascio che sia lei ad andare su e giù.

Cavalcava e ansimava.
Ad un certo punto si è chinata in avanti, per baciarmi.
Le candele che illuminavano la stanza hanno catturato in un istante un sorriso di godimento autentico sul suo viso ... era quello della gioia contagiosa che io, che di mio difficilmente ho di che provar piacere, cerco nel sesso.
Poi si è alzata, è scesa a prenderlo in bocca con avidità voluttosa, ed ancora è tornata su di me per 'more'.

Un istante l'ho vista animata da un demone ... il mio, il nostro.

Dopo pochi minuti eravamo esausti, sudati e felici, stesi l'uno accanto all'altra.

Lei parlava del mio cazzo, che, dice, le piace davvero.

Ehy, non sono certo un porno attore, figurarsi, ma di tutto il mio corpo quella è una delle poche parti non umiliate dalla malattia (per quanto alcune terapie mediche abbiano forse compromesso in parte alcune funzioni).

'Too bad', ho detto ridendo, 'that girls don"t know about it'.
'It's a shame' ha risposto 'that it is not something one can see'.

Ho fatto la faccia seria, e le ho detto che avrei preso in considerazione l'ipotesi di andare in giro ignudo a quell'altezza.
Ha commentato ridendo che così rischierei la galera.
Ho controbattuto dicendo che 'as long as' ad arrestarmi sono sexy poliziotte a me va benissimo ...

Sasha mi mancherà.
Mi mancherà giocare con lei.

Tuesday, 13 December 2016

A proposito di ...

Non so mai come chiamarle.

Se uso il termine 'puttane', che è violento, degradante e offensivo, è per tenerezza ed affetto nei loro riguardi, perchè intendo dire che ogni volta che qualcuno le chiama così, violentandole, degradandole, offendendole, io sono dalla loro parte, perchè io voglio bene ai fragili, agli emarginati, ai custodi degli aguzzi cocci di bottiglia.

Ad oggi ne avrò frequentate occhio e croce un centinaio, e se di alcune mi sono dimenticato altre sono ancora qui, ed a volte mi domando che fine abbiano fatto, se stiano ancora aspettando, od abbiano cambiato vita.

Mi domando ora dove sia Maxi, la ballerina americana che preferiva fare la puttana in un bordello piuttosto che spacciare, o la bellissima Lora, ragazza di famiglia circense, metà serba e metà bulgara che, stanca di una vita, curiosa del mondo, partì senza bagaglio e scelse di esplorare la vità più che l'atlante.

Ho dovuto, e questa esigenza è tuttora attuale, evitare sia il pallore di una vita cruda e fredda (a causa di una condizione di oggettiva difficoltà che mi ha appesantito la vita), non toccata dall'ardore della passione, che l'indifferenza del consumatore seriale, del cinismo di chi pretende di acquistare una prestazione.

A conti fatti ci vado raramente.

A conti fatti ho fatto poche cose bizzarre.

Giusto una volta ho voluto provare a farlo con due ragazze, ma non c'è naturalezza se si deve (giustamente) cambiare preservativo ad ogni penetrazione, nè intimità, chè non si possono conoscere contemporaneamente due straniere, ed io ambisco alla naturalezza, ed io ambisco all'intimità.

...

Potrei andare avanti per ore, ma sto perdendo di vista il tema di questa mia riflessione ... Sasha!

Monday, 12 December 2016

It's a shame!

Perfetto ...

Sasha mi ha illuminato, mi ha spiegato come fare per far razzia di donne.

Vorrei parlartene ora, ma sono esausto e devo rimandare.

A domani: se non mi arrestano prima ti spiegherò tutto :D

Sunday, 11 December 2016

Follia

Mi concedo buffi attimi di follia.
Me li concedono cari amici, dolci amiche.

Così non c'è bisogno d'altro che di noi stessi, ed il poco sufficiente a vivere, per essere contenti, e ricevere e donare affetto.

Scanso le pubblicità.
Non capisco la bulimia del consumismo.
Colleziono foglie d'autunno e rametti d'alloro.

Sogno sorrisi ed abbracci, e l'amore per la femminilità.

Ogni tanto mi osservo: innegabilmente cadaverico, scoliotico e sofferente.

Precipitato tanto in profondità dall'essere riemerso, oppure morto e resuscitato.

...

Monday, 5 December 2016

Fatti

Inizio a regalare libri ai colleghi più cari, ad interessarmi al trasloco.

Ieri sono stato, con un caro amico d'infanzia che ho avuto ospite per qualche giorno, in uno dei tanti bei bistrò del centro.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con la graziosa cameriera-studentessa che serviva ai tavoli, e come sempre capita ci ha chiesto di dove fossimo.

Risposto, accennando alla 'tiny lovely city surrounded by mountains and lakes', le ho poi chiesto di dove lei venisse.

'Zurich', ha detto.

Io li ho fatto il mio PhD.

In un attimo sono tornato al mio quartiere, alle numerose fontane, al vigneto, ai boschi ... ed ho sentito tutto di nuovo, ed ho sentito nostalgia dolce e una strana ebrezza ... l'essere relativo si, ma consapevole.

In un attimo sono stato esule accanto ad un esule, ed è stato bello.

Da domani sarà una città in più a donarmi nostalgia e ricordi.

Sono forse incapace di vivere le emozioni, ma credo di saperle arricchire.