Friday, 29 January 2016

Pensieri su ...

Soffia un vento gelido, quassù.

Ed io forse dovrei lamentarmi, chè le ossa scricchiolano, i muscoli bruciano.

Ma è il vento a far svolazzare le gonnelle delle donne, ed arruffa loro i capelli, e litiga e gioca con ombrellini e soprabiti.

Fa freddo, lo so.

Ma il gelo predispone al calore, proprio come sofferenti riflessioni sulla vita e la solutudine avvicinano, quasi impongono di cercare l'amore.

Vita: tu dannata, tiranna e impaziente, infine sei dolce, malinconica, complice.

Thursday, 28 January 2016

Secondo me ...

Mi piacerebbe che ci fosse un po' piu' di Charlie Brown e Snoopy al mondo.
Non so ... secondo me non sarebbe affatto male. Tu che ne dici?

Monday, 25 January 2016

Forse ...

Forse sono un po' un pervertito.
Lo suggerisce il sogno dell'altra notte.
Lo impone il dolore, che mi impedisce di scriverlo.

Friday, 22 January 2016

Io sono ...

Io sono fuori posto.
E solo.
Credo che se non fossi fuori posto, se non fossi solo, non riuscirei a cogliere tenerezza in una ragazza obesa che, calata la notte, segretamente fa jogging per le vie deserte del campus.
Si ferma per riprendere fiato, e forse si accorge di me, ombra in avvicinamento.

Lucida e pallida alla luce fioca dei lampioni la pelle, affannoso il respiro, smarrrito lo sguardo (cerca di vedere lontano, oltre i problemi).

Se tu esistessi, Dio, ti pregherei di donarle ciò che sogna.

Nulla a me, chè ormai la mia vita è passata, ed il cuore non potrà più battere nè di gioia nè di follia ... la felicità, donala a lei.

Thursday, 21 January 2016

Tu dille che ...

Mi aggiorna il telefono, su quel che avviene a casa.

Ed io che non sono piu' li, chiedo a mia mamma di spezzettare le distanze, di portare le mie parole alle persone a me care.

...

Un farabutto travestito da carabiniere ha rapinato un'amica di famiglia, anziana, vedova, sola.
Grazie al cielo non le ha usato violenza: il maledetto ha manovrato le sue paure, ha raffigurato l'incidente di un figlio, ha evocato la necessita' immediata di liquidi, e cosi' l'ha indotta a farsi consegnare contanti, gioielli, documenti.

L'hanno beccato, il bastardo, e credo siano stati recuperati i gioielli, i denari e tutto il resto.

Ma da recuperare ora e' la serenita', la convinzione di se' stessi, ed e'difficile, e' maledettamente difficile.

Fossi stato a Milano, nel finesettimana avrei preso un treno, sarei tornato a casa, andato a farle visita e qualcosa sarebbe successo.

Ma io non sono piu' a casa, e non posso tornare a casa quando e' opportuno.

Allora dico alla mamma di dirle che non e' stata un'ingenua, che' quello era trufftore da una vita, che quello del raggiro e' il suo lavoro, che chissa' quanti altri ha truffato in vita sua, affinando tecniche, elaborando un metodo capace di toccare quelle corde emotive che tutti inducono in inganno.

...


Cerco cosi' di non separare chi un giorno e' stato vicino, anche se ormai separati sono i destini, i pensieri, i segreti.

PS: Non ho 'nostalgia' di casa. Non intendo tornare in Italia, ma certi legami sono indissolubili, lo capisci, vero?

Tuesday, 19 January 2016

Pensieri sul mio babbo ... e te.



Mi manda messaggi telegrafici, il mio babbo.
Se l'Inter perde, ad esempio, mi arriva un gioiosissimo 'Inter-Sassuolo 0-1', ed immagino il suo faccione buono tutto sorridente.
Il calcio, da che me ne sono andato, è diventato un terreno semplice dove, ridere e volersi bene, sentirsi vicini.
Il mio babbo è davvero buono, ma è una persona dal carattere difficile e un po' selvaggio, e se per una qualche ragione ha la Luna storta non si sa davvero come comportarsi in casa.
Proprio per questo i suoi telegrammi sono dolci e preziosi: non li scrive un sempliciotto, ma un acheo in tempo da pace, un gladiatore in ozio, un carroarmato cui il buon senso ha aggiunto un aratro.
'Nevica', mi ha scritto.
E mi è venuto in mente che anche tu, un giorno, mi scrivesti 'Nevica, Gio!'.
Ed ho percorso a ritroso, assieme a te, un lungo ragionamento.

Monday, 18 January 2016

Pretesti


Quando vuoi bene a qualcuno, ogni cosa e' dolce pretesto per un pensiero condiviso, una premura offerta, una voce sussurrata piano.

Allora, se piove o fa freddo, se c'e' l'arcobaleno o nevica, ecco che hai un'altra occasione 'per esserci', 'per essere vicino' alla donna cui vuoi bene, bene davvero.

Hai notato che e' proprio cosi'?

Guardi fuori dalla finestra, e' ed il tramonto.

Il cielo per un istante e' dipinto dei colori del giorno e della notte, e le nubi, e la sagoma scura degli alti edifici della citta', come i diversi protagonisti di una commedia dell'assurdo, la vita, insistono tutti assieme sul palco, per sfiorarsi, per comunicare l'un l'altro stati d'animo insulsi, contraddittori, incomprensibili.

Allora prendi veloce il telefono, e scrivi poche parole: 'hai visto che cielo!',  e non devi abbellire nulla, che' l'intesa e' tale per cui tutto, il senso e le sfumature, e' inteso, come cio' che si scopre assieme.

E qualcosa ti strofina il cuore se pensi che presto dovrai andar via.
E sara' terribile anche solo perche' non ci sara' piu' lo stesso cielo a tutelare i segreti di noi due.

Allora cerchero' piu' in alto, nella Luna, la nostra custode.

Sunday, 17 January 2016

La tenerezza negli altri

E' gelido, fuori nevica ancora, ed io sono stanco.

Capita cosi' che nel fine settimana ogni tanto ordini qualcosa da mangiare da uno dei tantissimi take-away della citta'.

Bastano pochi click per scegliere, ed una carta di credito per pagare: spaghetti alla bolognese o gnocchi alla sorrentina quando voglio trattarmi bene, pizze Margherite ed ali di pollo se non ho tempo ... ed in generale qualcosa che non mi obblighi a scendere a fare la spesa, a cucinare.

Sono quasi sempre molto giovani i fattorini che salgono le scale.

Dal terzo piano scendo sempre verso di loro, che si sorprendono di vedermi li, ed allora io spiego che: 'third floor, you know'.

Su quei visi gentili ed onesti, visi di lavoratori e studenti, stonano un po' i cappellini del brand, le divise tutte uguali.
Ma non esiste migliore cosmesi di quella della decenza, di un lavoro duro ma onesto, della tenerezza di un cuore contento.

Li vedi, i ragazzi e le ragazze dai cuori contenti.

Salgono la scale divorando i gradini.
Sorridono e chiacchierano un po' del piu' e del meno.

Sono spesso immigrati dell'est europa, troppo indaffarati per lamentarsi del freddo e della durezza della vita, quasi increduli che sia tutta qui.

I miei cedimenti emotivi alla bellezza dell'animo umano non sono da ricondurre ad una fragilita' intrinseca, ne' si esprimono in manifestazioni esteriori.

I miei cedimenti emotivi, quel sentire dentro il cuore, sono dovuti ai ricordi di tutta una vita.

Ed impassibile, ed un po' distaccato, io contemplo la somma, l'insieme, la quintessenza stessa della bellezza.

Un procedimento dopotutto simile a quelli dell'analisi grammaticale o scientifica mi permette, con precisione e risoluzione eccezionali, di isolare dalle diversissime relazioni che via via vado vivendo le componenti elementari ed irriducibili dell'esperienze umane.

Cosi' vivo l'amore, la paura, la bellezza, la miseria.

Wednesday, 13 January 2016

Pensieri sulla vita

La vita non e' un contenitore ... e' un contenuto.

E anche se le due cose sono legate, esse non sono, non devono essere equivalenti.

Contano, ma fino ad un certo punto, le circostanze: il titolo, la posizione sociale, la citta'.

Soprattutto, contiamo noi, la nostra capacita' di avvicinarci a noi stessi, e cosi' agli altri.

Tuesday, 12 January 2016

Ti e' mai capitato?


Ti e' mai capitato?

Ieri leggevo 'Il Maestro e Margherita', una delle opere piu' celebrate dello scrittore sovietico Michail Bulgachov, e mi godevo la follia di un racconto vertiginoso, capace di perdersi nel ridicolo e di ritrovarsi in un attimo.

('li aveva urtati il destino stesso' - cosi' l'autore descrive l'incontro di due amanti ... non e' meraviglioso?).
 E mi e' capitato, per la  prima volta in vita mia, di leggere in un libro un'esperienze onirica nella quale io stesso sono precipitato in diverse occasioni negli anni.

Non voglio entrare in dettagli, non avrebbe senso ne' da un punto di vista letteraio ne' tanto meno psicologico, e mi limito alla superficie delle cose: colui che io sono nel sogno, nel libro e' niente meno che 'Satana in persona'.

Mi ha fatto un po' rabbia scoprire replicato, anzi, anticipato un mio gioco con le insicurezze e la fragilita' umane ... ma tant'e'.

Mi consolo pensando che mi ha preceduto, o se preferiamo annunciato, un grande scrittore.

Il fatto, certamente problematico, e' che adesso la mia copertura e' saltata.

Monday, 11 January 2016

Simboli


 Che gioia oggi, al lavoro.

In corridoio ho visto una bella ragazza, e mi e' venuto in mente che potrebbe essere una ricercatrice appena assunta, ancora meglio un membro permanente dello staff, e che allora mi capitera' di vederla ancora tante volte.

Si, ancora tante volte vorrei vedere il suo viso, riconoscere l'eleganza del portamento, la sobria disinvoltura con la quale discute coi colleghi.

Mi sono dimenticato del mal di schiena.
Mi sono scordato della noia.

Simboli ...

Simboli della donna.
Simboli di te.

Saturday, 9 January 2016

Pensieri un po' osceni



Grazie al cielo non soffro di eiaculazione precoce.

Ora, nelle mie esperienze mi è sicuramente capitato, data l'eccitazione del momento e l'abilità della mia amante di venire in fretta, ma di solito duro abbastanza da rendere il rapporto qualcosa di piacevole per due.

È successo più di una volta anzi che la donna, sfinita, sfiancata dalla penetrazione di un cazzo piuttosto grosso (mi piacciono le donnine minute, cosa posso farci? E non sono un caso estremo, ma dai loro commenti deduco che quassù gli uomini non sono molto ben equipaggiati ...) mi implorassero di venire (leggendario il commento di Scarlett, una fighetta dai capelli rossi che mi sono fatto fino ad un paio di anni fa: 'mi sta andando a fuoco').

Allora la soluzione è semplice: a meno che davvero non ne possano più (Nicole, ad esempio, mi finì con un pompino) le prendo da dietro, che quando hai davanti un bel culo è più facile raggiungere l'orgasmo.

Si girano.
Allargano le gambe (quanto vorrei le tenessero strette!), inarcano un po' e magari con la mano afferrano il cazzo, sai mai che vada a finire altrove, o stimolano il clitoride.

Quasi sempre inizio subito a spingerlo dentro, e la cosa finisce, sperabilmente, in fretta, ma altre volte la devo baciare, la fica.
Devo baciare dolcemente tutto quello splendido culo che è di fronte a me.

Dura poco la tregua, chè il culo è il culo, e cazzo quanto è bello infilarlo tutto da dietro!
Spingo, stringo, fotto e vengo, finalmente.

E finalmente torno dolce a baciarti.

Thursday, 7 January 2016

Mi manchi, Gio!


Ricevo e-mail dagli States, dal Continente, perfino dagli estremi confini del mondo.

Sono le donne che ho incontrato a scrivermi, quelle per le quali ho significato qualcosa di simile all'evasione dall'ordinaria amministrazione: lavoro, relazione, vacanze.

Non sono mai stato necessario per nessuna di loro: che io sia stato amante od amico, ho sempre avuto un ruolo di contorno, nascosto o palese che fosse.

Eppure ... eppure manco loro.

Proprio come a me loro mancano.

Quando capita di ritrovarsi, sono grandi feste, celebrazioni d'amor sacro o profano.
E promesse di vedersi ancora, di viaggi, cartoline, scuse per poter organizzare incontri di lavoro comuni.

Il filo conduttore della mia esistenza e' il piu' sottile e resistente: e' l'amore.

Tuesday, 5 January 2016

Capacita'


Sono rimasto in casa tutto il giorno.
Non e' stata la stanchezza del viaggio ad impormelo,ma il dolore del ritorno.

Il clima, impietoso, mi ha aggredito come sceso dall'aereo, e gia' poche ore hanno dissipato i benefici della vacanza.

Nella noia della sera, ho immaginato dal nulla, senza alcuna ragione, uno scenario che non corrisponde minimamente alla realta'.

Ho accostato tra loro persone che neppure si conoscono, ho stabilito relazioni, animato discussioni, incrociato sguardi, aperto porte socchiuse e ... ed ho sentito tutto: la delusione del tradimento, la convinzione di essere accessorio, mai essenziale, mai unico.

E' straordinaria questa mia capacita' di provare cio' che non esiste.

Non credere che sia sconveniente, e che sia l'adombrarsi dell'animo mio il frutto unico di un tale 'genio'.

E non credere che ti stia ingannando, vantando un'abilita' non comune, per certi versi eccezionale.

La mia vita, la sua parziale ma profinda serenita', e' la prova ed il risultato piu' sorprendente di tutto questo.

Monday, 4 January 2016

Gio, sei un pervertito!



Innanzitutto: e' vero, ed e' pure innegabile.
Io sono un pervertito.

Amo talmente le donne che i miei pensieri piu' insospettabili ne sono pervasi, e cosi' i sogni.

Trovo infiniti sinonimi dell'amore: sesso, carezze, dolcezza, giocosita', premure.

Adesso ti racconto il sogno che conferma una volta di piu' che io sono un giocherellone, un pervertito ... un innamorato perpetuo.

Devi sapere che con gli anni ho perso un po' di capelli, ed mi spiace.

Li porto ancora lunghi, e capisci che non sta bene averne pochi sulla fronte, li dove una volta c'era folta chioma!

Ho letto da qualche parte che esiste un nuovo trattamento basato sulle cellule staminali: serve un prelievo di tessuto adiposo, ed un bel po' di quattrini, e - dicono - i capelli ricrescono.

Nel sogno discuto con la piu' bella delle mie colleghe, una ragazza con la quale  ho una bella intesa, e con la quale spesso parlo del mio amore per le donne, di questo nuovo ritrovato della tecnica, e della mia intenzione di farmi trattare.

Pero', mi rammarico, il prelievo di tessuto adiposo e' un po' difficoltoso, visto che io sono magro.

Oh - dico - potessi essere teneramente morbido come te, e le pizzico le cosce, la vita, e mi avvicino ai bei seni.

Tocca qui - le suggerisco - tocca: io di grasso non ne ho - e l'invito a tastarmi il petto, la pancia ... e mi fermo li, che' dopotutto sono anche un gentiluomo!

Io amo le donne.
Hanno un buon sapore.
La mia vita e' dura, il dolore e le preoccupazioni per il futuro mi tormentano. Eppure sono sereno.
Io amo le donne.

E le loro bocche, i seni, la tenerezza della loro intimita', che è come dire l'anima ed il culo ... sono la mia ricompensa.

Sunday, 3 January 2016

Partenza!

Domani torno lassù, a Nord, e tornerò ad avere il tempo necessario per scrivere.

Voglio raccontarti di un bel sogno che dimostra che sono un gentile, divertente pervertito.

E voglio raccontarti di una ragazza che spero di stringere presto tra le mie braccia, e di quelle che, nel frattempo, saranno sopra, sotto, davanti a me.

Tacerò ancora di alcuni segreti.
Mediterò su certi indizi di sensualità e noia.

Ed attenderò, come sempre, un tuo cenno.