Thursday, 3 March 2016

Similitudini

L'eruzione del Vesuvio ha causato centinaia, forse migliaia di morti, e ne ha custodito intatta la forma, i gesti, gli ambienti.

Una citta' abbandonata dalla storia, viceversa, finisce lentamente depositata sul fondo della terra, dove la nascondono gli agenti atmosferici, la sabbia portata dal vento, le fratture del gelo, il lento scavare della pioggia.

I sedimenti ne conservano solamente la rovina, e gli archeologi devono sforzarsi di ricostruire vie sacre, cerimonie, circhi, ma ogni idea e' mera ipotesi, invenzione piu' o meno geniale che nessuno potra' mai confermare.

Cosi' e' per la vita.

Un dolore acuto, improvviso, di quelli che ci uccidono dal di dentro, strappano alla banalita' del quotidiano esperienze, volti, sensazioni con tale violenza e rapidita' da impedirne la frantumazione, lo scioglimento progressivo ed irreversibile che viceversa attende abitudini non rinnovate, rapporti via via dimenticati, le parziali soddisfazioni dei sensi e della mente.

Di ognuna delle mie morti io conservo un ricordo perfetto: i minuti in attesa in sala operatoria, il sorriso di Silvia, il tradimento di un amico ...

In questa mia vita vuota, nella stravagante esistenza del ricercatore, nelle improbabili avventure, io sosto solamente.

Quando nessuno si cura di me, io a quel passato migro, ed osservo, e vivo di nuovo, e carezzo un bimbo che sta per soccombere, e mi innamoro di nuovo, e perdono due amici incapaci, impreparati, necessariamente destinati a tradirsi a vicenda.

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