Tuesday, 12 April 2016

Spunti per racconti un po' folli


USA, anni '80.


Non ho ben chiara la nostra natura.

Per quel che mi pare di capirne, siamo immortali, invulnerabili, dotati di poteri sovrannaturali benche' non onnipotenti ne' onniscenti (concetti questi, d'altra parte, di per se' paradossali).

Siamo capaci, ad esempio, di leggere nei pensieri degli uomini: ma come un uomo, pur sapendo leggere, non puo' cogliere il contenuto di un libro se non sfogliandolo, concentrandosi sul significato delle parole e poi delle frasi, cosi' noi, se ci limitiamo all'esteriorita', alla superficie, al volto insomma, non riusciamo a indovinare cio' che e' celato nelle segrete stanze delle menti, o custodito nei recessi oscuri dei cuori.

Per centinaia di migliaia di anni abbiamo viaggiato in lungo ed in largo per l'Universo, animati da un'odiosa sensazione di incompletezza, traversando il nucleo di giganti rosse o nane bianche, oscillando entro ed oltre l'orizzonte degli eventi di enormi buchi neri, scavando oltre lo strato invisibile della materia oscura, ... e non trovando mai nostri simili, ne' tracce di un eventuale passato consapevole o almeno testimone dell'esistenza di 'noi'.

Poi, circa 15000 anni fa siamo arrivati sulla Terra, e da allora, in virtu' di una sottile intuizione, qui viviamo, confondendoci e non alterando il susseguirsi degli eventi: siamo stati travolti dalle schiere ittite in marcia verso Kadesh, ci siamo associati alla fortuna o al crollo di Roma, abbiamo traversato le trincee della prima guerra mondiali ... sempre come semplice spettatori, paralleli, intatti.

Indifferenti piu' per abitudine all'incessante e sempre uguale a se' stesso ciclo di morte e vita piu' che per superficialita', diffidenti solo di coloro che paiono cogliere singolarita' nella nostra natura, mistici, poeti, filosofi, scienziati, siamo soprattutto interessati a conoscere noi stessi.

Un'intuizione, ti dicevo, ci lega alla Terra, a questo pianeta che, diverso da tutti gli altri, sembra contenere, solo, un significato riconducibile a noi stessi.

Nella conformazione dei continenti, nella loro stessa lenta me determinata evoluzione, nella distribuzione delle catene montuose, dei laghi, dei fiumi, nella frequenza ordinata delle scosse telluriche, nelle inomogeneita' delle profondita' della calotta artica, dove l'asimmetria delle leggi della natura ancora sara' invisibile per millenni all'intelligenza umana, noi leggiamo dei simboli, delle evidenze incontestabili di un creatore o di un demiurgo a noi simile.

Da allora, invisibili, noi aspettiamo: di capire di piu', di incontrare altri prossimi a noi, di risolvere il mistero della nostra stessa esistenza.

E, lo devo ammettere, nel frattempo ci godiamo la vita, e stupiti, necessariamente da lontano, osserviamo i prodigiosi progressi e le sorprendenti intuizioni di Aristotele, Newton, Mozart, Goethe ...

Multiformi a piacimento, abbiamo le sembianze di un uomo e di una donna, e questo seconda le nostre nature, intimamente maschile e femminile.

...

Siamo in viaggio.

Da San Franscisco, in aereo, ci spostiamo verso New York.

Come per altre capacita' sovrannaturali, evitiamo di usare teletrasporto o di volare: come ti ho detto sopra, per noi e' importante non infrangere l'ingenuita' umana, ed ogni violazione apparente delle leggi della  Natura perturba le solide certezze degli scienziati, li mette sull'attenti.

Il teletrasporto e' da quasi un secolo che evitiamo di usarlo, ovvero da quando la non-localita' di certi paradossi ha iniziato a cercare evidenze sperimentali - evidenze di violazioni della rigidita' dello spazio tempo che noi non vogliamo suggerire a nessun dotto.

Volare, librare nel cielo i nostri corpi in una qualsiasi delle sue forme, addirittura, e' da millenni che evitiamo di farlo: confusi per divinita', piu' di una volta abbiamo intossicato le menti superstiziose di contadini o pastori, accellerando o rallentando quell'intima illuminazione umana che se contaminata di suggestioni esterne non giovera' alla nostra causa (alla quale non sappiamo ancora disgiungere il destino del genere umano).

...

Dormicchiamo.

Poi la noia del viaggio e' interrotta dalle grida forsennate di una mezza dozzina di scalmanati.

Brandiscono coltelli, esibiscono quelle che sembrano delle bombe a mano.

Uno di loro ha appena accoppato il pilota ed il suo vice, ed i loro cadaveri, ancora grondanti di sangue, gettano in un abisso di angoscia l'equipaggio, gli altri passeggeri.

'State calmi e nessuno si fara' male. L'aereo e' in nostro possesso. Atterreremo presto a Los Angeles, e se libereranno i nostri compagni imprigionati a Washington nessuno di voi morira''.

...

'Oh cazzo, ma perche' non ci siamo presi la briga di leggere in queste teste di cazzo? Gio, e' colpa tua, sei il solito lazzarone! Adesso siamo nei pasticci'.

'Eh si, siamo in un bel casino'.

Non c'e' bisogno di parlare perche' tra i pensieri ci congiungano.

Attorno a noi, intanto, scene di panico, pianti, urla, preghiere.
Ognuno teme per la propria vita.
Beh, ognuno a parte noi due.

'Il problema e' che quei coglioni vogliono far precipitare l'aereo, questo e' un bluff. Vogliono precipitare sulla citta' e fare quanti piu' morti possibili'.

'Lo so. Ma il problema vero e' che se poi i soccorritori trovano tracce di due che se ne vanno allegramente dalla scena dell'incidente questi inizieranno a farsi delle belle domande ... E non possiamo semplicemente 'sparire', perche' il rischio che colgano il segnale della distorsione e' troppo grande ...'.

'E allora che facciamo?'

'Io avrei una mezza idea ... ti fidi?'.

'Beh, fai pure, qui ad ogni modo dobbiamo fare in fretta ... Pero' mi spiace per i passeggeri, mica vorrai ...'.

'Stai tranquilla ...'.

To be continued.

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