Tuesday, 14 July 2015

Confessioni

Adesso che abbiamo fatto 'la cosa' possiamo tornare a parlare.

Ed e' diverso da prima, quando 'la cosa', che e' come dire 'la scusa' ingombrava gli spazi, le menti, e sola sembrava giustificare il nostro incontro, ed metteva fretta alle parole, perche' fossero gemiti al piu' presto.


Adesso e' diverso.

Mi spiega che la sua sessualita' e' cambiata radicalmente da quando e' diventata una prostituta.

E se prima era addirittura frigida, o comunque non molto interessata al sesso, adesso e' cambiato tutto quanto, e sa riconoscere le esigenze del suo corpo, e vuole goderne ... e ne gode, anche con dei perfetti sconosciuti.

E, me lo dice senza arrossire: vuole l'uomo, o, piu' semplicemente, il cazzo.

Si parlava di futuro, di un futuro in cui non dovra' piu' fare quel lavoro, e lei, che pure attende quel giorno, e' un po' confusa, che' non sa come potra' soddisfare la sua fame.

Io allora le dico che e' normale sentire quel desiderio, e che se io potessi lo realizzerei ogni giorno, con ragazze sempre diverse.

E la rassicuro.

'Bella come sei, Jacqueline', le dico, 'quando tu vorrai farlo non avrai problemi: entrerai in un locale alla moda, andrai in palestra, scenderai nella pista da ballo e subito avrai gli occhi degli uomini addosso, e saranno tuoi, subito. Potrai avere quello che piu' ti piacera''.

'Forse hai ragione' mi risponde.

'Si, ne trovero' tanti che vogliono scopare con me. Proprio come li trovo oggi, qui dentro o la fuori. Ma uno come te non sara' in un locale alla moda, in palestra, o a ballare.'.

Ecco.
Tu ora forse penserai che sono un idiota.
Un credulone, oppure uno che si vanta di chissà quali conquiste.
Macchè.
Qui io non parlo di me.
Qui parlo solo di lei.
Di quel che può essere una giovane puttana.
Di quel che può aver capito del mondo: le sue intime contraddizioni, l'inevitabilità del limite che ogni condizione umana impone.

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