Tuesday, 21 June 2016

Pensieri sulla pazzia

Camminare per strada vestiti di stagnola.
Parlare ai muri.
Mangiare foglie secche.
Bere candeggina corretta da una spruzzatina di Coca Cola.

Ecco, questi sono chiari esempi di pazzia.

Qui basta osservare un secondo l'espressione di detta deviazione per coglierla netta, inequivocabile, dolorosa più per traslazione di noi stessi nel matto che per empatia vera propria.

Io, credimi, sono più folle di uno che parla ai muri o si fa di candeggina.

E tuttavia nessuno, vedendomi in un istante dell'attuazione di questa scalmanata pazzia, mi saprebbe associare ad una forma di disordine mentale.

Se tu mi vedessi camminare per strada mi prenderesti per un povero sciancato locale, o per uno, al limite, che ha bevuto troppo o si è fumato qualcosa (pallore, incedere incerto, respiro un po' affannoso).

Ed invece sono un uomo stremato, sono un corpicino scarnificato e infilzato da protesi, sono un pazzo e non posso che esserlo.

Certo, vorrei i baci e le confessioni di una dolce amante, o la trasgressione esuberante di una donna alla ricerca del puro piacere.

Ma desidero anche una tregua che mi risparmi almeno ogni tanto il dolore quotidiano.
E le energie per non sentirmi già oggi un uomo finito.

Mi rendo conto di quanto angosciante sia la mia vita quanto mi accorgo di come un'esistenza possa essere ricca, e mi ricordo di quanto faticoso e meschino sia stato il cammino fin qui.

3 comments:

  1. Il tuo è un disordine mentale di sfida secondo me per questo degno di stima.

    P.s.
    C'è gente scarnificata nell'anima. E non esistono protesi ....

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  2. Il tuo è un disordine mentale di sfida secondo me per questo degno di stima.

    P.s.
    C'è gente scarnificata nell'anima. E non esistono protesi ....

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  3. È una pazzia che mi è cara :-)

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