Tuesday, 25 October 2016

Yourcenar

Ho sognato M. Yourcenar.

Leggo poco, e per una ragione che un giorno forse ti confesserò, ma comunque ho conosciuto la grandezza di numerosi scrittori.

Nessuno è come lei.

Alcuni sono artisti della parola, e scolpiscono dentro, ed evocano in poche parole terrore, angoscia, sensazioni fisiche.

Altri sono poetici, ed alludono, ed avvicinano all'ineffabile, lasciandoti sognante ed impreparato di fronte ai grandi temi dell'uomo: l'amore, la morte, i sentimenti.

Lei è diversa.
Lei è una pensatrice.
Lei è una ricercatrice della storia e dell'animo umano.

Non è una fanatica del super uomo, e tuttavia nelle sue parole, perfino in quelle che precedono la morte, è la solidità imperturbabile del pensiero.

In lei risiede una forma, l'unica per me comprensibile, d'immortalità, che non appartiene alla carne, nè ad un'esperienza particolare, ma alla logica ed all'umana comprensione che tutti noi procedono e superano.

C'è un profondo ed invisibile misticismo in M. Yourcenar, ed un senso d'appartenenza non esibito, ed a cui tuttavia un lettore anela.

...

Straparlo di una donna che amo, e che stanotte è venuta a trovarmi.

Sono nella mia casa natale, seduto sul sofà del salotto.
Nel camino brucia la prima legna della stagione, ed io in cuor mio, come al solito, mi rammarico e godo di quel cadavere carbonizzato.

Appare accanto alla porta, e non è la giovane ragazza della quale mi sarei innamorato, ma la donna che amo.

Non trovo le parole, e so solo inginocchiarmi al suo cospetto, e stringerla goffamente a me, all$aktezza del suo ventre.

Mi carezza i capelli (pochi maledizione, e per quanto buffo sia mi infastidisce non potermi più nascondere in una fitta capigliatura), ed aspetta un poco.

Mi alzo infine.

Mi guarda, paziente e comprensiva.

'Adesdo portami dove sei stato tutto questo tempo', mi dice.

Mi sveglio prima di poter muovere un passo.

....

Torna da me, ti prego!

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