Sunday, 26 July 2015

Pensieri sugli altri

Che strana, la mia vita (che strana la vita).

Sono precipitato in un abisso, ed ero solo un bambino.
Mi sono allontanato da quasi tutti, un po' cadendo, un po' nascondendomi.

Oh, quanto a lungo ho provato a risalire.
E con quale vergogna tornavo a nascondermi agli insulti, alle umiliazioni, alle naturali, inevitabili umiliazioni.

Poi, quasi per caso, invece che scacciarlo lontano, e cercare di disgiungermi e distinguermi da esso, ho iniziato a collezionare il mio vuoto, lo custodivo, lo esploravo, e mi seduceva se ne indovinavo una qualche forma negli altri.

Li ho avvicinati, questi altri, e ho fuso la mia disperazione con la loro.

Non esiste sapienza astratta nel dolore, tutto segue dall'esperienza diretta che se ne puo' avere.

L'apprendimento delle diverse forme di solitudine e' snaturato nello studio teorico, ed uno al limite puo' riconoscere se' stesso in un proprio simile, un poeta a noi affine, un pensatore che ha calcato piu' a fondo le nostre stesse impronte.

Ma solo il contatto con l'altro matura l'intuizione in concetto.

Cio' che segue al contatto e', oggi, la mia vita.

6 comments:

  1. pensieri profondi di un'Anima superiore.

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  2. Tu sei troppo dolce e buona per essere imparziale.
    E questo, di te, e' bellissimo.
    Ciao :-)

    Gio

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    1. tu sei un' Anima superiore lo ripeto.
      ciao a te

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    2. Sei gentile, ed io credo che noi tutti si possa scoprire qualcosa di 'superiore' in noi. È una dottrina dell'amore la mia.

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  3. essere soli è coinvolgente quindi...

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    1. Essere soli ... non sono piu' nemmeno sicuro si possa 'essere soli'.
      Uno e' quel che e', e lo stesso che in un istante si sente isolato in virtu' di un qualche suo accidente, in un momento si trova affine, coinvolto, come dici tu, da qualcun altro.
      E' un fatto oggettivo: la 'solitudine' di tutta una vita puo' identificarsi senza preavviso in un contatto, in una intimita'. A me pare sia cosi'!

      Ciao,

      Gio

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