Wednesday, 31 August 2016

Spunti per racconti

In verita' e' solo un'immagine, un fotogramma, la pagine centrale di un fumetto, il finale di un racconto.

Al culmine di una vicenda tragica di menzogna ed ipocrisia, un figlio schiavo della droga giunge a dover confessare, di fronte ad innegabili evidenze, ad un genitore luminare (o della medicina o della psicanalisi ... e non intendo 'barone', ma genio vero e proprio, di quelli che si fanno da soli e non avanzano per sostegno politico o attraverso scorciatoie) la propria dipendenza.

Un'accusa, rivolta da un figlio esasperato, in lacrime, ad un genitore ottuso, severo, ridimensiona genio, intuito, annichilisce ogni certezza.

'Sei capace di diagnosticare solo cio' che i tuoi pazienti ti confidano, ma se c'e' da scoprire qualcosa da zero non vali niente. Mi drogo da quando avevo 13 anni, e non te ne sei mai accorto, come delle corna che ti ha messo quella puttana di mia madre. Gli spacciatori ed i poliziotti capiscono tutto la prima volta che mi vedono. Tu no. Tu sei un coglione, professore!'.

Crollo psicologico del genio, depressione, invecchiamento precoce, e quindi ... tossicodipendenza.

Precipitato nello stesso abisso del figlio, finalmente vicini, i due ricostruiranno assieme un'alternativa alla fama ed alla disperazione.

PS: niente di autobiografico grazie al cielo.

PS: non sono piu' lucido, non so mettere assieme due frasi ben fatte, uso pochi vocaboli, i piu' banali. Ho bisogno di una bella vacanza, e per fortuna arrivera' prestissimo.

2 comments:

  1. in qualcosa ricorda "La stanza del figlio", anche se con sviluppi notevolmente differenti.
    quando lo pubblichi? :D

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  2. Fantastica Barbara, sono SFINITO :D

    Domani parto per Amsterdam, poi iniziano le vacanze, e spero di raccontarti tante belle cose :-)

    Non ho visto 'La stanza del figlio' - sono un tenerone e conoscendone le trama già mi vengono i lacrimoni :D magari mi faccio coraggio e lo affronto :-)

    Ciao!

    Gio

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