Saturday, 30 April 2016

Le donne ... io le amo



'Es una broma' mi dice.

...

Abbiamo appena finito di farci una bella scopata, da perfetti sconosciuti, come quasi sempre.

Per terra, nel cestino, da qualche parte, sono i profilattici, le salviettine ancora sporche di noi.

Un po' squallido, vero?

Ma non puo' essere squallido, perche' lei e' uno splendore, come tutte le ragazze dalla pella olivastra e morbida, dalle formi dolci e generose (e come tutte le belle donne).
 
Adesso la bacio, adesso mi accorgo che non ha solo un bel culo, ma soprattutto uno viso incantevole e dolce, e sorride, sorride davvero.

La bacio ovunque, la coccolo, le faccio tanti complimenti.

La bacio sul collo, sugli zigomi, poi sulle orecchie belle.

Ed a quel punto dice 'ahi', o qualcosa di simile.
Lo dice con voce gaia e squillante, ma io subito mi fermo, temo di averla pizzicata, mi scuso, le chiedo se forse e' la barba, che pero' ha appena rasato, o che altro.

Mi guarda con due occhi biricchini.
Dice 'Es una broma'.
Ed aggiunge: 'It's a joke' (E' uno scherzo).

E ridiamo assieme, come due innamorati (oh, quante cose devono potersi fare, da innamorati!).

Poi parliamo.

Mi spiega che la citta' non l'ha ancora visitata, e che la sera a volte ha da fare anche alle 3, alle 4 di notte, ed aggiunge che va bene cosi', dai, che qui la trattano bene.

E dentro mi meraviglia ancora di piu' quello splendido sorriso.

Mi saluta, e serena aggiunge che il tempo con me e' volato.
...
In un modo o nell'altro, io non me le dimentichero' mai.

Friday, 29 April 2016

Gelo

Le cose parlano anche se noi restiamo in silenzio.

video

Pensavo di emigrare in Australia domani pomeriggio.
Tu che ne dici?

Incipit di un racconto

Diario di uno scrittore innamorato

Una bella donna, o piu' semplicemente la donna che ami, smentisce con la sua semplice presenza ogni teorema sulla vacuita' della vita, e dissolve le piu' radicate ed intime convinzioni circa questo dolore che, degradato in forma di cinismo, temi prima o poi si possa impadronire di ogni tua risorsa.

Tuesday, 26 April 2016

Pensieri su vecchi racconti


Ho scritto un po' di racconti, storielle in verita'.
A volte capita di tornare a leggerli ... ed e' bello, nel senso che spiego giu' all'ultime righe.


Il vecchio sciamano chiamo' a sè i bambini. Li dispose a semicerchio attorno alla fiamma incerta del fuoco che a stenti nutrivano scarti di legna fradicia, cortecce muschiose, foglie umide. Le vecchie mani, le cui profonde piaghe  sembravano come raccontare una lunga e travagliata vita, erano riuscite a stento, affidandosi ad un usurato pugnale, a strappare agli alberi della foresta, al sottobosco già sommerso dalla neve, di che alimentare il fuoco .

Monday, 25 April 2016

Pensieri




Mi piace baciare le donne.

Ancora di piu' pero' amo respirare con loro, loro vicino, perche' e' fantastico risuonare l'uno nell'altra.

...

Non (mi?) basta la scopata, e' ovvio, no?

Io voglio vivere assieme a voi le possibili espressioni, le infinite  modulazioni dell'amore, e quelle piu' vaghe delle altre forme di intimita'.

...

Oltre la passione dei sensi, c'e' poi l'accordo del mutuo sentirsi, e forse non devo parlare piu' di complicita', ma dell'essere affini, o qualcosa di simile.

Non ho finito di capire.
Non ho finito di conoscervi.

Saturday, 23 April 2016

Pensieri stupidi e dolci

La mamma, quando non tenevamo il giusto ordine nella stanza, o se a tavola eravamo troppo vivaci, con la fantasia ci ammoniva dicendoì: 'e se adesso arriva a Regina d'Inghilterra?'.

(ho memoria fotografica di una cena a base di risolatte un po' salato, e della mamma che annuncia il probabile arrivo della Regina).

La Regina non è mai arrivata, noi siamo cresciuti un po' indisciplinati ma buoni.

Scrivo queste pagine per le donne, che è come dire per te.

E scrivo spesso perchè in qualche modo mi convinco che così tornerai più spesso a trovarmi.

E poi se ho intuizione che tu sia stata qui, a volte mi rammarico di pensieri ammaccati o confusi, di argomentazioni vuote, di misera cronica onirica.

Vorrei invece ogni volta sfiorarti dal di dentro.
Vorrei farti sentire lo straordinario giubilo del voler bene, l'ardore della passione, la suprema estasi della contemplazione.

Vorrei, ma non riesco.

La tua intuizione di me, ne sono convinto, riesce li dove io fallisco.

Il mio segreto sei tu.
Le mie risorse sono le tue.

Friday, 22 April 2016

Istante

 
Un collega e' partito in bicicletta: destinazione Verona, Italia.

Thursday, 21 April 2016

Pensieri su Cicerone


'Quoniam res humanae fragiles caducaeque sunt, semper aliqui anquirendi sunt, quos diligamus et a quibus diligamur; caritate enim benevolentiaque sublata omnis est e vita sublata iucunditas.'

'Dal momento che le cose umane sono fragili e caduche, sempre e' da cercare qualcuno da amare e che ci ami; infatti, sottratti affetto e la benevolenza, ogni gioia e' negata alla vita.'

Traduzione che risente pesanemente dei vent'anni (circa ... il solo pensiero mi impressiona!) di distacco dai banchi del liceo!

PS: mi piace l'idea di vivere in una citta' che permette, camminando giusto 5 minuti dal centro dei negozi alla moda e delle banche, di sbucare in angoli silenziosi e incerti.

Wednesday, 20 April 2016

Fortis Fortuna Adiuvat

 
Ignora queste parole perche' oggi sono stanco morto e non riesco a pensare a null'altro che alla bellezza.

Tuesday, 19 April 2016

Pensieri su suoni, immagini, odori

 
Sono tornato a casa a piedi, oggi.

Lungo i sentieri del parco ho finalmente incrociato la truppa allegra dei corridori, ed ho respirato l'odore di una bella ragazza che, sudata, euforica, appoggiata ad un albero riprendeva fiato, e si confondeva con l'essere universale di cui sono parte anch'io.

Piu' avanti, in una strada semideserta, un bambino diventava grande pedalando in equilibrio precario su una bicicletta ancora troppo alta per lui.

In alto cantavano uccelli tornati quassu' da chissa' dove.

Oltre l'alta siepe di una casa signorile, smessi gli abiti d'avvocato o da dottore, un fabbro o un giardiniere improvvisato lavorava con martello e fischiettando ad una recinzione, ad un innesto, forse alla cuccia di un cane.

E' arrivata la primavera.

(e domani scappera', ne sono certo!).

Monday, 18 April 2016

Pensieri composti

La vita mi da conferme soprattutto di vacuità.

Non credere che in queste parole sia celato un lamento, una frustrazione.

Oggi del vuoto io percepisco soprattutto la leggerezza, l'essere, se non incorruttibile, almeno non necessariamente corrotto.

Paragono per un istante la mia esistenza a quella degli amici, di quelli che mi sono cari.

In ogni senso la si possa intendere, questa esistenza è addirittura miserabile se confrontata con il canone, con l'invenzione della stabilità.

Ma questo orizzonte, la meta sicura, l'approdo ad una posizione difendibile, è per l'appunto un'invenzione, non una scoperta.

È ovvio che esistano dei vantaggi, delle comodità nel poter disporre di sostanze e mezzi - e se un giorno dovrò confrontarmi con una severa povertà certamente ne soffrirò.

A me però pare che ogni concessione agli idoli del mercato ci allontani dalla possibilità di esperire fino in fondo le consolazioni altissime dell'amicizia e dell'amore.

Ed io ...  io ho bisogno di amicizia ed amore, senza artefatti, senza reticenze, senza distrazioni.

Riconosco chi amo dal loro bisogno di amore.

(Mal di testa, oggi sono andato a sbattere contro una mensola e sono un po' scombussolato).

Sunday, 17 April 2016

Saturday, 16 April 2016

Comprensibile

E' gelido, quassu'.

Anche oggi la temperatura percepita e' scesa sotto lo zero, ed i miei proponimenti, i progetti nati nella fatica della settimana, camminare nel bosco alla ricerca dei primi indizi della nuova vita, seguire il corso del canale fino a perdersi nella brughiera, sono naufragati.

Che vuoi che ti dica, fa talmente freddo che esco di casa e resto paralizzato già al primo incrocio: indeciso sul da farsi, assisto impotente al soccombere uno dopo l'altro dei vagheggiati progetti di cui sopra, ed un po' annoiato e molto confuso finisco per salire sul primo autobus che capita.

Oggi  sono arrivato ancora una volta a tu per tu con le acque scure, minacciose e sublimi del Mare del Nord.


Onde come inasprite dal gelo e chicchi di grandine (sull'autobus in verita' due signore si interrogavano sulla natura di quella strana precipitazione: neve o grandine? Alla fine hanno stabilito trattarsi di hail-storm) si infrangevano su una spiaggia umida e scura.

Io cercavo nel cielo qualche squarcio, tra le nubi, cui affidare le residue speranze.

Vabbe', non tiriamola per le lunghe: il punto e' che non ho recuperato le energie dissipate in settimana in ufficio,  ne' ho trovato ispirazione per addomesticare un certo pensiero che vorrei confidarti.

Da perfetto parassita, dunque, stasera lascio che siano altre parole, parole non mie, meravigliose ed evocative, a parlarti.

Ascoltando le parole di questa donna che amo, mi convinco dei privilegi dell'immaginazione e dell'astrazione.
Esiste una comunione possibile che prescinde dal contatto, dalla frequentazione.
Voglio dire: dopo averla sentita parlare, non hai l'impressione, od almeno un desiderio tanto forte da essere fede, di conoscerla personalmente?


Thursday, 14 April 2016

Pensieri sulle citta'

Mi scrive una delle prime studentesse di dottorato con le quali ho lavorato, all'inizo della mia esperienza di assistente qui a ###.

Da qualche mese e' tornata in Germania, ma ancora ci scriviamo, e presto forse ti diro' di lei, della sua bellezza semplice da cogliere ed impossibile da ignorare, e di quel libro che mi ha regalato, delle sue cartoline.

Annuncia un suo imminente viaggio a ##, li dove io ho conseguito il mio PhD, ed aggiunge:

"I'm quite curious to see "your" city!".

Ho pensato al significato di quel 'your city'.

Ho pensato alle tante volte che le ho parlato di quella citta', dell'antico castrum romano, dei parchi curatissimi che si animano nei fine-settimana, quando giovani e vecchi vi si riversano in centinaia, per godersi barbecue e palloni da calcio, e poi dei boschi in collina, dove anche a me e' spesso capitato di vedere dei cervi allo stato brado, e dei musei carichi di opere neglette o semplicemente incomprensibili, e soprattutto di quella possente solitudine vi ho costruito, che se non e' stata certamente ideale, senza dubbio fu perfetta.

Ho pensato alla fecondita'.

Io ho fecondato quella citta', se ora lei vi scorge i segni del mio passato, se trovano conferma almeno parziale le osservazioni un po' strampalate, le errate ma sincere interpretazioni, le speculazioni affrettate.

Ho pensato alla fecondita' in senso lato, ed ho desiderato fecondare il mondo, tornare a fecondarlo nella nuova vita che mi aspetta tra poco, e piu' ancora ho desiderato vivere circondato da indivudi pure capaci di fecondare ogni cosa: i luoghi, i libri, i cuori (ed i corpi, e le menti, e tutto cio' che val la pena vivere e condividere).

...

Wednesday, 13 April 2016

Pensieri disarticolati

 
Non pretendo ne' auspico d'essere piu' coerente di altri.

Monday, 11 April 2016

Promemoria

X < 10  Ottobre 2008
X >  30 Luglio   2010

E' solo un promemoria, per tenere a mente un tema di cui da tanto tempo voglio scrivere.

Domani o comunque presto spieghero' meglio cosa intendo, adesso non ne ho le energie!

Sunday, 10 April 2016

Spunti per racconti


La prima cosa che insegnano, agli scrutinatori, e' di invalidare subito una scheda elettorale non conforme, senza tirarla per le lunghe.

E di schede elettorali non conformi, credetemi, se ne trovano sempre a bizzeffe: ingiurie, oscenita', proposte indecenti scarabocchiano decine e decine di tesserr ad ogni elezione, in ogni seggio.

Un buon presidente di seggio, uno scrutinatore navigato, non si sorprende di bestemmie, cazzi stilizzati, numeri telefonici di ninfomani che promettono faville (salvo poi essere quelli di vecchi porci alla ricerca di giovane pollastri da fottere).

Aggiungo un'altra cosa: io (donna, squattrinata ricercatrice universitaria, figa, giusta e scaltra) ho sempre avuto a noia i vigliacchi, coloro che esibiscono a fasi alterne affettata mperturbabilita' o stridula collera.

Il presidente del mio seggio, ad esempio, era un emerito coglione.

Con aria di sufficienza, o severita' a seconda dell'andamento dello spoglio, umiliava con uno sguardo carico di superiorita' o rimproverava chi, tra gli scrutinatori, si lasciava andare a commenti, risate, proteste al solito cazzo, al solito pompino gratis.

Ecco, una persona normale, senza fantasia, avrebbe potuto architettare una vendetta banale, ed in effetti un 'mi sono scopato la moglie del ragionier Scaccabarozzi, e l'ho pure inculata' era venuto in mente ad un simile mentecatto all'ultime elezioni, e francamente l'effetto era stato minimo.

Che la signora Scaccabarozzi fosse una gaudente troia o quelle parole semplicemente un mezzo per scardinare l'apparenza contegno del ragioniere, a me importava poco: importava piuttosto constatare come le chiappe chiacchierate della moglie avevano si offeso quel bastardo, ma soprattutto autorizzato una delle sue solite scenate.

L'esibizione di violenza e potenza, quando le condizioni impongono a chi le subisce obbedienza, non fanno che rafforzare l'ego di chi ne e' protagonista.

Io il bastardo volevo umiliarlo davanti a tutti, fare in modo che tutti capissero che era null'altro che un povero pusillanime senza palle.

Sapevo bene come sarebbero procedute le operazioni di scrutinio, sapevo quali schede sarebbero passate per quali mani.

Sapevo quali sarebbero finite tra le sue mani. e che quella sarebbe finita tra le sue mani.

...

L'occhio coglie subito la non conformita' di una scheda elettorale nulla, ma la curiosita' spinge comunque a leggere, a seguire le parole.

Io scelsi le seguenti:

'Ehy, coglione: vedi questa polverina? E' antrace, e tu sei spacciato'.

Poche parole, precise, esatte.

Poche parole, ma sufficienti per farlo sbiancare, urlare di spavento, andare nel panico ... davanti a tutti. 

Saturday, 9 April 2016

Un sogno erotico


A me piace molto scopare belle ragazze, meglio se donne.A dire il vero la bellezza fisica conta meno di quanto si possa credere: ad esempio, se e' vero che ho una preferenza marcatissima per le donne magre, non mi eccitano solo vitini da vespa accompagnati da culetti sodi e tettone.

Cio' che su tutto mi intriga e' l'espressione del viso, la sua capacita' di cambiare veste, e di assumere colori, espressioni diverse.

Scopare con una donna che puo' essere molte donne evoca la frenesia dell'orgia, e tuttavia custodisce la sacralita' del rapporto esclusivo, i suoi segreti, la sua innocenza.

Io credo che una donna espressiva sia capace di esercitare fascino piu' di una modella di creta, di una bambola gonfiabile, e questa risorsa, di cui non tutte sono consapevoli, solo alcune assecondano, crescono, educano.

...

Sono qui, nel Regno Unito, e durante una delle mie solite passeggiate capito in un locale, un pub, o qualcosa di simile.

Mi sorprende, all'entrata, di essere accolto da un saluto in italiano: due belle ragazze, una alla cassa, l'altra all'ingresso, con disinvoltura francamente inattesa mi danno il benvenuto con un 'buon giorno', ed altri formule proprie della nostra lingua.

La donna all'ingresso, meravigliata del mio stupore, si avvicina a me e mi rivolge la parola: 'Sei qui per la lezione d'Italiano, vero?'.

Nella mia mente inizia a farsi strada una spiegazione di quella bizzarra concatenazione di eventi: e' chiaro che sono stato confuso per il partecipante di un corso di lingua italiana che si tiene in quel locale, e sorridendo spiego il malinteso alla ragazza che ho di fronte.

E' buffo: benche' il suo italiano sia eccellente, sento lieve un accento straniero.

'Si, sono tedesca' mi dice.

Nel frattempo il locale si popola di clienti, tutti convenuti per far pratica della nostra lingua.

In breve gli spazi si riempiono, tanto che mi trovo ad avere davanti a me, in contatto diretto, la bella ragazza tedesca, una brunetta piccina e mingherlina, tutta contenta di un bel paio di tette che le riempiono la camicetta.

E' davanti a me, mi da le spalle, mi da il culo, ed io non sono insensibile alla sua presenza ... e sto premendo su di lei ... e lei risponde, con piccole contrazioni, sculettamenti appena accennati che mi strofinano i pantaloni.

'Lo senti?' le chiedo malizioso.

Gira appena il viso e non c'e' bisogno che mi carezzi con altro che parole: 'Si, ma se il gestore del locale si accorge di cosa stiamo facendo mi licenzia. Ti lascio il mio numero, vediamoci fuori di qui'.

Al pensiero che me la fottero' presto, e che e' una di quelle cui piace scopare, libera, consapevole, intraprendente, mi si gonfia ancora di piu'.

Non posso resistere e mandare tutto a monte: prendo il numero ed esco ad aspettarla.

Ancora sogni assurdi



Ho amato tutti i nostri cani, ed in modo del tutto particolare Ame, la nostra unica femmina, un incrocio di pastore abruzzese e qualcos'altro di sconosciuto ma senza dubbio meraviglioso, cane fedele e triste.

Come poter negare la sua malinconia?

Tre maschi sono morti durante la sua vita: ed i compagni di gioco e lotta, ed i piccoletti da proteggere e assecondare, le sono mancati negli ultimi anni, quando anche la salute si e' fatta inferma, ed una degenerazione di non so quale ghiandola l'ha costretta a farmaci che ne hanno appesantito la figura un tempo snella, muscolosa ma non tozza.

Nel sogno e' tornata in vita, ed anche se e' giovane, forte e bellissima, ancora e' l'animo triste, rassegnato ad un'attesa infinita.

L'incontro per strada, e ci riconosciamo subito.

Sono lontano da casa, e non ho con me un collare, un guinzaglio per tenerla vicina a me, lontana dalle insidie della strada e dell'ambiente.

Dev'essere primavera, ma a testimoniarlo non sono i primi fiori, l'aria frizzantina che solletica la rinascista, ma la presenza, ai lati della strada, di enormi grizzly, assonnati e lenti, che si sono appena svegliati dal lungo letargo.

Conosco troppo bene Ame per non sapere che darebbe la vita per proteggermi, e so che andrebbe a testa bassa contro quei bestioni che, se pure non sembrano minacciosi, non al momento almeno, potrebbero esserlo.

Trovo ai bordi della strada un motorino abbandonato, un modello vecchissimo, di quelli a pedale, che da decenni non si vedono piu' nelle nostre strade.

Somiglia molto al 'Noi' Garelli che avevamo noi da bimbi.

Spaventato ed inquieto, salgo il sella. Tengo Ame per la collottola, temo di farle male ma l'alternativa e' che si avventi sui terribili Grizzly, e parto.

La miscela finisce presto, ed io sono costretto a pedalare, ed il peso di quel rottame di ferraglia e' proprio lo stesso dei miei 14 anni, quando nelle prime fughe per la montagna a volte dovevo soccorrere quel motore sgangherato e stridulo.

L'acido lattico fiacca i miei muscoli, ma sempre attorno a noi sono le moli minacciosi di quegli orribili, enormi orsi.

Gela il sangue nelle vene quando mi sembra di indovinare i primi segni di tensione nei cento occhi che mi circondano.

Adesso ne sono convinto, uno di quegli esseri mostruosi mi sta guardando, alla ricerca delle prime forze per rimettere in moto il proprio corpo, e quindi partire all'attacco.

Anche Ame se ne e' accorta.

Perdo la presa, e lei e' libera, e gia' studia il nemico, gli si avvicina ringhiando, ed io ho paura anche solo a guardare cosa sta succedendo.

...

Non so come, quel viaggio improvvisamente mi riporta indietro nel tempo, ai miei vent'anni.

Ame non e' piu' con me, ma so che e' al sicuro, so che sta correndo verso casa, contenta di avermi protetto.

Spingo il motorino fino ad una casetta semi abbandonata, dalle pareti dipinte a meta', senza infissi, polverosa, cadente.

Ritrovo Guido, un ragazzo sofferente, bellissimo e molto intelligente che conobbi all'Universita'.

Per quanto ormai sia da anni che non lo sento, non ho neppure idea di che fine abbia fatto, ne' se davvero sia finito in California come un amico comune mi ha accennato, nel sogno sembra sia rimasto intatto il nostro legame.

In verita' non abbiamo mai avuto molto a che fare, ma di lui mi colpirono certi comportamenti irrequieti, da vagabondo, cenni di una personalita' intimamente in contrasto con la sua figura di studente modello, ed una profondita' non comune, oltre che un sorprendente spirito di osservazione.


Non vive in California, ma ha la capacita' di leggere nel futuro, e colloca me in un viaggiare senza sosta per l'Europa, e se stesso lontano, nascosto perfino al ricordo di un amico, laggiu', oltre l'Oceano.

Friday, 8 April 2016

Pensieri semplici



Come Pollicino, lascio dietro di me sassolini, perche' un giorno magari dovro' ritrovare la strada di casa, o semplicemente vorro' viverne il ricordo.

Queste parole sono sassolini.

Cosa vuoi che ti dica.


Esistono legami che valgono davvero una rivoluzione Copernicana.
Cosi' oggi il mio centro non sono piu' io, il mio dolore o le mie ossessioni (l'amore per Silvia, la passione dei sensi).

Il mio centro sei tu, lo e' l'affetto tenerissimo, un'amicizia che non mi confondo se chiamo amore, che provo per te.

Ed il nostro legame e' un po' come la gravita': invisibile, agisce a distanza,  sa esprimere attrazione come una forza centripeta.

Wednesday, 6 April 2016

Ancora sui sogni


Il sogno di ieri mi ha ricordato prepotentemente dell'amore che provo per la musica, ed in particolare per quella produzione che, traendo dall'ultimo rinascimento, fiorisce nel barocco, raggiunge l'apice nel periodo classico, conosce rivoluzioni travolgenti e rigurgiti reazionari che ancora non hanno finito di sorprendermi ed istruirmi.

Non ascolto piu' musica, mi limito a spiluccare bocconi, mi limito al fast-food.
In compenso leggo di piu'.

Sarei bugiardo se cercassi di convincerti che questo e' frutto di una ricerca interiore, di un progetto arbitrario, di uno studio.

La verita' e' che se in passato e' stata la musica, oggi sono i libri ad avvicinarmi alle persone piu' care.

E cosi', facendo di ogni cosa funzione, carezzo l'idea di poter arrivare a sfiorare il tuo cuore, ad intrecciarmi alla tua esistenza.

Non e' buffo?

Io non ho mai avuto un legame 'forte','stabile', 'definito' e tantomeno 'definitivo' con nessuno.

Mi vedi qui, lontano migliaia di chilometri da famigliari, compagni di scuola, colleghi dei tempi del dottorato.
E domani mi allontanero' da chi oggi e' il mio prossimo, e cosi' ancora sara', per sempre, fino a quando a separarmi dagli altri non sara' la morte.

Eppure piu' di una persona, e mi riferisco qui a persone tra loro diversissime, mi ha confessato di aver trovato in me l'unico interlocutore affidabile, un insostituibile confidente.

Ti giuro che non ho un'idea precisa di perche' questo sia accaduto.

Adesso, d'altra parte, riesco a pensare solo a Pietro Locatelli, Handel e un fottuto mal di schiena.

 We praise Thee, O God!




Tuesday, 5 April 2016

Appunti




Oh santi numi, che stanchezza, e quante cose vorrei dirti, e quante farti, e quante fare con te!

Monday, 4 April 2016

Pensieri su un gattino


E' straordinaria, e certamente parte consistente della mia apparente serenita', la capacita' che ho di amalgamare nel sogno, in forma allegorica a volte comprensibile a volte enigmatica, quasi sempre emozionante, quel che vivo e sento.

Sunday, 3 April 2016

Un po' di pensieri



Ecco, stamattina ho finito di leggere quel libro (ti raccontero' poi in merito).

Saturday, 2 April 2016

Pensieri

Raduno le poche cose che ho: il nome di una donna nel cuore, pensieri capaci di semplificare qualsiasi realta'.

Perfino il nulla ora ha un valore positivo: se io avessi, oggi non potrei.

Quell'adolescenza perversa, cosi' innaturale e severa, e gli anni recenti di sforzi continui e sciocchi ... il tempo passato, le occasioni perdute ...

Dio mio, che angoscia, che frustrazioni ho vissuto.

Le riesco a rivivere in ogni istante: nel deserto sono celati i ricordi di Silvia, li dove nulla cresce per nascondere, nulla si accumula per distrarre, io finalmente mi ritrovo con occhi diversi.

La mia vita e' vuota, e' vuota e dolorosa.
Ed io non sono la mia vita.