Friday, 20 November 2015

Pensieri sul sesso e sull'amore

Io credo di essermi innamorato tre volte in vita mia, e credo non mi capiterà mai più.

Della seconda donna che ho amato non ricordo quasi nulla di ciò che si impossessò di me, e quando l'ho rivista quest'estate ho trovato un'amica, una persona cui voler bene, ma nulla che potesse significare un moto disordinato dello spirito.

Il primo amore, Silvia, resterà un'incognita per tutta la vita: sono talmente profondi i miei ricordi, che se la incontrassi dovrei fare i conti con loro, non con lei.

So che è sposata, e che ha un bel bambino: nessuna di queste due informazioni mi ha scosso minimamente ... eppure mi opprime la consapevolezza che non sono riuscito ad amare il più totalizzante dei miei sogni, e lei ne è l'unica, segreta testimonianza.

...

Ho avuto rapporti con molte donne.

Con alcune ho avuto una certa intesa, intellettuale o fisica davvero poca differenza fa, ma nessuna amavo.

Così il sesso è stato un gioco, una cura, e più per loro che non per me: ho baciato corpicini insicuri e fragili, ho eccitato l'esuberanza di giovani edoniste.

Ho portato tra le lenzuola risate irrefrenabili ed improponibili disquisizioni fisiche, matematiche,, filosofiche.

Esiste una distanza abissale tra l'idea che una donna si fa di me al primo incontro, e l'ineffabile e inafferrabile spirito di cui hanno discontinue esperienze nei nostri incontri di amanti più o meno clandestini.

Sono si sofferente ma non afflitto, e spiritoso almeno quanto meditabondo.

Mi conoscono, le mie compagne di giochi, come mi conosco io.

Ma le donne che ho amato ... solo loro mi avrebbero conosciuto diverso da quel che ho costruito in solitudine.

Io sono il frutto di me, e me solo ... e questa autoarchia sentimentale è il mio limite, il mio peccato.

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