Friday, 22 July 2016

Ridicolo

Stasera mi sono accorto di essere un po' ridicolo.

Sono uscito verso le 10, ed ero felice di fare quattro passi.

Mi basta poco per sorridere, sai?

L'idea del riposo del  weekend, la speranza di chiacchierare un po' con una bella donna che ancora non conosco, la consapevolezza che domenica passerò ore liete con la mia amica più cara ... ecco, questo supera il dolore dei muscoli, l'ansia per il futuro, la mancanza di qualcosa di cui godere semplicemente.

Poi mi sono visto riflesso in una vetrina, sulla mia sinistra.
Ero in giacca leggera, le cui forme aderivano abbastanza a quelle del corpo, ed era evidente, spaventoso, quanto il profilo si stringesse man mano che dal bacino saliva verso la spalla.

L'impressione è quella di un incedere ricurvo, quella è la prima spiegazione che la mente elabora nel tentativo di giustificare tale visione, ma non c'è relazione di parallelismo tra il petto e la schiena, e non trovi una soluzione attendibile se la cerchi nel novero della normalità.

Sono mostruoso.
Forse dovrei tapparmi in casa o imbottire i miei abiti, giusto per mantenere una forma almeno prevedibile.

Ed invece non lo faccio.

E mi viene da pensare che tanti, vedendomi, mi crederanno il più ridicolo dei coglioni, uno che neppure si accorge di essere un mostro, un essere immondo, chè altrimenti starei a casa, o almeno indosserei abiti imbottiti.

Quanto dolore.

Mi vengono le lacrime agli occhi al pensiero delle sofferenze che questo Gio deve patire. Ciò che gli è negato, l'amore, le donne, il calore della carne, è ciò per cui vive ... e neppure lo spirito può trovare equilibrio quando è imbottigliato così.

È tutto vero, ma in qualche modo sciagurato ormai non me ne curo più.

Ha vinto il male, questo è certo, ma ormai la partita è finita, non c'è più nulla da perdere, e così tiro avanti.

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