Sunday, 2 August 2015

Divorzio

Avrei voluto continuare il discorso di ieri, ma devo rimandare di un giorno almeno.

Oggi ti devo parlare di qualcosa di importante, qualcosa che avra' conseguenze notevoli sulla mia vita.

Ho deciso: divorzio.


L'amo, me ne sono innamorato al primo incontro, di cui ricordo anche i particolari piu' insignificanti, ma mi ha tradito troppe  volte, ed io non posso andare avanti cosi'.
Mi fa star male continuamente, e non c'e' ragione di credere che il futuro sara' migliore: e' scostante, inaffidabile, irrazionale come nessuna.
Rimarra' per sempre nel mio cuore, ma ormai ho deciso ...

Io da qui me ne devo andare.
Ti abbandono, mia amatissima ###.

... Questa citta' mi sta consumando.

... Fa freddo.

.....


Ieri notte ho vissuto un terribile incubo, conseguenza apparente del disagio di questi giorni di continue discontinuita'.

Sto aspettando qualcuno, credo, in una strada deserta.

E' notte, e con me, sul marciapiede, e' solo quello che sembra l'impiegato di un albergo: un ragazzo giovane, dall'aria gentile e vagamente deferente che in un' uniforme pistacchio se ne sta li, davanti all'ingresso di un hotel, in attesa di chissa' cosa o regredito dall'amministrazione a vile decorazione.

Mi sorride gentile, ed io penso tra me  me alle lunghe di ore che lo separano dal mattino, e ne rabbrividisco.

In fondo alla via e' una sala d'attesa o qualcosa di simile: fa freddo, e decido cosi' di infilarmi in quel locale, dove almeno non spirera' il vento fastidioso che mi sta consumando le ossa.

Nell'istante stesso in cui apro la porta, il custode, il finto custode, piombatomi feroce alle spalle all'improvviso mi aggredisce, mi spinge dentro, e quando sono a terra subito vinto mi punta un coltello alla gola.

Ed io capisco che la sua uniforme era solo un inganno, e che per un criminale e' piu' facile aggredire chi non e' attento, ed e' piu' facile esercitare violenza di nascosto che non per strada, dove perfino il vuoto di una notte puo' anticipare il clamore di un grido, l'avvicinarsi di lampeggianti,infine il soccorso.

Mi sveglio incapace di reagire, vinto dal terrore.

Il cuore mi batte all'impazzata e sono tutto indolenzito.
Mi alzo, prendo una tachipirina e torno a dormire.

4 comments:

  1. Non conosco la tua storia, ne i tuoi sogni, ma ci sono strade da percorrere per evitare strade, ce ne sono tante nascoste che sembrano portare a nulla, e altre fluorescenti che davvero non portano a nulla, la scelta dettata da un sogno spesso porta solo a verità ben visibili

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    1. L'intreccio tra sogno e realta' e' profondo.
      Io interrogo la mia vita nel sonno, ma le concedo anche cio' che altrove e' negato: ed ho esperienze liete che non potrei mai avvicinare da sveglio.

      E' una compensazione notevole!

      A presto,

      Gio

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  2. Gli incubi raggiungono e metabolizzano tante paure.
    Forse sono più utili dei sogni felici?
    Quelli ci riescono bene anche ad occhi aperti.

    Ti seguo!

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    1. Il sogno .. non ne rifiuto alcuna variazione :-)

      Ciao Vu!

      Gio

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