Tuesday, 10 November 2015

Chiara e Paolo



Ho sognato Chiara e Paolo.

Che strana combinazione di idee!



Paolo e' uno dei miei amici d'infanzia.

Lo ricordo bambino intelligente, distaccato ed un po' birbante, compagno di infinite malefatte ed avventure, poi adolescente taciturno e solitario, ed infine giovane uomo di fatto incapace, forse impossibilitato, di trovare una dimensione propria.

Gli voglio molto bene, ed ogni volta che torno in Italia busso alla sua porta, e poi andiamo giu' in citta', e parliamo di un po' di tutto: politica, genitori, lavoro.

Ci sentiamo raramente via e-mail, che' non e' facile fare domande a cui si teme corrisponda una risposta sofferta - e questo ovviamente vale per entrambi.

E' un bel ragazzo, secondo mia mamma somiglia al Johnny Depp dei suoi giorni migliori, ed una persona interessante, ma da avvicinare con cautela.

Chiara ... beh, Chiara sei tu - ça suffit, non e' vero?

Ora, il sogno e' bizzarro per diversi motivi.

Innanzitutto tu e Paolo non vi conoscete, e soprattutto nessuno di voi due vive a Milano, dove il sogno ambienta le vostre esistenze.

Io ti incontro proprio il giorno in cui vado a trovare Paolo.

Mi meraviglia la tua presenza al suo fianco prima ancora che riesca a riconoscerti.

E poi c'e' lo strano imbarazzo di un gioco di conoscenze incrociate, di segreti reciproci, come l'esistenza di queste mie confessioni, di cui tu hai saputo qualcosa, e di cui nessuno deve scoprire traccia.

Non sono invidioso, anche se tu sei, come sempre, splendida, in senso ideale, in quel senso un po' oscuro e molto intricato, che intendo io.

Non sono invidioso, ed inizio a domandarmi perche'.

Forse, semplicemente, ça suffit.

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