Monday, 29 February 2016

Pensieri

Tutti invecchiano.
Solo alcuni però non smettono mai di crescere.

Io appartengo ad una categoria particolare: invecchia il corpo, e non cresco ... ma la mia fortuna, o sventura se vuoi, è che rimango il bambino buono che sono stato quando tutto è naufragato.

Anche oggi, immerso nelle mie fantasticherie, ho perso la fermata dell'autobus.
Anche oggi ho pensato ai bigliettini d'amore che ti farei trovare un po' ovunque per la casa.

Anche oggi ho sofferto, e mi sono rifiutato di soffrire e basta.

Non mi lamento del dolore: ne faccio parodia, lo ridicolizzo.

E penso alle femmine, ai boschi, ai bei libri.
Ed amo le donne, le passeggiate, la lettura.

Mi sono rovinati addosso un po' troppo trionfalisticamente, gli insetti pestinenziali del vaso di Pandora.

Le cose non sono andate secondo i loro piani.
Non mi hanno vinto, anzi.
Nella lotta, perfino sotto tortura, ne ho approfittato per catturarli, e stritolarli un po' nella presa della mia mano scheletrica.

Li ho presi uno ad uno, per rificcarli nel loro inferno, in quell'abisso fuggendo dal quale credevano di poter sciamare lontano, dominare il mondo, e la mia vita.

Penso che forse un giorno sarai tu a scrivermi, a lasciarmi un buffo bigliettino sotto al cuscino.

E ti sogno.

Sunday, 28 February 2016

Bolla speculativa

In economia, con il termine 'bolla' si intende una 'fase di mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi di uno o più beni'.

Mi allontano subito dall'economia, disciplina di cui so pochissimo, e mi riferisco ora a qualcosa che forse e' parte della sociologia, e non a 'prezzo' di un bene, ma a 'valore' di un'infatuazione.

Cosi' mi sembra di poter dire che siamo in una bolla bella grossa, destinata a scoppiare da un momento all'altro, ed a fare danni, che saranno al solito gli ultimi, gli ingenui, i superficiali, a pagare.

La 'bolla' cui mi riferisco e' quella dell'emigrazione degli italiani all'estero.

Sai bene come la penso in merito al fenomeno della 'fuga dei cervelli', ma io adesso mi voglio occupare di altro, ovvero alla transumanza di tanti disperati senza talento e competenze tecniche che 'fuggono' dall'Italia, animati dalle mille voci di questa 'bolla' che porta a credere che 'all'estero' 'e' tutta un'altra cosa'.

Sveglia!!!

'All'estero' e' certamente 'tutta un'altra cosa' per ingegneri, tecnici informatici, medici e dirigenti d'azienda.

'All'estero' e' certamente 'tutta un'altra cosa' per chi parla 3 lingue, ha un Ph.D. in biotecnologie, vanta un ricco curriculum.

Per costoro Londra, Berlino, New York e Parigi sono citta' dove il loro valore sara' riconosciuto, apprezzato e ripagato.

Ma per i sempliciotti, per chi non ha mai studiato, mai fatto nulla per crescere se non lasciar passare il tempo, 'all'estero' non e' 'tutta un'altra cosa'.

'All'estero' ti aspettano turni massacranti, appartamenti fatiscenti, misere prospettive.
'All'estero' ti aspetta il clima di merda del Regno Unito, e cibo insapore, acqua fredda nella doccia, condizioni igieniche degradanti.

Parlano inglese, tedesco, francese e russo, 'all'estero'.

E se tu sai solo balbettare, e sei limitato all'italiano, immediatamente sei visto come il gonzo da spennare, l'imbecille cui far firmare di tutto, l'idiota da sfruttare, magari in nome di 'siamo tutti italiani, aiutiamoci tra di noi'.

Io, lo ammetto senza falsa modestia, mi trovo benissimo, 'all'estero'.

Ma io ho un Phd, ho competenze tecniche, e non sono mai andato allo sbando: sono partito ben sapendo dove arrivavo.

E se ammiro chi mette in conto di dover fare una lunga gavetta da lavapiatti per imparare nel frattempo un mestiere, mi addolora pensare ai tanti che partono senza un'idea ma solo un mito,un'infatuazione appunto, in testa.

E mi fanno pena gli intransigenti a tutti i costi, quelli che, andando a vivere in una topaia a Londra o in un sottotetto umido di Parigi, denigrano l'Italia dal momento del check-in, e lo fanno per sentito dire, per giustificare i propri insuccessi (l'Italia FA schifo, ma un'affermazione simile dev'essere frutto di discernimento, non di frustrazione).

PS: questo blog ormai e' un deserto. Io lo tenevo aperto solo nella speranza che la ragazza d'altri tempi ogni tanto passasse di qui, ma ormai forse non ha piu' senso!

Saturday, 27 February 2016

Pensieri

Non ho mai avuto un'idea precisa di come pianificare il futuro.
Ho avuto inspirazioni.



Non ho scelto ingegneria, ma mi sono avvicinato a Fisica.
Non ho studiato per trovare un buon lavoro, un ricco stipendio, un futuro assicurato.
Mi sono lasciato incantare dalla bellezza della scienza, ho avvicinato menti straordinarie ben sapendo di non potermi assimilare ad esse.

Cosi' con le donne.

Se penso alla donna che tanto spesso popola i miei sogni, mi emoziono, arrossisco al pensiero che non le ho mai messo le mani addosso.

Mi e' bastata l'intonazione della sua voce, i pensieri rarefatti della mente, quelli incerti del cuore, per sentirla dentro di me.

Adesso sto davvero iniziando a pensare al prossimo passo.
E' deciso: abbandonero' il Regno Unito, e prima di poterne prendere la cittadinanza, e prima di considerare l'acquisto di una casa.

C'e' chi ritiene che piano piano i sogni dell'adolescenza svaniscono, e lasciano spazio al guadagno, alla sicurezza.

Io continuo ad affidare il mio destino all'incertezza.

E' cosi' per la professione, e l'ambiente in cui vivro'.

E' ancora piu' aderente ad una realta' di sogno e ispirazione cio' che sento nel cuore.

Io continuero' a sognarti.

Thursday, 25 February 2016

Non ho imparato

Non ho imparato a mentire.
Non è che sia migliore di altri, anzi!
Vigliaccamente credo di aver provato ad ingannare il prossimo, nello specifico le donne, ma che vuoi farci ... in certe condizioni non ci si riesce ad esercitare, ed ho fallito una, due, tre volte.

Solo per questo, credo, ho alla fine rinunciato.

In questo folle isolamento ci si dimentica perfino delle ragioni delle vite che ci circondano.

Così, ignaro del presente, mi rifugio nel passato, ma chi mi era vicino ora è svanito, e restano testimoni solo i sentimenti.

Ti giuro che non so neppure cosa mi manchi ... ed è così perchè è di amore che ti parlo, non delle mille caricature che hanno nomi, definizioni, contratti.

Cosa diavolo è, l'amore?

Non è nei letti, nei pizzi che ho conosciuto, questo è certo.

Mi sa soprattutto contraddire, l'amore: non posso legare a me il destino di chi amo,  in ogni caso tu non lo vuoim e però mi lacera l'idea, l'attesa addirittura auspucata, che tu sarai accanto ad un altro, ad un uomo che sa amarti come me, e di cui però non dovrai patire la maledizione.

Simile ad una iena vivo solo di carcasse, corpi vuoti da fottere, fragili involucri da carezzare.

Monday, 22 February 2016

Ti ho sognato ancora

Ti ho sognato ancora.

Eri un'attrice porno, ma non sentirti offesa, non c'e' nulla di degradante nel ruolo, credimi.

Sei un'attrice porno, ma in questo film non c'e' sesso, almeno all'inizio.

Vestita di un completino bianco, sei seduta su un letto.

Sei seria, come sempre sai essere perche' sempre sei consapevole, e discuti del tema della violenza sulle donne, del mercato osceno della prostituzione.

Io sento di approvare completamente il tuo discorso, eppure dentro di me so che tale e' la mia passione per te che ti appoggerei comunque, semplicemente perche' sei tu.

Sei alla fine delle tue considerazioni quando dici 'ed e' un peccato, perche' il sesso e' una cosa meravigliosa'.

Solo allora ti raggiunge sulle scene un uomo, ed iniziate a fare sesso.

Provo una gelosia improvvisa per quello sconosciuto.

Tu gemi di piacere autentico, io so che non stai fingendo, e trovo nella tua capacita' di godere perfino con uno sconosciuto il risultato di un lungo ragionamento, il frutto ultimo dell'applicazione del tuo essere alla vita.

Eri un'attrice porno, ma non sentirti offesa.

C'e' qualcosa di straordinario in questa visione.
C'e' una conferma.

Tu sei l'unica donna cui voglio bene, di cui riconosco intelligenza, talento, similitudine con mille idee, che desidero.

Ti verrei a prendere ogni giorno.

Non capisco come sia possibile, ma e' cosi'.
A dispetto del nulla, del tempo passato nell'inerzia, io resto incantato e sedotto da tutto cio' che fai.

Friday, 19 February 2016

Sogno

Ti ho desiderato al punto che ho sognato il tuo culo (in realta' il culo che ho visto nel sogno era quello di Heather, una bella ragazza, di cui ho goduto l'intimita', che ti somiglia).

Mutandine di pizzo ne custodivano la decenza, ed una lenzuolo lilla' copriva le cosce, e solo la rotondita' della natiche, appena sfiorata dai raggi del sole, era nuda ai miei occhi.

E mentre cosi' ti vedevo, prona, immobile, indifesa, forse addormentata, vivevo nella dimensione onirica il nostro primo incontro.

Ero sceso fino a Napoli, e con una scusa in tasca di cercavo.

In qualche modo sapevo che tu lavoravi in un libreria vicino alla stazione, in Via dei Generali 2.

Non conosco la citta', e cosi' chiedo informazioni, giro un po' a vuoto, e finalmente arrivo a destinazione.
Cerco di te, ma non trovo che libri, scaffali colmi di pergamene, quadri alle pareti.

Tutto testimonia la tua presenza, ma non sei li.

Chiedo ad una tua collega di te.

Come mi aspettavo e' un po' indispettita, non sorprendentemente non le vai a genio, ma infine mi dice che si, tu sei di turno, e che ti trovero' al piano di sopra, alla cassa numero 3.

Il cuore mi batte forte, e la scusa della mia visita a Napoli infine mi sembra ridicola.

Dovro' pur dirti la verita': sono venuto solo per te.

Monday, 15 February 2016

Pensieri su quello che e' irreversibile




Abbiamo appena finito di fare l'amore, ed e' gia' tardi, gia' devi correre via, ai tuoi obblighi, alla versione ufficiale di questa domenica pomeriggio.

Sunday, 14 February 2016

Pensieri sullo scrivere, il vivere, il ricordare

Io credo che scrivere sia equivalente a ricordare, e dunque si approssimi all'aver vissuto.

Cosa distingue il mio passato da cio' che non e' stato?

Il ricordo, l'apprendimento che ne e' il contenuto piu' solido, e null'altro - e questo e' tanto piu' vero quanto piu' remoto sia il passato.

Ma se allora scrivendo, sforzandomi di includere qualcosa e piu' spesso qualcuno di cui non ho esperito la sostanza ma solo l'ispirazione, riesco ad incidere nel pensiero e nelle sensazioni in modo non dissimile da cio' che il ricordo avrebbe stabilito, non posso dire 'di aver vissuto'?

Il mio passato, lo testimonia la mia folle vitalita', l'ingegno un po' sconclusionato, le passioni sproporzionate, non e' quello di un bimbo malato, e neppure quello di un adolescente afflitto da mille solitudini.

Il mio passato e' nelle memorie di un viaggiatore, di un eretico, di un furfante.

Astuto stratega, mentitore spudorato, buon diavolo ... chi mai hai incontrato?
Chi mai conoscerai nel 'presente', quella dimensione insopportabile che ancora si nega alle manipolazioni del pensiero?

Friday, 12 February 2016

Ma quali cervelli in fuga ...

Detesto la retorica dei 'cervelli in fuga'.

Ma quali cervelli ... noi non siamo altro che gli operai del XXI secolo.
Io sono un operaio.

Mi infastidisce l'approssimarsi alla mia figura, all'ambito di cui sono parte, di questo frasario, di certi esibizionismi.

Che tornino gli idioti ad idolatrare rock star e calciatori, che tornino i superficiali ad occuparsi di gossip e sfilate di moda - ed ambiscano a quello, e contaminino quello.

Detesto i nerd, i gaudenti ottusi della tecnologia, i primi utilizzatori di ogni forma onanistica di autopromozione.

Sono puttanieri sfigatissimi capaci di esaltare le proprie scopate a pagamento come conquiste.

Hanno invaso la mia casa, l'hanno imbrattata delle loro pulsioni adolescenziali ...


Thursday, 11 February 2016

Sostanzialmente

Sasha, una prostituta con la quale sono stato cinque o sei volte in questi ultimi anni, un giorno mi ha detto che ogni tanto le capita di pensarmi.

Non credo mentisse, visto che dopo aver sussurrato queste parole ha iniziato un discorso sulla mia sindrome, sulla quale si e' un po' informata.
Come tante persone che mi vogliono bene e che soffrono per la mia condizione, mi ha elencato gli artisti, gli scienziati ed i saggi che, si dice, ne abbiano sofferto.

Sai cos'e' la cosa buffa?

E' che probabilmente e' una delle poche donne cui ogni tanto capiti di pensarmi, e certamente l'unica che me l'abbia mai detto.

Non fraintendere: non e', questa, una lamentela, una manifestazione ridicola di insicurezza, un pianto di chi si sente negletto e mendica attenzioni.

Non sono un timido, non sono un umile, e pecco forse di presunzione ogni giorno in cui affermo un carattere viceversa audace, curioso, intraprendente.

Non e' una lamentela.

E' una conferma.
Un certificato.

Io sono diverso, e sono rimasto fedele al mio destino di straniero, di presenza inconciliabile.

Non si smette di volermi bene, ma si e' in apprensione, in mia presenza, lo so bene.

E' cosi' evidente che sono fuori posto!

Mette a disagio tutto di me: il respiro affannato, lo spirito critico, il senso dell'umorismo inatteso, che presto si rivela essere null'altro che il palliativo di un malato cronico.

Lontano, collocato in un passato remoto inesistito o immaginato nella vaga dimensione del mondo, chissa' se mi hai mai pensato, Silvia.

Tuesday, 9 February 2016

Da qualche parte ...

Visita medica, oggi pomeriggio.

Nulla di che: un controllo dal dermatologo, giusto per tenere sotto controlli due o tre nei sulla schiena, e prenderne le eventuali degenarazioni per tempo, tanto più che due anni fa ne ho dovuto rimuovere uno, già irregolare, chirurgicamente.

Medico nuovo, solite domande.

Riconosce la mia sindrome, tanto sfacciata e spietata quando mi spoglio.
Mi chiede dei miei genitori, dei fratelli.
Vuole capire donde venga, e se altri ne patiscano (solite domande, appunto).

La mia è una malattia 'autosomica dominante', il che significa quasi sempre che uno dei due genitori deve averla addosso, e che fratelli, e figli, abbiano il 50% delle probabilità di nascere già condannati al dolore.

Il mio caso, tuttavia, è assai particolare: sono l'unico ad essere uno scheletrino sgraziato e fragile.

Tecnicamente, si parla in questi casi di 'mutazione spontanea'.

Il dottore mi guarda, e sorride gentilmente, stupito forse dal distacco con cui parlo e vivo il mio dolore.

Aggiunge 'beh, da qualche parte deve pur iniziare'.
'Ed in qualche parte deve pur finire', rispondo senza neppure dovervi pensare.

Gli spiego meglio cosa intendo: io non avrò figli, mai.
Non passerò ad altri questo fardello.
Ad un bimbo che cresce non sarà vicino un infermo.

Qui, male, tu finisci.
Qui io ti seppellisco.
Qui dentro soffocherà la tua violenza impietosa.

Sunday, 7 February 2016

Combinazioni

Sbottonare la camicetta di una donna ...
Non lo si fa due volte nello stesso modo, lo sai?
A volte tu le sei davanti, e le dita, solo sfiorandola, fanno scivolare i bottoni nell'asola, uno dopo l'altro, ed è intatta la lentezza della scoperta.
Oppure tu le sei dietro, e già preme duro il cazzo ancora nei pantaloni sulla sua gonna, ed affondano le mani nei seni, ed esplorano i baci il collo prima che le dita corrano sulla giubba.
Inizio quasi sempre dall'alto, perchè è una gioia precipitare tra i seni, ma cominciare dal basso significa già avvicinarsi alla fica, salire da li ...
E non dimenticare le t-shirt.
Le gonne, le cinture ed i pantaloni.
I nastri dei capelli, le calze, le matuandine ed il reggiseno, quando ci sono.
Io inizio a fare l'amore con te adesso, che ti immagino avvolta in una sciarpa calda, stretta in un lungo cappotto.

Via quei guanti, via quel delizioso cappellino.

Nuda.

Oggi io ti voglio tutta nuda al mio fianco.

Tuesday, 2 February 2016

Se ...

Che vento quassù.
È così anche nelle altre stagioni, sai?
Ed io mi domando quanto lontano possa, la tempesta, soffiare i semi di una nuova vita.