Friday, 12 June 2015

Pensieri tristi

Una mia amica sta male.
Forse sta morendo, anche se io mi rifiuto di crederci.
È più giovane di me, è brillante e piena di spirito ... è assurdo ciò che le sta capitando.
Ieri ci siamo visti per una chiacchierata su skype, ed era il nostro un tentativo maldestro e tenero per rivivere i incontri in caffè e librerie, baci sulle guance paffutelle, passeggiate per i boschi.
Avrei voluto farle una buffa corte senza speranze, come mio solito.
Avrei voluto sentirla ridere alle mie battute folli, come sempre.
Ma adesso non è possibile, capisci?
Con la parole l'ho abbracciata, ed abbiamo parlato un poco di come si vive il male, di come si può ignorare l'incombenza della morte.
Alla fine le ho suggerito di tenere duro.
E provare quelle cure, anche se sono tremende, e aggrediscono la vitalità quanto quell'ospite che dentro cresce ingordo di lei.
Le ho scritto, stamattina.
Le ho detto che forse i miei suggerimenti erano inopportuni, chissà.
Dopotutto non sono un medico.
Sono un essere umano.
Ed uno potrebbe domandarsi se questo possa aiutare in qualche modo.
Io - lo so per esperienza - ne sono convinto.

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