Friday, 19 February 2016

Sogno

Ti ho desiderato al punto che ho sognato il tuo culo (in realta' il culo che ho visto nel sogno era quello di Heather, una bella ragazza, di cui ho goduto l'intimita', che ti somiglia).

Mutandine di pizzo ne custodivano la decenza, ed una lenzuolo lilla' copriva le cosce, e solo la rotondita' della natiche, appena sfiorata dai raggi del sole, era nuda ai miei occhi.

E mentre cosi' ti vedevo, prona, immobile, indifesa, forse addormentata, vivevo nella dimensione onirica il nostro primo incontro.

Ero sceso fino a Napoli, e con una scusa in tasca di cercavo.

In qualche modo sapevo che tu lavoravi in un libreria vicino alla stazione, in Via dei Generali 2.

Non conosco la citta', e cosi' chiedo informazioni, giro un po' a vuoto, e finalmente arrivo a destinazione.
Cerco di te, ma non trovo che libri, scaffali colmi di pergamene, quadri alle pareti.

Tutto testimonia la tua presenza, ma non sei li.

Chiedo ad una tua collega di te.

Come mi aspettavo e' un po' indispettita, non sorprendentemente non le vai a genio, ma infine mi dice che si, tu sei di turno, e che ti trovero' al piano di sopra, alla cassa numero 3.

Il cuore mi batte forte, e la scusa della mia visita a Napoli infine mi sembra ridicola.

Dovro' pur dirti la verita': sono venuto solo per te.

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