Sunday, 30 October 2016

Pensierisu ...

Vedere un qualcosa di te stesso, fosse anche la follia o la stanchezza, in chi ami ... ed allora considerare da capo, e tradurre da capo, e da capo ricominciare a vivere ...

...

Adesso Gio devi pensare al viaggio ...

Thursday, 27 October 2016

Girovagare

Lunedi riparto, e saro' nei Paesi Bassi per un paio di giorni.

Sono molto preso, e nel tempo libero porto avanti la lettura di 'Furore' di Steinbeck.

Tutto qui.

Tuesday, 25 October 2016

Yourcenar

Ho sognato M. Yourcenar.

Leggo poco, e per una ragione che un giorno forse ti confesserò, ma comunque ho conosciuto la grandezza di numerosi scrittori.

Nessuno è come lei.

Alcuni sono artisti della parola, e scolpiscono dentro, ed evocano in poche parole terrore, angoscia, sensazioni fisiche.

Altri sono poetici, ed alludono, ed avvicinano all'ineffabile, lasciandoti sognante ed impreparato di fronte ai grandi temi dell'uomo: l'amore, la morte, i sentimenti.

Lei è diversa.
Lei è una pensatrice.
Lei è una ricercatrice della storia e dell'animo umano.

Non è una fanatica del super uomo, e tuttavia nelle sue parole, perfino in quelle che precedono la morte, è la solidità imperturbabile del pensiero.

In lei risiede una forma, l'unica per me comprensibile, d'immortalità, che non appartiene alla carne, nè ad un'esperienza particolare, ma alla logica ed all'umana comprensione che tutti noi procedono e superano.

C'è un profondo ed invisibile misticismo in M. Yourcenar, ed un senso d'appartenenza non esibito, ed a cui tuttavia un lettore anela.

...

Straparlo di una donna che amo, e che stanotte è venuta a trovarmi.

Sono nella mia casa natale, seduto sul sofà del salotto.
Nel camino brucia la prima legna della stagione, ed io in cuor mio, come al solito, mi rammarico e godo di quel cadavere carbonizzato.

Appare accanto alla porta, e non è la giovane ragazza della quale mi sarei innamorato, ma la donna che amo.

Non trovo le parole, e so solo inginocchiarmi al suo cospetto, e stringerla goffamente a me, all$aktezza del suo ventre.

Mi carezza i capelli (pochi maledizione, e per quanto buffo sia mi infastidisce non potermi più nascondere in una fitta capigliatura), ed aspetta un poco.

Mi alzo infine.

Mi guarda, paziente e comprensiva.

'Adesdo portami dove sei stato tutto questo tempo', mi dice.

Mi sveglio prima di poter muovere un passo.

....

Torna da me, ti prego!

Monday, 24 October 2016

Chissà cosa vuol dire

Cosa vuoi che ti dica: a me Klara piace, o almeno piaceva, molto.
È bella, ed è molto donna, ed un po" bambina.
La vita difficilemente sarà per lei quel concatenarsi di scene fatali che esalterebbero la sua innata teatralità, e questo perchè la fuori c'è un mare di mediocrità, e troppo buon senso.
Ammetto di seguire il suo profilo Instagram, anzi ammetto candidamente di tenere un account soprattutto per vederla e sapere di lei.
Adesso è qui, da qualche parte, vicino alla mia città.
Già in estate riconobbi tra le sue foto paesaggi a me familiari: il castello,  il parco, l'inconfondibile cielo ...
Cercai di contattarla, ma non mi rispose.
Cercai allora nella memoria una ragione a quel silenzio, ma non ne venni a capo.
Chissà che è stato, chissa' cosa vuol dire!
Preferirei astio ad indifferenza, ma non me ne cruccio.

È buffo.

Il giorno in cui Klara capitò qui, quest"estate, era appena giunto in città mio fratello, venuto dopo anni a trovarmi con l'idea di soggiornare in questa regione giusto un paio di giorni prima di riprendere un suo lungo giro dello UK.
Io pensai subito a come sbarazzarmi di lui, in caso Klara avesse risposto al mio saluto con un invito, e giunsi perfino a maledire quella coincidenza che avrebbe limitato la mia libertà divederla, di stare serenamente in silenzio con lei.

Anche adesso ho incombenze ed impegni.
Non le scriverò.
Non maledirò nulla.

E tuttavia lei resta stupenda, ed infinitamente donna e bambina.

Saturday, 22 October 2016

Il bottino

Che il dolore sia necessario, almeno per i mediocri, ad una determinata comprensione dell'essere mi sembra evidente.

Nel dolore si è creativi e lucidi, perfino quando sfatti e confusi ... perchè a demolire e confondere è appunto la lucida comprensione del dolore.

Io ho un bottino di dolore dal quale attingere.
E so bene quel che mi aspetta: ulteriore creatività, ulteriore lucidità.

Friday, 21 October 2016

Diamanti

Sai cosa mi piace di un diamante?

Sapere che in principio forse non era che cenere, polvere senza forma, ibrido qualsiasi.

Un diamante è metafora perfetta di ciò che 'legame' può significare.

...

Siamo tutti fatti della stessa sostanza, e tuttavia non limitati ad una stessa, unica forma.

...

Thursday, 20 October 2016

Pensieri sul passato

Ho lasciato due persone che mi vogliono bene, laggiu', nel continente.

Elisa mi ha portato a mangiare alla mensa della sua 'firma', Sergio mi ha ospitato a casa sua, dove ad accogliermi era anche un bambino che non avevo ancora incontrato.

Strano destino, il mio: doloroso e ricco, angosciante ma mai meschino.
Vivo di solitudine, e tuttavia so soprattutto condividere.

Ho imparato ben poco in vita mia.
Cosi' continuo ad amare, giocare e stupirmi come quando ero bambino.

Il futuro e' alle porte, e non e' solo mio: e' nostro.

Sunday, 16 October 2016

Pensieri.

Odio le sveglie.
Odio le sveglie soprattutto quando hanno ragione, e strillano perchè è tardi, e bisogna darsi una mossa subito, senza indugiare.
Dissolvono il calore del sonno, rompono l'equilibrio del silenzio.
Inoculano senza riguardi il peso del giorno, la paura delle incombenze, in una mente impreparata e sognante ... forse sciocca, ma amabile.

Odio le sveglie, chè sono indifferenti e ostili ad ogni alternativa possibile alla realtà.

In città è arrivato un vento cattivo.
Strappa foglioline ancora verdi dagli alberi.
Strappa foglioline verdi perfino a quegli alberi che sono più riparati di altri, ed avrebbero voluto poter dormire, e sognare, ancora un po'.

Monday, 10 October 2016

Diario

Oggi e' stata una giornata densa di emozioni, di quelle che davvero vuoi tenere dentro, perche' non sedimentano soltano intatte, ma che si trasformino, nel tempo, in idee.

Sunday, 9 October 2016

Redde rationem

Si avvicina, il tanto procrastinato momento del 'redde rationem'.

A volte temo mi attenda una vita di miseria economica, sai?

Temo di aver indugiato troppo in accademia, di non aver scelto, quando avrei potuto, un lavoro normale, sicuro, da pedina.

Non sarò mai professore, è ovvio.

Allora penso ai miei ritmi non esasperati, alle ore di riposo di cui ho bisogno ... e sento una colpa che davvero è insensata.

Questa, semplicemente, è la vita di un uomo malato.

Non sorprenderti, Gio, se a volte ti pare angosciante: lo è.

Thursday, 6 October 2016

Godere di te

Premessa necessaria: nulla eguaglia l'esperienza di un amore perfezionato dal contatto fisico.

Quando penso a te non resto insensibile, mai lo sono stato, alla tua carica erotica, grata certo allo spirito lirico di cui ti sei lasciata permeare ma soprattutto debitrice di quelle tue gambe nude, di quei capelli che carezzano, di quelle labbra che sembrano disegnate per sussurrare.

Percepisco la tua presenza tramite il semplice pensiero, e l'immagine ed il suono nel mio desiderio dovrebbero semplicemente anticipare il contatto, allertare i sensi ed il corpo all'estasi.

Non è neppure necessario scomodare l'amore per trovare compimento in un corpo di donna. I sensi trionfano, e l'idea di educarli sul tuo corpo somiglia tanto ad una meravigliosa ossessione.

...

Ad ogni modo ti devo confessare che io godo di te ogni giorno, non per l'immagine, non per il suono della voce.

Godo di te come di un bel libro nel quale smarrirsi senza muovere passo, o come di un seme che precipita nel cuore della terra per poi crescere, farsi albero, donare frutti.

Non ho ispirato io quelle pagine, nè nutrito quel seme.

E tuttavia ne godo, ed è parte della mia vita, dove si rincorre un po' di tutto,  dove rimescolo donne, luoghi, tensioni e nascondo un bel segreto, e dove tu, Alice, rimani.

Tuesday, 4 October 2016

Oggi mi sono comportato male

Stamattina sono stato dal mio medico, per il solito controllo INR.

Lividi

Prendi una mosca.
Spiaccicala su un muro.
Prendi quella poltiglia nerastra e grumosa, e spalmala sul viso di una donna.
Passala sopra gli zigomi.
Applicala al cerchio degli occhi.
Fanne colare un poco dalle narici.

Questo e' il nero dei lividi, di visi tumefatti ... e poco conta che l'urto venga dal di fuori, dal pugno, o dal di dentro, da quella violenza invisibile che da dentro divora.

Sunday, 2 October 2016

'E' la prima volta che' ...

'E' la prima volta che' ...

...

Sono stato, per pranzare con un'ottima zuppa di lenticchie a patate, nel bel bistro' di ###, o piu' precisamente nel 'Cafe' and art space' di ### Street, qui a due passi da casa mia.

Non vi tornavo da quasi un mese, ovvero da quando sono partito per l'Olanda, ovvero da prima della mia lunga vacanza in Italia.

...

Al momento di saldare il conto ho scambiato quattro chiacchiere con Kathy.

'Oh, actually I have something for you', ho detto, presentandole una bella cartolina dei miei monti.

Sul retro avevo giusto scritto 'Greetings from Italy', o qualcosa di simile, che' a dirla tutta non ho niente da dirle o peggio ancora da confessarle, se non 'sei gentile, e nel tuo bistro' ci si sta benissimo'.

(È davvero il pensiero che conta, che comprime le parole, non credi?)

...

'E' la prima volta che qualcuno mi porta una cartolina' ha detto, ed intanto cercava un posticino, sul banco, dove posarla.

Ed io, stupefatto, ho risposto:

'Ma come e' possibile?'.

Eh si, perche' io non riesco a concepire che nessun altro, tra i tanti che visitano il suo 'Cafe' and art space', abbia portato cartoline o piccoli doni ad donna cosi' bella e gentile.

Saturday, 1 October 2016

Pensieri sulla fragilita'

Camminando ho iniziato a pensare al concetto di 'fragilita''.

Sai, c'e' una differenza sostanziale tra 'debolezza' e 'fragilita''.

Mi riferisco, ben'inteso, a qualita' dello spirito, non a funzionalita' del corpo, tra le quali una certa distinzione, di cui  non mi interesso, pure esiste.

La debolezza dello spirito priva l'uomo di quella risorsa necessaria per 'creare' pensieri, passioni, teoremi, relazioni.

Un uomo debole non ha nulla: nulla da perdere, nulla per cui disperarsi.

La fragilita', viceversa, non puo' essere disgiunta dalla capacita' di costruire, o almeno invocare, alternative al vuoto nel quale nasciamo, e verso il quale troppo spesso tendiamo a ricadere.

Le costruzioni dello spirito e della carne non sono sempre solide: spesso franano sotto la lente d'ingrandimento del cinismo, le pressioni meschine degli ipocriti, il dubbio proprio dell'animo umano ...

La frantumazione, sorta di sbriciolamento interiore, e' dolorosissima, ma non definitiva, che' a volte, queste manifestazioni d'umanita' rinascono, almeno finche' la debolezza non si insinua nel cuore dei fragili.

Sii orgogliosa della tua fragilita', ma stai attenta a che non si trasformi in debolezza.