Tuesday, 9 August 2016

Sui bambini

Una mia amica dall'altra parte della Manica mi manda una foto della sua nipotina.

È in sella ad una scopa da streghetta, ed il babbo le sta insegnando i segreti del volo.

'How old is she?', le chiedo.

4 anni.

Com'eri tu a 4 anni?
Ti ricordi qualcosa della bambina che eri?

I miei ricordi, ovviamente, sono vaghi, collezioni di immagini sconnesse tra loro più che successione ordinata di eventi.

Ho memoria maggiormente definita, naturalmente, di eventi accaduti più recentemente, ed in virtù di questi recupero le sensazioni di periodi tanti remoti.

È così perchè già da bambino di 7 o 8 anni mi capitava di pensare al passato, di sussultare evocando nel cuore una manifestazione violenta di emozioni.

...

Quel giorno, con il babbo e mia sorella, eravamo andati su, verso la montagna, per una passeggiata nei boschi.

...

Dalle mie parti bastano pochi minuti per passare dall'asfalto alla mulattiera, e poi incamminarsi lungo il sentiero.
È così perfino oggi, benchè ormai non ci si riesca più a liberare e nascondere del tutto dal digitale.
Il mio amore per gli alberi, la tensione continua verso il folto del bosco, originano proprio nel senso di protezione e clausura che la vegetazione, capace di dilatare all'infinito la distanza da ciò che nasconde e zittisce, mi dona.

...

Incontrammo un vecchietto, e a confronto del mio babbo, alto, forte, vitale, la sua figura, camminava appoggiandosi ad un bastone, vestiva abiti logorati e incolori, appariva infinitamente fragile, sofferente, e tuttavia, per qualche motivo che solo un bimbo può immaginare, anche gentile.

Sentii dentro una fitta, e credetti fosse il suo dolore, o un senso di impotenza rispetto quella fragilità.

E la sentii più forte ogni volta che le fotografie scattate quel giorno ci tornarono tra le mani, e che chiedevamo al babbo 'chissà che fine ha fatto quel signore', immaginando dentro di noi qualcosa di brutto.

Forse era empatia, forse semplice immaginazione, chissà.

Nel corso della vita ho imparato a pensare, ho sviluppato qualche potenzialità a discapito di altre, allentando le certezze su alcune convinzioni, elaborandone di nuove, ma quel dolore non ha smesso di cogliermi impreparato e dolce.

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