Saturday, 23 May 2015

Reminiscenza, dimenticanza


La teoria platonica della reminiscenza asserisce che la conoscenza non e' null'altro che ricordanza di cio' che la nostra anima, svolazzando qua e la per l'iperuranio, ha esperito dell''essere'.



Prendo per buona un attimo questa invenzione, ma solo per confrontarla alla mia esperienza personale: se anche nel mio passato di spirito e' stata impressa un'idea dell'amore, delle relazioni tra uomo e donna, perfino della sessualita', io ho dimenticato tutto, non so per quale diavolo di ragione.

Forse e' andata cosi' poiche' non ho mai messo in pratica nulla di tutto cio' che gli altri, evidentemente tutti memori di una stessa visione, attuavano con sommo profitto, o forse semplicemente ero distratto, annoiato, irriverente.

Ad ogni modo, da cosa nasce cosa, ed io ho finito per smentire anche le attese piu' legittime e scontate perfino in un ambito tanto intimo da necessitare di soluzioni.

Mi viene in mente una prostituta con la quale sono stato tanto tempo fa.

Ero in Germania per una conferenza, e vista l'abbandonza di bordelli e case di piacere disseminate un po' ovunque per la citta', decisi di concedermi un po' di bellezza nella breve parentesi tra la conclusione del congresso ed il ritorno a casa.

Capitai in un casino vecchio stile: entri e ti trovi circondato da ragazze mezze nude, fotografie di donne completamente nude, statue di Veneri ed altre divinita' dei sensi.

Ti guardano, e non saprai mai, uomo, se in loro e' maggiore il desiderio di essere scelte, e mettere in tasca 100 euro per un'oretta di lavoro, o la paura di mani ruvide, puzza di sudore, maleducazione, semplice bruttezza del corpo.

Il mio ideale di bellezza, e quello di femminilita', si trovano raramente in un bordello, ma scegliendo una ragazza diversa da Alice, o alternativa a te, non e' che 'mi accontenti', perche' l'amore esiste a priori, anche in assenza dell'oggetto amato, ed esercita comunque la  sua funzione purificatrice, lenitiva.

Le amo tutte, e sempre.

Tra una scopata e l'altra parliamo, come e' giusto e bello che sia.

Le racconto che sono in citta' per una conferenza, e che partiro' entro un paio di giorni.
Lei e' arrivata da pochi mesi dalla Polonia, si trova abbastanza bene e riesce a mettere via un po' di soldi.

Intanto la bacio, e presto torna il desiderio a pulsare, a insistere, a pretendere d'essere il baricentro, il fulcro.

Facciamo la cosa un'altra volta, e finalmente esausti rimaniamo ancora un po' abbracciati.
La carezzo, come se fosse la mia amante da sempre ... come forse, in effetti, e'.


Poi arriva il momento in cui me ne devo andare.
E torno sui miei passi, ed inverto i gesti: infilo i calzini, i boxer, i pantaloni.
Mi accompagna alla porta, e ancora per un attimo siamo io e lei.
Le bacio la mano.

Lei mi dice: 'Mi mancherai'.
Sorrido, e credo che sia vero ... che' anche a me manchera'.

Ed io capisco che davvero devo essermi dimenticato tutto, e devo essermi inventato da capo, da zero, dal nulla, una nuova disciplina, una sacralita' nuova.

In questa alternativa, pensa un po', persino il mio ideale di bellezza, il mio ideale di femminilita', hanno un senso.

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