Sunday, 12 June 2016

Appunti di viaggio



Appunti da elaborare, se mai ne avro' il tempo e la capacita'.


...

Da Vienna sono partito improvvisamente, sabato mattina.

La mia idea, inizialmente, era di rimanere a Vienna anche Domenica, ma ho avuto un contrattempo, non sono riuscito a trovare un'altra camera per prolungare la permanenza, e capitando in Stazione Centrale al momento giusto per prendere immediatamente il treno in direzione di Monaco non ci ho pensato su troppo e sono partito.

Il tragitto tra Vienna e Salisburgo, dove avrei dovuto cambiare vettore, e' stato terribile.

Sul mio vagone era una combriccola chiassosa, incivile, insopportabile, forse una famiglia, chissa'.

Per tutta la durata del viaggio due o tre bambini hanno pianto o fatto baccano, rotolandosi per terra o correndo su e giù perbil vagone.
Il tutto, bene inteso, nell'indifferenza degli adulti, capaci solo, di tanto in tanto, di berciare parole in una lingua straniera all'indirizzo dei piccoli, e per il resto occupati a discutere, ad alta voce, tra di loro.

Incapace perfino di interpretare il 'rosso' come segnale di 'occupato', uno degli uomini, dall'aspetto peloso e sporco di un animale, ha provato perfino ad entrare nel bagno, ove aveva appena fatto ingresso una signora.

Attorno a me, indifferenti gli austriaci ascoltavano musica, leggevano il giornale, guardavano altrove.

Arrivati a Salisburgo, invece che prendere subito la coincidenza per Monaco, ho deciso di fare due passi in citta', di sgranchirmi le gambe, di mangiare un boccone.

Anche l'allegra famiglia e' scesa li.

Gli uomini sono spariti subito, mentre le donne, sempre portandosi dietro, trascinandosi anzi i bambini, hanno cominciato immediatamente il loro lavoro.

Volti felini e cattivi, comportamento da predatori: si avvicinavano ad ogni situazione di vulnerabilita': ad una donna che frugava in uno zaino, ad un ragazzo che si allacciava le scarpe.

Ho pensato a quelle donne orribili, di forse neppure 30 anni.
Ho pensato a quei bambini ancora belli e giocosi, ma gia' condannati ad odiare ed essere odiati.

La soluzione?


Tutto cio' che tuteli quei piccoli e di cui non possano approfittare quegli adulti.

...

Ho soggiornato nelle immediate vicinanze della Stazione Centrale, e li sono tornato tante volte, per prendere la Metropolitana, o cercare qualcosa di buono da mangiare (ogni volta che torno a Monaco faccio scorpacciate di hamburger).

Monaco e' una citta' molto pulita ed accogliente, sicura ed un po' severa, ma in stazione si vede un po' di tutto: atteggiamenti, acconciature, abbigliamenti che smentiscono l'idea di uniformita' che viceversa il centro ed i quartieri piu' eleganti suggeriscono.

Stavo camminando lungo il perimetro della stazione, ed accanto a me era un barbone.
Ad un certo punto si e' chinato, ha raccolto un mozzicone di sigaretta, l'ha guardato un po', l'ha valutato gia' consumato e gettato di nuovo a terra.

Vicino a lui era un ragazzo africano, dalla pelle scura, quella che tanto intimidisce la virilita' dei deboli, dall'abbigliamento un po' folle proprio di quella giovinezza che destabilizza e mette in agitazione, perche' puo' precedere ogni cosa.

Non ci ha pensato un attimo: ha cavato dal taschino un pacchetto di sigarette, ne ha presa una, l'ha data a quello sconosciuto.

Ho puntato il mio indice, di uomo bianco, scheletrico, fragile, in sua direzione.

'That's very kind of you, well done!' gli ho detto, ed ho fatto con il pollice il segno, universale, di approvazione.

Lui un po' sorpreso, dell'essere stato osservato, di quel saluto, ha sorriso, si e' levato il cappello, era contento.

...

Tutto qui.

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