Thursday, 12 November 2015

Pensieri sugli altri

E proprio io, che sono cosi' incline alla solitudine, finisco per dover scrutare dentro agli altri, seguirne il pensiero, metterne alla prova l'elasticita' mentale, le virtu', i limiti.

Se potessi permetterlo, abbandonerei questo lavoro, e mi dedicherei unicamente alla scrittura, intendendola non come mezzo di sostentamento, ma di ricerca.

Prenderei in affitto un appartamentino a Vienna, e ci starei un paio d'anni.
Poi salirei a Berlino, per tornare ancora a Praga, Parigi, Bruges ...

Ho girato abbastanza il mondo per capire di me una o due cose: ad esempio, che non avro' piu' radici in alcun luogo, e che non e' necessario avere radici in un luogo, determinato da circostanza dettate dal caso e da scelte di altri.

Sarei potuto nascere a Bergamo, Padova, Verona, e la mia vita cerca sostanza, una sua individualita', nell'illusione che se pure fossi nato altrove che non a ##, questo, e solo questo temperamento di girovago mi avrebbe comunque portato a percorrere i passi che in effetti ho seguito.


Ho rischiato molto, sai?

Finita l'Universita', l'aggravarsi improvviso delle mie condizioni di salute, la pusillanimita' di un barone universitario, hanno rischiato di ridurre la mia esistenza ad una sequenza priva di luce di scuse stanche, frustrazioni.

Sono stato immobilizzato abbastanza a lungo dalla malattia da poter esperire* il bordo tagliente di una vita da fallito, da derelitto, da figlio di genitori anziani.

E ricordo piccole meschinita' messe in atto da me per proteggere, con piccole menzogne, il futuro che rischiava di franarmi addosso.

Magari un giorno te ne parlero'.
Adesso devo andare.
E meditare un po' su quella parola, 'esperire', che tu usavi in certi discorsi, con un'eleganza che scarpette ed orecchini non possono esibire, e che ora evoca il tuo nome.

(Ho gia' detto tante volte che mi meraviglio della capacita' espressa dalla mia mente nel costruire nel sogno vicende fantastiche, entusiasmanti o tragiche al punto da emozionarmi o commuovermi - ma per sognare, io, non ho bisogno di chiudere gli occhi. So 'esperire' cio' che non esiste, nel bene e nel male: a volte mi spaventa questa prerogativa, che sembra sconosciuta a molti, e che per me e' naturalissima. Ma con gli anni pare io abbia imparato a domare la bestia).

2 comments:

  1. Se potessi permetterlo, abbandonerei questo lavoro, e mi dedicherei unicamente alla scrittura, intendendola non come mezzo di sostentamento, ma di ricerca.

    ma è cos' difficile ritagliare uno spazio per questo genere di ricerca?


    ReplyDelete
  2. Purtroppo non riesco a concentrarmi ahimè!
    È questo un periodo di autentica confusione per me :D

    Ciao cara Magnolia

    Gio

    ReplyDelete