Friday, 13 November 2015

Pensieri sul terrorismo




Arrivo a casa e trovo, infilato sotto la porta d'ingresso, questo bigliettino.

E' di un mio vicino di pianerottolo.

Annuncia che questa sera si terra' un party, la festa del suo ventiduesimo compleanno: si scusa del baccano che certamente animera' la serata fino alle prime ore del giorno nuovo.

Adesso sono le 3 della notte.
Dalle scale scendono in strada le voci e le risate dei nottambuli.

Mentre questi ragazzi, simpatici, solari, ebbri di un desiderio tenero e giocoso di vivere, di contagiare gli altri della loro allegrezza, bevevano coca cola e ballavano, altrove -ratatattata- sputavano fuoco e piombo mitragliatori puntati al cranio.

E cadevano inermi i cadaveri di ragazzi di ventidue anni.

Sono gia' freddi, irrigiditi, adesso che sono le 3 della notte.

Non scenderanno piu' scale, stanchi e un po' intontiti dall'alcool e dalla felicita'.

E negli ultimi secondi delle loro vite, e per sempre impresso, e' il terrore di una morte inusitata, di una violenza che non puo' trovare giustificazione.

5 comments:

  1. Come senza giustificazione?
    Se i potenti smettono di addestrare e fornire armi e mettere Dio e Allah in mezzo forse il nostro futuro sarà migliore.

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    1. Ma quella è una causa, non una giustificazione (per come la intendo io).
      Che tragedia!

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  2. Mettiamola così se di uccidono innocenti nei loro paesi loro uccidono noi.
    Certo che è una tragedia tutte la guerre lo sono.

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  3. Mettiamola così se di uccidono innocenti nei loro paesi loro uccidono noi.
    Certo che è una tragedia tutte la guerre lo sono.

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    1. È pure peggio di così. Noi abbiamo indotto disperati perchè combattessero in Libia e Siria. Questi sono andati, hanno ucciso e decapitato, stuprato ... ed adesso tornano a casa. E sanno solo odiare ed uccidere.

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