Tuesday, 28 July 2015

Pensieri sull'amore

Da bravo (???) scienziato non posso ignorare la realta'.

E la realta' e' straordinaria per il semplice fatto che puo' esserlo.

Sunday, 26 July 2015

Pensieri sugli altri

Che strana, la mia vita (che strana la vita).

Sono precipitato in un abisso, ed ero solo un bambino.
Mi sono allontanato da quasi tutti, un po' cadendo, un po' nascondendomi.

Oh, quanto a lungo ho provato a risalire.
E con quale vergogna tornavo a nascondermi agli insulti, alle umiliazioni, alle naturali, inevitabili umiliazioni.

Poi, quasi per caso, invece che scacciarlo lontano, e cercare di disgiungermi e distinguermi da esso, ho iniziato a collezionare il mio vuoto, lo custodivo, lo esploravo, e mi seduceva se ne indovinavo una qualche forma negli altri.

Li ho avvicinati, questi altri, e ho fuso la mia disperazione con la loro.

Non esiste sapienza astratta nel dolore, tutto segue dall'esperienza diretta che se ne puo' avere.

L'apprendimento delle diverse forme di solitudine e' snaturato nello studio teorico, ed uno al limite puo' riconoscere se' stesso in un proprio simile, un poeta a noi affine, un pensatore che ha calcato piu' a fondo le nostre stesse impronte.

Ma solo il contatto con l'altro matura l'intuizione in concetto.

Cio' che segue al contatto e', oggi, la mia vita.

Thursday, 23 July 2015

A volte mi chiedo ...

A volte mi chiedo se saro' ancora mai cosi' ingenuo, stupido, puro da credere, che ne so, che dall'altro capo del telefono sia Silvia, che timida non riesce a dire una parola dopo aver fatto il mio numero.

E' inconcepibile anche solo immaginarlo, oggi, eppure ero proprio io a farmi illusioni.

Allora, ai tempi della mia adolescenza, capitava di ricevere a casa telefonate anonime.
Sicuramente era qualche ragazzo che cercava mia sorella, ai tempi una bella ragazza.
Ed io, che pur lo sapevo, non riuscivo a sopprimere del tutto quel sogno: e mi batteva forte il cuore, ed avrei voluto dire, semplicemente, 'Silvia, sei tu?' ...

Non l'ho mai fatto.
Il suo nome era cosi' sacro che neppure riuscivo a pronunciarlo.

Oggi ho ben piche certezze, ma di una cosa sono convinto:
Silvia non e' la donna, la sposa, la madre, che porta il suo nome.

Mi sono liberato di quel sogno come di una malattia del corpo: con protesi,  con una terapia quotidiana cui ci si abitua in fretta.

Ed ho dimenticato ogni cosa.

Ma c'e' qualcosa di piu' atroce di questa strana malinconia.

E' la certezza che se avessi vissuto il suo amore, un'ombra cupa, l'indolenza, l'abitudine, l'ipocrisia, avrebbe divorato il mio ideale con ingordigia perfino superiore di quello della dimenticanza.

Non sono stato amato, e' vero.
E cosi' non ho tradito.
E non sono stato tradito.
Non ho mentito.
Nessuno mi ha ingannato.

L'apprendimento del vivere, cosi' simile ad una collezione di nozioni di sagacia e furbizia, l'ho mancato.

Wednesday, 22 July 2015

Sogno

Ti ho sognata, ieri notte.

Eri solo della luce del crepuscolo vestita, e come tuo solito non mi guardavi, ma come me osservavi un punto lontano, oltre l'orizzonte.

Mi dicevi, semplicemente, che qui ormai tutto e' morto.

E' morta la vitalita' di un diario segreto e condiviso,
e' appassita l'idea di un contatto possibile tra noi due.

Non ha piu' senso inventarsi interpretazioni cervellotiche di pagine di riflessioni, sogni, invenzioni, laddove invece la tua bellezza e' palese, non mediata da alcunche', esigentissima.

L'agonia durera' ancora un poco, che' devo rendere onore a queste pagine ormai deserte di contenuti, ed a a questo declino seguira' il vuoto, non il silenzio.

Saturday, 18 July 2015

Pensieri



I miei colleghi si sorprendono, e letteralmente mi guardano perplessi quando dico loro che io non intendo fermarmi in un luogo preciso, e che dopotutto l'idea di un 'posto fisso' mi spaventa.

Tuesday, 14 July 2015

Confessioni

Adesso che abbiamo fatto 'la cosa' possiamo tornare a parlare.

Ed e' diverso da prima, quando 'la cosa', che e' come dire 'la scusa' ingombrava gli spazi, le menti, e sola sembrava giustificare il nostro incontro, ed metteva fretta alle parole, perche' fossero gemiti al piu' presto.


Adesso e' diverso.

Mi spiega che la sua sessualita' e' cambiata radicalmente da quando e' diventata una prostituta.

E se prima era addirittura frigida, o comunque non molto interessata al sesso, adesso e' cambiato tutto quanto, e sa riconoscere le esigenze del suo corpo, e vuole goderne ... e ne gode, anche con dei perfetti sconosciuti.

E, me lo dice senza arrossire: vuole l'uomo, o, piu' semplicemente, il cazzo.

Si parlava di futuro, di un futuro in cui non dovra' piu' fare quel lavoro, e lei, che pure attende quel giorno, e' un po' confusa, che' non sa come potra' soddisfare la sua fame.

Io allora le dico che e' normale sentire quel desiderio, e che se io potessi lo realizzerei ogni giorno, con ragazze sempre diverse.

E la rassicuro.

'Bella come sei, Jacqueline', le dico, 'quando tu vorrai farlo non avrai problemi: entrerai in un locale alla moda, andrai in palestra, scenderai nella pista da ballo e subito avrai gli occhi degli uomini addosso, e saranno tuoi, subito. Potrai avere quello che piu' ti piacera''.

'Forse hai ragione' mi risponde.

'Si, ne trovero' tanti che vogliono scopare con me. Proprio come li trovo oggi, qui dentro o la fuori. Ma uno come te non sara' in un locale alla moda, in palestra, o a ballare.'.

Ecco.
Tu ora forse penserai che sono un idiota.
Un credulone, oppure uno che si vanta di chissà quali conquiste.
Macchè.
Qui io non parlo di me.
Qui parlo solo di lei.
Di quel che può essere una giovane puttana.
Di quel che può aver capito del mondo: le sue intime contraddizioni, l'inevitabilità del limite che ogni condizione umana impone.

Saturday, 11 July 2015

A proposito di Arthur


Settimana scorsa sono stato a Monaco per partecipare ad un simposio organizzato in onore di Arthur, un mio ex-collega eccezionale per meriti accademici, che presto andra' in pensione, e che l'Universita' ha voluto giustamente onorare.