Thursday, 11 August 2016

Ipotesi

Ero a casa di cari amici del mio babbo, ed avrei dovuto passare la notte da loro.

Molto probabilmente ero in età prescolare, visto che dopotutto Micheal era una compagno di giochi dell'asilo che persi di vista alle elementari, ma non so dirlo con cettezza.

Probabilmente manifestai un qualche disagio prima di andare a dormire, non ricordo esattamente, sta di fatto che si rividero le iniziali intenzioni, ed i genitori di Micheal mi riportarono a casa.

A casa mi aspettavano grandi cerimonie, inattese, di bentornato, chè probabilmente il babbo e la mamma credevano che mi fossi spaventato all'idea di dormire lontano da loro, solo, ed allora cosa c'è di meglio di un abbraccio per rincuorare il Gio?

Qualche giorno più tardi mi trovai ancora da Micheal, ma solo per il pomeriggio, forse per cena, sicuramente non per dormire.

Ero tutto contento di tornare a casa.
Ero sicuro che avrei goduto ancora delle dolci attenzioni dell'altra volta.

Ed invece niente di tutto ciò.

Fermati.
Non fraintendere!

Non mi sto lamentando di indifferenza da parte dei miei genitori, figurarsi!

Siamo stati, ed ancora lo siamo, amatissimi, al punto da sentirci spesso inadeguati, chè è impossibile restituire ciò che abbiamo ricevuto.

Se ti ho raccontato questo altro ricordo, ho intenzione di radunare qui il poco che riesco a recuperare prima che vada perduto del tutto, è perchè benchè bimbetto quel giorno capii qualcosa sulla complessità e la duttilità dell'amore.

Si ama di più chi è un po' in affanno ed ha paura o soffre.

Io, almeno, ho imparato ad amare così, per emulazione oserei dire.

Poi ho capito altro (e tieni presente che purtroppo non si può capire per emulazione).

Vedi, chi è un po' in affanno, ha paura o soffre spesso è più amabile, e cerca, e dona amore così, naturalmente.

No comments:

Post a Comment