Monday, 30 November 2015

Pensieri sulla donna

Non tutto cio' che passa e' perduto.

Ne ho avuto spesso intagibili dimostrazioni, cristallizate in pensieri e parole, e queste formule non meno arcane di quelle di un enunciato di teorema matematic, ho trovato convincenti, arrivandovi per gradi, procedendo lentamente, ragionando passo a passo.

Ma piu' raramente, ed assai piu' intimamente, sono stati il contatto, il movimento, l'involontaria ed istantanea aderenza ad un sentimento sotterraneo ma vitale, a convincermi.

La presenza della donna, di una donna, e' e rimane, per me, un prodigio.

Friday, 27 November 2015

Lettere d'amore



Parlando, e scheranzdo coi colleghi a pranzo delle donne, di quanto mi manchi una ragione per tutto quanto, mi e' tornata in mente Diane.

E' a lei che ho scritto una delle mie ultime lettere d'amore, e se non era amore era qualcosa di simile.

Sono passati quasi 5 anni da allora ... e' un'eternita'?
Sono un'altra persona?

Dear Diane,

Most probably you will never receive this e-mail.
Most probably I'm sending this to some expired addresses.

I was a few days ago in one of the big conference halls at the ###, the occasion being the opening session of a conference.

While I was there, and I was having a look at the room, at all the people, some paying attention to the speaker, some writing some notes some others simply waiting for the coffee break, it came to my mind that once, at that time we both worked at the ###, you were there, in one of the last rows of the left sector.

And it came to my mind that you were simply gracious, and that I couldn't but look at you from time to time.

I hardly knew you by then, but still that was sufficient: I could perceive something really unique in 'you'.

Don't spend time in remembering who I am, it's unnecessary and useless: this message is not about me, it's entirely about you.

Have a nice day,

Gio

Thursday, 26 November 2015

Pensieri sull'amore

Diverse rumene, alcune tedesche.
Qualche asiatica, due o tre africane.
Soprattutto more, poche bionde, almeno una rossa autentica.
Alte e minute, formose e esili.

Me ne sono fatte un po' di queste ed un po' di quelle, davanti e di dietro, sopra e sotto, tutte nude o quasi vestite.

La mattina mi ha svegliato l'odore del loro corpo, altre volte la notte ha proseguito sogni interrotti da poco.

Esperte ed impacciate, impudenti ed alle prime armi.
Preoccupate, serene, pudiche e oziose.

Alcune stupende, da copertina.
Altre di bellezza comune, perfino un paio bruttine.

Eppure, sostanzialmente, tutte quasi identiche tra loro, chè le vedevo dal lontano della mia sostanziale indifferenza.

Non le amavo, anche se ho voluto bene a Sasha, Jacqueline, e partecipavo alla confusione di Carmen, e mi incantava la semplicità di Heather.

...

Io credo che l'amore sia l'unica cosa davvero diversa, radicalmente, da tutte le altre.

Wednesday, 25 November 2015

Pensieri sulle parole

Io non so trovare le parole.
Non è timidezza, sai?

È che non capisco neppure io cosa provo per te.

Lo sento, ed è bellissimo.

Resiste ad ogni tentazione, ed all'ironia di cui contamino tante relazioni basate sul nulla.

Sunday, 22 November 2015

Sulla sensualità

Sono davvero poche le donne che ho desiderato carnalmente.


Certo, ogni bella donna istruisce la fantasia di trame più o meno oscene, ma proprio questa uniformità diffusa e continua svilisce queste tentazioni tutte eguali, anonime e prevedibili.

Idealmente, sono appetite sia le castigate che le navigate della lussuria: delle prime vuoi vincere la ritrosia a donarsi, vuoi sentirle godere ed infrangere qualche bizzarro codice, le vuoi scoprire spudorate e irrefrenabili, delle seconde speri di stupire le conoscenze, ed uscire memorabile dal confronto con altri.

Preferisco le donnine minute, da riempire tutte, ovunque, e da sbattere qua e la, ma confesso che  'me la stai mandando a fuoco', o, più prosaicamente, 'è troppo grosso', sono frasi che mi fanno semplicemente ridere, e dissipano ogni atmosfera di iniziazione e fusione.

La sensualità l'ho esperita forse una volta sola, ed era tutta nel corpo di una ragazza brasiliana, esperta dell'eros come lo può essere solo chi ha imparato per contatto con una tradizione orgiastica, di edonismo completo.

Ma se si tratta di dare un nome al desiderio è difficile per me trovarne.

Mi viene naturale solo pensare ad una ragazza che conobbi proprio qui, anni fa, scrivendo, leggendo.

Era bella, soprattutto elegante, e dotata in egual misura di talento, impudenza, ed i nervi l'avvolgevano tutta.

Esibiva senza forse accorgersene la sua sensualità, ad ogni modo non ne era pienamente consapevole, nè poteva esserlo, chè a definirla concorrevano aspetti contraddittori del suo carattere, ed una lieve civetteria, di quelle che isolano dalle altre donne.

Come al solito, contrastava il mio desiderio di fotterla il fatto che ero incantato dal suo spirito catastrofico e poetico, dal suo gusto estetico, e da altre qualità che suggerivano di cercarne soprattutto i tentacoli dell'anima più che il sapore e la consistenza della fica.

Ad ogni modo, di quella dea brasiliana, anche se l'ho gustata fino in fondo, non ricordo il nome: incontrata un po' per caso, non ha significato nulla più che uno straordinario divertimento.

Il nome della creatura che avrei voluto esplorare dall'interno, e che mille emicranie ed orgasmi, incubi ed intuizioni mi avrebbe potuto donare, invece, non lo scorderò mai.

Guerra di religione

Non ho mai avuto dubbi in proposito: questa è una guerra di religione.
Lo è proprio come quasi tutte le altre.

È sbagliato, tuttavia, parlare di guerra tra religioni.
Qui si affannano tutti per lo stesso Dio: il denaro.

Lascia perdere le prime linee, i disperati, le pedine sacrificabili.
Quelli li si intontisce di droga e vaghi ideali, come sempre si è fatto, e li si arruola tra chi è stato emarginato a vita, ed ha solo odio da riscattare dentro di se, o tra chi ha lesioni in testa, buchi nell'anima.

Ma chi comanda, chi delega la morte e gode dei profitti, chi offre vittime all'altare, lo fa in nome di quell'unico Dio.

Friday, 20 November 2015

Pensieri sul sesso e sull'amore

Io credo di essermi innamorato tre volte in vita mia, e credo non mi capiterà mai più.

Della seconda donna che ho amato non ricordo quasi nulla di ciò che si impossessò di me, e quando l'ho rivista quest'estate ho trovato un'amica, una persona cui voler bene, ma nulla che potesse significare un moto disordinato dello spirito.

Il primo amore, Silvia, resterà un'incognita per tutta la vita: sono talmente profondi i miei ricordi, che se la incontrassi dovrei fare i conti con loro, non con lei.

So che è sposata, e che ha un bel bambino: nessuna di queste due informazioni mi ha scosso minimamente ... eppure mi opprime la consapevolezza che non sono riuscito ad amare il più totalizzante dei miei sogni, e lei ne è l'unica, segreta testimonianza.

...

Ho avuto rapporti con molte donne.

Con alcune ho avuto una certa intesa, intellettuale o fisica davvero poca differenza fa, ma nessuna amavo.

Così il sesso è stato un gioco, una cura, e più per loro che non per me: ho baciato corpicini insicuri e fragili, ho eccitato l'esuberanza di giovani edoniste.

Ho portato tra le lenzuola risate irrefrenabili ed improponibili disquisizioni fisiche, matematiche,, filosofiche.

Esiste una distanza abissale tra l'idea che una donna si fa di me al primo incontro, e l'ineffabile e inafferrabile spirito di cui hanno discontinue esperienze nei nostri incontri di amanti più o meno clandestini.

Sono si sofferente ma non afflitto, e spiritoso almeno quanto meditabondo.

Mi conoscono, le mie compagne di giochi, come mi conosco io.

Ma le donne che ho amato ... solo loro mi avrebbero conosciuto diverso da quel che ho costruito in solitudine.

Io sono il frutto di me, e me solo ... e questa autoarchia sentimentale è il mio limite, il mio peccato.

Thursday, 19 November 2015

Pensieri sulle cicatrici.

Il mio corpo è coperto di cicatrici.

Le prime me le procurarono i giochi di un bambino miope, che ogni tanto andava a sbattere contro vetrate, o precipitava da scale buie, su abissi invisibili.

Poi ci sono quelle che seguono le linee dritte dell'incisioni del bisturi.

...

Le cicatrici non significano nulla, se nelle lunghe notti di ricovero, notti insonni e di dolore, non hai imparato a conoscere l'Universalità del male.

...

Arrivano dalla Siria i primi profughi.
Scendono dall'aereo stremati, ed io mi sforzo di cercare un sorriso, una speranza su quei volti provati dalla violenza.
Trovo il desiderio di piccole cose: il gioco per i bimbi, un lavoro onesto per gli adulti, serenità per i vecchi.

Il fanatismo è altrove.

...

Wednesday, 18 November 2015

Pensieri sull'amore

L'amore ha bisogno di tempo.
Ha bisogno di tempo per ridere, fremere, costruire e custodire.
Ed io non ho tempo.
Non ne ho mai avuto.

Ti ho amata nell'unica dimensione nella quale la malattia e la fatica non hanno fatto razzia delle mie serate, dei fnesettimana: ti ho amato nel pensiero, ti ho desiderata nei sogni.

Sunday, 15 November 2015

Altri pensieri

Esiste una vicinanza indiscutibile tra noi ed una nazione qualsiasi del mondo così detto occidentale.

Siamo 'vicini' per cultura, per conoscenza reciproca, per viaggi, per lingua, per esperienze nostre o di chi ci e' caro e cosi' via.

Uno dei miei amici piu' cari abita da una vita a Parigi, capisci?
E Gillian ha vissuto per anni proprio li, in uno dei quartieri teatro di questo macello.

Sentire più forte il lutto francese che non una strage avvenuta in Asia o Africa è del tutto simile al patire intimamente di più la morte di un amico che quella di uno sconosciuto, ed e' divinamente sovrumano o spietatamente cinico riuscire a sfuggire a questa natura viscerale.

Ma c'e' molto oltre alle sensazioni, o almeno dovrebbe esserci: l'uomo è anche capace di ragione, ed in virtù di questa si puo' riconoscere il senso assoluto di ogni perdita. 

Viviamo la contraddizione e la complementarieta' delle nostre due anime, quella istintiva e quella razionale, ogni giorno: nei rapporti personali, sul lavoro, perfino nei nostri sogni.

Riconosciamoci in questo conflitto. 

E piangiamo per chi sentiamo di dover piangere. 
E diamoci da fare perchè violenza non nasca dalle nostre lacrime. 

Si sia pure in lutto per Parigi e non per Kabul. 
Si indossino pure i colori della bandiera francese e non quelli dell'Afghanistan. 

Poi però, per carità, si ignorino i violenti, gli efferati manipolatori delle paure dell'uomo. 

Si aiutino gli uomini di buona volontà.

Friday, 13 November 2015

Pensieri sul terrorismo




Arrivo a casa e trovo, infilato sotto la porta d'ingresso, questo bigliettino.

E' di un mio vicino di pianerottolo.

Annuncia che questa sera si terra' un party, la festa del suo ventiduesimo compleanno: si scusa del baccano che certamente animera' la serata fino alle prime ore del giorno nuovo.

Adesso sono le 3 della notte.
Dalle scale scendono in strada le voci e le risate dei nottambuli.

Mentre questi ragazzi, simpatici, solari, ebbri di un desiderio tenero e giocoso di vivere, di contagiare gli altri della loro allegrezza, bevevano coca cola e ballavano, altrove -ratatattata- sputavano fuoco e piombo mitragliatori puntati al cranio.

E cadevano inermi i cadaveri di ragazzi di ventidue anni.

Sono gia' freddi, irrigiditi, adesso che sono le 3 della notte.

Non scenderanno piu' scale, stanchi e un po' intontiti dall'alcool e dalla felicita'.

E negli ultimi secondi delle loro vite, e per sempre impresso, e' il terrore di una morte inusitata, di una violenza che non puo' trovare giustificazione.

Thursday, 12 November 2015

Pensieri sugli altri

E proprio io, che sono cosi' incline alla solitudine, finisco per dover scrutare dentro agli altri, seguirne il pensiero, metterne alla prova l'elasticita' mentale, le virtu', i limiti.

Se potessi permetterlo, abbandonerei questo lavoro, e mi dedicherei unicamente alla scrittura, intendendola non come mezzo di sostentamento, ma di ricerca.

Prenderei in affitto un appartamentino a Vienna, e ci starei un paio d'anni.
Poi salirei a Berlino, per tornare ancora a Praga, Parigi, Bruges ...

Ho girato abbastanza il mondo per capire di me una o due cose: ad esempio, che non avro' piu' radici in alcun luogo, e che non e' necessario avere radici in un luogo, determinato da circostanza dettate dal caso e da scelte di altri.

Sarei potuto nascere a Bergamo, Padova, Verona, e la mia vita cerca sostanza, una sua individualita', nell'illusione che se pure fossi nato altrove che non a ##, questo, e solo questo temperamento di girovago mi avrebbe comunque portato a percorrere i passi che in effetti ho seguito.


Ho rischiato molto, sai?

Finita l'Universita', l'aggravarsi improvviso delle mie condizioni di salute, la pusillanimita' di un barone universitario, hanno rischiato di ridurre la mia esistenza ad una sequenza priva di luce di scuse stanche, frustrazioni.

Sono stato immobilizzato abbastanza a lungo dalla malattia da poter esperire* il bordo tagliente di una vita da fallito, da derelitto, da figlio di genitori anziani.

E ricordo piccole meschinita' messe in atto da me per proteggere, con piccole menzogne, il futuro che rischiava di franarmi addosso.

Magari un giorno te ne parlero'.
Adesso devo andare.
E meditare un po' su quella parola, 'esperire', che tu usavi in certi discorsi, con un'eleganza che scarpette ed orecchini non possono esibire, e che ora evoca il tuo nome.

(Ho gia' detto tante volte che mi meraviglio della capacita' espressa dalla mia mente nel costruire nel sogno vicende fantastiche, entusiasmanti o tragiche al punto da emozionarmi o commuovermi - ma per sognare, io, non ho bisogno di chiudere gli occhi. So 'esperire' cio' che non esiste, nel bene e nel male: a volte mi spaventa questa prerogativa, che sembra sconosciuta a molti, e che per me e' naturalissima. Ma con gli anni pare io abbia imparato a domare la bestia).

Wednesday, 11 November 2015

Pensieri sulla solitudine

Sono pochi gli uomini davvero in grado di vivere la solitudine con serenità.

Più numerosi sono coloro che,  incapaci di relazionarsi agli altri, devono isolarsi, per evitare baruffe continue, continui attriti, e soffrono il minore dei loro mali: la solitudine piuttosto che una sensazione perenne di inadeguatezza.

Poi c'è chi, come me, ha perso cognizione del tempo, del meccanismo di causa-effetto, e non percepisce alcuna differenza tra la solitudine di un istante e quella di una vita.

Ho compresso tutto il passato in poche intuizioni etiche, antropologiche, ho affinato una certa forma d'istinto, mi sono liberato d'ogni parvenza di incubo.

Vivo un presente dilatato, capace di contenere ogni mio orizzonte.

Mi sveglio la notte, e nella tenebra non ricordo nulla, nulla temo.

Pensieri sulla bellezza


Cio' che piu' amo della bellezza, ed e' ovvio che intendo la bellezza delle donne, e' che ogni volta al suo cospetto io mi sento impreparato.

...

Non sono un ragazzino.

Poi ti metto le mani addosso, e facciamo tutto quello che va fatto, ma almeno per un po' lasciami cosi', incantato, sereno, contento di te.

Tuesday, 10 November 2015

Chiara e Paolo



Ho sognato Chiara e Paolo.

Che strana combinazione di idee!



Paolo e' uno dei miei amici d'infanzia.

Lo ricordo bambino intelligente, distaccato ed un po' birbante, compagno di infinite malefatte ed avventure, poi adolescente taciturno e solitario, ed infine giovane uomo di fatto incapace, forse impossibilitato, di trovare una dimensione propria.

Gli voglio molto bene, ed ogni volta che torno in Italia busso alla sua porta, e poi andiamo giu' in citta', e parliamo di un po' di tutto: politica, genitori, lavoro.

Ci sentiamo raramente via e-mail, che' non e' facile fare domande a cui si teme corrisponda una risposta sofferta - e questo ovviamente vale per entrambi.

E' un bel ragazzo, secondo mia mamma somiglia al Johnny Depp dei suoi giorni migliori, ed una persona interessante, ma da avvicinare con cautela.

Chiara ... beh, Chiara sei tu - ça suffit, non e' vero?

Ora, il sogno e' bizzarro per diversi motivi.

Innanzitutto tu e Paolo non vi conoscete, e soprattutto nessuno di voi due vive a Milano, dove il sogno ambienta le vostre esistenze.

Io ti incontro proprio il giorno in cui vado a trovare Paolo.

Mi meraviglia la tua presenza al suo fianco prima ancora che riesca a riconoscerti.

E poi c'e' lo strano imbarazzo di un gioco di conoscenze incrociate, di segreti reciproci, come l'esistenza di queste mie confessioni, di cui tu hai saputo qualcosa, e di cui nessuno deve scoprire traccia.

Non sono invidioso, anche se tu sei, come sempre, splendida, in senso ideale, in quel senso un po' oscuro e molto intricato, che intendo io.

Non sono invidioso, ed inizio a domandarmi perche'.

Forse, semplicemente, ça suffit.

Sunday, 8 November 2015

Pensieri



Ci sono varie ragioni per preferire le puttane, intendo dire proprio quelle che la danno via per soldi, alle donne qualsiasi.

La puttane, quasi sempre, quasi tutte, hanno avuto una vita difficile, spesso hanno di che raccontare, ed a volte, visto che c'e' nulla da perdere o preservare in una relazione fondata sul cazzo, la figa ed i soldi, lo fanno.

Non sono tanto idiota da prendere per oro colato le loro parole, ma nel setaccio e' rimasto qualcosa, una decisione sofferta, una preoccupazione per il futuro, perfino la banalita' di certe bugie, o una dolorosissima superficialita'.

Tra le altre, e' ovvio, c'e' sicuramente chi ha avuto una vita significativa, chi ha talento, o testimonia una tenerezza insostenibile.

Ma manca il punto di contatto, l'occasione d'incontro.

E non c'e' fiducia che possa superare l'ostacolo della paura di scoprirsi davvero, nella condivisione di un segreto, di una debolezza, con un estraneo.

Quasi sempre sono meglio le puttane, credimi.

Thursday, 5 November 2015

Pensieri



Tra i desideri il piu' ardente e' quello di essere centrale nell'esistenza, nei pensieri, nei desideri stessi delle belle donne.

Tuesday, 3 November 2015